{"id":89270,"date":"2025-03-03T09:30:00","date_gmt":"2025-03-03T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89270"},"modified":"2025-03-01T16:42:53","modified_gmt":"2025-03-01T15:42:53","slug":"un-nuovo-piano-morgenthau-nel-futuro-dellucraina-postbellica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89270","title":{"rendered":"Un nuovo \u201cpiano Morgenthau\u201d nel futuro dell&#8217;Ucraina postbellica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89271\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/350x200c50-29-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/350x200c50-29-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/350x200c50-29.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per qualche ora alla Rada ucraina sono andati in scena spettacoli che hanno visto coinvolti nazionalisti e neonazisti di opposti \u201ccomitati d&#8217;affari\u201d. Il tema riguardava la questione, di estrema attualit\u00e0, della cessione agli USA delle ricchezze naturali del paese. Ovviamente, quelle rimaste, dopo che da oltre dieci anni, multinazionali energetiche e agro-alimentari \u2013 per parlare solo dei pi\u00f9 famosi monopoli mondiali \u2013 sottraggono tutto quello che \u00e8 possibile portar via. Dunque, prima del viaggio a Washington del 28 febbraio, Vladimir Zelenskij avrebbe dovuto illustrare in Parlamento i termini dell&#8217;accordo (se cos\u00ec si pu\u00f2 definire) con gli USA sulle risorse del sottosuolo ucraino. E invece, hanno urlato alcuni deputati, pare che la presidenza abbia messo a punto transazioni assolutamente non trasparenti, che comportano rischi per l&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abHanno giocato alla propaganda\u00bb, ha detto l&#8217;ex presidente della Rada Dmitrij Razumkov, \u00absenza alcuna strategia, pensando di poter fare con gli americani quello che hanno fatto con il popolo ucraino, promettendo una cosa e facendone un&#8217;altra&#8230; Vogliono prenderci le nostre risorse energetiche, i metalli dalle nostre terre rare e, ancora una volta, non vediamo garanzie in cambio\u00bb. Dopo di lui, Aleksej Goncharenko, del clan di Petro Poro\u0161enko: \u00abForse ci mostrate questo accordo, pan Presidente? Si tratta di minerali che giacciono sotto uno dei vostri terreni, sotto la vostra villa in Italia intestata a qualcuno della vostra famiglia? \u00c8 una specie di teatro dell&#8217;assurdo, venire qui a raccontare di \u201cgrandiosi\u201d piani indistruttibili&#8230;\u00a0 venire a dirci cosa firmer\u00e0 a Washington&#8230;. Dicevano: \u201cse non ci saranno garanzie di sicurezza, non ci sar\u00e0 accordo\u201d; ma ora dicono \u201cnon c&#8217;\u00e8 alcuna garanzia di sicurezza\u201d. E allora cosa c&#8217;\u00e8? quali impegni ci assumiamo?\u00bb..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno dei nazionalisti pi\u00f9 accesi, \u00e8 arrivato ad accusare altri deputati del clan affaristico di Zelenskij di essersi lasciato andare in aula a un vero turpiloquio, con l&#8217;aggravante, che da quelle parti \u00e8 da codice penale (nel senso letterale) di averlo fatto in russo. Fuori dell&#8217;aula parlamentare, un autentico nazista, che a suo tempo aveva partecipato alle operazioni terroristiche in Donbass nelle file di \u201cAzov\u201d, Igor Mosijchuk, ha tuonato che dopo la fine del conflitto con la Russia, l&#8217;Ucraina dovr\u00e0 affrontare una nuova guerra, questa volta con l&#8217;Occidente, che sta privando il paese delle ricchezze naturali. \u00abAbbiamo davanti a noi una nuova fase della lotta di liberazione nazionale\u00bb ha detto l&#8217;ex deputato: \u00abla bandiera della lotta contro i nuovi colonizzatori, alleati con la Russia. Non escludo che, a tempo debito, possano cedere questi minerali e la loro quota di fondi alla Russia. La questione del transito del gas non \u00e8 ancora stata risolta e credo che lo sar\u00e0 insieme alla Russia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non ci si \u00e8 fermati qui. La deputata Oksana Savchuk, rappresentante del partito nazista \u201cSvoboda\u201d di Oleg Tjagnibok, se ne \u00e8 uscita con la \u201cscoperta storica\u201d per cui il conflitto tra Ucraina e Russia \u00abnon va avanti da 3 anni e nemmeno da 10 o 11, con dall&#8217;occupazione della Crimea: la guerra con la Russia va avanti da pi\u00f9 di 800 anni\u00bb. Infatti, ha detto la deputata nazista, \u00abl&#8217;Ucraina, come stato, \u00e8 sorta molto prima della Moscovia\u00bb. Ma, indipendentemente dall&#8217;arrivo della nuova amministrazione statunitense, la \u00abvittoria sicuramente\u00bb arrider\u00e0 a Kiev, ha proclamato: il \u00abdestino della guerra si decider\u00e0 sul campo di battaglia. E invito tutti a non cercare dei messia e a non pensare che una sola persona possa cambiare qualcosa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A cosa alludeva? Forse alle parole pronunciate da quell&#8217;altro bellimbusto guerrafondaio dell&#8217;ex premier britannico Boris Johnson che, intervistato da uno dei pi\u00f9 russofobi propagandisti ucraini, Dmitrij Gordon, ha detto che se non sar\u00e0 possibile l&#8217;adesione dell&#8217;intera Ucraina alla NATO, \u00aba causa dell&#8217;occupazione russa in corso, allora faremo come con la Germania negli anni &#8217;50. All&#8217;epoca, non tutta la Germania ader\u00ec alla NATO, ma solo una parte di essa. Faremo lo stesso&#8230; Prendiamo quelle aree dell&#8217;Ucraina ancora controllate da Kiev e diamo avvio alla loro integrazione nella NATO. Cos\u00ec che tu avrai perso, Vladimir. Tutto finito. Non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nessun impero. Ecco cosa farei\u00bb ha detto Johnson, in verit\u00e0 senza specificare a quale Vladimir si riferisse. Sicuramente, nella sua testa aveva in mente il Vladimir Vladimirovic nativo dell&#8217;allora Leningrado; ma, visti i tempi che corrono, espressioni di sconfitta &#8211; \u00abtu avrai perso\u00bb &#8211; sembrano attagliarsi meglio a quel Vladimir Aleksandrovic nativo di Krivoj Rog, le cui speranze di sopravvivenza (fisica), al momento, parrebbero pi\u00f9 che altro legate a un suo eventuale mancato ritorno in patria da Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E, comunque, la sua sopravvivenza politica pare ormai questione di ore, comunque vadano gli \u201caccordi\u201d con gli yankee. Dopotutto, anche lui, uscito dal cappello del clan Kolomojskij, quanto a \u201cpolitica\u201d d&#8217;affari non sembra inferiore ad altri. In Ucraina, dice il politologo dell&#8217;Universit\u00e0 di Crimea, Sergej Kisel\u00ebv, non ci sono \u00abpolitici filo-russi, e nemmeno filo-ucraini, ma solo furfanti e imbroglioni che sfruttano la propria posizione per l&#8217;arricchimento personale. Dunque, chiunque possa essere il successore di Zelenskij alla presidenza, sar\u00e0 una figura di compromesso\u00bb. Per loro, l&#8217;Ucraina non \u00e8 che un \u00abportafoglio in cui infilare la mano in qualsiasi momento e tirar fuori la somma necessaria\u00bb. \u00c8 soltanto per la \u00abplebe, che si \u00e8 sempre diffusa la storiella del grande popolo ucraino: un&#8217;ideologia nazionalista puramente razziale che ha permeato tutto\u00bb: dunque, parlando di concreti candidati alla presidenza, alla fine non sar\u00e0 che un compromesso tra Russia e USA. \u00abPu\u00f2 non piacerci\u00bb, dice Kisel\u00ebv, ma sar\u00e0 il \u00abrappresentante di un&#8217;amministrazione coloniale, adatto a soddisfare entrambe le grandi potenze, adempiendo le loro volont\u00e0&#8230; l&#8217;Ucraina \u00e8 un paese in cui tutto \u00e8 possibile. E nel peggiore degli scenari; un paese in cui una nuova rovina e una nuova guerra civile non possono essere scartate\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlando da un punto di vista oggi in voga nella Russia borghese e antisovietica, Kisel\u00ebv ricorda che il corso degli eventi era gi\u00e0 stato descritto 170 anni fa da Nikolaj Danilevskij nel libro \u201cRussia \u2013 Europa\u201d, secondo cui non appena l&#8217;Europa si unir\u00e0, si diriger\u00e0 immancabilmente all&#8217;attacco della Russia. Oggi, dice, \u00absenza alcuna sconfitta sul campo, non dobbiamo soccombere a questa offensiva generale dell&#8217;Europa, come dopo la guerra di Crimea, con la quale era iniziata l&#8217;era delle riforme e, in sostituzione dell&#8217;idea nazionale russa, era arrivata quella liberaldemocratica. E questo aveva portato alla rivoluzione del 1917\u00bb, invisa ai nazionalisti della sua genia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D&#8217;altra parte, ha detto ancora, Mosca non ha tratto alcuna conclusione n\u00e9 dal primo majdan, quello del 2004, n\u00e9 dal secondo, del 2014 e ai vertici russi non \u00e8 stata compresa \u00abla profondit\u00e0 dell&#8217;abisso in cui \u00e8 caduta la societ\u00e0 ucraina. Un abisso che rappresenta una minaccia per la Russia, dal momento che, trascinati in questo conflitto, acquisiamo dal nemico alcuni tratti patopsicologici che dovrebbero essere analizzati\u00bb. E infatti, come denunciano vari politologi e storici marxisti russi, il nazionalismo \u00e8 forse tra i peggiori di quei tratti emersi nella societ\u00e0 russa, come le idee dello stesso Kisel\u00ebv stanno a dimostrare. In ogni caso, dice Kisel\u00ebv, a inizi anni &#8217;90, gli \u00abinteressi personali, oligarchici e di clan avevano impedito alla leadership russa di respingere l&#8217;ennesimo attacco occidentale alla Russia. Ci sono voluti decenni perch\u00e9 le \u00e9lite al potere mettessero al centro della politica estera le questioni della potenza e della sopravvivenza della Russia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 per\u00f2 fuori dubbio che, in Ucraina, il golpe neonazista del 2014 abbia dato un forte impulso al riemergere delle peggiori tradizioni scioviniste e antirusse, che avevano preso corpo alla fine del XIX secolo, per giungere agli orrori delle formazioni terroristiche di OUN-UPA. Oggi, racconta ad esempio l&#8217;attivista Tat&#8217;jana Savitskaja, a capo del movimento \u201cFate di Crimea\u201d, nella regione di Kherson, i bambini vengono ancora educati all&#8217;odio verso i russi. Dovremo combattere a lungo il neonazismo, dice, proprio come i nostri genitori avevano fatto con i banderisti di OUN-UPA: in \u00abquesta fase, il nostro perdono, la nostra lealt\u00e0 e la nostra umanit\u00e0 giocano a nostro sfavore. Lo giudico dalla regione di Kherson, nostra vicina. Il problema \u00e8 che l\u00ec si insegna ancora ai bambini a odiare i russi. Tutto viene dall&#8217;educazione in famiglia, dalla fede, in una situazione in cui anche le sette sono molto sviluppate\u00bb. I bambini, dice, assorbono l&#8217;odio per tutti noi con il latte materno; \u00abil distretto Chaplinka \u00e8 molto vicino. Basta attraversare la strada per ritrovarsi in un altro mondo. S\u00ec, c&#8217;\u00e8 chi ci vuole bene, ma c&#8217;\u00e8 anche chi ci odia&#8230; Combatteremo a lungo contro questo stato di cose. I nostri genitori non riuscirono a spezzare fino in fondo la spina dorsale ai banderisti, e nemmeno noi ci riusciremo, ancora per molti anni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E allora, che fare con questa Ucraina, intrisa fino al midollo di banderismo neonazista e sciovinista? Qualcuno ipotizza che gli USA, fregandosene di venire a capo di quale \u201cideologia\u201d possa regnare in Ucraina, che non sia il puro accaparramento di ricchezze, potrebbero avere in mente per il paese una sorta del famigerato \u201cpiano Morgenthau\u201d, proposto nel 1945 dal ministro del tesoro yankee per ridurre la Germania a paese esclusivamente \u201cbucolico\u201d. Ma si tratterebbe solo di una sorta modernizzata di quel progetto. Secondo Alexandr Maku\u0161in, del Centro nazionale per la memoria storica presso la presidenza russa, nei piani yankee l&#8217;Ucraina dovrebbe diventare una \u201czona grigia\u201d, un territorio depresso con una popolazione russofoba ostile. E a lottare con questa \u201czona grigia\u201d toccherebbe alla Russia, il che agli americani fa comodo. Questa \u201czona grigia\u201d altro non sarebbe che quel territorio, \u00abposto tra grandi stati, non controllato da nessuno; un&#8217;area di caos e devastazione sociale, in cui una popolazione completamente indebolita cerca di portare avanti azioni militari. Proprio questo \u00e8 ci\u00f2 che si pensa di creare al posto dell&#8217;Ucraina. E non solo dell&#8217;Ucraina; per la stessa strada dovrebbero andare anche Moldavia e Paesi baltici\u00bb. In base a un memorandum dell&#8217;intelligence turca, il conflitto avrebbe provocato la morte di un milione di ucraini; ecco, dice Maku\u0161in, dietro quel milione di morti, \u00abci sono milioni di ucraini pieni di rancore e pronti all&#8217;ostilit\u00e0 reciproca. Esattamente questa \u00e8 la \u201czona grigia\u201d, molto difficile da combattere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tanto difficile che, vale la pena di ricordarlo, i piani di penetrazione USA in Unione Sovietica, erano stati messi a punto negli anni &#8217;50 proprio a partire dalle aree considerate pi\u00f9 antisovietiche dell&#8217;Ucraina. Quei piani non erano mai stati adeguatamente contrastati dalle varie dirigenze dell&#8217;URSS succedutesi da allora e, in alcuni casi, direttamente (anche se non pubblicamente: ovvio) facilitati con la riabilitazione di molti caporioni di OUN-UPA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La storia va avanti, ripetendosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-un_nuovo_piano_morgenthau_nel_futuro_dellucraina_postbellica\/45289_59410\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-un_nuovo_piano_morgenthau_nel_futuro_dellucraina_postbellica\/45289_59410\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) Per qualche ora alla Rada ucraina sono andati in scena spettacoli che hanno visto coinvolti nazionalisti e neonazisti di opposti \u201ccomitati d&#8217;affari\u201d. 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