{"id":88886,"date":"2025-02-04T09:30:53","date_gmt":"2025-02-04T08:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88886"},"modified":"2025-02-02T14:08:09","modified_gmt":"2025-02-02T13:08:09","slug":"il-governo-archivia-gli-archivi-e-pure-quello-centrale-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88886","title":{"rendered":"Il governo archivia gli archivi (e pure quello Centrale dello Stato)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di STARTMAGAZINE (Aldo Giovanni Ricci)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"vcex-post-excerpt vcex-module wpex-text-pretty wpex-last-mb-0 vcex_679f66cb48ffc\">\n<p>In tre anni sono stati tagliati oltre 12 milioni di euro per una realt\u00e0 chiamata a custodire la memoria storica della Nazione soprattutto attraverso i 101 archivi di Stato provinciali, le 33 sedi distaccate e l\u2019Archivio Centrale dello Stato di Roma. L&#8217;intervento di Aldo Giovanni Ricci per Storia in Rete<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"vcex-post-content\">\n<p>Niccol\u00f2 Machiavelli ha scritto che bisogna studiare con attenzione le cose passate per prevedere le future e gestirle cercando di non ripetere gli errori eventualmente commessi. Quindi, in altre parole, bisogna studiare la storia, in particolare quando essa si \u00e8 rimessa in moto con prepotenza, come sta avvenendo in questi anni, smentendo le stupidaggini circa una sua improbabile fine, circolate in un saggio famoso di Fukuyama all\u2019indomani della caduta dell\u2019URSS. La storia si studia sulle fonti e, tra queste, un posto di rilievo lo occupano i documenti e ovviamente gli archivi che li conservano.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi con amarezza che ho letto la tabella dei pesanti tagli che la legge di bilancio appena approvata ha stabilito per il Ministero della Cultura, ma in particolare per gli Archivi (punto 1.4 della tabella). Un taglio che \u00e8 pari a sette milioni e 463 mila euro nel 2025 e a due milioni e 462 mila euro sia per il 2026 che per il 2027. Totale: in tre anni \u20ac 12.387.000 di risorse in meno per una realt\u00e0 chiamata a custodire la memoria storica della Nazione soprattutto attraverso i 101 archivi di Stato provinciali, le 33 sedi distaccate e l\u2019Archivio Centrale dello Stato di Roma.<\/p>\n<p>Sono tagli lineari anche per altri settori, ma che incidono particolarmente per gli Archivi, che sono sempre stati la Cenerentola del Ministero, cos\u00ec come la Storia \u00e8 diventata la Cenerentola nel mondo dell\u2019istruzione.\u00a0Gli archivi sono la pi\u00f9 numerosa e ricca struttura capillare del ministero della Cultura. Sono presenti in ogni capoluogo di provincia e conservano\u00a0la memoria storica della nostra Nazione dal Medioevo ai giorni nostri. Milioni di documenti affidati spesso a quattro-cinque addetti negli archivi pi\u00f9 piccoli, in grado di gestire quindi poco pi\u00f9 della loro sopravvivenza.<\/p>\n<p>A questa carenza di organico e di mezzi non sfugge neppure il pi\u00f9 importante istituto italiano del settore: l\u2019Archivio centrale dello Stato di Roma, che conserva i documenti dello Stato e di molti privati di importanza culturale o politica dall\u2019Unit\u00e0 ai giorni nostri. Un istituto che conosco bene avendolo diretto per anni fino a quindici anni fa. Quindi organico a met\u00e0 circa e mezzi al lumicino, ma non basta.\u00a0L\u2019Archivio \u00e8 privo da mesi di un direttore titolare\u00a0e il reggente (con altri incarichi di responsabilit\u00e0) non pu\u00f2 fare molto di pi\u00f9 che gestire gli atti indispensabili dell\u2019ordinaria amministrazione.<\/p>\n<p>Ma ancora non basta. Met\u00e0 delle facciate dell\u2019edificio (di propriet\u00e0 dell\u2019INAIL) sono sottoposte a lavori di restauro. Conclusione: \u00e8 stato diramato\u00a0un ordine di servizio che sospende il prelievo della documentazione (archivistica e bibliografica) conservata in quella porzione dell\u2019immobile, circa la met\u00e0 del patrimonio complessivo. Inoltre dall\u2019Archivio sono stati recentemente prelevati molti dei grandi quadri storici (sovrani d\u2019Italia, scene di battaglie ecc., per la maggior parte di propriet\u00e0 del Quirinale o di Casa Savoia) che adornavano le pareti dell\u2019Istituto dal momento del suo trasferimento nella sede dell\u2019EUR, all\u2019inizio degli anni Sessanta. Certo non documenti di studio, ma elementi ormai divenuti parte integrante dell\u2019immagine dell\u2019Istituto per generazioni di ricercatori e di archivisti che si sono alternate nella conservazione e nella valorizzazione della memoria storica della Nazione.<\/p>\n<p>Questa la situazione del pi\u00f9 importante istituto archivistico italiano, a Roma, nel cuore delle istituzioni e del mondo culturale. Figuriamoci nelle province pi\u00f9 lontane. Povera Storia!<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/il-governo-archivia-gli-archivi-e-pure-quello-centrale-dello-stato\/\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/il-governo-archivia-gli-archivi-e-pure-quello-centrale-dello-stato\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAGAZINE (Aldo Giovanni Ricci) &nbsp; In tre anni sono stati tagliati oltre 12 milioni di euro per una realt\u00e0 chiamata a custodire la memoria storica della Nazione soprattutto attraverso i 101 archivi di Stato provinciali, le 33 sedi distaccate e l\u2019Archivio Centrale dello Stato di Roma. 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