{"id":89226,"date":"2025-02-27T09:00:59","date_gmt":"2025-02-27T08:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89226"},"modified":"2025-02-25T23:13:41","modified_gmt":"2025-02-25T22:13:41","slug":"spese-militari-e-aiuti-allucraina-valutazioni-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89226","title":{"rendered":"Spese militari e aiuti all\u2019Ucraina: valutazioni a confronto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1439171.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"649\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Spese militari da aumentare, valutare e interpretare in termini assoluti e di percentuale sul PIL.\u00a0 Gli aiuti all\u2019Ucraina e la disputa tra USA ed Europa su chi ne ha forniti di pi\u00f9. Miliardi\u00a0 di cui oggi Washington chiede un pesante risarcimento in termini di risorse minerarie.\u00a0 E poi le diverse valutazioni dei centri studi, sempre interessanti ma non sempre neutrali.<\/p>\n<p>Proviamo a fare un po\u2019 di chiarezza sulla pioggia di cifre e studi che circolano in questi giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Gli aiuti all\u2019Ucraina<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nei tre anni di guerra in Ucraina gli alleati di Kiev hanno stanziato circa 267 miliardi di euro (quindi oltre 80 miliardi l\u2019anno) di cui la met\u00e0 (cio\u00e8 130 miliardi) in assistenza militare, altri 118 in aiuti finanziari e 19 miliardi in aiuti umanitari.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono la nazione che ha fatto di pi\u00f9 in termini di sostegno a Kiev ma tutti i paesi europei insieme hanno dato all\u2019Ucraina pi\u00f9 degli Stati Uniti in termini di denaro, come evidenzia\u00a0<strong>l\u2019Ukraine Support Tracker del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ifw-kiel.de\/publications\/news\/guns-and-growth-the-economic-consequences-of-surging-defense-spending\/\">Kiel Institute<\/a><\/strong>\u00a0che nei giorni scorsi ha pubblicato un ampio rapporto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-183603 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/8-3-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Europa ha destinato nel complesso a Kiev 132 miliardi di euro (70 in aiuti finanziari e umanitari e 62 in aiuti militari) contro i 114 miliardi degli USA, 64 in armi e 50 in aiuti finanziari e umanitari.<\/p>\n<p>Si tratta quindi di una cifra ben lontana dai 350 miliardi di dollari enunciati da Trump e dai 500 miliardi che gli USA vorrebbero incassare con lo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine a titolo di risarcimento.<\/p>\n<p>I paesi scandinavi e dell\u2019Europa orientale si sono distinti per il loro contributo in rapporto al Pil, con Estonia e Danimarca che ne hanno destinato oltre il 2,5% all\u2019assistenza Ucraina. Al contrario, potenze economiche come Germania, Regno Unito e Stati Uniti hanno speso meno dello 0,2% del loro Pil annuo.<\/p>\n<p>Il contributo di Francia, Italia e Spagna, \u00e8 quantificato intorno allo 0,1% del Pil. In valori assoluti, la Germania \u00e8 il donatore pi\u00f9 importante d\u2019Europa, con un contributo complessivo di 17 miliardi di euro, seguita dal Regno Unito con 15 miliardi di euro e dalla Danimarca con 8 miliardi di euro.<\/p>\n<p>L\u2019Economist ha fatto notare come Lettonia e Lituania\u00a0 hanno contribuito per il 2% al loro Pil prebellico. Il Giappone, tuttavia, fornisce pi\u00f9 aiuti (ma non militari) di Francia, Italia e Spagna in termini assoluti e in percentuale del suo Pil.<\/p>\n<p>L\u201911 febbraio fonti diplomatiche a Bruxelles hanno reso noto che nel corso del 2024 gli alleati della NATO hanno fornito all\u2019Ucraina 51 miliardi di euro di aiuti militari, superando ampiamente la quota di 40 miliardi promessa al summit di Washington, con il 60% di queste forniture provenienti dagli alleati europei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Chi gonfia la spesa militare russa?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il 22 febbraio\u00a0<strong>uno studio dell\u2019Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani<\/strong>, diretto da Carlo Cottarelli, ha smentito la recente narrativa, sostenuta soprattutto da fonti statunitensi (come l\u2019IISS)\u00a0 favorevoli alla crescita dei budget militari europei, secondo cui la spesa militare russa nel 2024 (146 miliardi di dollari) avrebbe superato in termini reali quella europea (457 miliardi di dollari) raggiungendo i 461 miliardi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183615\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/5400328832898161352_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"585\" \/><\/p>\n<p>Secondo l<a href=\"https:\/\/osservatoriocpi.unicatt.it\/ocpi-pubblicazioni-facciamo-chiarezza-nel-2024-la-spesa-militare-europea-eccedeva-quella-russa-del-58\">o studio dell\u2019OCPI<\/a>, la spesa complessiva dei Paesi europei risulta superiore del 58% rispetto a quella russa, evidenziando un quadro ben diverso da quello diffuso da alcuni media internazionali.<\/p>\n<p>La confusione \u2013 scrive l\u2019OCPI \u2013 nasce dal confronto tra due dati non coerenti tra loro, la formula\u00a0<em>Defence Expenditure<\/em>\u00a0utilizzata per la Russia e\u00a0<em>Defence Budget<\/em>\u00a0utilizzata per l\u2019Europa.\u00a0Se si utilizzasse anche per l\u2019Europa la definizione NATO (<em>Defence Expenditures)<\/em>, la spesa europea salirebbe a 493,1 miliardi (1,9% del Pil), oltre trenta miliardi sopra la spesa russa.<\/p>\n<p>L\u2019OCPI rileva poi un secondo errore presente nello stesso studio dell\u2019IISS in cui la spesa militare russa viene valutata a tassi di cambio PPP (dollari internazionali) mentre quella europea \u00e8 espressa in dollari correnti. Questo sottovaluta la spesa europea perch\u00e9 il livello dei prezzi in Europa \u00e8 pi\u00f9 basso di quello statunitense per un importo significativo (anche se non cos\u00ec significativo come nel caso della Russia).<\/p>\n<p>Anche i dati per l\u2019Europa dovrebbero quindi essere convertiti a tassi di cambio PPP. Cos\u00ec facendo, la spesa militare europea, nella definizione NATO, risulta di 730 miliardi di dollari internazionali nel 2024, ossia il 58% pi\u00f9 alta rispetto ai 462 miliardi spesi dalla Russia, conclude l\u2019OCPI.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183617\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ocpi-664_fig1.png\" alt=\"\" width=\"854\" height=\"725\" \/><\/p>\n<p>Valutare la spesa militare russa a 462 miliardi di dollari, cio\u00e8 ben 316 in pi\u00f9 rispetto ai 146 effettivamente stanziati,\u00a0 sembra confermare che stia tornando in voga la tendenza, molto diffusa durante la prima Guerra Fredda, di gonfiare la spesa militare di Mosca per giustificare alte spese militari, sia perch\u00e9 le ragioni per cui armi e munizioni in Russia costano meno sono legate a valutazioni diverse: accesso ad ampie riserve di materie prime, basso costo dell\u2019energia, produzioni quasi interamente nazionali e aziende a controllo pubblico che hanno azzerato i profitti poich\u00e9 \u201clavorano per la patria\u201d, non per gli azionisti come quelle occidentali.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi pi\u00f9 equilibrata del confronto sulle spese militari metterebbero in discussione la narrazione secondo cui l\u2019Europa sarebbe impreparata a un confronto militare con Mosca, almeno sotto il profilo delle risorse finanziarie assegnate alla Difesa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183613 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1427051.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"649\" \/><\/p>\n<p>Lo studio dell\u2019OCPI sottolinea infatti che la spesa europea, pur essendo superiore a quella russa, soffre di problemi strutturali quali mancanza di coordinamento tra le forze armate dei 27 Stati membri dell\u2019UE e una spesa militare spesso sbilanciata verso il personale piuttosto che verso investimenti in armamenti e innovazione tecnologica.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatorio suggerisce cautela nel promuovere un forte aumento delle spese militari in Europa. Un incremento potrebbe essere necessario per quei Paesi, come l\u2019Italia, che non hanno ancora raggiunto l\u2019obiettivo del 2% del PIL stabilito dalla NATO, ma non si tratta di una necessit\u00e0 generalizzata.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che aumentare i fondi, la priorit\u00e0 dovrebbe essere un loro impiego pi\u00f9 razionale ed efficace, con maggiore coordinamento tra gli Stati e una redistribuzione delle risorse verso armamenti e tecnologie avanzate. Inoltre, una maggiore integrazione tra i sistemi di difesa europei potrebbe garantire un utilizzo pi\u00f9 efficiente delle risorse, riducendo sprechi e duplicazioni. Raccomandazioni quindi ben diverse da quelle espresse dai fautori di spese per la Difesa raddoppiate o triplicate in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Numeri e interpretazioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In un mondo che secondo l\u2019IISS ha aumentato la spesa militare complessiva portandola nel 2024 alla cifra record di 2,46 trilioni di dollari, contro i 2,24 trilioni del 2023 (pi\u00f9 7,4%), Mosca spende in termini assoluti un terzo dei paesi europei (146 miliardi pari al 6,7 per cento del PIL) che per\u00f2 affermano di temere l\u2019invasione russa.<\/p>\n<p>Se alla spesa militare europea aggiungiamo quella statunitense nel 2024 si raggiungono i 1.343 miliardi e con quella e canadese la NATO supera i 1.350 miliardi di dollari, oltre nove volte la spesa russa che nel 2025 si prevede raggiunger\u00e0 il 7,6% per PIL con una crescita rispetto all\u2019anno scorso del 13,7 per cento.<\/p>\n<p>Il confronto non \u00e8 coerente poich\u00e9 la spesa militare statunitense e canadese non \u00e8 certo interamente rivolta al solo teatro operativo europeo, ma \u00e8 utile a dare l\u2019idea della differenza di risorse finanziarie investite in Occidente rispetto alla Russia che, peraltro, sta combattendo da tre anni una guerra convenzionale prima della quale le sue spese militari erano di circa 70 miliardi di dollari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-183604 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/csm_20250215___msc61__6977_29d8c0d01c-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Al tempo stesso questa differenza permette di intuire perch\u00e9 gli Stati Uniti chiedano all\u2019Europa di spendere di pi\u00f9, fino al 5 per cento del PIL, nel momento in cui Washington spende per la Difesa il 3,3% e prevede con l\u2019attuale amministrazione di tagliare il budget del Pentagono gi\u00e0 dal prossimo anno fiscale di 50 miliardi (l\u20198 per cento) annui fino a portarlo a fine mandato di Donald Trump da circa 900 a circa 600 miliardi di dollari: una cifra non lontana dalla spesa complessiva delle nazioni europee.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo sembra quindi essere quello di vendere gli europei (sotto la minaccia dei dazi) i sistemi d\u2019arma \u201cmade in USA\u201d che in futuro verranno acquistati in misura ridotta per le forze armate statunitensi.<\/p>\n<p>Del resto se i Paesi europei aumentassero la loro spesa militare al tre per cento del PIL, come chiesto dal Segretario generale della NATO, Mark Rutte, il bilancio complessivo aumenterebbe di altri 250 miliardi di dollari superando i 700 miliardi. Se le spese dei Paesi raggiungessero il 5 per cento del PIL, come vorrebbe Trump, si aggiungerebbero 800 miliardi al bilancio complessivo che supererebbe il trilione, cifra mai raggiunta neppure dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 oggi il rapporto tra USA ed Europa in termini di spesa militare appare meno squilibrato (in termini finanziari non di capacit\u00e0 militari espresse) se si osserva che i fondi stanziati dagli USA sono poco meno del doppio di quelli europei (886 miliardi contro 457) ma nel bilancio americano va inclusa una possente triade nucleare e il fatto che lo strumento militare \u00e8 dispiegato in tutto il mondo, principalmente nell\u2019Indo-Pacifico, non solo nel teatro europeo.<\/p>\n<p>Le recenti tensioni negli Stati Uniti ed in Europa circa i negoziati che l\u2019Amministrazione Trump ha varato per chiudere il conflitto in Ucraina, hanno riportato alla ribalta l\u2019ipotesi che l\u2019Europa debba provvedere da sola alla sua difesa.<\/p>\n<p>Uno studio dell\u2019istituto\u00a0<strong>Bruegel e del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ifw-kiel.de\/publications\/news\/europe-would-have-to-mobilize-300000-soldiers-to-defend-itself-against-russia-without-the-usa\/\">Kiel Institute for the World Economy<\/a>\u00a0<\/strong>stima che l\u2019Europa dovrebbe reclutare 300.000 militari e raddoppiare la sua spesa per la difesa nei prossimi cinque anni per riuscire a difendersi se dovesse fare a meno del supporto degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Per essere autosufficiente in materia di difesa, l\u2019Europa dovrebbe spendere 250 miliardi di euro in pi\u00f9 all\u2019anno nel breve termine per creare 50 nuove brigate con 300.000 nuovi soldati e compensare i soldati statunitensi oggi in Europa e quelli che arriverebbero nel caso di un attacco alla NATO.<\/p>\n<p>Andrebbero acquisiti 1.400 carri armati, 2.000 veicoli da combattimento per la fanteria e 700 pezzi di artiglieria. Lo studio ricorda anche che la crescita della spesa nella difesa stimata dalla NATO al 3,5% del PIL sarebbe sufficiente solo nel caso in cui gli Stati Uniti mantenessero la loro presenza in Europa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183548 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1438811.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"649\" \/><\/p>\n<p>\u201cUn attacco russo a un paese dell\u2019Unione Europea\u201d \u00e8 \u201cconcepibile\u201d, afferma tra l\u2019altro lo studio. \u201cLe valutazioni di NATO, Germania, Polonia, Danimarca e Stati baltici indicano la Russia pronta ad attaccare entro 3\/10 anni.\u201d<\/p>\n<p>Secondo il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bruegel.org\/analysis\/defending-europe-without-us-first-estimates-what-needed\">Bruegel<\/a>\u00a0e il Kiel Institute, per sostituire gli Stati Uniti nel sostegno all\u2019Ucraina, l\u2019Ue dovrebbe spendere solo un altro 0,12 percento del suo Pil, \u201cuna cifra fattibile. Una domanda pi\u00f9 importante \u00e8 se l\u2019Europa potrebbe farlo senza accesso alla base militare-industriale degli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>Come appare evidente, lo studio punta a evidenziare il rischio di un attacco russo all\u2019Europa sottolineando la necessit\u00e0 del massiccio riarmo europeo e al tempo stesso la fattibilit\u00e0 di un sostegno militare europeo a lungo termine all\u2019Ucraina affinch\u00e9 continui a combattere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Fidarsi dei think-tank?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Una tendenza piuttosto diffusa nei think-tank non solo europei. Basti pensare che da quando Trump ha criticato il presidente ucraino lasciando intendere la chiara volont\u00e0 di giungere a un accordo con Mosca,\u00a0<strong>l\u2019Institute for the Study of the Wa<\/strong>r, centro studi neocon vicino da sempre alla causa di Kiev, ha cominciato a pubblicare in pochissimi giorni studi di \u201ccontro-narrazione\u201d che dimostrerebbero, ad esempio, i fallimenti russi nello sconfiggere gli ucraini nonostante \u201cle quantit\u00e0 impressionanti di manodopera e attrezzature\u201d impiegati nelle operazioni offensive.<\/p>\n<p>Tale narrazione, a cui ISW ci ha abituati, si basa su due punti specifici: ridimensionare il valore delle conquiste territoriali russe e sottolineare che le perdite di Mosca, umane e materiali, sono altissime, molto pi\u00f9 elevate di quelle ucraine. Teoria sostenuta finora da tutti in Occidente (ucraini, USA ,UE e NATO) ma che appare bizzarra e smentita da diversi ufficiali ucraini intervistati dai media occidentali, dal momento che i tutti riconoscono che i russi detengono una assoluta superiorit\u00e0 numerica di truppe e mezzi e una potenza di fuoco, aereo e d\u2019artiglieria, molte volte maggiore di quella degli ucraini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-183611 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/csm_20250215___msc61__5912_859ab8cbd1-2-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>La conclusione dell\u2019ISW \u00e8 che \u201cla Russia ha pagato un prezzo esorbitante in perdite di manodopera e attrezzature che non pu\u00f2 sostenere a medio termine per guadagni molto limitati\u201d. Pi\u00f9 o meno quello che media e centri studi scrivevano gi\u00e0 fopo i primi mesi di guerra.<\/p>\n<p>Per capire dove vuole andare a parare l\u2019ISW occorre leggere un altro brano: \u201cL\u2019effettivo fallimento di queste importanti e costose operazioni offensive russe evidenzia le opportunit\u00e0 che l\u2019Ucraina ha di infliggere sconfitte sul campo di battaglia pi\u00f9 gravi alla Russia che potrebbero costringere Putin a riconsiderare il suo approccio alla guerra e ai negoziati se gli Stati Uniti e l\u2019Occidente continuano a fornire un supporto essenziale\u201d.<\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 che non bisogna credere che i russi stiano vincendo la guerra, basta continuare ad armare gli ucraini e le armate putiniane, gi\u00e0 allo stremo dopo pesanti perdite e sconfitte, crolleranno.<\/p>\n<p>Non stupisce che l\u2019ISW non sottolinei la carenza di truppe addestrate nei ranghi ucraini e che le forze di Kiev hanno perso l\u2019iniziativa sui fronti ucraini fin dal novembre 2023, quando termin\u00f2 la disastrosa controffensiva ucraina che in sei mesi vide le truppe di Zelensky perdere 5 chilometri quadrati ogni 4 riconquistati, quelli si a prezzo di gravi perdite.<\/p>\n<p>Un altro report dell\u2019ISW, pubblicato pochi giorni or sono sottolinea che Vladimir Putin \u201cdifficilmente smobiliter\u00e0 le forze militari in caso di cessate il fuoco perch\u00e9 ha paura dei suoi veterani\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-183612 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/0lrycVYuUtaOAto1tGtJh1GycaiGPlM3-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Secondo l\u2019ISW \u201cil Cremlino probabilmente teme l\u2019instabilit\u00e0 politica come quella seguita al ritiro sovietico dall\u2019Afghanistan nel 1988-1989. Putin teme i rischi e le sfide associati alla reintegrazione di oltre 700.000 veterani nella societ\u00e0 russa e quindi \u00e8 improbabile che si smobiliti completamente o rapidamente, anche in caso di una soluzione negoziata alla sua guerra in Ucraina.\u201d<\/p>\n<p>Varrebbe la pena ricordare che la guerra afghana fu una sconfitta dell\u2019URSS mentre dall\u2019aria che tira oggi sembra che quella in Ucraina costituir\u00e0 una vittoria della Russia.<\/p>\n<p>Dopo essere sopravvissuto miracolosamente ai colpi di stato ipotizzati e auspicati da tanti analisti occidentali e a una dozzina di malattie mortali diagnosticate da esperti che esaminavano i suoi video, Vladimir Putin dovr\u00e0 domani fare i conti con i veterani di guerra. Anche in questo caso le ultime righe del report spiegano dove vuole andare a parare l\u2019ISW.<\/p>\n<p>\u201cGli Stati Uniti e gli alleati dell\u2019Ucraina devono considerare la paura del Cremlino di gruppi di veterani emergenti della societ\u00e0 civile e della smobilitazione quando valutano la posizione negoziale della Russia e i requisiti per una pace duratura in Ucraina e in Europa\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/02\/spese-militari-e-aiuti-allucraina-valutazioni-a-confronto\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/02\/spese-militari-e-aiuti-allucraina-valutazioni-a-confronto\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; Spese militari da aumentare, valutare e interpretare in termini assoluti e di percentuale sul PIL.\u00a0 Gli aiuti all\u2019Ucraina e la disputa tra USA ed Europa su chi ne ha forniti di pi\u00f9. 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