{"id":89441,"date":"2025-03-13T11:14:25","date_gmt":"2025-03-13T10:14:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89441"},"modified":"2025-03-13T11:14:25","modified_gmt":"2025-03-13T10:14:25","slug":"psicopatologia-politica-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89441","title":{"rendered":"Psicopatologia politica dell\u2019Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Geminello Preterossi)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/23247-1.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fronte al delirio bellicista in atto nell\u2019Unione Europea, viene da chiedersi se non siamo ormai di\u00a0 \u00a0fronte a un caso macroscopico di psicopatologia politica: sono in atto tutti i meccanismi difensivi descritti da Freud. Il primo \u00e8 la negazione: del reale, del contesto, delle proprie pulsioni distruttive ecc., che ormai si \u00e8 spinta a un punto tale, psicotico, da divenire denegazione, forclusione (cio\u00e8 perdita del rapporto con la realt\u00e0, tipico della psicosi). Poi la proiezione, lo spostamento, la scissione, la rimozione, l\u2019idealizzazione di s\u00e9. Del resto, proprio Freud in\u00a0<em>Il disagio della civilt\u00e0<\/em>, ma anche nel suo epistolario-dialogo con Einstein, aveva tematizzato lo sfondo psicoanalitico della guerra. A tale sfondo si accompagna anche una robusta dose di infantilismo politico, che contribuisce ad alimentare una deriva fanatica e irrazionale che sacrifica i veri interessi dei popoli europei, e la loro stessa volont\u00e0, al mantenimento di un falso S\u00e9 europeista. Quindi c\u2019\u00e8 il cinismo, ci sono gli interessi (anche inconfessabili), ma \u00e8 in gioco una questione esistenziale, identitaria dalle implicazioni profonde, che toccano il lato oscuro della costruzione europea.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 sicuramente un elemento di distruttivit\u00e0 (introiettata), legato a una vera propria sindrome ossessivo-paranoide (castronerie antistoriche come il paragone Putin-Hitler, l\u2019idea che siamo in pericolo perch\u00e9 l\u2019Europa sta per essere invasa dalla Russia, ipotesi priva di qualsiasi fondamento politico, anche banalmente dal punto di vista pratico-militare). \u00a0L\u2019Europa \u00e8 inconsciamente angosciata innanzitutto da se stessa. L\u2019UE oggi custodisce l\u2019ortodossia ideologica neoliberale e globalista. L\u2019America di Trump \u00e8 tecno-mercatista, ma anti-globalista. Su questa base accetta il pluriverso mondiale, puntando a un\u00a0<em>modus vivendi<\/em>\u00a0nelle relazioni internazionali, e cerca di guadagnare dei vantaggi strategici posizionandosi al meglio nella competizione globale. Inoltre ha messo in discussione i dogmi\u00a0<em>liberal\u00a0<\/em>e chiuso con il fanatismo\u00a0<em>woke<\/em>. Rispetto alla decisiva questione ucraina, punta a una pace possibile, realistica. Mentre l\u2019UE, umiliata innanzitutto da se stessa, dai propri madornali errori, dalla propria cecit\u00e0, \u00e8 preda dell\u2019isteria. Eppure, nonostante la propaganda forsennata, voci e analisi non sono mancate, che mettevano in luce non solo l\u2019infondatezza, ma la fragilit\u00e0 e l\u2019autolesionismo della posizione UE sull\u2019Ucraina. L\u2019esito fallimentare della politica imposta dai dem americani e subito accolta in modo del tutto subalterno dagli europei (persino da chi pi\u00f9 l\u2019avrebbe subita e pagata, cio\u00e8 i tedeschi) era prevedibile, ed era stato previsto (ad esempio da Mearsheimer e Todd). \u00a0Da un certo punto di vista, che l\u2019unica Europa \u201cpolitica\u201d (peraltro illusoria e antidemocratica) che riescono a concepire sia il suo simulacro bellicista, non sorprende, essendo l\u2019UE uno strumento di spoliticizzazione tecnocratica. Quindi politica in senso proprio pu\u00f2 darsi solo in forma fantasmatica, come sintomo e non come risorsa strategica. Di fronte all\u2019irruzione del reale che Trump e Vance rappresentano, l\u2019oligarchia europea reagisce aggrappandosi alla paura e all\u2019emergenzialismo. Nonostante abbia a disposizione mezzi potenti, anche sul piano mediatico, non c\u2019\u00e8 consenso. Per questo viviamo tempi pericolosi, perch\u00e9 potrebbe accadere, o potrebbe essere cercato, un \u201cincidente\u201d, che imponga il fatto compiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attualmente, in America c\u2019\u00e8 politica, in Europa no. Magari \u00e8 una politica rozza, con robuste sacche di stato di natura, che peraltro non sono certo una novit\u00e0 dell\u2019oggi, ma \u00e8 indubbio che con il movimento MAGA si sia manifestata un\u2019energia politica nuova, per quanto ambivalente, che ha segnato un cambiamento egemonico nella societ\u00e0 americana. Non a caso Trump ha scelto come vice Vance, un hillbilly che ce l\u2019ha fatta e che proprio in virt\u00f9 della sua storia, raccontata nell\u2019interessante autobiografia\u00a0<em>Elegia americana\u00a0<\/em>(ma il titolo originale \u00e8 proprio\u00a0<em>Hillbilly Elegy<\/em>), non aderisce all\u2019<em>establishment<\/em>\u00a0globalista e pseudoprogressista ma d\u00e0 voce, essendone un figlio, all\u2019America profonda e popolare, deindustrializzata e abbandonata.\u00a0 Un profilo pi\u00f9 politico rispetto al Trump businessman e pragmatico: Vance porta contenuti sociali significativi, espressivi di problemi reali, al \u201csignificante populista\u201d Trump, \u201cvuoto\u201d (lacanianamente) ma non del tutto, e per questo in grado di sussumere istanze diverse, trasversali e anche contraddittorie: domande popolari e spinte tecnologiche, l\u2019esigenza di ritorno ai territori e alle produzioni domestiche e rilancio della sfida spaziale, \u201cbuon senso\u201d popolare e mitologia dell\u2019IA.\u00a0\u00a0\u00a0 In questo contesto, Vance \u00e8 chiaramente un\u2019alternativa, o perlomeno un contrappeso, a Musk (con tutti i suoi inquietanti profili transumanistici e ipertecnoprivatistici). L\u2019acidit\u00e0 dei \u201cleaders\u201d europei verso Vance si spiega proprio con questa sua \u201cverit\u00e0\u201d, che gli deriva dalla matrice e dal parlar franco: \u00e8 come se avesse messo loro di fronte uno specchio rivelatore. Peraltro, il discorso che ha fatto a Monaco \u00e8 stata una lezione di lucido realismo politico nelle relazioni internazionali e al contempo una prova di fiducia nella sovranit\u00e0 popolare e nel libero confronto delle idee, ci\u00f2 che ai censori eurocratici palesemente manca.\u00a0 Del resto, l\u2019Europa \u00e8 diventata il luogo della spoliticizzazione. Un continente senza identit\u00e0.<br \/>\nL\u2019UE, che ne \u00e8 il vettore, \u00e8 esattamente l\u2019opposto di come viene contrabbandata (un embrione di Europa politica, una potenza civile ecc.)<br \/>\nRimanendo dentro il suo schema, possono generarsi solo \u201csimulacri di resilienza\u201d (come la\u00a0<em>Linke<\/em>\u00a0in Germania, il Fronte popolare per finta \u2013 facile preda della strumentalizzazione macroniana \u2013 in Francia, o la pseudo-sinistra radicale in Italia).\u00a0 Utili solo all\u2019oligarchia eurocratica neoliberale e globalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma che cos\u2019\u00e8, in definitiva, l\u2019Unione Europea? Non \u00e8 uno Stato federale; non \u00e8 una confederazione; ma non \u00e8 neppure semplicemente un\u2019alleanza (sebben sia basata su dei trattati, i cui \u201csignori\u201d restano ovviamente gli Stati). Ha una moneta senza Stato n\u00e9 governo politico dell\u2019economia, il che impedisce logicamente una vera integrazione economico-finanziaria solidaristica e politiche fiscali comuni; ha un apparato tecnocratico elefantiaco, intorno a cui\u00a0 ruotano cospicue\u00a0<em>lobbies<\/em>; soffre di sovrapproduzione normativa, ha un potere giudiziario invadente e auto-espansivo, ma non \u00e8 un vero Stato di diritto;\u00a0 non ha una costituzione, ma ha un trattato che \u00e8 stato pomposamente qualificato come costituzionale; ha un parlamento, ma non \u00e8 una vera democrazia rappresentativa (ci\u00f2 che implica, tra l\u2019altro, che la rappresentanza politica del conflitto sociale vi sia inibita: probabilmente uno dei suoi veri scopi dopo Maastricht, in omaggio all\u2019ideologia ordoliberale). Insomma, \u00e8 un sistema di dominio tecnocratico-finanziario, centrato su un\u2019ipertrofia giuridica e sulla\u00a0<em>governance\u00a0<\/em>come gestione tecnica. Il tutto condito da una melassa moralistica sempre pi\u00f9 scollata dalla realt\u00e0 e anche dalla verit\u00e0 storica. Dal punto di vista della cultura politica, una bolla illusionistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019inidentificabilit\u00e0 dell\u2019UE ha portato ad attribuirle le qualificazioni pi\u00f9 fantasiose. O meglio, a usare metafore improbabili per coprire il fatto che non si sapeva che cosa fosse. Ma se non si sa dire in cosa consista un fenomeno, c\u2019\u00e8 perlomeno un problema. Se poi si tratta di questioni che investono il diritto pubblico (interno, internazionale, comparato), la cosa si fa imbarazzante per la scienza del diritto (positivo), ma anche per la teoria del diritto (e della politica). Diciamo che i giuristi, ma in generale gli \u201cintellettuali\u201d, avrebbero dovuto prendere sul serio la questione\u2026Invece la si \u00e8 presa come un\u2019opportunit\u00e0, inseguendo le illusioni post-sovrane e post-statuali, con una forte semplificazione del tema identitario, linguistico-culturale e nazionale, e aggirando per via funzionalistica il nodo politico della decisione. Si \u00e8 generata cos\u00ec una politica \u201cindiretta\u201d, apparentemente mite, o a bassa intensit\u00e0, che ha sostituito alla complessit\u00e0 della politica la spoliticizzazione moralistica e tecnocratica. Ci\u00f2 ha contribuito a depotenziare l\u2019Europa, non alleanza tra pari, strumento di cooperazione tra Stati, ma coacervo dilatato (dopo l\u2019improvvido allargamento ad Est) e opaco di interessi in contrasto e fideismo. \u00c8 questo pregresso che ha portato, a valanga, a una serie di rovesci clamorosi, all\u2019austerit\u00e0 e alla dissennata gestione della crisi finanziaria innescata dai mutui subprime americani (presentata strumentalmente come crisi dei debiti sovrani, in realt\u00e0 dei debiti privati, cio\u00e8 delle banche, soprattutto tedesche e francesi): un vero e proprio piano inclinato verso la perdita di legittimazione e consenso. Fino al totale fallimento in Ucraina e al sostegno al massacro di Gaza. Bisogna prendere atto del fatto che il triste esito di un\u2019UE fallita politicamente e moralmente \u00e8 l\u2019enfatizzazione parossistica dell\u2019ostilit\u00e0, l\u2019abbandono del pensiero critico e di un sano realismo, l\u2019autoaccecamento, la cattiva coscienza condita da un suprematismo morale tanto isterico quanto di essa compensativo. Tutto, pur di fuggire dal reale. Un mix grottesco e pernicioso di bellicismo, impotenza e marginalizzazione geopolitica.<\/p>\n<p>In quella malia suggestiva dell\u2019indefinibilit\u00e0 dell\u2019UE sono caduti in molti. Alcuni in buona fede (il clima genericamente ma indefettibilmente europeista degli anni Novanta aiutava). Ma \u00e8 stata anche, per alcuni abili navigatori, non a caso uomini per pi\u00f9 stagioni, che hanno pilotato la sostituzione della costituzione economica prevista dalla Carta del 1948 con quella di Maastricht e dell\u2019euro, una forma di supponenza intellettuale e cinismo politico-carrieristico. La narrazione era che si stesse realizzando, seppur gradualmente, tra arresti e avanzate, una cosa talmente nuova che non si sapeva neppure dire che cosa fosse, e che per\u00f2 rappresentava un sicuro progresso. Invece di chiedersi, pi\u00f9 realisticamente, se ci\u00f2 non fosse un limite, un problema da affrontare e possibilmente superare, in ogni caso un segno di difficolt\u00e0. L\u2019UE \u00e8 un UFO, un oggetto volante non identificato, oppure un calabrone, pesante, non bello da vedersi, che per\u00f2 vola. Questo era il discorso dominante, veicolato dall\u2019alto. Ebbene, l\u2019UFO \u00e8 atterrato sul pianeta Marte (o vorrebbe): il pianeta del dio della guerra. E la\u00a0<em>facies<\/em>\u00a0del calabrone \u00e8 sempre pi\u00f9 devastata, dal punto di vista estetico-politico. I tentativi di replicare ancora \u2013 stancamente, e proprio per questo con modalit\u00e0 sempre pi\u00f9 parossistiche -, quegli schemi interpretativi producono effetti imbarazzanti.<\/p>\n<p>Alla fine, si diceva, conta l\u2019effettivit\u00e0 funzionalistica dell\u2019integrazione. Una versione triviale del classico tema dell\u2019effettivit\u00e0. Solo che se, quando il consenso traballa, l\u2019osservanza viene imposta con la forza e quindi l\u2019effettivit\u00e0 diviene mera costrizione con il potere emergenziale che l\u2019UE si \u00e8 di fatto attribuita, inevitabilmente tutta la sua precaria impalcatura tiene sempre meno.\u00a0\u00a0 Non sorprende che per evitare di affrontare un difficile ma necessario discorso di verit\u00e0, di fare i conti auto-riflessivamente con un fallimento frutto di una strada sbagliata che a un certo punto \u00e8 stata intrapresa, o che \u00e8 diventata prevalente, si finisca per tradire. nel disperato tentativo di comprare tempo e rimanere a galla, quegli standard costituzionali e assiologici di cui ci si ammanta ipocritamente. La verit\u00e0 \u00e8 che quando una \u201cclasse dirigente\u201d (per modo di dire) fallisce cos\u00ec clamorosamente e colpevolmente,\u00a0<em>se ne deve andare a casa<\/em>. L\u2019oligarchia eurocratica (tanto a Bruxelles, a Francoforte, a Strasburgo e in Lussemburgo, quanto nelle capitali dei paesi membri) lo sa, e lotta per sopravvivere. Il problema \u00e8 che forse \u00e8 disposta a far pagare qualsiasi prezzo ai popoli europei, dal fortino ultra-atlantista che \u00e8 rimasta a presidiare da sola (con il Regno Unito, ma \u00e8 da vedere fino a che punto i britannici saranno disposti a disallinearsi dall\u2019eterno alleato americano, fratello minore divenuto da tempo assai maggiore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di recente Ferrajoli ha proposto di andare in piazza con l\u2019Europa peggiore in nome dell\u2019Europa migliore (nella manifestazione serrapiattista del 15 marzo). Verrebbe da dire: continuiamo cos\u00ec, facciamoci del male! Inoltre ha prospettato l\u2019idea surreale di una grande alleanza (anche con von der Leyen e Macron) contro il fascismo globale. Ma il nuovo fascismo \u00e8 il\u00a0<em>mainstream<\/em>. Che, ad esempio, annulla le elezioni ed esclude arbitrariamente candidati sgraditi (come in Romania, ma si capisce che la tendenza pu\u00f2 estendersi). Del resto, la deriva postdemocratica, e ora apertamente antidemocratica, \u00e8 in atto da tempo (la lettera Trichet-Draghi e il ricatto alla Grecia ne furono chiare avvisaglie). Il precipitato di quel \u201cnuovo fascismo\u201d che profeticamente aveva intuito Pasolini. Tanto per abbassare il livello, il \u201cnuovo fascismo\u201d di chi sforna (e osanna) piccoli \u201cprodotti\u201d di consumo seriale su Mussolini che esprimono perfettamente, con la loro mediocrit\u00e0 antistorica, nemica di ogni serio approfondimento critico, l\u2019<em>apocalisse culturale\u00a0<\/em>denunciata da PPP nella forma della \u201cmutazione antropologica\u201d.\u00a0 Del resto, questa \u00e8 oggi l\u2019opera principale della comunicazione e dell\u2019intrattenimento dell\u2019<em>establishment<\/em>: ripetere all\u2019infinito ai ceti medio-alti presuntamente riflessivi, in realt\u00e0 affetti da irrimediabile \u201cmezza cultura\u201d, quello che si vogliono sentir dire. Per continuare a non capire nulla. E soprattutto, per carit\u00e0, non farsi venire mai un dubbio, che possa eventualmente spingere a pensare (impresa disperata, in effetti). \u00c8 il correlato postmoderno, neoliberale e pseudoprogressista, del \u201cfascismo degli antifascisti\u201d di cui scriveva sempre PPP: \u201cesiste oggi una forma di antifascismo archeologico che \u00e8 poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale. Si tratta di un antifascismo facile che ha per oggetto ed obiettivo un fascismo arcaico che non esiste pi\u00f9 e che non esister\u00e0 mai pi\u00f9. (\u2026) Ecco perch\u00e9 buona parte dell\u2019antifascismo di oggi, o almeno di quello che viene chiamato antifascismo, o \u00e8 ingenuo e stupido o \u00e8 pretestuoso e in malafede\u201d. Del resto, come diceva Flaiano, \u201ci\u00a0fascisti si sono sempre divisi in due categorie: i fascisti e gli antifascisti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, per concludere, torniamo alla cara UE, questa presunta \u201ctappa esemplare del processo di unificazione del genere umano\u201d (cos\u00ec sempre Ferrajoli).\u00a0 Ora, la cosa grottesca \u00e8 che decenni di spoliticizzazione, di predicazione post-sovrana e post-statuale, si risolvono in un\u2019adesione fanatica a un simulacro del \u201cpolitico\u201d, ovvero al riarmo come feticcio, che dovrebbe portare a chiss\u00e0 quali esiti storici (l\u2019Europa politica?) e garantire l\u2019autodifesa europea (ma presumibilmente \u00e8 appunto solo il tentativo disperato di un\u00a0<em>\u00e9lite<\/em>\u00a0perdente e mediocrissima di rimanere a galla). Il risultato \u00e8 un pastrocchio irrealistico e ingannevole, profondamente ingiusto (i soldi per le armi si, per gli ospedali no), peraltro in totale contrasto con tutto quello che il clero europeista ha sempre predicato retoricamente (siamo un presidio civile di pace). Se non fosse pericoloso, ci sarebbe da sbellicarsi. L\u2019UE sta andando esattamente nella direzione opposta rispetto a ci\u00f2 di cui ci sarebbe bisogno: cogliere l\u2019opportunit\u00e0 per una tregua che, attraverso un compromesso, ponga le basi di una pace stabile e ci faccia uscire dall\u2019incubo di una terza guerra mondiale. Quindi, se si cerca la pace e si rispetta la pluralit\u00e0 del mondo, mai alla manifestazione del 15 marzo. E se si auspica che in Europa, in particolare nel nucleo storico dei Paesi fondatori, risorga una politica di cooperazione tra Stati basata innanzitutto sul rispetto dei popoli europei, occorre rovesciare la logica dell\u2019UE.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/03\/13\/psicopatologia-politica-dellunione-europea\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/03\/13\/psicopatologia-politica-dellunione-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Geminello Preterossi) Di fronte al delirio bellicista in atto nell\u2019Unione Europea, viene da chiedersi se non siamo ormai di\u00a0 \u00a0fronte a un caso macroscopico di psicopatologia politica: sono in atto tutti i meccanismi difensivi descritti da Freud. 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