{"id":89099,"date":"2025-02-18T09:01:53","date_gmt":"2025-02-18T08:01:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89099"},"modified":"2025-02-17T17:04:18","modified_gmt":"2025-02-17T16:04:18","slug":"cosa-succede-in-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89099","title":{"rendered":"Cosa succede in Iran"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SINISTRAINRETE (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/targetmetis.wordpress.com\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/testate2\/metis.webp\" alt=\"metis\" width=\"425\" height=\"97\" \/><\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la Repubblica Islamica questo non \u00e8 un periodo facile; anche se ormai da anni la Siria rappresentava pi\u00f9 un peso che un vantaggio (dipendendo moltissimo dagli aiuti iraniani), la caduta del regime di Assad ha creato sicuramente dei problemi, e l\u2019invasione israeliana del sud siriano costituisce una minaccia per Hezbollah (il pi\u00f9 stretto alleato della regione), cos\u00ec come \u2013 paradossalmente \u2013 la (temporanea) fine dei conflitti in Libano e Gaza, con la conseguente sospensione degli attacchi ad Israele da parte irachena e yemenita, rilancia la pulsione di Tel Aviv a colpire Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma i veri elementi problematici di questa fase, si trovano in effetti proprio a Teheran, oltre che a Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rielezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, infatti, apre un periodo di incertezza, poich\u00e9 \u2013 come sempre, verrebbe da dire \u2013 la posizione del neo-presidente \u00e8 alquanto ambigua. Stando a quanto dichiara, Trump ribadisce la contrariet\u00e0 assoluta degli USA a che l\u2019Iran si doti di armi nucleari (pretesa che non ha alcun fondamento nel diritto internazionale), anche se sostiene di preferire la via negoziale a quella militare, per ottenere questo risultato. Il problema \u00e8 che proprio Trump, durante il suo primo mandato, ritir\u00f2 gli Stati Uniti dal JCPOA, il trattato con cui Teheran si impegnava a non sviluppare il nucleare militare. Ne consegue che l\u2019intenzione della nuova amministrazione americana \u00e8 quella di agitare la minaccia di un attacco preventivo, per ottenere un nuovo trattato, ancora pi\u00f9 stringente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intento \u00e8 quello di arrivare ad un accordo pi\u00f9 ampio, che integri limitazioni non solo allo sviluppo di armi nucleari, ma anche allo sviluppo ed al possesso di sistemi missilistici ipersonici [1]. Cosa che per\u00f2 \u00e8 chiaramente inaccettabile per Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente Washington sa perfettamente che, al momento, l\u2019Iran non ha armi nucleari, e non intende costruirne; cos\u00ec come lo sanno perfettamente anche a Tel Aviv. Ma se per Israele evitare che le realizzi \u00e8 importante, poich\u00e9 ci\u00f2 significherebbe perdere la propria deterrenza\u00a0<em>nuke<\/em>, ancora pi\u00f9 importante \u00e8 distruggere la capacit\u00e0 militare iraniana\u00a0<em>tout court<\/em>, perch\u00e9 questa costituisce la maggior minaccia per lo stato ebraico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A loro volta, gli\u00a0<em>states\u00a0<\/em>non hanno alcun interesse a scatenare un conflitto di vaste proporzioni in Medio Oriente, che oltre a mettere a rischio le proprie basi nella regione potrebbe infiammare il mercato mondiale del petrolio [2], ma devono ricercare una soluzione che consenta di evitare la guerra mettendo al contempo al sicuro Israele, la cui difesa e sopravvivenza \u00e8 ormai totalmente legata all\u2019aiuto statunitense. \u00c8 probabile quindi che Washington cercher\u00e0 di agire attraverso un inasprimento delle sanzioni (leva economica), piuttosto che avallando un attacco (leva militare) [3]. In questo, non solo dovranno tenere a freno gli israeliani, ma anche ottenere un qualche risultato: o un nuovo trattato, quindi, o un indebolimento economico dell\u2019Iran che apra alla possibilit\u00e0 di tentare nuove \u2018<em>rivoluzioni colorate<\/em>\u2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I problemi, per\u00f2, come si diceva, stanno anche a Teheran. Sulla questione delle armi nucleari, infatti, si sta sviluppando un dibattito molto forte nella Repubblica Islamica, che fa anche da perno ad una disputa politica pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 profonda. Da un lato c\u2019\u00e8 l\u2019autorit\u00e0 di Khamenei, che a suo tempo aveva emesso una\u00a0<em>fatwa<\/em>\u00a0in virt\u00f9 della quale l\u2019Iran non deve sviluppare armi nucleari, e che per\u00f2, pi\u00f9 di recente, ha recisamente negato qualsiasi senso nell\u2019aprire un negoziato con gli USA, mentre dall\u2019altro c\u2019\u00e8 il gruppo legato al presidente Pezeshkian, che invece \u00e8 assai possibilista sull\u2019apertura di trattative con l\u2019occidente. Quasi subito dopo la dichiarazione di Khamenei, infatti, il ministro degli esteri Araqchi ha invece rilanciato l\u2019ipotesi negoziale, subordinandola per\u00f2 ad una preventiva revoca delle sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta ovviamente di un gioco delle parti, in cui, soprattutto Pezeshkian e i suoi, cercano di aggirare i veti di Khamenei; dal punto di vista dei\u00a0<em>moderati\u00a0<\/em>che governano a Teheran, proprio la\u00a0<em>fatwa\u00a0<\/em>che vieta le armi nucleari \u00e8 la carta da giocarsi in trattative con l\u2019occidente, al fine di ottenere la fine delle sanzioni. La posizione di Khamenei, invece, che \u00e8 di fatto la massima autorit\u00e0 del paese, \u00e8 che proprio l\u2019esperienza delle precedenti trattative (JCPOA) dimostra l\u2019inutilit\u00e0 di negoziare con Washington. Tanto pi\u00f9 che alla Casa Bianca c\u2019\u00e8 nuovamente Trump, che vanific\u00f2 unilateralmente il precedente trattato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dagli ambienti governativi si obietta che\u00a0<em>\u201cil leader ha vietato i negoziati con gli americani e lo sviluppo di armi nucleari, sebbene questi siano gli unici modi in cui il regime pu\u00f2 sopravvivere. Sta portando il Paese al collasso\u201d<\/em>. Anche qui, ovviamente, c\u2019\u00e8 una notevole forzatura, funzionale allo scontro politico in atto (che, ovviamente, non \u00e8 soltanto sulla questione nucleare, ma ha una portata ben pi\u00f9 ampia: i\u00a0<em>moderati\u00a0<\/em>puntano chiaramente a ridimensionare il potere della\u00a0<em>Guida Suprema<\/em>, soprattutto in vista della nomina del suo successore). La questione di fondo \u00e8 che Pezeshkian ritiene possibile una forma di\u00a0<em>appeasement\u00a0<\/em>con l\u2019occidente, che consenta la ripresa degli scambi commerciali senza mettere in discussione l\u2019esistenza della Repubblica Islamica, mentre Khamenei ha invece ben chiaro che per l\u2019occidente \u00e8 proprio abbatterla l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inutile dire che questo confronto politico ai massimi vertici dello stato iraniano non fa che indebolirlo. Purtroppo (parere strettamente personale), Pezeshkian \u00e8 un personaggio politicamente debole e mediocre, assolutamente inadeguato alla fase storica in cui si trova l\u2019Iran (e, ovviamente, l\u2019intero Medio Oriente); e ci\u00f2 a prescindere dal suo essere un\u00a0<em>moderato<\/em>. A differenza del suo predecessore Raisi, non ha proprio la stoffa del leader, necessaria per guidare una nazione sotto assedio da 40 anni, e costantemente minacciata di attacco militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione dello sviluppo di armi nucleari, comunque, resta in primo piano. Il potente gruppo che fa capo ai Guardiani della Rivoluzione (IRGC) continua a chiedere a Khamenei di revocare la\u00a0<em>fatwa<\/em>, e dare il via allo sviluppo ad uso militare. Il consigliere di Khamenei, Kamal Kharrazi, mesi fa ha detto che\u00a0<em>\u201cse la Repubblica islamica si trova ad affrontare una minaccia esistenziale, dovremo rivedere la dottrina militare\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro per\u00f2 che tutto si gioca sul filo del rasoio. Se venisse revocata la\u00a0<em>fatwa<\/em>, ci\u00f2 rafforzerebbe enormemente la capacit\u00e0 israeliana di convincere Trump sulla necessit\u00e0 di un attacco preventivo; si tratterebbe quindi di calibrare molto attentamente la\u00a0<em>timeline<\/em>, ad esempio sviluppando l\u2019arma e solo poi annunciando la revoca della\u00a0<em>fatwa\u00a0<\/em>ed il primo test nucleare, in modo tale da rendere chiaro che un attacco israelo-americano avrebbe immediata ed adeguata risposta. Come ha detto Khamenei,<em>\u00a0\u201cse ci minacciano, risponderemo per le rime. Se compromettono la nostra sicurezza, noi comprometteremo la loro sicurezza.\u201d<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Note<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">1 \u2013 Secondo il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, il presidente Trump ha inviato un messaggio diretto all\u2019Iran nei giorni scorsi. Nel messaggio, il presidente Trump si \u00e8 offerto di firmare un nuovo accordo con l\u2019Iran, in cambio dello smantellamento completo del programma nucleare e di quello missilistico balistico. In conformit\u00e0 con le direttive della Guida Suprema, l\u2019Ayatollah Khamenei, il messaggio \u00e8 stato ignorato e non gli \u00e8 stata data nemmeno la dignit\u00e0 di una risposta.<\/h6>\n<p style=\"text-align: justify\">2 \u2013 Teheran ha la capacit\u00e0 militare per chiudere una delle rotte di transito del petrolio pi\u00f9 trafficate al mondo, ha affermato il comandante della Marina dell\u2019IRGC, il contrammiraglio Alireza Tangsiri. Ha inoltre respinto le minacce degli Stati Uniti di azzerare le esportazioni di petrolio dell\u2019Iran, affermando che il Paese ha gi\u00e0 reagito ad azioni ostili, tra cui il sequestro di petroliere collegate agli Stati Uniti in risposta ai sequestri di navi iraniane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3 \u2013 Ovviamente, c\u2019\u00e8 chi \u2013 anche negli\u00a0<em>states\u00a0<\/em>\u2013 preferirebbe un\u2019azione militare contro Teheran. Nonostante le decise smentite da parte iraniana, torna periodicamente ad affacciarsi la teoria dell\u2019assassinio. Trump \u00e8 stato\u00a0<em>informato<\/em>\u00a0che le intenzioni dell\u2019Iran di assassinarlo sono\u00a0<em>\u201cmolto pi\u00f9 serie\u201d<\/em>\u00a0di quanto si pensasse in precedenza. Secondo Axios, l\u2019Iran avrebbe addirittura equipaggiato le cellule dormienti negli Stati Uniti con missili terra-aria, per abbattere l\u2019aereo del presidente. Inutile dire che se l\u2019Iran avesse voluto ucciderlo, per vendicare Soleimani, avrebbe avuto tutto l\u2019agio di farlo quando non era presidente, e di certo non avrebbe alcun interesse a farlo adesso, cosa che equivarrebbe a farsi attaccare pesantemente senza alcun dubbio.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/29874-enrico-tomaselli-cosa-succede-in-iran.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/29874-enrico-tomaselli-cosa-succede-in-iran.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE (Enrico Tomaselli) Per la Repubblica Islamica questo non \u00e8 un periodo facile; anche se ormai da anni la Siria rappresentava pi\u00f9 un peso che un vantaggio (dipendendo moltissimo dagli aiuti iraniani), la caduta del regime di Assad ha creato sicuramente dei problemi, e l\u2019invasione israeliana del sud siriano costituisce una minaccia per Hezbollah (il pi\u00f9 stretto alleato della regione), cos\u00ec come \u2013 paradossalmente \u2013 la (temporanea) fine dei conflitti in Libano e Gaza,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nb5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89099"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89099"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89100,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89099\/revisions\/89100"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}