{"id":89120,"date":"2025-02-19T10:44:49","date_gmt":"2025-02-19T09:44:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89120"},"modified":"2025-02-19T10:44:49","modified_gmt":"2025-02-19T09:44:49","slug":"lunione-europea-ha-perso-la-sua-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89120","title":{"rendered":"L\u2019Unione Europea ha perso la (sua) guerra"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Paolo Cornetti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/195122962-361b3f9e-6e10-445d-bb5c-8c26c4146698.jpg\" width=\"320\" height=\"181\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi giorni la diplomazia internazionale si sta muovendo in maniera estremamente rapida, molto pi\u00f9 di quanto non abbia fatto per mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vertice di Riyad, capitale dell\u2019Arabia Saudita, sembra aver tracciato il primo passo verso la cessazione delle ostilit\u00e0 in terra d\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le basi su cui si tratter\u00e0 paiono essere le seguenti:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>I territori del Donbass conquistati dalla Russia rimarranno a Mosca, insieme ovviamente alla Crimea<\/li>\n<li>L\u2019Ucraina si ritirer\u00e0 da Kursk<\/li>\n<li>L\u2019Ucraina rimarr\u00e0 neutrale e non aderir\u00e0 alla NATO<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Una bozza che potrebbe soddisfare sia gli Stati Uniti che la Russia, ma a questo punto anche l\u2019Ucraina, ma non Zelensky, perch\u00e9 un accordo del genere segnerebbe inequivocabilmente la sua sconfitta e la sua fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel dettaglio, la Russia uscirebbe chiaramente da questa fase storica con pi\u00f9 incertezze rispetto a quando \u00e8 iniziata l\u2019erosione della sua sfera d\u2019influenza in Ucraina, con le rivoluzioni arancioni del 2004, ma al contempo, guadagnerebbe rispetto al 2014 riuscendo a riconquistare territori e a formalizzare la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina, tenendo cos\u00ec un po\u2019 pi\u00f9 lontani dai propri confini i missili della NATO, e non ultimo per importanza, potendo a celebrare in patria una vittoria militare contro il nemico occidentale. Certo, lo scenario dal punto di vista russo non \u00e8 il migliore che si potesse prospettare, ovvero con l\u2019Ucraina a fare da stato cuscinetto sotto l\u2019influenza russa e come dottrina russa vorrebbe, ma plausibilmente \u00e8 il migliore ottenibile nel contesto attuale, considerando anche che, malgrado ci saranno parecchi miliardi da investire per ricostruire, le risorse minerarie del Donbass fanno sempre comodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 ottenuto una serie di conquiste importanti, dall\u2019aver fiaccato militarmente ed economicamente una potenza avversaria, ad aver allontanato in via sostanzialmente definitiva (almeno per diversi anni a questa parte salvo stravolgimenti) i paesi dell\u2019Unione Europea dalla Federazione Russa e avere alimentato enormemente la dipendenza economica ed energetica della stessa UE. Allo stesso tempo, l\u2019esborso economico \u00e8 stato consistente e a Washington, dove gi\u00e0 vivono con le loro difficolt\u00e0 interne, non sembrano proprio disposti a portarlo avanti ulteriormente, preferendo indirizzare i propri sforzi verso quello che \u00e8 considerato il vero nemico del momento: la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, se andr\u00e0 in porto l\u2019accordo con l\u2019Ucraina sulle terre rare, come probabilissimo, questo creer\u00e0 un vantaggio non da poco che in parte ripagher\u00e0 dello sforzo bellico. Ci\u00f2 si aggiunge al fatto che, anche se con ogni probabilit\u00e0 non in maniera ufficiale, gli Stati Uniti rimarranno i garanti e i controllori di ci\u00f2 che rester\u00e0 dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kiev, invece, si ritrova con un paese sostanzialmente distrutto e serviranno decenni per ricostruire. Quanto rimane di intere generazioni dovr\u00e0 convivere con i traumi della guerra.\u00a0 Il supporto interno di Zelensky sembra andare via, via verso un deterioramento, il morale delle truppe \u00e8 basso e il troncamento dei finanziamenti americani segnerebbe una debacle totale, che per\u00f2 n\u00e9 gli Stati Uniti, n\u00e9 ovviamente gli stessi ucraini si augurano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al tavolo delle trattative, dunque, si siedono Russia e Stati Uniti e non \u00e8 chiaramente un caso. Sono le due potenze che si sono confrontate in questa guerra, ma la Russia l\u2019ha fatto con le sue forze armate, gli Stati Uniti utilizzando le vite delle forze armate e dei civili ucraini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tutto questo Ucraina e Unione europea rimangono a guardare, cercando inutilmente di delegittimare il vertice di Riyad, e sperando di essere coinvolte in qualche fase della trattativa, anche se ci\u00f2 probabilmente avverr\u00e0 solo a giochi fatti quando ci sar\u00e0 un documento da firmare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se l\u2019Ucraina non ha evidentemente la forza n\u00e9, come detto, la legittimazione per trattare da sola con la Russia, ci\u00f2 che sta succedendo all\u2019Unione Europea \u00e8 ben differente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019UE sta sostanzialmente facendo di tutto per non farsi coinvolgere nelle trattative, continuando a soffiare sul vento di una guerra che ha gi\u00e0 perso, pur non avendoci partecipato direttamente. S\u00ec. Sarebbe ora di ammetterlo. L\u2019UE ha perso la guerra che \u00e8 stata combattuta contro i suoi stati. Che ha portato, appunto, ad aumentare la dipendenza dalle risorse e dall\u2019economia americana e che \u00e8 stata portata avanti contro gli interessi dei popoli europei che si sono visti pesantemente colpire dall\u2019inflazione dovuta al repentino cambiamento nell\u2019approvvigionamento energetico e dalle stesse sanzioni che ha inflitto l\u2019Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ruolo di Bruxelles avrebbe potuto essere chiaramente diverso dal principio, se si fosse deciso che la via da perseguire era quella diplomatica a tutti i costi e non quella della guerra a tutti i costi, portando a far diventare le posizioni di Polonia e Paesi baltici quelle dominanti, malgrado andassero, appunto, contro gli interessi del resto del continente. Certo, ci\u00f2 avrebbe voluto dire andare contro gli Stati Uniti e l\u2019amministrazione Biden, ma avrebbe imposto sul piano internazionale una posizione terza e forte, che oggi sarebbe stata fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La direzione intrapresa ieri, e che oggi \u00e8 diventata palesemente antistorica, \u00e8 per\u00f2 dura a morire. L\u2019Unione Europea continua comunque nella sua guerra, essendosi immedesimata cos\u00ec tanto nel ruolo del servo obbediente da non riuscire pi\u00f9 a uscire dalla parte. D\u2019altronde gli Stati Uniti hanno potuto giocare la carta del cambio politico al vertice per mutare la propria posizione sulla guerra in Ucraina, mentre i leader europei oggi dovrebbero ammettere di aver perseguito una linea completamente fallimentare, sostenendo per tre anni che l\u2019Ucraina avrebbe sicuramente vinto la guerra e che la Russia sarebbe stata annientata. Tutto questo giocando sulla pelle del popolo ucraino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, questo tentativo di emancipazione dalla nuova linea degli Stati Uniti appare pi\u00f9 che mai goffo. Il vertice di Parigi \u2013 segu\u00ecto alle pesanti critiche di Vance a Monaco di Baviera \u2013 voluto da Macron, non ha dato alcun tipo di risultato unitario e nessun documento \u00e8 stato firmato. Le posizioni sono diverse, c\u2019\u00e8 chi vuole mandare truppe di interposizione (che la Russia rifiuterebbe) e chi vuole continuare a inviare armi a Kiev (malgrado sia stato gi\u00e0 mandato tutto il mandabile) o chi, come la Meloni, vuole una soluzione in accordo con gli USA. Ci\u00f2 che appare pi\u00f9 evidente \u00e8 che il mutamento della linea statunitense ha mandato tutti in confusione e che lo spirito unitario in Europa, in un senso o nell\u2019altro, non esista nemmeno lontanamente. D\u2019altronde, Macron che prova a tirare le fila \u2013 come fa sempre la Francia quando gli USA si allontanano dall\u2019Europa \u2013 sembra pi\u00f9 che altro voler alzare la voce per trovare in questa maniera una legittimazione internazionale essendo ormai stato completamente scaricato dai cittadini francesi, e lo stesso discorso vale per il premier britannico Stramer. Tentativo che probabilmente finir\u00e0 per essere un buco nell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E non solo, per volere degli Stati Uniti l\u2019UE sembra essere la destinata a pagare per la multimiliardaria ricostruzione dell\u2019Ucraina, la quale potrebbe proseguire il suo iter per entrare nell\u2019Unione (la Russia non porrebbe il veto nelle trattative).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una situazione di crisi economica generalizzata del continente e di sofferenza per i cittadini, Ursula von der Leyen ha annunciato la necessit\u00e0 di aumentare le spese militari per la difesa, che saranno escluse dal patto di stabilit\u00e0. Questo, pi\u00f9 la destinazione di un\u2019ingente quantit\u00e0 di denaro alla ricostruzione dell\u2019Ucraina pone diversi interrogativi ai cittadini europei, ai quali, per\u00f2, la classe dirigente non sembra avere intenzione di rispondere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le misure di austerit\u00e0 subite negli anni, l\u2019indirizzo economico imposto dalle regole europee che hanno obbligato gli stati a tagliare pesantemente il proprio settore pubblico collidono non poco con questa nuova direzione intrapresa, anche se in parte sar\u00e0 verosimilmente finanziata da ulteriori tagli. E di mezzo ci finiranno ancora una volta sanit\u00e0, istruzione, infrastrutture pubbliche e costringeranno un intero continente ad armarsi fino ai denti, ma tenendo la pancia vuota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A meno che queste tremende contraddizioni non decretino una fine e un nuovo inizio.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\" style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/02\/19\/lunione-europea-ha-perso-la-sua-guerra\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/02\/19\/lunione-europea-ha-perso-la-sua-guerra\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Paolo Cornetti) In questi giorni la diplomazia internazionale si sta muovendo in maniera estremamente rapida, molto pi\u00f9 di quanto non abbia fatto per mesi. 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