{"id":89080,"date":"2025-02-17T10:30:50","date_gmt":"2025-02-17T09:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89080"},"modified":"2025-02-16T13:07:20","modified_gmt":"2025-02-16T12:07:20","slug":"il-disimpegno-trumpiano-e-il-post-monaco-per-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89080","title":{"rendered":"Il disimpegno trumpiano e il post Monaco per l&#8217;UE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Francesco Dall&#8217;Aglio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89081\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/350x200c50-27-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/350x200c50-27-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/350x200c50-27.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vertice di Monaco non sta andando benissimo, da qualunque punto lo si consideri. Non sta andando bene per l&#8217;Ucraina, ovviamente, ma soprattutto non sta andando bene per l&#8217;Europa. Il disimpegno statunitense dal conflitto in Ucraina non \u00e8 solo disimpegno dall&#8217;Ucraina, ma si accompagna a un atteggiamento di disinteresse, se non quasi di ostilit\u00e0, nei confronti dell&#8217;Europa stessa intesa come sintesi di NATO\/UE (che \u00e8 quello che \u00e8 diventata, in fin dei conti). La cosa \u00e8 del tutto evidente, cos\u00ec come evidente \u00e8 che, a giudicare dalle reazioni che vanno dall&#8217;isterico all&#8217;indignato all&#8217;incredulo, la leadership europea pare non ne abbia capito il motivo e ne scarica la colpa su Trump, come se il motivo non fosse profondo ma dipendesse dalla sua incapacit\u00e0, o dalla sua cattiveria, o dal suo essere manovrato da Putin (capita di leggere anche questo), o dal fatto che non capisce niente di quello che lo circonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 semplice, e pi\u00f9 complessa. Il disimpegno trumpiano certifica in sostanza la fine della guerra fredda: \u00e8 una conseguenza, non una causa, del fatto che per gli USA la Russia non \u00e8 pi\u00f9 una minaccia esistenziale, per cui la NATO europea non \u00e8 pi\u00f9 una cosa sulla quale sia necessario investire troppo. E non \u00e8 pi\u00f9 una minaccia non perch\u00e9, come mi \u00e8 capitato di leggere, Trump e Putin sono due dittatori e si sa, tra dittatori ci si mette sempre d&#8217;accordo (\u00e8 vero esattamente il contrario, al limite, ma ormai ognuno dice quello che gli pare), non perch\u00e9, come sempre mi \u00e8 capitato di leggere, grazie a Putin ora Trump sente di avere il via libera e lo premia regalandogli l&#8217;Ucraina (figurati se gli Stati Uniti aspettavano l&#8217;autorizzazione della Russia per fare quello che gli pare) ma perch\u00e9, molto semplicemente, l&#8217;Europa \u00e8 diventata irrilevante e rischiare un conflitto diretto, o continuare a spenderci troppi soldi, non vale pi\u00f9 la pena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la guerra fredda l&#8217;Europa era considerata la posta in palio, sia dal punto di vista ideologico che dal punto di vista economico, da parte di entrambe le superpotenze, e una parte preponderante del loro arsenale militare e diplomatico era rivolta al suo controllo. Il resto del mondo sostanzialmente non esisteva. S\u00ec, il Giappone faceva le radioline, Taiwan i pupazzetti, gli arabi avevano il petrolio, ma il resto del mondo non era pervenuto. Cina? India? Africa? Iran?Indocina? Terzo mondo. Pezzenti. Ci facevi le guerre senza pensarci troppo (e le perdevi, di solito, cosa che gi\u00e0 avrebbe dovuto metterle sull&#8217;avviso, le superpotenze in questione), al limite erano terreno di scontro perch\u00e9 non diventassero socialiste o liberiste, ma alla fine era roba secondaria. Contava solo l&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 in questa prospettiva che va letto l&#8217;allargamento a est della NATO, che infiniti addusse lutti eccetera. Era roba degli Stati Uniti, la certificazione del loro dominio sulla met\u00e0 di continente che, prima, era dell&#8217;avversario. Non era minimamente necessaria e lo sapeva la stessa amministrazione USA (lo diceva la CIA, porca miseria, che non era il caso), ma era una dichiarazione d&#8217;intenti ideologica e i Dem ci tenevano tantissimo &#8211; \u00e8 stata roba dei Dem l&#8217;allargamento, non ce lo dimentichiamo. Clinton, Obama, di cui Biden era il vicepresidente. Non ce lo dimentichiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente i Rep non hanno fatto follie per fermarla, sia chiaro, ma il progetto \u00e8 sostanzialmente dell&#8217;asse Clinton-Obama. L&#8217;Europa, nel senso di UE, si \u00e8 allargata anch&#8217;essa pensando, poveretta, di riuscire a gestire l&#8217;allargamento e guadagnarci (e c&#8217;era ancora qualche fesso come me, che pensava alla &#8220;casa comune europea&#8221; e scemenze simili, ed era contento. Aveva ragione Guccini, a vent&#8217;anni si \u00e8 stupidi davvero anche se erano quasi trenta), non accorgendosi che si stava invece mettendo in casa la &#8220;nuova Europa&#8221; tanto lodata da Rumsfeld, ovvero una manica di personaggi fedeli agli USA, non all&#8217;Europa, e dagli USA foraggiati a botte di associazioni, fondazioni, American University, &#8220;centri studi&#8221; e cose del genere, gestiti, ops, da USAID, NED e compagnia cantante, proprio quelli che Trump sta facendo fuori adesso. E questa &#8220;nuova Europa&#8221; con referenti a Washington e non a Bruxelles ha dirottato la vecchia, e ora tra NATO a trazione statunitense (ovviamente, essendo loro il socio di maggioranza) e vertici dell&#8217;Unione Europea non c&#8217;\u00e8 nessuna differenza, se non di compiti tecnici, e perch\u00e9 il peso di Polonia, baltici eccetera \u00e8 cos\u00ec sproporzionatamente alto nella NATO\/UE, perch\u00e9 sono loro l&#8217;anello di congiunzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora per\u00f2 non siamo pi\u00f9 al tempo della guerra fredda. Ora non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Europa il premio del vincitore, anche perch\u00e9 se l&#8217;\u00e8 gi\u00e0 mangiata tutta, e l&#8217;atteggiamento trumpiano lo certifica senz&#8217;ombra di dubbio. Ora i punti focali sono altrove, nel Pacifico ad esempio, in Asia centrale, nel Golfo Persico e nel Mar Rosso, nell&#8217;Artico, e di nemici ce ne sono tanti, non pi\u00f9 uno solo, e tutti sempre pi\u00f9 organizzati &#8211; gli huthi, per dire, nella loro area di competenza sono sostanzialmente un pari strategico degli Stati Uniti, rendiamoci conto. La Russia non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;il&#8221; nemico, al limite uno dei tanti, e di certo non il pi\u00f9 minaccioso. Continuare a spendere soldi per la difesa di un&#8217;area che non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;unica area strategica e importante del pianeta non ha senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Se l&#8217;Europa ci tiene alla sua difesa si difenda da sola, invece di continuare a risucchiare soldi, e soprattutto attenzione strategica, agli USA. Da questo punto di vista l&#8217;amministrazione Trump \u00e8 pi\u00f9 moderna non solo di quella di Biden ma anche di quella russa, che ha continuato a vedere solo l&#8217;Europa (e quindi l&#8217;Ucraina) come area di sua pertinenza strategica; e in questo senso Biden gli ha fatto un favore, obbligandoli a confrontarsi con l&#8217;Asia in maniera molto pi\u00f9 radicale, significativa e vantaggiosa di quanto non avrebbe altrimenti mai fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E questa &#8220;modernit\u00e0&#8221; la si vede anche nella scelta della squadra. L&#8217;amministrazione Biden era imbottita di vecchi arnesi della guerra fredda (Blinken, ad esempio, Nuland, Graham, e lo stesso Biden), che dovevano chiudere i conti col vecchio nemico e coronare il progetto. Qui abbiamo il Segretario alla Difesa che \u00e8 nato nel 1980, il vicepresidente addirittura nel 1984 &#8211; il &#8220;vecchio&#8221; \u00e8 Rubio che \u00e8 del 1970, e infatti \u00e8 quello ideologicamente pi\u00f9 vetero, ma sempre meno di chi lo ha preceduto. Questa gente \u00e8 vissuta in un mondo in cui l&#8217;URSS non c&#8217;era pi\u00f9 e la Russia era ben poca cosa. I loro nemici sono gli islamici e la Cina, non Mosca, e nessuno di loro \u00e8 disposto a una guerra mondiale per difendere un continente in cui tutt&#8217;al pi\u00f9 vai in vacanza, che non produce pi\u00f9 nulla, che non innova, che non ha risorse, e che invecchia a velocit\u00e0 straordinaria. Ed \u00e8 questo, non la loro cattiveria o il loro autoritarismo, che informa le scelte della loro amministrazione. Da noi, invece, i vecchi arnesi della guerra fredda sono ancora in giro, anche se sono nati nel 1977 (Kallas). La guerra fredda ce l&#8217;hanno in testa e la stanno ancora combattendo, e buona fortuna a farlo senza gli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_disimpegno_trumpiano_e_il_post_monaco_per_lue\/39602_59210\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_disimpegno_trumpiano_e_il_post_monaco_per_lue\/39602_59210\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Francesco Dall&#8217;Aglio) Il vertice di Monaco non sta andando benissimo, da qualunque punto lo si consideri. Non sta andando bene per l&#8217;Ucraina, ovviamente, ma soprattutto non sta andando bene per l&#8217;Europa. 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