{"id":88948,"date":"2025-02-07T10:00:31","date_gmt":"2025-02-07T09:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88948"},"modified":"2025-02-06T12:52:13","modified_gmt":"2025-02-06T11:52:13","slug":"caso-almasri-nordio-distorce-le-carte-della-cpi-per-difendere-la-scarcerazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88948","title":{"rendered":"Caso Almasri: Nordio distorce le carte della CPI per difendere la scarcerazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Dario Lucisano)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri, mercoled\u00ec 5 febbraio, i ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell\u2019Interno Matteo Piantedosi hanno reso l\u2019<a href=\"https:\/\/webtv.camera.it\/evento\/27272\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">informativa<\/a>\u00a0sul caso Almasri al Parlamento. Al di fuori delle solite diatribe da palcoscenico che fanno da sfondo ai dibattiti tra maggioranza e opposizioni, quello che \u00e8 certo \u00e8 che\u00a0<strong>le motivazioni addotte dai rappresentanti del governo<\/strong>\u00a0sulla liberazione e il conseguente rimpatrio del torturatore capo della polizia giudiziaria libica\u00a0<strong>non sono affatto soddisfacenti<\/strong>. Nel corso dell\u2019informativa i ministri si sono trincerati dietro a cavilli burocratici poco credibili, non troppo velate accuse alla Corte Penale Internazionale, e fumose ipotesi di minaccia alla sicurezza e all\u2019ordine pubblico, finendo per\u00a0<strong>aggirare il merito della questione<\/strong>. Un\u2019attenta lettura delle carte della CPI, inoltre, suggerisce una parziale comprensione dei documenti da parte di Nordio, che ne ha cos\u00ec\u00a0<strong>distorto del tutto il contenuto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sia alla Camera che al Senato il primo a prendere parola \u00e8 stato Nordio. In primo luogo, il ministro ha fornito una ricostruzione degli eventi per spiegare come le tempistiche non fossero dalla sua parte. Il mandato \u00e8 stato\u00a0<strong>emesso il 18 gennaio<\/strong>, l\u2019arresto effettuato il 19 alle 9:30, e lo stesso giorno, poco dopo le 12, l\u2019Interpol ha informato il ministero con \u00ab<strong>una comunicazione assolutamente informale<\/strong>\u00bb. La comunicazione ufficiale dell\u2019arresto gli \u00e8 arrivata il giorno seguente, alle 12:40 e un\u2019ora dopo sono giunte le carte relative al mandato d\u2019arresto. Il mandato \u00e8 \u00ab<strong>arrivato in lingua inglese<\/strong>\u00a0<strong>senza essere tradotto<\/strong>\u00a0con una serie di criticit\u00e0 che avrebbero reso impossibile l\u2019immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d\u2019appello\u00bb. Tra questa sorta di barriera linguistica, a cui Nordio ha fatto riferimento svariate volte, e il \u00abpasticcio\u00bb formale della CPI, Nordio ha tardato nella lettura degli atti, che in ogni caso\u00a0<strong>avrebbe giudicato \u00abnulli\u00bb<\/strong>, e Almasri \u00e8 stato scarcerato. A quel punto, ha spiegato Piantedosi, Almasri \u00e8 stato espulso a causa del suo \u00abprofilo di pericolosit\u00e0\u00bb e \u00ab<strong>nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato<\/strong>\u00a0e della tutela dell\u2019ordine pubblico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso del suo intervento Nordio ha fatto riferimento a quel vizio di forma che ha portato alla scarcerazione del cittadino libico, ossia al fatto che\u00a0<strong>l\u2019arresto \u00e8 avvenuto senza la convalida del ministero<\/strong>. Sebbene al ministro sarebbe bastato dare conferma dell\u2019arresto per risolvere ogni mancanza, Nordio ha giustificato la mancata convalida con la presunta confusione delle carte della CPI. Almasri \u00e8 accusato di diversi crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e di avere commesso una serie di reati continuati a partire dal 2015, e dunque dopo la caduta di Gheddafi \u2013 di cui Almasri era un oppositore \u2013 del 2011. Secondo il ministro, dalle 42 pagine di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.icc-cpi.int\/court-record\/icc-01\/11-152-anx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mandato di arresto<\/a>, \u00ab<strong>emergeva una incertezza assoluta sulla data dei delitti commessi<\/strong>\u00bb, che in certi passi sembravano iniziati nel 2015, e in altri proprio nel 2011 (dal 15 febbraio, dice Nordio), sotto Gheddafi. Insomma, secondo Nordio, dalle carte non si riusciva a capire quando fossero iniziati i reati di Almasri, e a causa di questo \u00abvizio genetico\u00bb\u00a0<strong>le conclusioni apparivano illogiche<\/strong>\u00a0tanto che se ne sarebbe accorta la stessa CPI, che il 24 gennaio ha aggiornato il mandato di arresto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse a causa della barriera linguistica a cui fa riferimento, le affermazioni di Nordio sembrano imprecise. I documenti pubblicati dalla Corte menzionano effettivamente il 15 febbraio, ma\u00a0<strong>non come data di inizio dei crimini di Almasri<\/strong>. Questa data, infatti, segna il momento in cui la Corte ha acquisito giurisdizione sui crimini commessi in Libia, a seguito dell\u2019adozione della cosiddetta \u201cRisoluzione 2011\u201d. Nordio cita un passaggio dell\u2019opinione dissenziente di un giudice, in cui si afferma che non \u00e8 chiaro se \u00abil presunto conflitto armato non internazionale fosse\u00a0<strong>lo stesso di quello iniziato nel 2011 o se fosse un conflitto diverso<\/strong>\u00bb. Tuttavia, leggendo l\u2019intero paragrafo, emerge che la questione sollevata dal giudice non riguarda l\u2019inizio dei crimini di Almasri, ma il fatto che non si pu\u00f2 stabilire un legame tra la situazione pre-Gheddafi \u2013 su cui la Corte ha giurisdizione \u2013 e il conflitto attuale in Libia. Secondo il giudice Flores Liera, infatti, il conflitto attuale \u00e8 diverso. In sintesi,\u00a0<strong>l\u2019opinione dissenziente sostiene che la Risoluzione 2011 non attribuisce alla Corte giurisdizione sui crimini pi\u00f9 recenti in Libia<\/strong>. Non si mette in discussione quando Almasri abbia iniziato a commettere crimini, ma si evidenzia piuttosto un problema di competenza della Corte rispetto alla situazione odierna. Se poi fosse vero, come sostiene Nordio, che nella versione del mandato pervenuta al ministero le conclusioni indicavano che Almasri avrebbe commesso i suoi crimini a partire dal 15 febbraio 2011, sarebbe a causa di un\u00a0<strong>evidente errore tipografico<\/strong>, visto che la data coincide con quella della Risoluzione 2011, come ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.icc-cpi.int\/sites\/default\/files\/CourtRecords\/0902ebd180a9424a.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spiegato<\/a>\u00a0la stessa CPI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Nordio distorce le carte e schiva agilmente il motivo per cui il caso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/01\/22\/litalia-ha-rilasciato-il-torturatore-capo-della-polizia-giudiziaria-libica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Almasri<\/a>\u00a0\u00e8 finito in Parlamento, Piantedosi fa riferimento a\u00a0<strong>vaghe questioni di sicurezza e ordine pubblico<\/strong>\u00a0senza mai spiegarle. Verso la fine del suo intervento, per\u00f2, dice che \u00abs\u00ec \u00e8 reso necessario agire rapidamente per i profili di pericolosit\u00e0 riconducibili al soggetto e per i rischi che la sua permanenza in Italia avrebbe comportato soprattutto con riguardo a valutazioni concernenti la sicurezza dei cittadini italiani e la\u00a0<strong>sicurezza degli interessi del nostro Paese all\u2019estero in scenari di rilevante valore strategico<\/strong>, ma al contempo di enormi complessit\u00e0 e delicatezza\u00bb, ammettendo indirettamente che i rapporti tra Italia e Libia sono troppo \u00abrilevanti\u00bb per venire minati. Effettivamente\u00a0<strong>i nostri rapporti con la Libia sono particolarmente stretti<\/strong>: recentemente Tripoli \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unem.it\/importa-greggio-i-trimestre-2024-africa-al-38-libia-torna-primo-fornitore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tornata<\/a>\u00a0a essere il primo fornitore di petrolio all\u2019Italia.\u00a0Negli ultimi anni il commercio col Paese \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g0cD5aNshiY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">triplicato<\/a>\u00a0e, da quando \u00e8 in carica, Meloni ha visitato Tripoli almeno quattro volte. Secondo la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cameraitalolibica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Dalla-tavola-di-Roma-un-messaggio-di-sostegno-e-la-speranza-di-una-rapida-uscita-dalla-crisi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Camera di Commercio Italo-Libica<\/a>, inoltre: \u00abSiamo il primo importatore e il terzo esportatore verso il Paese\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/02\/06\/caso-almasri-nordio-distorce-le-carte-della-cpi-per-difendere-la-scarcerazione\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/02\/06\/caso-almasri-nordio-distorce-le-carte-della-cpi-per-difendere-la-scarcerazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Dario Lucisano) Ieri, mercoled\u00ec 5 febbraio, i ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell\u2019Interno Matteo Piantedosi hanno reso l\u2019informativa\u00a0sul caso Almasri al Parlamento. 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