{"id":89491,"date":"2025-03-18T09:00:43","date_gmt":"2025-03-18T08:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89491"},"modified":"2025-03-17T14:45:08","modified_gmt":"2025-03-17T13:45:08","slug":"riarmo-recessione-debito-la-sceneggiata-e-il-gioco-al-massacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89491","title":{"rendered":"Riarmo, recessione, debito: la sceneggiata e il gioco al massacro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Fabio Vighi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/zyanya-citlalli-MSgJtiLK5rM-unsplash-scaled-1.webp\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/zyanya-citlalli-MSgJtiLK5rM-unsplash-scaled-1.webp\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>Per comprendere le ragioni della sceneggiata napoletana andata in onda nella sala ovale della Casa Bianca il 28 febbraio scorso, conviene guardare a quanto successo in Germania solo qualche ora pi\u00f9 tardi: Friedrich Merz, cancelliere in pectore ed ex dirigente BlackRock, annunciava un pacchetto da 900 miliardi \u2013 il doppio del bilancio federale annuale \u2013 per difesa e infrastrutture. (In un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.blackrock.com\/corporate\/insights\/blackrock-investment-institute\/publications\/germany-election-2025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">bollettino<\/a>\u00a0del 24 febbraio, la stessa BlackRock prevedeva che il voto tedesco avrebbe consentito un aumento della spesa). Pochi giorni dopo, Merz confermava proposte \u201cradicali\u201d (la pi\u00f9 grande revisione di politica monetaria dai tempi della riunificazione del paese, con annessa riforma costituzionale) mirate ad allentare le regole sull\u2019accumulo di debito al fine di consentire una maggiore spesa per la difesa e rilanciare l\u2019economia \u2013 in barba al rigore fiscale imposto\u00a0<em>more teutonico<\/em>\u00a0a tutti i paesi della UE negli ultimi 20 anni, con particolare riferimento all\u2019accanimento sadistico sulla Grecia.<\/p>\n<p>Basta dunque unire i puntini, e prendere sul serio l\u2019assunto per cui tutto ci\u00f2 che accade oggi, soprattutto ma non solo in materia di geopolitica, dev\u2019essere ricondotto al\u00a0<em>primum movens<\/em>\u00a0del capitalismo contemporaneo: il debito. Zelensky litiga con Trump a favore di telecamera (\u201cquesto sar\u00e0 perfetto per la TV\u201d, si lascia scappare\u00a0<em>the Donald<\/em>). Passano poche ore e l\u2019ex cabarettista torna in Europa per buttarsi (sempre a favore di telecamera) tra le braccia della \u201ccoalizione dei volenterosi\u201d (sic!): un\u2019ammucchiata di funerei governanti per l\u2019occasione capitanata dal britannico Keir Starmer. Nel frattempo, come un cane di Pavlov, scatta l\u2019indignazione (molto mediatica) dell\u2019Europa progressista contro il tradimento dell\u2019America illiberale, cialtrona, e populista di Trump e Vance. E, approfittando del clamore generale, in Germania si allentano i cordoni fiscali e si oliano le stampanti: pi\u00f9 debito\u00a0<em>f\u00fcr uns und f\u00fcr alle<\/em>! Come ai tempi del Covid non ci sono alternative, perch\u00e9 il nemico \u00e8 alle porte.<\/p>\n<p>Mentre a Berlino si pensa a uno stimolo di quasi un trilione di euro, a Bruxelles Ursula von der Leyen estrae dal cilindro il progetto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=it%27s+an+emergency+von+der+leyen&amp;oq=it%27s+an+emergency+von+der+leyen&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQIRigAdIBCDUxNjZqMGo3qAIAsAIA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8#fpstate=ive&amp;vld=cid:36d3cbaa,vid:97iIX8ljWJ0,st:0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Re-Arm Europe<\/a>. In sintonia, dunque, i cinici funzionari del capitalismo di crisi propongono di eliminare le restrizioni alla spesa in deficit se questa spesa viene utilizzata per la difesa. Re-Arm Europe, annuncia von der Leyen, potrebbe mobilitare qualcosa come 840 miliardi di euro\u00a0<em>per la nostra sicurezza<\/em>, perch\u00e9 non si pu\u00f2 abbandonare l\u2019Ucraina nell\u2019ora pi\u00f9 buia (e che importa se la guerra \u00e8 gi\u00e0 persa, con inutile massacro di centinaia di migliaia di ucraini, e accordo tra le parti in dirittura d\u2019arrivo); e non si pu\u00f2 aspettare che Putin invada il Portogallo. (Si badi, questa non \u00e8 ironia: sono, purtroppo, le idiozie con cui ci bombardano da tre anni a questa parte. Al netto dell\u2019affaire Ucraina, su cui \u00e8 inutile tornare a dilungarsi, basterebbe una domandina semplice semplice: perch\u00e9 mai i russi ambirebbero a invadere l\u2019Europa, se \u00e8 vero com\u2019\u00e8 vero che di terra e risorse da amministrare ne hanno gi\u00e0 fin troppe?) A questo punto, se proprio vorranno riarmarsi, gli europei dovranno da una parte ridimensionare ulteriormente le spese per il\u00a0<em>welfare<\/em>\u00a0trasformandole in spese per il\u00a0<em>warfare<\/em>\u00a0(come ammonisce persino il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/37053b2b-ccda-4ce3-a25d-f1d0f82e7989\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Financial Times<\/a>); e, dall\u2019altra, comprare pi\u00f9 armi dagli USA. Ricordiamo, per la cronaca, che gi\u00e0 durante l\u2019amministrazione Biden l\u2019importo di armi USA in UE \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/donald-trump-europe-arms-makers-weapons-ukraine-russia-war-defense\/#:~:text=Roughly%2055%20percent%20of%20Europe's,to%20European%20states%20is%20...\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">salito del 35%<\/a>.<\/p>\n<p>Si tratta insomma di dare una doppia passata di vernice verde-militare a un\u2019economia europea con l\u2019acqua alla gola, facendo pagare il nobile sacrificio ai soliti poveracci (visto che i soldi del riarmo verranno sottratti allo stato sociale: educazione, infrastrutture, sanit\u00e0, pensioni, ecc.). Avrete notato la nonchalance con cui si \u00e8 passati dall\u2019impegno per la sostenibilit\u00e0 ambientale (investimenti ESG) alla retorica guerrafondaia sul potenziamento del complesso militare-industriale. Costruiranno forse armi eco-sostenibili? Evidentemente,\u00a0<em>green<\/em>\u00a0\u00e8 un significante ambiguo, fluido, perfettamente adattabile alle esigenze di mercato, buono sia per l\u2019ambiente che per i cannoni. Detto diversamente, siamo di fronte a un\u2019altra irresistibile\u00a0<em>emergenza<\/em>\u00a0(la minaccia russa), un alibi il cui scopo improrogabile \u00e8 far s\u00ec che il mercato prezzi un bazooka di debito comune che dia garanzie di rifinanziamento a tutta l\u2019infrastruttura speculativa grondante di criticit\u00e0. A meno che non vogliamo continuare a farci prendere per i fondelli da Ursula e compagnia cantante. Perch\u00e9 la vera emergenza, puntualmente rimossa, \u00e8 una sola: il mostro a due teste chiamato\u00a0<em>stagflazione strutturale<\/em>. \u00c8 questo mostro \u2013 non il fantasma dei cosacchi a San Pietro \u2013 che spinge i maestri pupari a giocare col fuoco per generare, dal nulla economico, montagne di credito da far piovere su un ingranaggio rotto, ma tenuto in vita artificiale dal \u201cpolmone finanziario\u201d cui appunto i pupari rispondono. Si grida all\u2019armi, si lanciano anatemi come fossero coriandoli, e lo si fa, sostanzialmente, per creare altro debito quale \u201csano ricostituente\u201d per Stati membri debilitati, Germania in primis; magari in vista della dissoluzione dell\u2019eurozona.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la Gran Bretagna, che, come di consueto, trama nella penombra. Poich\u00e9 le finanze britanniche versano in uno stato particolarmente pietoso, anche Londra \u00e8 alla disperata ricerca non solo di un casus belli per pompare debito nel suo comparto militare-industriale, ma anche di collaterale attraverso cui garantire la credibilit\u00e0 di un nuovo ciclo creditizio. \u00c8 probabile che, senza le risorse dell\u2019Ucraina \u2013 con la quale ha firmato un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/news\/one-hundred-year-partnership-agreement-between-the-united-kingdom-of-great-britain-and-northern-ireland-and-ukraine?utm_source=substack&amp;utm_medium=email\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">partenariato di 100 anni<\/a>\u00a0il 16 gennaio scorso (quattro giorni prima dell\u2019inaugurazione di Donald Trump), che non \u00e8 un atto caritatevole ma la continuazione di un investimento economico che avrebbe al suo centro proprio un\u00a0<a href=\"https:\/\/aeronet.news\/zelensky-ma-obrovsky-pruser-podle-uniklych-informaci-v-pulce-ledna-prevedl-velkou-cast-nerostneho-bohatstvi-ukrajiny-londynu-v-tajnem-dodatku-100-lete-bezpecnostni-smlouvy-s-velkou-britanii\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo segreto<\/a>\u00a0sulle terre rare \u2013 il ricorso alle stampanti rischi di provocare una fiammata inflattiva immediata, potenzialmente letale per la sterlina.<\/p>\n<p>Piuttosto che riflettere sulle ragioni profonde del declino, l\u2019Europa dei tecnocrati gioca dunque la carta delirante della sfida geopolitica collegata alla spesa in deficit. La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019occidente non ha pi\u00f9 \u201cmiracoli economici\u201d da spendere. I tassi di crescita sono da tempo stagnanti, il lavoro \u00e8 precario, il denaro fiat si svaluta, l\u2019indebitamento \u00e8 strutturale, e le bolle finanziarie che ne derivano si \u201cgestiscono\u201d, appunto, attraverso il surreale ricorso al binomio guerra-debito. Siamo di fronte a dispositivi emergenziali ideati per amministrare dall\u2019alto l\u2019accelerata implosiva. In questo senso, la corsa al riarmo puzza di ultima spiaggia, oltre a confermare il carattere elitario e antidemocratico della leadership europea. Si tratta peraltro di un azzardo che potrebbe innescare, qualora non producesse risultati, un assalto all\u2019euro di dimensioni epocali \u2013 eventualit\u00e0 tutt\u2019altro che remota se consideriamo che, da uomo BlackRock, Merz \u00e8 fedele soprattutto alle lobby del capitale finanziario transnazionale. Se i rendimenti del debito europeo dovessero esplodere \u2013 come per i Bund tedeschi nella giornata di mercoled\u00ec 5 marzo, ma soprattutto per qualche Stato membro considerato a rischio (tipo l\u2019Italia) \u2013 la deriva difficilmente verrebbe arginata. E la mobilitazione bellica non sarebbe pi\u00f9 solo un volano propagandistico per prolungare la credito-dipendenza di sistema, ma un vero e proprio gioco al massacro.<\/p>\n<p>Per il momento, agitare l\u2019ennesimo fantasma geopolitico per proteggere a suon di debito la \u201cvera democrazia\u201d permette al regime cleptocratico-finanziario di rifiatare, anche rispolverando slogan desueti e imbarazzanti sull\u2019unit\u00e0 del mondo dei giusti minacciato da dittatori incarogniti. Inutile aggiungere, hegelianamente, che il male \u00e8 lo sguardo stesso che vede il male ovunque attorno a s\u00e9. \u00c8 molto probabile che arriveremo alla barbarie senza averci capito nulla: il declino di una civilt\u00e0 si evince soprattutto dalla sua avversione all\u2019introspezione.\u00a0L\u2019inadeguatezza dei pupari al potere non \u00e8 un\u2019eccezione, ma la corretta espressione della fase storica in cui\u00a0<em>Homo economicus<\/em>\u00a0giunge al collasso per overdose di s\u00e9 stesso. Perch\u00e9 l\u2019implosione delle leggi oggettive di sistema che ci determinano \u2013 in primis, la rottura del contratto sociale tra lavoro e capitale su cui si fonda il moderno ordine liberale \u2013 non pu\u00f2 che generare campioni di cinismo istituzionale. E non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 ideologico che scambiare questo effetto per la causa del nostro male. Se ci limitiamo a inorridire dinanzi a una classe politico-manageriale psicopatica, probabilmente lo facciamo per non raggelare di\u00a0<em>horror vacui<\/em>\u00a0dinanzi al fallimento di un\u2019intera civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Per prima cosa, dovremmo aver un minimo di memoria storica. Partire, cio\u00e8, dal cambio di paradigma di fine anni \u201980 del secolo scorso, quando la globalizzazione decret\u00f2 la vittoria di un capitalismo fondato sul modello occidentale di economia di mercato ad alta composizione finanziaria. Ci fu detto che stavamo entrando nell\u2019era del dividendo di pace e della prosperit\u00e0 globale, che molti ritennero non dovesse finire mai. Ma quella pallida utopia \u00e8 durata la miseria di una decina d\u2019anni. A inizio millennio \u00e8 infatti riemerso, puntuale, tutto il rimosso, ovvero la realt\u00e0 di un ecosistema socioeconomico cresciuto su una solida base di violenza, saccheggio, e manipolazione. Eppure l\u2019ottimismo ideologico dei sostenitori del \u201ccapitalismo per sempre\u201d, sia a destra che a sinistra di sovrastrutture politiche obsolete, prefer\u00ec ignorare tanto le nuove zone di povert\u00e0 di massa prodotte dall\u2019impulso alla globalizzazione, quanto le guerre con cui l\u2019occidente telecomandato dagli USA s\u2019insigniva del ruolo di paladino dell\u2019ordine planetario. La fase terminale della civilt\u00e0 capitalistica \u00e8 in effetti iniziata con il ritorno in pompa magna del bellicismo occidentale (la \u201cguerra al terrore\u201d), accompagnato da sempre pi\u00f9 frequenti convulsioni finanziarie (dot.com nel 2000, subprime nel 2007-08) che ora vengono apertamente manipolate (come ha dimostrato, per chi ha ancora un centesimo di pensiero critico da spendere, il recente colpo di stato finanziario globale passato alla storia come \u201cpandemia\u201d). Il modo di produzione capitalistico si \u00e8 da tempo palesato per ci\u00f2 che da sempre \u00e8:\u00a0<em>un modo di distruzione<\/em>.<\/p>\n<p>Siamo ora di fronte a una gestione caotica delle fragilit\u00e0 dell\u2019impianto finanziario del capitalismo senile, indebitato fino al collo perch\u00e9 strutturalmente obsoleto, incapace di creare legame sociale attraverso l\u2019estrazione di valore dal lavoro (come scrisse Don DeLillo in\u00a0<em>Cosmopolis<\/em>, \u2018il denaro ha perso la sua qualit\u00e0 narrativa\u2019). Nel frattempo, il progetto di globalizzazione a guida USA \u00e8 fallito. Nella competizione interplanetaria, l\u2019occidente perde ormai su tutti i fronti: economico, militare, politico-diplomatico. La stessa politica estera americana, ora basata su una retorica ostile all\u2019universalismo progressista, nasce dalla consapevolezza che gli ormai insostenibili livelli d\u2019indebitamento vanificano qualsiasi pretesa di egemonia globale, che gli ultimi governi USA ancora cercavano stancamente di perseguire. Con l\u2019elezione di Trump (<em>effetto<\/em>, non causa del cambio di direzione), si \u00e8 deciso di passare dal presunto monopolio della forza economica e militare, travestita da missione universalista, alla gestione di una crisi debitoria interna potenzialmente devastante. Ci\u00f2 presuppone abbracciare il principio di realt\u00e0: accettare il ridimensionamento USA all\u2019interno di una costellazione multicentrica in cui la caratteristica comune \u00e8 il declino.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, la principale urgenza \u00e8 ridurre i rendimenti dei Treasury (certificati di debito pubblico) in modo che l\u2019aumento dei loro prezzi li renda nuovamente appetibili. Ricordiamo che entro la fine del 2025 zio Sam dovr\u00e0 rifinanziare la bellezza di\u00a0<a href=\"https:\/\/finbold.com\/9-trillion-of-us-debt-will-mature-in-2025-should-investors-be-worried\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">9.2mila miliardi<\/a>\u00a0di debito in scadenza, emesso quando il rendimento del decennale era poco sopra il 2%, circa la met\u00e0 di quello attuale. Considerando l\u2019onere debitorio complessivo di 36mila miliardi abbondanti, e in continuo aumento, appare del tutto evidente che, oltreoceano, l\u2019unica reale priorit\u00e0 \u00e8 trovare il modo di abbassare rapidamente i rendimenti cos\u00ec da fornire almeno una parvenza di sostenibilit\u00e0 al debito pubblico. E quale maniera migliore di ottenere tale risultato che forzare la mano della banca centrale (Federal Reserve) alimentando il fantasma di un crash finanziario accompagnato da violenta recessione? Fantasma che, in effetti, gi\u00e0 aleggia un po\u2019 ovunque. Una recessione conclamata, e giustificata creativamente, potrebbe rivelarsi il meccanismo di gran lunga pi\u00f9 efficace per alleggerire il peso del debito.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, nel frattempo, non sembra saper far altro che nascondere la propria debolezza dietro una grottesca e anacronistica corsa alle armi mirata a supportare le bolle di capitale finanziario. Sono questi gli ultimi atti di una lunga stagione di mistificazioni, iniziata con la fuga in avanti della finanziarizzazione neoliberista, che a fine secolo scorso ha s\u00ec fornito uno stimolo al potere d\u2019acquisto, soprattutto negli USA e in Europa,\u00a0<em>ma senza alcun valore reale sottostante<\/em>. Ora la coperta sempre pi\u00f9 corta del capitalismo a trazione finanziario-speculativa ci sta presentando il conto. Gli eventi geo\/biopolitici degli ultimi anni non hanno alcun potenziale causativo: sono semplicemente sintomi morbosi di un collasso di civilt\u00e0 che colpisce per primo l\u2019occidente iper-indebitato e improduttivo.<\/p>\n<p>Se, in qualunque forma, il risultato delle politiche di gestione della crisi non pu\u00f2 che continuare a essere la svalutazione monetaria (inflattiva o deflattiva che sia), forse dovremmo partire proprio dalla sconfitta del feticcio-denaro per provare finalmente a guardare oltre il moderno sistema produttore di merci. Tutte le tradizionali politiche di riforma, inclusi i contorsionismi della sinistra, sono sempre pi\u00f9 assurde e socialmente repressive a fronte della tossicodipendenza da debito che disintegra le valute. L\u2019unica speranza sembrerebbe essere la nascita di un movimento di resistenza e transizione, magari fondato sul ripudio della guerra, che sappia sviluppare una nuova consapevolezza delle ingestibili contraddizioni che determinano le condizioni di vita sotto il capitalismo \u2013 e che cerchi di superarle.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/03\/17\/riarmo-recessione-debito-la-sceneggiata-e-il-gioco-al-massacro\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/03\/17\/riarmo-recessione-debito-la-sceneggiata-e-il-gioco-al-massacro\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Fabio Vighi) Per comprendere le ragioni della sceneggiata napoletana andata in onda nella sala ovale della Casa Bianca il 28 febbraio scorso, conviene guardare a quanto successo in Germania solo qualche ora pi\u00f9 tardi: Friedrich Merz, cancelliere in pectore ed ex dirigente BlackRock, annunciava un pacchetto da 900 miliardi \u2013 il doppio del bilancio federale annuale \u2013 per difesa e infrastrutture. 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