{"id":89554,"date":"2025-03-21T10:00:18","date_gmt":"2025-03-21T09:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89554"},"modified":"2025-03-21T10:36:56","modified_gmt":"2025-03-21T09:36:56","slug":"su-il-libro-della-moda-anticapitalista-di-tansy-e-hoskins","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89554","title":{"rendered":"Su &#8220;Il libro della moda anticapitalista&#8221; di Tansy E. Hoskins"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA PAROLE E LE COSE (Federico Scirchio)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/produzionedimassa.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"499\" data-attachment-id=\"51097\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=51097\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/produzionedimassa.jpg\" data-orig-size=\"1450,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"produzionedimassa\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/produzionedimassa-300x103.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/produzionedimassa-1024x352.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"pmb-print-this-page wp-block-button\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre>Ecologie della trasformazione, rubrica a cura di  \r\n\u00a0 \r\nEmanuele Leonardi e Giulia Arrighetti<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2024 l\u2019Europa ha visto quasi raddoppiare le importazioni di prodotti e-commerce (da 2,4 mld a 4,6 mld). \u00c8 notizia recente<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=51095#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0che la Commissione Europea ha inviato alla cinese Shein, una delle aziende protagoniste di questo exploit commerciale, una richiesta di informazioni dettagliate sul rispetto delle normative europee relative ai prodotti esportati nel continente. Shein \u00e8 stata criticata per la possibile presenza di cotone proveniente dallo Xinjiang nei suoi capi, una zona soggetta a divieti per lo sfruttamento della manodopera uigura. Oltre a questo, l\u2019antitrust in Italia ha aperto un\u2019indagine contro la societ\u00e0 per presunte pratiche ingannevoli sulla sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sta emergendo su Shein in merito all\u2019uso di pubblicit\u00e0 ingannevoli, allo sfruttamento della manodopera e all\u2019inquinamento non \u00e8 un\u2019eccezione, ma la norma nel mercato globale della fast fashion.<\/p>\n<p>\u201cA cosa serve la moda?\u201d (p.32) \u00e8 la domanda che l\u2019autrice Tansy E. Hoskins pone al lettore all\u2019inizio del suo saggio\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/il-libro-della-moda-anticapitalista\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il libro della moda anticapitalista\u00a0<\/em>(Il Saggiatore, 2024)<\/a>. Probabilmente se ponessimo questa domanda a un qualsiasi cittadino europeo o del nordamerica, la risposta riguarderebbe qualcosa circa la creativit\u00e0, lo sviluppo di nuove tendenze, associando l\u2019idea del sistema-moda alle lussuose passerelle delle\u00a0<em>maisons<\/em>\u00a0di Parigi o Milano, agli\u00a0<em>shooting<\/em>\u00a0delle modelle con gli abiti di Valentino, Versace, Dolce e Gabbana, agli eventi mondani che fanno da corollario alle presentazioni delle nuove collezioni. Se invece la stessa domanda venisse posta a un qualsiasi cittadino del Bangladesh, la risposta sarebbe molto diversa e con buona probabilit\u00e0 riguarderebbe il lavoro, l\u2019economia del Paese e le immagini associate riguarderebbero le grandi concerie, le fabbriche tessili dove si lavora ininterrottamente e le recenti proteste delle lavoratrici per un salario minimo dignitoso. Lo scopo del libro \u00e8 proprio questo: svelare come, dietro la sfavillante immagine che l\u2019Occidente diffonde del mondo della moda, esista una realt\u00e0 fatta dell\u2019odore acre delle concerie, delle montagne di rifiuti tra le baraccopoli, di fiumi cos\u00ec inquinati da essere \u201cbiologicamente morti\u201d e di storie di quotidiano sfruttamento.<\/p>\n<p>Uno degli episodi pi\u00f9 drammatici riportati nel libro \u00e8 il crollo del Rana Plaza a Dacca, nel 2013, una tragedia che cost\u00f2 la vita a pi\u00f9 di 1.100 operaie tessili, e che sconvolse l\u2019opinione pubblica internazionale. Hoskins usa questo evento come simbolo delle condizioni disumane in cui operano milioni di lavoratori dell\u2019industria della moda.\u00a0<em>\u201cLa relazione tra l\u2019industria della moda e la violenza \u00e8 talmente stretta che non esisterebbe moda senza una violenza continua, effettiva o minacciata. Pistole piazzate sui tavoli, aggressioni a lavoratori e attivisti, uso di munizioni vere (vietate dalla legge), soprusi di carattere coloniale sul territorio e violenza sessuale endemica: tutto ci\u00f2 confluisce nella violenza sistemica che permette il regolare funzionamento dei nostri sistemi politici ed economici\u201d\u00a0<\/em>(p. 145)<em>.<\/em><\/p>\n<p>Fin dalle prime pagine, l\u2019autrice chiarisce che il problema della moda non risiede solo nei\u00a0<em>brand<\/em>\u00a0o nel consumo dei singoli individui, ma nell\u2019intero sistema economico che la regge. Si sottolinea come la moda, tanto quanto altri settori dell\u2019economia, sia oggi essenzialmente un\u2019industria globale che punta esclusivamente al profitto, ignorando le condizioni di vita di chi lavora e l\u2019impatto ambientale della produzione.<\/p>\n<p><em>\u201cPer comprendere il motivo per cui l\u2019industria della moda oggi appare in questo modo dobbiamo esaminarne la storia attraverso il prisma della globalizzazione, del commercio coloniale, dell\u2019industrializzazione e dei conflitti che questa ha comportato\u201d\u00a0<\/em>(p. 155).<\/p>\n<p>Questa tesi viene supportata nel libro da una puntuale ricostruzione storica dove l\u2019autrice illustra come si \u00e8 affermata la\u00a0<em>fast fashion<\/em>\u00a0dal dopoguerra a oggi.<\/p>\n<p><em>\u201c\u00abPreferirei vendere 5000 pezzi a 10 dollari che un pezzo unico a 500\u00bb dichiar\u00f2 un direttore dell\u2019ufficio acquisti che lasci\u00f2 il suo posto presso il prestigioso Saks, sulla Quinta Strada, per lavorare da Sears, che si rivolgeva a una fascia pi\u00f9 bassa di clientela. Stanley Marcus, proprietario dei grandi magazzini Neiman Marcus, sintetizz\u00f2 il cambiamento con queste parole: \u00abil nostro scopo \u00e8 vendere al petroliere, ma ancora di pi\u00f9 alla segretaria del petroliere<\/em>\u00bb (p. 50).<\/p>\n<p>La corsa alla produzione a basso costo porta le grandi aziende a delocalizzare la manifattura in Paesi dove il costo della manodopera \u00e8 al limite dello sfruttamento, con salari irrisori e tutele inesistenti. Hoskins denuncia questa realt\u00e0, spiegando come i giganti della\u00a0<em>fast fashion<\/em>\u00a0abbiano creato un sistema in cui il costo di produzione di un capo \u00e8 ridotto al minimo, mentre il prezzo al dettaglio rimane sufficientemente alto da garantire margini di guadagno enormi.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, molte aziende hanno cercato di ripulire la propria immagine attraverso iniziative \u201cgreen\u201d, proponendo collezioni realizzate con materiali riciclati o processi produttivi meno impattanti. Tuttavia, Hoskins smonta questo concetto, definendolo una mera strategia di marketing.<\/p>\n<p>L\u2019autrice mette in evidenza come molte aziende si limitino a un \u201cgreenwashing\u201d, ovvero una strategia comunicativa volta a far apparire il brand pi\u00f9 sostenibile senza attuare reali cambiamenti nella produzione.<\/p>\n<p><em>\u201cLa crisi ambientale che viviamo non \u00e8 l\u2019esito del comportamento di aziende \u2018cattive\u2019 o di dirigenti \u2018cattivi\u2019 ma di un sistema malato. Il mantra del capitalismo, per servirsi delle parole di Marx, \u00e8 \u2018accumula o muori\u2019. Le fabbriche sputano scarichi tossici perch\u00e9 la logica della competizione le costringe a trovare il modo pi\u00f9 economico di produrre a un tasso di profitto pi\u00f9 elevato dei concorrenti. Ecco perch\u00e9 si tagliano i costi, s\u2019ignorano le misure di sicurezza e si scaricano sostanze inquinanti nei fiumi\u201d\u00a0<\/em>(p. 180).<\/p>\n<p>Un esempio lampante \u00e8 H&amp;M, che con la sua\u00a0<em>Conscious Collection<\/em>\u00a0pubblicizza prodotti \u201cecologici\u201d, ma continua a fondare la propria struttura aziendale sulla produzione di massa, un modello insostenibile per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p><em>\u201cNon c\u2019\u00e8 da fidarsi delle dichiarazioni \u2018green\u2019 da parte dei brand. Un\u2019indagine della Changing Markets Foundation ha esaminato dodici marchi e oltre quattromila prodotti e ha scoperto che i brand \u00abingannavano abitualmente i consumatori sostenendo politiche eco che per\u00f2 restavano sulla carta\u00bb. Il 59% delle dichiarazioni green aggirava le leggi stabilite dalle linee guida della UK Competition and Markets Authority. In prima fila nell\u2019elenco dei trasgressori c\u2019erano H&amp;M con il 96% di false dichiarazioni, Asos con l\u201989% e M&amp;S con l\u201988%. Sembra incredibile, ma la\u00a0<\/em>Conscious Collection<em>\u00a0di H&amp;M conteneva una percentuale di materie sintetiche superiore a quella delle collezioni standard: il 72% a fronte del 61%. \u00c8 evidente che l\u2019autoregolamentazione ha fallito: il report prevede che la dipendenza dell\u2019industria dalle materie sintetiche si aggraver\u00e0, dato che nessun brand ha adottato un piano per ridurre la sovrapproduzione di fibre plastiche\u201d\u00a0<\/em>(p. 181).<\/p>\n<p>Secondo Hoskins, l\u2019unico modo per rendere davvero sostenibile l\u2019industria della moda \u00e8 ridurne drasticamente l\u2019<em>output<\/em>\u00a0produttivo. Tuttavia, ci\u00f2 andrebbe contro gli interessi delle multinazionali e, pi\u00f9 in generale, contro i principi fondamentali dell\u2019economia capitalista, basata sulla vendita di enormi quantit\u00e0 di vestiti a basso costo.<\/p>\n<p>Un altro aspetto centrale del libro riguarda il ruolo della moda nella creazione e nel mantenimento delle disuguaglianze sociali. Hoskins sottolinea come il settore sia costruito su un sistema di classi, dove i marchi di lusso si ergono a simboli di\u00a0<em>status<\/em>, mentre la\u00a0<em>fast fashion<\/em>\u00a0rappresenta un modo per le masse di partecipare, seppur illusoriamente, a un\u2019idea di eleganza e modernit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cUn altro motivo per cui i profitti rimangono alti \u00e8 perch\u00e9 il settore della moda di lusso non realizza utili basandosi esclusivamente sulla vendita di abiti costosissimi. Anzi, ricorre a una strategia nota come \u2018modello a piramide\u2019: un piccolo numero di prodotti di lusso come capi di alta moda e valigeria viene venduto a clienti estremamente ricchi, ma i profitti maggiori sono generati dalla vendita di beni destinati al mercato di massa, e comunque a un prezzo assai sovraccaricato. Come la stilista delle celebrit\u00e0 Maeve Reilly ha detto al sito Fashionista: \u00abla maggior parte della gente non va in negozio per comprarsi un abito da sera da centomila dollari, ma un blazer o una borsa o un top o le scarpe del marchio che ha realizzato quell\u2019abito\u00bb\u201d\u00a0<\/em>(p. 65).<\/p>\n<p>L\u2019autrice critica aspramente la narrativa secondo cui chi acquista\u00a0<em>fast fashion<\/em>\u00a0sia moralmente responsabile del sistema di sfruttamento. In realt\u00e0, le vere responsabilit\u00e0 ricadono sulle aziende e sulle politiche economiche che hanno reso inaccessibili alternative etiche per la maggior parte dei consumatori.\u00a0<em>\u201cLa colpevolizzazione del consumatore \u00e8 una strategia che distoglie l\u2019attenzione dai veri responsabili: le multinazionali e il sistema capitalistico che le sostiene\u201d<\/em>\u00a0(p. 156).<\/p>\n<p><em>Il libro della moda anticapitalista<\/em>\u00a0\u00e8 un saggio fondamentale per comprendere che l\u2019attuale settore della moda non \u00e8 riformabile. Hoskins non si limita a denunciare le ingiustizie del sistema, ma invita a un cambiamento radicale, suggerendo che la soluzione non sia un consumo pi\u00f9 etico, ma una trasformazione dell\u2019intero modello socio-economico.\u00a0<em>\u201cLa moda non \u00e8 solo abiti: \u00e8 politica, \u00e8 economia, \u00e8 lotta di classe. E solo comprendendola possiamo sperare di cambiarla\u201d<\/em>\u00a0(p. 210).<\/p>\n<p><strong>Nota<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=51095#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0https:\/\/italy.representation.ec.europa.eu\/notizie-ed-eventi\/notizie\/la-commissione-richiede-shein-informazioni-sui-prodotti-illegali-e-sul-suo-sistema-di-2025-02-06_it<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=51095\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=51095<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA PAROLE E LE COSE (Federico Scirchio) &nbsp; Ecologie della trasformazione, rubrica a cura di \u00a0 Emanuele Leonardi e Giulia Arrighetti &nbsp; Nel 2024 l\u2019Europa ha visto quasi raddoppiare le importazioni di prodotti e-commerce (da 2,4 mld a 4,6 mld). \u00c8 notizia recente[1]\u00a0che la Commissione Europea ha inviato alla cinese Shein, una delle aziende protagoniste di questo exploit commerciale, una richiesta di informazioni dettagliate sul rispetto delle normative europee relative ai prodotti esportati nel&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-niq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89554"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89554"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89556,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89554\/revisions\/89556"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}