{"id":89172,"date":"2025-02-21T09:30:12","date_gmt":"2025-02-21T08:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89172"},"modified":"2025-02-20T22:01:00","modified_gmt":"2025-02-20T21:01:00","slug":"cosa-resta-della-democrazia-europeista-dei-cantori-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89172","title":{"rendered":"Cosa resta della \u201cdemocrazia\u201d europeista dei cantori della guerra?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89173\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/350x200c50-28-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/350x200c50-28-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/350x200c50-28.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Democrazia e dittatura; liberali e autocrati; despoti e fautori di pace&#8230;. Ascoltare in questi giorni le giaculatorie di esponenti dei governi pi\u00f9 che mai oggi apertamente votati al ruolo di \u00abcomitati d&#8217;affari della borghesia\u00bb (e, sulla scena attuale, espressione diretta del capitale militare-industriale), oppure leggere i salmi composti da tutti quei mercenari della carta stampata megafono degli esponenti di cui sopra, costituisce un vero e proprio esercizio di resistenza fisica e mentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non scomodiamo qui il genio di Vladimir Lenin sulla questione della democrazia e della dittatura e del suo contenuto storico e di classe: vorrebbe dire riservare un onore immeritato a quei cialtroni che quotidianamente si riempiono la bocca invocando \u201cvalori liberali\u201d e \u201cdemocrazia pura\u201d. Quando si fanno e si propagandano gli interessi della classe borghese e si giura su immutabilit\u00e0 e eternit\u00e0 del regime capitalista, genuflettendosi di fronte alla sacralit\u00e0 del profitto (da cui discendono, tra le altre cose, anche quelle sue porzioni che vanno a riempire i portafogli di politici e loro cantori) si dimostra con ci\u00f2 stesso proprio il contrario di quanto si proclama: si palesa il carattere di classe di ogni omelia sulla lotta tra il \u00abdispotismo pi\u00f9 aggressivo e crudele\u00bb e i \u00abvalori dell&#8217;Europa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella societ\u00e0 divisa in classi, democrazia e dittatura hanno sempre una sostanza di classe e ogni discorso su \u201cliberalit\u00e0\u201d, \u201cautocrazia\u201d, \u201cdittatura\u201d, senza che si specifichi \u201cdemocrazia per quale classe\u201d o \u201cdittatura su quale classe\u201d, costituisce soltanto un esercizio di retorica, applicato alla volont\u00e0 non dichiarata di fuorviare l&#8217;ascoltatore o il lettore dal contenuto concreto delle questioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando quei gaglioffi si vedono costretti, loro malgrado, a esporre i contenuti concreti dei loro obiettivi, ecco che gettano la maschera e, come accaduto lo scorso fine settimana a Monaco, uno asserisce &#8211; il ministro tedesco della guerra Boris Pistorius \u2013 che \u00abla democrazia non significa che una minoranza urlante abbia automaticamente ragione. Non pu\u00f2 decidere quale sia la verit\u00e0. Non significa che chiunque possa dire qualsiasi cosa. La democrazia deve essere in grado di difendersi dagli estremisti che cercano di distruggerla\u00bb. La democrazia \u00e8 qui appannaggio di chi detiene il potere nel dato momento e lo usa al servizio della classe che esercita la propria dittatura: certo, con \u201cforme\u201d che i liberali santificano come espressione della \u201cvolont\u00e0 popolare\u201d. Un&#8217;altra espressione di \u201cdemocrazia\u201d \u00e8 quella raccontata dal nazigolpista-capo Vladimir Zelenskij, che giudica l&#8217;Europa, di per se stessa, \u00abil mondo pi\u00f9 tollerante del mondo\u00bb e \u00abla societ\u00e0 pi\u00f9 democratica\u00bb e, applicando quella \u201ctolleranza\u201d alla \u201cdemocrazia in lotta contro una dittatura\u201d, cio\u00e8 all&#8217;Ucraina majdanista, non si fa scrupoli a dire ai suoi concittadini che, se proprio vogliono elezioni democratiche, che rinuncino pure alla cittadinanza ucraina. Per arrivare al ministro degli esteri belga Maxime Pr\u00e9vost, citato da De Standaard: \u00abPenso che in Europa ci siano problemi pi\u00f9 seri della libert\u00e0 di parola\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La democrazia \u00e8 una categoria che i pennivendoli europeisti invocano ogni volta che vedano messe sotto accusa le proprie menzogne. Ad esempio, la signora Nathalie Tocci, su La Stampa del 17 febbraio, a proposito di alcune parole del vice presidente USA Vance, scrive che \u00abdi tutti i problemi che abbiamo in Europa, la presunta limitazione della libert\u00e0 di espressione non \u00e8 certo in cima alla lista\u00bb e, casomai, quelle parole sono piuttosto da interpretarsi \u00abcome un&#8217;ingerenza esplicita nelle elezioni tedesche, cos\u00ec come in quelle prossime in Romania\u00bb. Gi\u00e0, proprio la Romania: se il discorso del reazionario Vance \u00e8 un&#8217;ingerenza nella politica tedesca, come definirebbe, la signora Tocci, il passo \u201ceuropeista\u201d con cui lo scorso dicembre era stato annullato il voto rumeno, dopo che le preferenze erano andate al candidato, anch&#8217;egli reazionario, alla pari di Vance e dei signori della commissione europea, colpevole per\u00f2 di non nascondere il proprio reazionarismo, come invece si usa fare nelle melliflue stanze di Bruxelles?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sotto quale categoria di \u201cdemocrazia geopolitca\u201d possiamo classificare il summit \u201ceuropeista\u201d che luned\u00ec scorso, a Parigi, a scorno della volont\u00e0 dei popoli europei e nell&#8217;intento di ribadire il sostegno economico-militare alla junta nazigolpista, ha riunito Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Olanda e Danimarca, oltre alla Gran Bretagna, al segretario della NATO e ai vertici europei, lasciando a casa i rappresentanti degli altri paesi UE? Forse: \u201cdemocrazia per pochi eletti\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una democrazia, come sentenziava il 16 febbraio sul Corriere della Sera il signor Ernesto Galli della Loggia, rinata dopo il 1945 solo grazie agli \u00abStati Uniti \u2014 il Paese vincitore del Terzo Reich, liberatore dell\u2019Europa dal dominio hitleriano\u00bb (che ingenui che siamo, ancora convinti che il 75% delle armate naziste fossero state distrutte dall&#8217;Esercito Rosso sovietico e che gli anglo-americani fossero entrati in Europa solo quando si concretizzava il \u201crischio\u201d che l&#8217;Unione Sovietica, da sola, liquidasse completamente il nazismo) e che poi \u00abper decenni sostenne lo scontro per fortuna incruento e per fortuna vittorioso con la Russia comunista e che invece oggi, col suo vice presidente, viene \u00aba legittimare Vladimir Putin, l\u2019erede politico di quella Russia da tempo riconsegnata al suo triste destino di Paese campione dappertutto del dispotismo pi\u00f9 aggressivo e crudele\u00bb. Perch\u00e9, si sa, \u00e8 \u201cdestino\u201d della Russia essere \u201cdispotica\u201d, indipendentemente dai regimi politici e dagli ordinamenti sociali che vi abbiano dominato. Mentre \u00e8 \u201cdestino\u201d dell&#8217;America quello di vantare \u00abun passato che molti tra noi Europei, per\u00f2, ci ostiniamo, nonostante tutto, a considerare glorioso\u00bb. Addirittura \u00abUn faro di libert\u00e0 nel mondo\u00bb e \u00abun modello per la nostra prosperit\u00e0\u00bb, come scriveva il 16 febbraio, sempre sul Corriere, il signor Antonio Polito. E anche da prendere a esempio, vorremmo suggerire al signor Galli della Loggia. Perch\u00e9, cos&#8217;altro significano, ad esempio, le parole, di nuovo, della signora Tocci, a proposito di un&#8217;Europa \u00abattaccata su due fronti, in questo caso Russia e Usa\u00bb, che hanno l&#8217;obiettivo di rintuzzare \u00abil progetto di integrazione europea\u00bb e la sua aspirazione ad avere \u00abmaggior peso&#8230; sullo scacchiere globale\u00bb, se non l&#8217;ambizione dei capitali europei a partecipare alla spartizione di finanze e ricchezze nelle pi\u00f9 diverse aree del globo, puntando per questo a dotarsi di una forza militare che serva all&#8217;occorrenza a garantire quelle spartizioni? Un\u2019Europa \u00abforte, unita e belligerante capace di fermare e respingere il neo imperialismo russo\u00bb (Polito). Ors\u00f9 dunque: \u00e8 l&#8217;ora delle decisioni imperative! Armiamoci apriamo nuovi fronti di \u201cmissioni umanitarie\u201d: naturalmente, a uso dei capitali europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E non vengano a fingere lacrimevole disperazione perch\u00e9 un aperto reazionario yankee arriva a Monaco a \u00absostenere l&#8217;ascesa delle destre estreme in Europa\u00bb: i fascisti di casa nostra, non sono forse gi\u00e0 \u201cascesi\u201d al governo, e da tempo? Oppure, si vuol dare a intendere che i fascisti d&#8217;Italia siano pura espressione dei \u201cvalori\u201d di quella nazione, gli Stati Uniti, \u00abche per decenni ha regalato e insegnato democrazia\u00bb, esportandola a suon di bombe, colpi di stato, assassini e invasioni? I fascisti italiani sono forse pi\u00f9 degni delle lodi dei giornalacci di regime, perch\u00e9 pi\u00f9 di altri devoti a quella politica della continuazione della \u201cguerra fino all&#8217;ultimo ucraino\u201d, come ha dichiarato il generale Keith Kellogg, e non si associano a quella che viene definita \u201cdestra estrema\u201d europea, bens\u00ec, saldi sui \u201cvalori europeisti\u201d, vogliono aumentare le spese di guerra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eh gi\u00e0, perch\u00e9, a ben guardare, come ci insegna, ancora sul Corriere, il signor Angelo Panebianco, \u00abil pericolo pi\u00f9 grave che corriamo \u00e8 che le opinioni pubbliche di diversi importanti Paesi europei&#8230; cerchino di nascondere la testa sotto la sabbia, si rifiutino di guardare in faccia la realt\u00e0. Naturalmente non pu\u00f2 essere il caso (per riferirci solo a Paesi dell\u2019unione europea) delle opinioni pubbliche di Polonia, Finlandia, Svezia, Baltici, che, per collocazione geografica, potrebbero essere, dopo l\u2019Ucraina, le prossime vittime di Putin\u00bb. E che diamine: qualcuno pensa davvero che una Russia \u201cautocratica\u201d e \u201cimperiale\u201d intenda fermarsi a ingoiare solamente la \u201cdemocratica\u201d Ucraina? Che ingenui. Ma no; sono \u00able opinioni pubbliche di altri Paesi europei (Italia compresa) il problema. Il pericolo maggiore, nonostante le apparenze, non \u00e8 rappresentato dai rumorosi avversari del sostegno occidentale all\u2019Ucraina\u00bb, siano essi \u00abantioccidentali (filorussi e, tradizionalmente, antiamericani)\u00bb, oppure i \u00abPeter Pan, quelli che credono che basti dichiarare che non vogliamo nemici perch\u00e9 i nemici scompaiano di colpo\u00bb. Gli uni e gli altri urleranno quando si dovranno \u00abaumentare massicciamente le spese militari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eccoci ancora una volta al dunque e con parole chiare e inequivocabili: i corifei dell&#8217;industria di guerra e dell&#8217;aumento delle spese militari, magari fino al 5% del PIL, non la mandano a dir dietro e proclamano che, per\u00f2, le due categorie di cui sopra non sono il \u00abvero pericolo\u00bb. No, il \u00abvero pericolo \u00e8 rappresentato\u00bb da chi non ha \u00abmai pensato che un giorno avrebbe potuto rischiare di doversi assoggettare ai voleri di una potenza autoritaria, a sua volta assoggettata a un tiranno\u00bb. Indovinate di chi si parla? Non certo degli italici fascisti di governo, per carit\u00e0! Autoritarismi e tirannie transitano solo a certe iperboree latitudini; mentre invece, al di sotto di quelle, si librano lievi e gioiosi gli aurei \u201cvalori\u201d delle \u00abnostre democrazie\u00bb che, per\u00f2, \u00abavendo perduto l\u2019ancoraggio internazionale degli ultimi ottanta anni, si troveranno a navigare in acque sempre pi\u00f9 turbolente\u00bb, col pericolo mortale \u00abdi cadere nell\u2019area di influenza russa\u00bb e, per definizione, sotto il dispotismo zarista, fluidamente transitato, nei decenni, per la \u201cdittatura comunista\u201d e poi per \u201cl&#8217;autocrazia imperiale\u201d degli anni 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un pericolo la cui alternativa \u00e8 solo quella di essere favorevoli \u00aba dirottare i fondi del Pnrr non ancora investiti per rafforzare la difesa missilistica del Paese\u00bb. Guerra, guerra, guerra!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abOdimi, Aida. Nel fiero anelito di nuova guerra\u00bb, intonano in coro i nuovi Radames delle armi europeiste, mentre invocano la passata grandezza di un&#8217;America che, dicono, \u00e8 forte solo se non viene a patti con la Russia \u201cautocratica\u201d e tien saldi tutti quei \u201cvalori liberali\u201d e interclassisti, cari alla borghesia, al di fuori dei quali c&#8217;\u00e8 solo dittatura, autocrazia e dispotismo: davvero una sana democrazia, quella osannata dai signori europeisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-cosa_resta_della_democrazia_europeista_dei_cantori_della_guerra\/45289_59285\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-cosa_resta_della_democrazia_europeista_dei_cantori_della_guerra\/45289_59285\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) Democrazia e dittatura; liberali e autocrati; despoti e fautori di pace&#8230;. 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