{"id":89557,"date":"2025-03-24T09:30:59","date_gmt":"2025-03-24T08:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89557"},"modified":"2025-03-21T21:30:32","modified_gmt":"2025-03-21T20:30:32","slug":"trump-la-pace-in-ucraina-e-la-guerra-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89557","title":{"rendered":"Trump: la pace in Ucraina e la guerra in Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89558\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/FB_IMG_1742588642896-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/FB_IMG_1742588642896-300x199.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/FB_IMG_1742588642896.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre i negoziati per l&#8217;Ucraina appaiono ben avviati, il Medio oriente brucia: prosegue il genocidio di Gaza, i negoziati Israele-Hamas languono e le spinte per una guerra all&#8217;Iran rafforzano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il processo di pace ucraino avviato ufficialmente con la telefonata Putin-Trump procede, peraltro con una tempistica accelerata rispetto a trattative intercorse per altri conflitti. Il 24 marzo le delegazioni delle due potenze si riuniranno a Riad per stabilire i passi successivi all\u2019attuale moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, che la Russia sta osservando e l\u2019Ucraina un po\u2019 meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri, infatti, l\u2019attacco al gasdotto di Sudzha, che ha danneggiato l\u2019unico canale per il transito del gas russo verso l\u2019Unione Europea rimasto attivo (la narrazione di Kiev secondo la quale sarebbero stati gli stessi russi a bombardare un\u2019infrastruttura tanto cruciale per Mosca \u00e8 pi\u00f9 che risibile).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 delle querelle di cui dibattono i media \u2013 richieste di Trump a Zelensky sulla cessione delle centrali energetiche ucraine e altro \u2013 che al momento sono secondarie, appare rilevante che ai colloqui di Riad parteciper\u00e0 anche una delegazione ucraina, che avr\u00e0 contatti indiretti con i russi, come rivelato dall\u2019inviato Usa per l\u2019Ucraina Keith Kellog, e che, nonostante le spinte belligeranti, l\u2019Europa non sembra in grado di produrre una strategia efficace per prolungare la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Europa arretra, la Cina \u00e8 vicina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, l\u2019ennesimo vertice anti-russo degli isterici leader europei si \u00e8 concluso con un flop. Nessun aiuto militare all\u2019Ucraina: bocciate le proposte del ministro degli Esteri Ue Kaja Kallas di una dazione di 40 miliardi di euro e quella successiva, al ribasso, di 5 miliardi. Nessun impegno comune: ad aiutare l\u2019Ucraina saranno i singoli Paesi su base \u201cvolontaria\u201d, cosa che poteva darsi anche senza riunioni e dichiarazioni altisonanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non accolta, almeno per ora, neanche la proposta di usare i beni russi congelati per aiutare l\u2019Ucraina, decisione che avrebbe affondato anche le banche europee perch\u00e9 avrebbe innescato un esodo di fondi dalle stesse. Resta la frenesia del Rearm Europ, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia e a pi\u00f9 lungo periodo (Berlino ci punta anzitutto per rilanciare la sua industria in rovina di cui quella bellica dovrebbe diventare volano, inseguendo un modello tutto americano \u2013 a proposito di Europa\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, il negoziato ucraino va avanti e dovrebbe avere esiti positivi, fermo restando che proseguiranno i tentativi di sabotaggio e che a medio-lungo termine l\u2019infausto Rearm Europe potrebbe essere usato per dar compimento alla strategia immaginata dai fautori alla guerra ucraina: la Russia impegnata in una grande guerra europea e gli Usa dediti a regolare i conti con la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una strategia rilanciata dalle notizie riguardanti la visita di Elon Musk al Pentagono nella quale, come sparava in prima pagina il New York Times, \u201cil Pentagono informer\u00e0 Musk sul piano per un\u2019eventuale guerra con la Cina\u201d. Irritata la smentita di Trump, il quale ha comunicato che nella visita la \u201cCina non verr\u00e0 nemmeno menzionata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La smentita tanto pronta e secca segnala che si tratta di un punto sensibile per il presidente. Infatti, come abbiamo accennato in altre note, Trump non cerca un conflitto con la Cina, anzi. In realt\u00e0, nella sua presidenza si propone di chiudere la stagione delle guerre infinite e di adire a nuova Yalta da stabilirsi in un concordato con Mosca e Pechino, con meccaniche e dinamismi ovviamente altri dalla pregressa (troppi i mutamenti geopolitici del mondo). Cos\u00ec che la competizione tra potenze, che pure rester\u00e0, eviti i rischi di una guerra globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fin qui le spinte positive della presidenza Trump, che invece in Medio oriente vedono un\u2019infausta involuzione. Dopo un tentativo di porre un freno alla rotta sanguinaria intrapresa da Israele, Trump si \u00e8 allineato con Tel Aviv perseverando nella linea dell\u2019amministrazione Biden solo in modalit\u00e0 pi\u00f9 brutale: se Biden chiedeva moderazione e in realt\u00e0 dava pieno appoggio al genocidio di Gaza, Trump ieri ha affermato di sostenere \u201ctotalmente\u201d l\u2019operazione israeliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quando tutto \u00e8 cambiato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcosa \u00e8 cambiato, anzi tanto. Il punto di rottura \u00e8 avvenuto sabato scorso quando l\u2019inviato del presidente Steve Witkoff, impegnato nei colloqui con Hamas, ha dichiarato pubblicamente che le proposte della milizia islamica erano \u201ccompletamente inaccettabili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finora le trattative riservate svolte da Witkoff, in combinato disposto con l\u2019inviato per gli ostaggi Adam Boehler, erano state improntate al pragmatismo e alla ricerca di un accordo con la controparte, arrivando anche a usare toni forti con Netanyahu perch\u00e9 si muovesse in tale direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto \u00e8 iniziato ad andare storto quando Netanyahu \u00e8 riuscito a bloccare le trattative segrete intraprese da Boehler con Hamas tagliando fuori Israele. Trattative nelle quali Hamas si era spinto a offrire il disarmo, la propria esclusione dal governo della Striscia e tanto altro, come dichiarato successivamente da Boehler. Nel frattempo, Witkoff aveva rilasciato dichiarazioni positive sull\u2019esito dei colloqui con Hamas. Ma, dopo la rivelazione dei negoziati segreti, la svolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Boehler \u00e8 stato costretto a fare un passo indietro e Witkoff ha fatto saltare tutto allineandosi alle richieste israeliane di uno scambio ostaggi-detenuti palestinesi in cambio di una tregua solo provvisoria e non duratura, come invece richiesto dalla controparte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Probabile che per sabotare le trattative riservate Netanyahu si sia mosso in combinato disposto con i falchi pro-Israele che allignano nell\u2019amministrazione Trump, il quale ha ceduto alle pressioni e ordinato a Witkoff di muoversi di conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da qui la ripresa delle operazioni militari di Gaza e, Dio non voglia, anche la possibilit\u00e0 di una guerra contro l\u2019Iran, che Trump vorrebbe evitare, come ha dimostrato nella precedente presidenza quando l\u2019ha elusa per il rotto della cuffia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La trappola Iran<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019invio di una missiva riservata di Trump all\u2019ayatollah Khamenei con una proposta di accordo sul pomo della discordia del nucleare iraniano pu\u00f2 aprire prospettive, ma anche chiuderle, dal momento che, secondo indiscrezioni giornalistiche (non confermate), avrebbe dato due mesi di tempo a Teheran per siglare un\u2019intesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Teheran ha fatto sapere che risponder\u00e0 a breve, ma i falchi anti-iraniani punteranno sull\u2019improvvida scadenza per avere la loro guerra, sia facendo dilatare i tempi che chiedendo successivamente a Trump di mantenere la promessa di agire (per non apparire debole). Non rassicura il fatto che la settimana prossima sia prevista la visita in America di una delegazione israeliana di alto livello per colloqui sull\u2019Iran\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peraltro, va considerato che i fautori della guerra a Teheran all\u2019interno dell\u2019amministrazione Usa stanno aiutando Trump a chiudere il conflitto ucraino spingendo al massimo in tale direzione, consapevoli che l\u2019America non pu\u00f2 permettersi di avventurarsi in un grande conflitto mediorientale se l\u2019Ucraina continua a prosciugare i suoi arsenali\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo si distinguono dai neocon che hanno affollato la precedente amministrazione Usa, che spingevano per entrambi i conflitti (alfiere di tale follia il Consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton). Da questo punto di vista, Trump \u00e8 stretto in una morsa: se vuole chiudere il conflitto ucraino gli serve il loro aiuto, cos\u00ec che non pu\u00f2 contrastarli apertamente sulle criticit\u00e0 mediorientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Netanyahu senza freni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In attesa di sviluppi, Netanyahu continua a tartassare i palestinesi di Gaza pi\u00f9 di prima, anche perch\u00e9 ha fatto piazza pulita delle forze che ne avevano frenato l\u2019azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, nonostante siano stati attori protagonisti degli orrori di Gaza, il capo di Stato Maggiore dell\u2019esercito Herzl Halevi, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il capo dello Shin Bet Ronen Bar avevano spinto per un accordo con Hamas in cambio della liberazione degli ostaggi, scontrandosi ferocemente con Netanyahu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I primi due si sono dimessi e al loro posto sono ascese figure espressione della destra pi\u00f9 retriva, mentre ieri Bar \u00e8 stato esonerato (decisione che ha prodotto uno scontro alzo zero in Israele, innescando proteste di piazza e un braccio di ferro con la Corte Suprema, che ha congelato la decisione del governo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stando cos\u00ec le cose, le speranze di chiudere a breve la mattanza di Gaza sono al lumicino. Nonostante ci\u00f2, i negoziati con i mediatori e Steve Witkoff proseguono, come ha comunicato Hamas negando una rivelazione contraria di Yedioth ahronoth. Il fatto che i sabotatori abbiano fatto filtrare la notizia che le trattative erano collassate vuol dire che, nonostante tutto, possono avere qualche esito. Cos\u00ec si spera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Geopolitica<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: https:\/\/www.piccolenote.it\/mondo\/levy-i-crimini-di-gaza-e-quelli-dei-media<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/17j2MerCfe\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/17j2MerCfe\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Davide Malacaria) Mentre i negoziati per l&#8217;Ucraina appaiono ben avviati, il Medio oriente brucia: prosegue il genocidio di Gaza, i negoziati Israele-Hamas languono e le spinte per una guerra all&#8217;Iran rafforzano Il processo di pace ucraino avviato ufficialmente con la telefonata Putin-Trump procede, peraltro con una tempistica accelerata rispetto a trattative intercorse per altri conflitti. 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