{"id":89391,"date":"2025-03-10T11:40:02","date_gmt":"2025-03-10T10:40:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89391"},"modified":"2025-03-10T11:47:57","modified_gmt":"2025-03-10T10:47:57","slug":"rearm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89391","title":{"rendered":"ReArm Europe: pi\u00f9 debiti per gli Stati, pi\u00f9 potere alla nomenklatura UE &#8211; Aggiornato"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89394\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/P065815-187142-755x491-1-360x245-1-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/P065815-187142-755x491-1-360x245-1-300x204.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/P065815-187142-755x491-1-360x245-1.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>\u201cL\u2019Europa \u00e8 pronta ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0, Rearm Europe pu\u00f2 mobilitare quasi 800 miliardi di euro per le spese per la difesa per un\u2019Europa sicura e resiliente\u201d ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/sv\/statement_25_673\">presentando un piano i<\/a>n cinque punti per il riarmo dell\u2019Europa e il sostegno militare all\u2019Ucraina esposto in una lettera inviata ai leader europei e poi approvata dal Consiglio d\u2019Europa.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio dell\u2019ambizioso programma di riarmo della Ue, che si aggiunge al maxi fondo tedesco da 500 miliardi di euro che il leader della CDU tedesca (e probabile nuovo cancelliere) ha annunciato nei giorni scorsi, pu\u00f2 essere abbinato all\u2019annuncio giunto da Kiev che Volodymyr Zelensky non porger\u00e0 le scuse al presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo la rissa del 28 febbraio alla Casa Bianca. La ragione \u00e8 che il presidente ucraino \u201c<em>ha avuto assolutamente ragione nella forma e nel contenuto\u201d\u00a0<\/em>durante il colloquio, ha dichiarato il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak.<\/p>\n<p><em>\u201cNon si pu\u00f2 fare nulla senza mettere sotto pressione la Russia. \u00c8 impossibile ottenere risultati positivi aspettandosi che Mosca faccia deliberatamente delle concessioni\u2026 Ecco perch\u00e9 non ci scuseremo per un errore che non \u00e8 mai esistito\u201d,<\/em>\u00a0ha detto Podolyak, riaprendo le tensioni con Washington dopo che Zelensky aveva espresso \u201crammarico\u201d per il pessimo esito del vertice alla Casa Bianca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-183441 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/csm_20250215___msc61__6204_5c1961163f-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Le dichiarazioni di Podolyak lasciano intendere che Kiev stia puntando sull\u2019Europa che annuncia un massiccio riarmo per ottenere forniture militari e garanzie di sicurezza dopo lo stop degli USA alle consegne di armi, munizioni, informazioni d\u2019intelligence e supporto satellitare.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina\u00a0ha chiesto chiarimenti al Pentagono circa lo stop agli aiuti militari e l\u2019inviato statunitense per l\u2019Ucraina, Keith Kellogg, parlando al Council on Foreign Relations di Washington ha difeso la decisione di Trump di sospendere gli aiuti e la condivisione di intelligence con Kiev, sottolineando che si tratta di\u00a0<em>\u201cuna pausa, non di uno stop definitivo. Il motivo per cui Zelensky \u00e8 venuto alla Casa Bianca era per firmare un documento che stabilisse il percorso da seguire. Ma quel documento non \u00e8 stato firmato<\/em>\u201c, ha detto Kellogg.<\/p>\n<p><em>\u201cLa mia opinione personale \u00e8 che non si procede finch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un documento firmato., C\u2019\u00e8 una differenza tra dire che vuoi farlo e farlo davvero. Firma il documento\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Secondo l\u2019inviato, solo dopo la firma si potr\u00e0 parlare di ripresa degli aiuti e della cooperazione militare.\u00a0<em>\u201cAbbiamo visto troppi falsi inizi. La vera questione \u00e8: quanto siete seri nel voler avviare discussioni di pace?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Gli aiuti militari statunitensi (la cui assenza contribuirebbe a fiaccare il morale gi\u00e0 basso delle truppe ucraine secondo un reportage del giornale britannico Telegraph) dipendono quindi dall\u2019accordo che pone in mano agli USA\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/02\/la-contesa-per-le-risorse-dellucraina\/?swcfpc=1\">risorse minerarie e infrastrutture ucraine.<\/a><\/p>\n<p>Risorse che secondo alcune fonti Kiev avrebbe gi\u00e0 assegnato alla Gran Bretagna in base ad un accordo segreto siglato durante la recente visita di Starmer a Kiev. Ipotesi che spiegherebbe l\u2019attivismo di Londra nel fornire per quanto possibile garanzie all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183765\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Gk-6WclW8AA_IW3.jpg\" alt=\"\" width=\"859\" height=\"572\" \/><\/p>\n<p>Del resto alle crescenti spaccature tra USA ed Europa si aggiungono le crescenti intese tra USA e Russia anche in campo economico ed energetico. Washington punta a gestire la trattativa per la pace in Ucraina costituendo un asse Mosca-Washington che sembra prendere forma di giorno in giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>ReArm Europe<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Al tempo stesso la fiducia riposta dal governo ucraino negli europei sembra trovare un punto di forza nell\u2019approvazione del piano \u201cReArm Europe\u201d che prevede una dotazione di 800 miliardi di euro per rafforzare la spesa militare nei prossimi anni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/sv\/statement_25_673\">Il piano<\/a>\u00a0prevede cinque punti per il riarmo dell\u2019Europa e il sostegno militare all\u2019Ucraina ed era gi\u00e0 stato anticipato alla Conferenza della Sicurezza di Monaco.<\/p>\n<p>Al primo punto prevede l\u2019attivazione della clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilit\u00e0 per permettere agli Stati membri di poter spendere per la difesa anche sforando il 3% del deficit. Se gli Stati membri aumentassero la loro spesa per la difesa dell\u20191,5% del Pil in media si potrebbero mobilitare circa 650 miliardi di euro di debiti non computati nel rapporto deficit\/PIL in un periodo di quattro anni.<\/p>\n<p>Il secondo punto \u00e8 un nuovo strumento per fornire 150 miliardi di euro di prestiti agli Stati membri attivabili nei prossimi 5 anni per investimenti nella difesa da destinare per un quinto al rafforzamento dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/ursula-von-der-leyen-proposes-new-150b-common-defense-fund-military-spending\/\">Politico<\/a>\u00a0\u201cnon si tratta di denaro gi\u00e0 presente nei bilanci, ma implicherebbe che la Commissione utilizzi il suo peso finanziario per prendere in prestito denaro che poi prester\u00e0 ai singoli governi e che alla fine dovranno restituire\u201d. Inoltre il giornale statunitense rileva che 150 miliardi in 5 anni tra tutti i 27 paesi della UE sono in fondo poca cosa.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non tutti i partner europei accederanno al prestito e tali fondi andrebbero aggiunti agli stanziamenti gi\u00e0 messi a bilancio dalle singole nazioni per la Difesa.\u00a0Nel complesso quindi tra prestiti (150 miliardi) e spese militari non pi\u00f9 computate nel rapporto deficit\/PIL si raggiungerebbero gli 800 miliardi in 4\/5 anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183895 size-large\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/482997354_17901199398129489_5636014162792637325_n-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>Il terzo punto prevede la flessibilit\u00e0 nel bilancio europeo per permettere agli Stati che lo vorranno usare programmi di politica di Coesione per aumentare la spesa della difesa. Gli ultimi due punti mirano a mobilitare il capitale privato accelerando l\u2019Unione del risparmio e degli investimenti e attraverso la Banca europea per gli investimenti.<\/p>\n<p>In attesa di comprendere quali nazioni aderiranno al piano e quali programmi verranno perseguiti \u00e8 possibile esprimere alcune valutazioni di massima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Valutazioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 dei singoli stati di spendere a debito per gli armamenti, escludendo tali stanziamenti dal calcolo del rapporto deficit\/PIL, ha sollevato diverse critiche perch\u00e9 tale elasticit\u00e0 non \u00e8 stata mai approvata dalla Ue per spese di welfare, sanit\u00e0 e scuola. Un aspetto che, in un\u2019Europa sempre pi\u00f9 travolta da crisi economica, energetica e sociale, non porter\u00e0 molti consensi all\u2019Unione.<\/p>\n<p>L\u2019accordo su riarmo approvato al Consiglio Europeo non \u00e8 certo indenne da riserve e valutazioni critiche come quelle espresse dall\u2019Italia, scettica verso nuove forme di indebitamento ma soddisfatta per lo scorporo delle spese militari dal rapporto di bilancio deficit\/PIL che era stato da tempo un cavallo di battaglia del governo Meloni.<\/p>\n<p>Inoltre, si tratta di un piano finanziario con risvolti politici, non militare: ci\u00f2 significa che\u00a0<strong>indebitare ulteriormente gli stati membri diminuir\u00e0 la sovranit\u00e0 delle nazioni e potenzier\u00e0 la Commissione e quindi il peso specifico della nomenklatura della Ue che non viene eletta dai cittadini e punta a sopravvivere ai propri gravi errori che in questi tre anni hanno compromesso la sicurezza energetica, economica e militare dell\u2019Europa.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183878 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/10.jpg\" alt=\"\" width=\"1472\" height=\"980\" \/><\/p>\n<p>In termini militari per\u00f2 \u201cReArm Europe\u201d favorir\u00e0 le future forniture militari all\u2019Ucraina, a cui sembra verr\u00e0 dedicato il 20 per cento delle risorse, ma non rappresenter\u00e0 un potenziamento reale delle capacit\u00e0 militari poich\u00e9 non nasce da una pianificazione degli stati maggiori n\u00e9 da una politica estera congiunta che peraltro non pu\u00f2 esistere dal momento che i 27 partner della Ue restano sovrani e non fanno parte di una Federazione.<\/p>\n<p>Fondi cos\u00ec rilevanti creano l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppare e produrre prodotti europei potenziando l\u2019industria della Difesa continentale, oggi gi\u00e0 al limite delle capacit\u00e0 produttive, ma un indebitamento cos\u00ec ampio sarebbe invece un ulteriore suicido se gli stanziamenti venissero investiti in programmi di acquisizione di armi ed equipaggiamenti statunitensi. Meglio non dimenticare a tal proposito, la pretesa dell\u2019Amministrazione Trump che l\u2019Europa compri pi\u00f9 prodotti per la Difesa \u201cMade in USA\u201d se vuole evitare dazi commerciali.<\/p>\n<p>Trump prevede di ridurre in quattro anni di 300 miliardi su 900 il bilancio annuale del Pentagono per tagliare lo spaventoso debito pubblico statunitense con il rischio che gli europei debbano indebitarsi per assorbire le acquisizioni di armamenti cui rinunceranno gli americani. Di fatto, con un curioso paradosso, l\u2019Europa si indebiter\u00e0 sempre di pi\u00f9 per aiutare gli USA a ridurre il loro debito.<\/p>\n<p>Del resto l\u2019industria statunitense appare ben determinata a occupare il mercato europeo della Difesa in cui le importazioni dagli USA sono cresciute di oltre il 30 per cento dal 2022. Non \u00e8 casuale poi che tutti i big della finanza, inclusi i maggiori fondi d\u2019investimento, stanno immettendo miliardi nelle aziende del settore Difesa in pieno boom borsistico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183879 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/11.jpg\" alt=\"\" width=\"1349\" height=\"896\" \/><\/p>\n<p>Da pi\u00f9 parti si sottolinea inoltre che gli europei, al di l\u00e0 degli armamenti da potenziare e rinnovare, dovrebbero aumentare gli organici delle forze armate di almeno 300 mila uomini secondo alcuni studi) ma in tutto l\u2019Occidente si assiste da anni alla fuga dall\u2019uniforme, ogni l\u2019anno il personale esperto che lascia il servizio non viene adeguatamente rimpiazzato e vengono regolarmente mancati gli obiettivi di reclutamento previsti mentre calano o restano insufficienti in molte nazioni (Italia inclusa) le risorse da destinare a manutenzione e addestramento.<\/p>\n<p>In un articolo dal titolo che non si presta a fraintendimenti \u201c<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/37053b2b-ccda-4ce3-a25d-f1d0f82e7989\">Europe must trim its welfare state to build a warfare state<\/a>\u201c, il Financial Times sostiene che l\u2019Europa deve ridurre le spese per il welfare per assicurarsi la capacit\u00e0 di sostenere un consistente riarmo. La strada dei prestiti viene considerata insostenibile alla luce del pesante indebitamento che gi\u00e0 caratterizza molte nazioni, l\u2019aumento delle \u00a0tasse indebolirebbe la gi\u00e0 fragile economia europea mentre il taglio del welfare appare come\u00a0 l\u2019opzione pi\u00f9 attuabile. Al di l\u00e0 delle valutazioni pragmatiche di FT \u00e8 per\u00f2 difficile non tenere conto delle ricadute sociali e politiche di una simile iniziativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Costi troppo elevati<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il piano \u201cRearm Europe\u201d si presta poi a due ulteriori valutazioni, una economica e una geopolitica.<\/p>\n<p>Le attuali condizioni economiche (alti costi energetici, carenze di materie prime e recessione) non sono certo ideali a varare piani di riarmo che sarebbe pi\u00f9 conveniente varare una volta chiuso il conflitto in Ucraina e ripristinati i flussi di energia, auspicabilmente a prezzi convenienti, dalla Russia.<\/p>\n<p>Tali condizioni non sono risultano certo ideali a varare piani di riarmo che mobiliteranno inevitabilmente l\u2019industria pesante, piani che sarebbero pi\u00f9 convenienti una volta chiuso il conflitto in Ucraina e ripristinati i flussi di energia, auspicabilmente a prezzi convenienti, dalla Russia.<\/p>\n<p>Fonti militari hanno rivelato ad Analisi Difesa che i prezzi finali di molti sistemi d\u2019arma sono pi\u00f9 che raddoppiati rispetto a prima della guerra, in alcuni casi triplicati. Ci\u00f2 significa, a proposito di incremento delle spese per la Difesa e relativi debiti, che oggi occorrerebbe uno stanziamento doppio o triplo rispetto al 2021 per comprare lo stesso numero di armi, mezzi e munizioni di prima della guerra in Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183881 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/18.jpg\" alt=\"\" width=\"1472\" height=\"981\" \/><\/p>\n<p>Altre fonti industriali hanno riferito che tutte le materie prima necessarie alla produzione di sistemi d\u2019arma sono in molti casi difficili da reperire sul mercato (ad esempio esplosivi e polvere da sparo) e hanno registrato rincari che oscillano tra il 40 e pi\u00f9 del 100 per cento tra il 2021 e il 2024, e i prezzi continuano a salire: acciaio +40\/60%, esplosivo +90%, circuiti stampati +65%, carpenteria leggere +105%, alluminio +10\/50 per cento (a seconda dei formati).<\/p>\n<p>Per citare alcuni esempi oggi in Europa una granata d\u2019artiglieria da 155mm \u201cnuda\u201d (cio\u00e8 senza spoletta n\u00e9 sistema di guida n\u00e9 carica di lancio) costa tra 2.500 e 4.000 euro, il prezzo delle bombe d\u2019aereo tipo Mk80 \u00e8 passato in tre anni da 5 a 9 mila euro e da 11 mila a 20 mila euro (a seconda del tipo di esplosivo impiegato) solo per il corpo bomba senza sistema di guida nel caso di una MK82 da 227 chili.<\/p>\n<p>L\u2019aumento del prezzo \u00e8 ancora pi\u00f9 ampio per le bombe pi\u00f9 grandi come le MK84 da 908 chili passate da 30 a 50\/60 mila euro a esemplare. In queste condizioni spingere sul riarmo significa voler affossare definitivamente l\u2019Europa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La minaccia russa!<\/u><\/strong><\/p>\n<p>E del resto la UE sembra voler impone il riarmo a tutti gli stati membri, definito necessario a scoraggiare un attacco russo che in molti prevedono avverr\u00e0 entro tre, quattro o cinque anni ma di cui non vi \u00e8 traccia in nessun rapporto d\u2019intelligence, che non appare credibile sul piano militare e geopolitico e che in realt\u00e0 non sembra essere in cima alle preoccupazioni dei cittadini europei.<\/p>\n<p>Su questo tema la narrazione imposta dall\u2019Unione Europea e dalla sua nomenklatura \u00e8 imbarazzante perch\u00e9 sono tre anni che ci propinano una ridicola propaganda che dipinge i russi come incompetenti (si bombardano da soli), privi di strategia e tattica (morti e feriti quasi 900mila militari), mandati allo sbaraglio senza armi (combattono con i badili), senza mezzi (usano carri trainati da cavalli), senza tecnologia (rubano le schede elettroniche dalle lavatrici ucraine) n\u00e9 indumenti idonei (non hanno i calzini).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, gli stessi che fimo a ieri ci raccontavano che le nostre sanzioni stavano demolendo economia e macchina bellica russa oggi ci vogliono convincere che i russi sono pronti a marciare su Varsavia, Berlino, Parigi e Lisbona.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183882 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1437593.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" \/><\/p>\n<p>Se i russi sono in ginocchio e con obitori e ospedali da Kursk a Vladivostok pieni zeppi di morti e feriti,\u00a0 allora non c\u2019\u00e8 nessun rischio che attacchino nessuno per molti anni e non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di spendere a debito altri 800 miliardi di euro, oltre ai pi\u00f9 di 400 che quest\u2019anno verranno stanziati da tutte le nazioni europee per la Difesa, per far fronte all\u2019attacco di una Russia che per la Difesa spende un terzo degli europei e un ottavo della NATO.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni sull\u2019invasione russa dell\u2019Europa della nomenklatura Ue, che unita a premier e ministri di molti stati d\u2019Europa continua a coprirsi di ridicolo agli occhi del mondo e dei propri cittadini, possono venire interpretate solo in tre modi: o mentivano allora, oppure mentono ora o hanno mentito consapevolmente sia ieri che oggi.<\/p>\n<p>\u201c<em>Noi vediamo che l\u2019Unione Europea discute attivamente di militarizzazione, seguiamo questo processo da vicino, perch\u00e9 l\u2019Ue posizione la Russia come suo nemico principale<\/em>\u201c, ha commentato il portavoce della presidenza, Dmitry Peskov, denunciando \u201c<em>la retorica del confronto<\/em>\u201d che si oppone \u201c<em>alla ricerca di una soluzione<\/em>\u201d del conflitto in Ucraina. \u00a0<em>\u201cQuesto potrebbe essere potenzialmente un tema di nostra profonda preoccupazione e sollevare la necessit\u00e0 di prendere misure di rappresaglia appropriate per assicurare la nostra sicurezza\u201d,<\/em>\u00a0ha affermato ancora.<\/p>\n<p><em>\u201dLa Russia non parteciper\u00e0 alla corsa agli armamenti\u201d<\/em>\u00a0ha aggiunto Peskov.\u00a0<em>\u201cI paesi europei non riusciranno a vincere la corsa agli armamenti contro la Russia perch\u00e9 Mosca non ha intenzione di parteciparvi, scegliendo invece di concentrarsi sulla salvaguardia dei propri interessi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Paura della pace?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio Europeo ha approvato anche il sostegno militare a Kiev (senza il voto dell\u2019Ungheria).<\/p>\n<p>\u201cAlla luce dei negoziati per una pace globale, giusta e duratura, l\u2019Unione europea e gli Stati membri sono pronti a contribuire ulteriormente alle garanzie di sicurezza basate sulle rispettive competenze e capacit\u00e0, in linea con il diritto internazionale, anche esplorando il possibile utilizzo di strumenti di politica di sicurezza e difesa comune. Le garanzie di sicurezza dovrebbero essere intraprese insieme all\u2019Ucraina, nonch\u00e9 con partner che condividono gli stessi ideali e con la NATO\u201d si legge nelle conclusioni del vertice Ue.<\/p>\n<p>Di fatto quindi un impegno teorico che non vincola nessuna nazione della UE a interventi militari a supporto di Kiev mentre anche il lungo dibattito sull\u2019invio di forze di pace europee in Ucraina dopo la firma di accordi di pace, caldeggiato da Gran Bretagna e Francia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183762 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC02223_0.jpg\" alt=\"\" width=\"925\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p>Parigi ha persino offerto all\u2019Europa l\u2019ombrello nucleare di cui possiede (stimato in circa 300 testate imbarcate su missili nei sottomarini e i missili da crociera imbarcati sui velivoli da combattimento Rafale) come deterrente nucleare, ovviamente da compensare con la leadership francese nella difesa europea. Nell\u2019ottica caldeggiata dalla nomenklatura della Ue di un imminente confronto militare con la Russia, occorre per\u00f2 chiedersi se davvero qualcuno ritiene che la Francia sia pronta a farsi annientare dalle armi atomiche di Mosca per difendere la Lettonia.<\/p>\n<p>Circa le forze di pace europee in Ucraina il dibattito sembra destinato a restare lettera morta dopo la reazione di Mosca.<\/p>\n<p><em>\u201cLa Russia non rester\u00e0 inerme di fronte all\u2019eventuale presenza di truppe della Nato in Ucraina con il pretesto di mantenere la pace e non tollerer\u00e0 tali azioni da parte dell\u2019Occidente\u201d,<\/em>\u00a0ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, sottolineando che \u201c<em>considereremo la presenza di queste truppe sul territorio ucraino nello stesso modo in cui abbiamo considerato la potenziale presenza della Nato in Ucraina, perch\u00e9 non importa con quali bandiere sia coperta questa operazione: bandiere dell\u2019Unione Europea, bandiere nazionali dei Paesi che forniscono i contingenti\u201d ma \u201cqueste saranno comunque truppe della Nato, truppe dei Paesi della Nato\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-183439\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/%D1%84%D0%BE%D1%82%D0%BE-%D0%9B%D0%B0%D0%B2%D1%80%D0%BE%D0%B2%D0%B0-%D0%BA-%D1%81%D1%82%D0%B0%D1%82%D1%8C%D0%B5.jpg\" alt=\"\" width=\"857\" height=\"571\" \/><\/p>\n<p>Lavrov ha cos\u00ec seppellito due mesi di discussione sulle forze di pace Ue in Ucraina. Dibattito che in Europa continua a svilupparsi con la pretesa angolo-francese di elaborare piani da sottoporre a Zelensky e a Trump ma che nessuno discute con Putin.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte il dibattito sulla difesa europea e le garanzie di sicurezza all\u2019Ucraina continuano a suscitare crescenti perplessit\u00e0. Il premier italiano Giorgia Meloni ha proposto di estendere all\u2019Ucraina la copertura\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/fr\/natohq\/official_texts_17120.htm?selectedLocale=it\">dell\u2019Articolo 5 della NATO<\/a>\u00a0che impone agli alleati di intervenire in caso di aggressione di uno stato membro, pur senza accogliere Kiev nell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>Proposta che non sembra tenere conto che il Trattato pu\u00f2 giuridicamente riguardare solo gli stati membri e che una delle ragioni per cui nessuno nella NATO intende farvi entrare l\u2019Ucraina \u00e8 proprio per evitare di trovarci in guerra contro Mosca.<\/p>\n<p>Il premier danese Mette Frederiksen ha invece espresso un tale terrore che in Ucraina scoppi la pace da definirla \u201cpi\u00f9 pericolosa della guerra\u201d.<\/p>\n<p>Ovviamente la ragione \u00e8 la minaccia di Mosca sull\u2019Europa scongiurabile solo con la sconfitta sul campo di battaglia delle forze russe. \u201c<em>Per me, la cosa pi\u00f9 importante in questo momento \u00e8, per essere molto franca, riarmare l\u2019Europa. E non credo che abbiamo molto tempo. Quindi, riarmare l\u2019Europa: spendere, spendere, spendere in difesa e deterrenza: questo \u00e8 il messaggio pi\u00f9 importante\u201d.<\/em><\/p>\n<p>E mentre l\u2019Europa riarma, Frederiksen non sembra aver espresso la volont\u00e0 di inviare il formidabile esercito danese composto da 8mila uomini privi di artiglieria ad affiancare le truppe di Kiev che cercano di fermare i russi.<\/p>\n<p>Con un po\u2019 di realismo, l\u2019attuale contesto sembra confermare che l\u2019Ucraina non pu\u00f2 fare a meno degli Stati Uniti e che gli europei non sono in grado di sostituire Washington nel supporto a Kiev n\u00e9 di imporre la continuazione della guerra alla ricerca di una \u201cpace giusta\u201d che esiste solo nel libro dei sogni.<\/p>\n<p><em>Foto: TASS, MSC, Governo.it,\u00a0 Commissione Europea, Governo Britannico\/X e RWM Italia.<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/03\/rearm-europe-piu-debiti-per-gli-stati-piu-potere-alla-nomenklatura-ue\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/03\/rearm-europe-piu-debiti-per-gli-stati-piu-potere-alla-nomenklatura-ue\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)\u00a0 \u201cL\u2019Europa \u00e8 pronta ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0, Rearm Europe pu\u00f2 mobilitare quasi 800 miliardi di euro per le spese per la difesa per un\u2019Europa sicura e resiliente\u201d ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presentando un piano in cinque punti per il riarmo dell\u2019Europa e il sostegno militare all\u2019Ucraina esposto in una lettera inviata ai leader europei e poi approvata dal Consiglio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-rearm","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89391"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89391"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89391\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89400,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89391\/revisions\/89400"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}