{"id":89112,"date":"2025-02-19T09:00:03","date_gmt":"2025-02-19T08:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89112"},"modified":"2025-02-19T01:05:39","modified_gmt":"2025-02-19T00:05:39","slug":"gaza-le-nazioni-arabe-cercano-un-piano-alternativo-al-crimine-elaborato-da-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89112","title":{"rendered":"Gaza: le nazioni arabe cercano un piano alternativo al crimine elaborato da Trump"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Dario Lucisano)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la presentazione del piano di deportazione dei palestinesi da parte del presidente Trump, i Paesi arabi stanno accelerando le discussioni per elaborare una soluzione alternativa per il futuro di Gaza. A guidare i colloqui sono\u00a0<strong>Arabia Saudita<\/strong>, Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania, che dovrebbero incontrarsi gioved\u00ec 27 febbraio a Riyad. Per ora, la proposta pi\u00f9 considerata sembra essere quella avanzata dall\u2019Egitto, che prevede l\u2019individuazione di una serie di \u00ab<strong>aree sicure<\/strong>\u00bb dove collocare le abitazioni temporanee per gli sfollati, mentre nel frattempo verrebbero portati avanti i lavori di smaltimento e ricostruzione. La grande incognita resta ancora quella della\u00a0<strong>futura amministrazione<\/strong>: Israele chiede che Hamas e Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese vengano tagliate fuori da ogni possibile ruolo di gestione della Striscia, richiesta che funzionari di Hamas hanno detto di essere pronti ad accettare a condizione di avere voce in capitolo sulla scelta della prossima guida. Israele, invece, sembra volere perseguire il suo obiettivo di\u00a0<strong>eradicazione totale di Hamas<\/strong>, come dimostra l\u2019uccisione di un alto comandante del gruppo arrivata proprio ieri.<\/p>\n<p>Il piano egiziano per la ricostruzione di Gaza non \u00e8 ancora stato presentato, ma il quotidiano statale\u00a0<a href=\"https:\/\/english.ahram.org.eg\/NewsContent\/1\/1234\/540588\/Egypt\/Foreign-Affairs\/Egypt-rejection-of-Palestinians%E2%80%99-displacement-back.aspx\"><em>Al-Ahram<\/em><\/a>, l\u2019agenzia di stampa\u00a0<a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/egypt-gaza-reconstruction-plan-76941b11e6746078da113e36605ec462\"><em>Associated Press<\/em><\/a>\u00a0e l\u2019agenzia di stampa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/saudi-arabia-spearheads-arab-scramble-alternative-trumps-gaza-plan-2025-02-14\/\"><em>Reuters<\/em><\/a>\u00a0hanno fornito alcuni dettagli preliminari. Da quanto comunicano le fonti, l\u2019Egitto avrebbe pensato a un\u00a0<strong>piano strutturato in tre<\/strong>\u00a0<strong>fasi<\/strong>. L\u2019idea egiziana \u00e8 quella di designare tre \u00abzone sicure\u00bb all\u2019interno di Gaza dove ricollocare i palestinesi per un \u00abperiodo di recupero preliminare\u00bb di sei mesi. Tali aree sarebbero\u00a0<strong>dotate di case mobili e rifugi<\/strong>, e verrebbero messe in piedi con afflussi di aiuti umanitari e con il sostegno di \u00ab24 multinazionali\u00bb e diverse societ\u00e0 egiziane. Nel frattempo verrebbero portati avanti i lavori di ricostruzione. La manodopera di questi ultimi dovrebbe venire\u00a0<strong>affidata almeno in parte alla stessa popolazione gazawi<\/strong>, visto che i funzionari egiziani hanno detto che la ricostruzione genererebbe \u00abdecine di migliaia di posti di lavoro\u00bb. Durante questa fase, il piano di ricostruzione dell\u2019Egitto per Gaza prevede la costruzione di unit\u00e0 abitative sicure entro 18 mesi e l\u2019istituzione di altre zone abitative temporanee, per arrivare a un totale di venti aree. L\u2019intera restaurazione, invece,\u00a0<strong>dovrebbe durare 5 anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Ancora incerte le modalit\u00e0 di finanziamento dei lavori, per cui tuttavia il ruolo del principe ereditario saudita\u00a0<strong>Mohammed bin Salman<\/strong>\u00a0si preannuncia fondamentale. Funzionari sauditi hanno detto che questo febbraio il fondo sovrano del Paese terr\u00e0 una conferenza a Miami, alla quale dovrebbe partecipare lo stesso Trump, ma non sono arrivate conferme dai funzionari statunitensi; anche le fonti egiziane parlano di una possibile \u00ab<strong>conferenza internazionale per la ricostruzione di<\/strong>\u00a0<strong>Gaza<\/strong>\u00bb, senza tuttavia fare esplicito riferimento a Miami. Pare che per il pagamento dei lavori dovrebbe venire istituito un fondo\u00a0<em>ad hoc<\/em>, che potrebbe coinvolgere il denaro internazionale e dei Paesi del Golfo. Gli stessi Paesi del Golfo, tuttavia, chiedono\u00a0<strong>garanzie che Israele non distrugga di nuovo la Striscia<\/strong>: per tale motivo \u00e8 emersa la possibilit\u00e0 di istituire una\u00a0<strong>zona cuscinetto<\/strong>\u00a0in cui costruire una barriera fisica per impedire la costruzione di tunnel attraverso il confine di Gaza con l\u2019Egitto.<\/p>\n<p>Ultima, ma non meno importante la questione della futura gestione della Striscia. Anche in questo caso, il ruolo del principe saudita sembra essere particolarmente rilevante. L\u2019Arabia Saudita, infatti, ha dichiarato che il processo di normalizzazione con Israele passa da un\u00a0<strong>necessario riconoscimento di uno Stato palestinese<\/strong>. Ieri, luned\u00ec 17 febbraio, Mohammed bin Salman ha ricevuto il segretario di Stato USA Marco Rubio per parlare, oltre che di Ucraina, proprio di Gaza e della futura guida della Striscia. Il piano egiziano prevede l\u2019istituzione di una sorta di governo di unit\u00e0 nazionale, da cui\u00a0<strong>Hamas ha detto che sarebbe pronta a rimanere<\/strong>\u00a0<strong>fuori<\/strong>\u00a0a patto di potere nominare alcuni dei rappresentanti. Israele continua a mostrarsi chiusa verso una possibile amministrazione con a capo Hamas o l\u2019ANP, e per quanto Hamas abbia affermato di essere disposta ad accettare tale condizione, non \u00e8 detto che Israele sia pronta a fare lo stesso con le\u00a0<strong>richieste dell\u2019organizzazione palestinese<\/strong>. L\u2019eradicazione di Hamas sembra infatti essere ancora una condizione di primaria importanza per Israele, come dimostrano le\u00a0<strong>continue violazioni di cessate il fuoco a Gaza<\/strong>\u00a0e in Libano, che ieri hanno portato all\u2019uccisione del comandante di Hamas in Libano Mohammed Shahine, e di tre poliziotti di Hamas a Gaza. Netanyahu, inoltre, ha ribadito il suo pieno appoggio al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/02\/11\/gaza-trump-dettaglia-il-suo-piano-genocida-i-palestinesi-non-potranno-tornare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piano<\/a>\u00a0di Trump, mostrando di non avere alcuna intenzione di riconoscere uno Stato palestinese.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/02\/18\/gaza-le-nazioni-arabe-cercano-un-piano-alternativo-al-crimine-elaborato-da-trump\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/02\/18\/gaza-le-nazioni-arabe-cercano-un-piano-alternativo-al-crimine-elaborato-da-trump\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Dario Lucisano) Dopo la presentazione del piano di deportazione dei palestinesi da parte del presidente Trump, i Paesi arabi stanno accelerando le discussioni per elaborare una soluzione alternativa per il futuro di Gaza. 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