{"id":89421,"date":"2025-03-12T10:31:36","date_gmt":"2025-03-12T09:31:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89421"},"modified":"2025-03-12T10:31:36","modified_gmt":"2025-03-12T09:31:36","slug":"che-cosa-vuole-realmente-washington-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89421","title":{"rendered":"Che cosa vuole realmente Washington in Europa?"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Maurizio Vezzosi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/iStock-1126993212-scaled-1.jpg\" width=\"274\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante l\u2019obiettivo della pace in Ucraina dichiarato dalla Casa Bianca, l\u2019Unione Europea ha annunciato nella persona di Ursula Von der Leyen un piano di riarmo dal valore di 800 miliardi di euro. E\u2019 probabile che, nonostante le dichiarazioni d\u2019intenti apparentemente contrastanti tra Washington e Bruxelles, i principali beneficiari di questo piano siano comunque destinati ad essere gli Stati Uniti. Del resto, come far coesistere un piano del genere con le commesse per la propria industria bellica che Washington pretende apertamente dai paesi dell\u2019Europa occidentale tra cui l\u2019Italia? La burocrazia dell\u2019Unione Europea, difficilmente per caso, si trova in buona misura nelle mani di funzionari polacchi e baltici, accomunati dall\u2019accecamento ideologico antirusso. La trazione baltica imposta all\u2019Unione Europea \u00e8 una delle migliori trovate che Washington ha saputo escogitare a discapito degli interessi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rinnovato sostegno \u2013 pari a 2,5 miliardi di sterline \u2013 annunciato dal primo ministro britannico Starmer a favore dell\u2019Ucraina sembra avere a che fare pi\u00f9 con la volont\u00e0 di accaparrarsi quante pi\u00f9 risorse possibile \u2013 siano queste metalli rari e non \u2013 che con il paventato invio di truppe in Ucraina in s\u00e9. Una lotta, quella per le risorse dell\u2019Ucraina, in cui la Gran Bretagna \u2013 come la Francia \u2013 non vuole accontentarsi delle briciole lasciate cadere dagli Stati Uniti. Oltre a questo, nonostante i toni altisonanti, secondo le valutazioni di alcuni media britannici, i carri armati nella disponibilit\u00e0 dell\u2019esercito britannico sarebbero nell\u2019ordine di qualche decina: questo elemento, certo non l\u2019unico, suggerisce che le bellicose dichiarazioni del primo ministro britannico cos\u00ec come di altri rappresentanti dell\u2019Unione Europea servano in primo luogo a far gonfiare i titoli in borsa dell\u2019industria militare, piuttosto che a preparare le proprie truppe a marciare sulla Piazza Rossa. Giova comunque ricordare come anche durante la seconda guerra mondiale e fino all\u2019epilogo di Suez le posizioni di Londra sono state ben pi\u00f9 oltranziste di quelle di Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Malgrado le dichiarazioni di Donald Trump, gli interessi statunitensi nella sostanza spingono l\u2019Europa verso il baratro della guerra. Del resto, se un\u2019iniziativa europea puntasse realmente alla pace ed alla stabilit\u00e0 con il presupposto del rapporto di buon vicinato con Mosca, gli interessi della grande finanza statunitense ne risulterebbero indeboliti. Con l\u2019obiettivo di scongiurare questo scenario Washington tratta con Mosca a partire dai grandi temi che riguardano la reciproca sicurezza strategica \u2013 nucleare e convenzionale \u2013 ed impone alla burocrazia dell\u2019Unione Europea l\u2019oltranzismo di cui ci troviamo a prendere atto. Enormi commesse per l\u2019industria militare statunitense sono in attesa di essere pagate con i soldi dei lavoratori italiani e del resto d\u2019Europa, mentre Washington ringrazia con la beffa dei dazi. Dazi a cui si dovrebbe almeno rispondere con l\u2019immediato annullamento delle sanzioni alla Federazione russa, stimolando il rilancio dell\u2019industria italiana e pi\u00f9 in generale europea. Nella sostanza sia la politica della Casa Bianca che quella di Bruxelles muovono contro l\u2019Europa ed i suoi interessi generali, mentre l\u2019abbaglio della ricostruzione ucraina distoglie l\u2019attenzione dai problemi e dagli interessi generali dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 importante avere chiaro un punto: la Casa Bianca vuole la pace tra s\u00e9 stessa ed il Cremlino, non la pace in Europa. Se gli Stati Uniti volessero davvero la pace in Europa non imporrebbero ai paesi dell\u2019Europa in cui sono presenti militarmente sanzioni soffocanti, acquisti energetici antieconomici e colossali aumenti di spesa militare a proprio beneficio. Nella visione di Donald Trump cos\u00ec come in quella di Ursula Von der Leyen l\u2019Unione Europea \u00e8 insomma la luogotenenza antirussa \u2013 ed antieuropea \u2013 sotto il controllo di Washington. Con costi energetici insostenibili ed un ceto medio sempre pi\u00f9 impoverito l\u2019Europa continuer\u00e0 a deindustrializzarsi a beneficio di Washington. Forti di questo presupposto gli Stati Uniti prevedono di concentrare tutte le proprie risorse in chiave anticinese. Mentre il Financial Times scrive in maniera esplicita che i paesi europei devono \u201csfoltire\u201d il proprio stato sociale per dare forza all\u2019economia di guerra, in sfregio a qualunque mantra sul pareggio di bilancio e sul patto di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il discorso alla nazione francese di Emmanuel Macron ha offerto una rappresentazione plastica di quali siano i connotati del fantomatico esercito europeo di cui si fa un gran parlare. Si, presto o tardi la NATO finir\u00e0, come tutte le alleanze militari: nonostante ci\u00f2, gli interessi della grande finanza statunitense continueranno a cercare ogni espediente per dividere lo spazio continentale fintanto che ne avranno la forza. Il \u201ccontingente di pace europeo\u201d di cui si parla in queste ore sarebbe di certo uno strumento utile a questo scopo, richiedendo enormi risorse per la sua realizzazione e contribuendo al proseguimento dell\u2019ottusa quanto dissennata politica di scontro con la Federazione russa. Il supposto nemico esistenziale contro cui si pretende di costruire l\u2019unit\u00e0 europea \u00e8 il pi\u00f9 grande paese d\u2019Europa, con il pi\u00f9 grande esercito, la pi\u00f9 grande popolazione e le maggiori risorse. Ad essere quantomai necessaria sarebbe una nuova architettura di sicurezza per tutto il continente, non contro la Federazione russa, ma con la Federazione russa. Una classe politica all\u2019altezza del compito non permetterebbe in alcun modo di distorcere questa lampante realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I fantasmi della democrazia, dei diritti e dei valori agitati a Bruxelles costituiscono il paravento logoro e ipocrita di quelle cricche che, se indisturbate, porteranno l\u2019Europa nel baratro. Un\u2019 Europa degna del nome d\u2019Europa dichiarerebbe guerra alla guerra ed alla povert\u00e0, arrivata in Italia a coinvolgere ben un italiano su sei. Invece ai popoli dell\u2019Europa occidentale viene prescritto ogni giorno di odiare i russi, perch\u00e9 presto o tardi, gli ucraini da mandare al macello per far crescere gli indici di Wall Street potremmo essere noi, i nostri figli o i nostri nipoti.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/03\/12\/che-cosa-vuole-realmente-washington-in-europa\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/03\/12\/che-cosa-vuole-realmente-washington-in-europa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Maurizio Vezzosi) Nonostante l\u2019obiettivo della pace in Ucraina dichiarato dalla Casa Bianca, l\u2019Unione Europea ha annunciato nella persona di Ursula Von der Leyen un piano di riarmo dal valore di 800 miliardi di euro. 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