{"id":89588,"date":"2025-03-25T09:56:40","date_gmt":"2025-03-25T08:56:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89588"},"modified":"2025-03-25T09:56:40","modified_gmt":"2025-03-25T08:56:40","slug":"la-guerra-non-e-uguale-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89588","title":{"rendered":"La guerra non \u00e8 uguale per tutti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di CONIARE RIVOLTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/screenshot-2025-03-22-alle-13.46.30.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4863\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/screenshot-2025-03-22-alle-13.46.30-edited.png\" alt=\"\" width=\"1084\" height=\"722\" data-attachment-id=\"4863\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/screenshot-2025-03-22-alle-13-46-30-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/screenshot-2025-03-22-alle-13.46.30-edited.png\" data-orig-size=\"1084,722\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot 2025-03-22 alle 13.46.30\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/screenshot-2025-03-22-alle-13.46.30-edited.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/screenshot-2025-03-22-alle-13.46.30-edited.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\" style=\"text-align: justify\" data-carousel-extra=\"{&quot;blog_id&quot;:58641325,&quot;permalink&quot;:&quot;https:\\\/\\\/coniarerivolta.org\\\/2025\\\/03\\\/22\\\/la-guerra-non-e-uguale-per-tutti\\\/&quot;}\"><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E per alcuni \u00e8 pi\u00f9 uguale che per altri. Per scoprirlo basta leggere il\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_25_793\">cosiddetto\u00a0<em>Joint White Paper for European Defence<\/em><\/a>, appena pubblicato dalla Commissione Europea e dall\u2019Alto rappresentante dell\u2019Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La distruzione di vite umane e la violenza bruta sono l\u2019aspetto pi\u00f9 visibile e drammatico di un conflitto, di ogni conflitto, ma a fianco di ci\u00f2 che accade alla luce del sole si agitano dinamiche pi\u00f9 profonde, che contribuiscono a spiegare perch\u00e9 ciclicamente il vento del bellicismo pi\u00f9 sguaiato torna a fare mostra di s\u00e9. \u00c8 notizia di pochi giorni fa l\u2019appello lanciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ad\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/03\/13\/la-commissione-europea-decreta-armatevi-e-partite\/\">armarsi e partire<\/a>, rimettendo (parzialmente) in discussione il dogma dell\u2019austerit\u00e0 di bilancio per \u2018riarmare l\u2019Europa\u2019. Adesso il White Paper permette di chiarire con pi\u00f9 precisione i contorni di questa operazione e, soprattutto, di fare luce su quali interessi economici si muovano e soffino sul fuoco della guerra alle porte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento si apre facendo sfoggio di retorica di grana grossa \u2013 siamo circondati dalla minaccia rappresentata da Stati autoritari come Russia e Cina; c\u2019\u00e8 la prospettiva di un conflitto su larga scala all\u2019orizzonte \u2013 e provando a\u00a0<strong>convincere il lettore che il riarmo auspicato \u00e8 negli interessi di tutta la popolazione europea, poich\u00e9 il nostro stile di vita e le nostre prospettive di prosperit\u00e0 sono messe a repentaglio<\/strong>\u00a0dall\u2019incertezza causata dalla rottura dell\u2019ordine internazionale e dalle minacce esterne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, ci viene da dire, nello stesso White Paper si riconosce che la spesa europea in armamenti \u00e8 molto aumentata nell\u2019ultimo decennio. L\u2019UE spende gi\u00e0 oggi in termini assoluti molto pi\u00f9 di quanto spenda la Russia.\u00a0<a href=\"https:\/\/milex.sipri.org\/sipri\">Secondo i dati del SIPRI<\/a>, le prime cinque economie dell\u2019UE per spesa militare (Germania, Francia, Italia, Polonia e Spagna) hanno speso da sole 220 miliardi nel 2023, il doppio di quanto ha speso la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2022, l\u2019industria della difesa europea aveva un fatturato annuo di 135 miliardi (oltre 52 miliardi di esportazioni) ed \u00e8 estremamente competitiva in settori specifici. Secondo il famigerato Rapporto Draghi, alcuni prodotti e tecnologie dell\u2019UE sono superiori o equivalenti in termini di qualit\u00e0 a quelli prodotti dagli Stati Uniti in diversi settori, come i carri armati principali e i relativi sottosistemi, i sottomarini convenzionali e le armi da fuoco. E allora, ci viene da dire, \u00e8 proprio necessario finanziare un riarmo su scala europea? Da dove viene questa insaziabile esigenza di risorse pubbliche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo poche pagine di preambolo si giunge al dunque. La questione \u00e8 semplice, nella sua essenza: il grande capitale europeo rischia di entrare in sofferenza, schiacciato dalla competizione internazionale di giganti come la Cina \u2013 di cui si denuncia un approccio al commercio e al progresso tecnologico che cerca di raggiungere \u201cla primazia e, in alcuni casi, la supremazia\u201d \u2013 e gli Stati Uniti, che paiono non volerci pi\u00f9 bene come un tempo. Allo stesso tempo, diventa di importanza cruciale riuscire a garantirsi un accesso stabile alle cosiddette materie prime critiche, fonte di conflittualit\u00e0 crescente tra potenze economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qual \u00e8 la soluzione proposta? Provare a regalare miliardi di euro all\u2019industria bellica europea, con la speranza che questo riesca a soddisfare la sete di profitto del padronato del nostro continente. La Commissione si impegna, infatti, a lanciare un \u201cdialogo strategico\u201d con le imprese del settore, per raccogliere i loro desiderata (p. 9) e provvedere, di conseguenza, a rimuovere ostacoli regolatori e garantire la concessione rapida di permessi per costruire fabbriche di morte chiudendo un occhio o forse due sull\u2019impatto ambientale (\u201c<em>consentire il rapido rilascio delle autorizzazioni edilizie e ambientali per i progetti industriali di difesa come questione di interesse pubblico prioritario<\/em>\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019industria bellica ha anche bisogno di certezze. Ecco, quindi, la priorit\u00e0 di garantirle preventivamente la certezza di un flusso di domanda di armamenti ed affini su di un orizzonte pluriennale (p. 5), cos\u00ec da minimizzare i rischi e permetterle di investire senza remore nell\u2019ampiamento di capacit\u00e0 produttiva. Anche in questo caso, le parole usate dalla Commissione sono quanto di pi\u00f9 eloquente: \u201c<em>l\u2019aumento della capacit\u00e0 produttiva dipende dal fatto che le aziende abbiano un flusso costante di ordini pluriennali consistenti per orientare gli investimenti in linee di produzione aggiuntive<\/em>\u201d (p. 13), a segnalare la necessit\u00e0 di impegnare nel lungo periodo, tramite ordini distribuiti su pi\u00f9 anni, risorse pubbliche destinate alle tasche del complesso industriale militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si legge anche, tra le righe, una certa invidia per quei Paesi che hanno imboccato la strada dell\u2019economia di guerra. In tale ottica si pu\u00f2 leggere l\u2019invito alla riconversione a fini di produzione bellica di filiere produttive strategiche per l\u2019industria europea, tra cui l\u2019Automotive, che altrimenti sarebbero condannate ad un lento declino dalla prolungata stagnazione europea. La tabella di marcia \u00e8 serrata: bisogna supportare e rinforzare \u2013 con soldi pubblici \u2013 la capacit\u00e0 di produrre armi, garantire all\u2019industria della guerra forniture costanti di materiali critici, deregolamentare a tutto spiano e tagliare le normative vigenti, finanziare \u2013 con soldi pubblici \u2013 la ricerca e sviluppo del settore e cercare di attirare \u2018talenti\u2019 per convincerli a lavorare nella difesa. Serve infatti manodopera, da convogliare in questo settore per tenere il passo con la desiderata espansione della capacit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non finisce qui, poich\u00e9 il cinismo stesso delle istituzioni europee non conosce limiti. Se da un lato si ribadisce che la maniera migliore per supportare l\u2019Ucraina \u00e8 continuare a foraggiare l\u2019acquisto di armi, dall\u2019altro si dice a chiare lettere che, attraverso uno strumento denominato\u00a0<em>Extraordinary Revenues Acceleration<\/em>\u00a0(ERA), questo sar\u00e0 reso possibile da prestiti all\u2019Ucraina che daranno priorit\u00e0 ad acquisti di armamenti prodotti dalle industrie europee. Si soffia sul fuoco della guerra e si cerca anche di lucrarci sopra, estendendo prestiti a una delle parti in causa del conflitto per comprare armi prodotte sostanzialmente dallo stesso soggetto che eroga il prestito!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non pu\u00f2 mancare, infine, una parentesi di disgustosa ipocrisia, con parole che non meritano neanche un commento. Leggere per credere: \u201cin Medio Oriente il cessate il fuoco a Gaza \u2026 fornisce l\u2019occasione per ridurre le tensioni regionali e mettere un punto alle sofferenze umane\u201d (p. 4), scritto nello stesso momento in cui Israele riparte con la sua carneficina ad ampio raggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 anche una ciliegina finale sulla torta. Grande enfasi \u00e8 posta sulla necessit\u00e0 di indirizzare anche i capitali privati, dormienti magari in conti correnti poco remunerativi, verso il supporto alla follia bellicista. C\u2019\u00e8 da dire che il mercato sta gi\u00e0 facendo il lavoro sporco, considerando l\u2019impennata delle quotazioni delle imprese operanti nel settore della guerra. Le azioni di Leonardo sono cresciute del 120% negli ultimi 6 mesi e dell\u2019800% negli ultimi 5 anni. Sulla stessa scia la tedesca Rheinmetall, che ha visto il valore delle proprie azioni crescere del 130% negli ultimi 6 mesi. Nonostante ci\u00f2, la Commissione ritiene utile sottolineare (p. 18) come gli investimenti nel settore della difesa vadano considerati, a tutti gli effetti, perfettamente in linea con il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaetica.it\/glossario\/sfdr-sustainable-finance-disclosure-regulation\/\">Regolamento europeo 2019\/2088<\/a>, che definisce i prodotti finanziari che rispettano la sostenibilit\u00e0 ecologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo anni di proclami demenziali sul sostegno a Kiev \u2013 \u201cfino alla vittoria!\u201d \u2013 tutti sulla pelle degli ucraini, e di completa assenza di iniziative diplomatiche finalizzate alla tregua, l\u2019Unione Europea tira fuori dal cappello un programma di finanziamento pubblico dell\u2019industria bellica che non fa altro che allontanare la costruzione di un processo di pace. Nessuno ne sentiva l\u2019esigenza, se non quelle fasce del capitalismo europeo sconfitte dalla competizione internazionale. Nella vostra guerra non ci arruoliamo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/03\/22\/la-guerra-non-e-uguale-per-tutti\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/03\/22\/la-guerra-non-e-uguale-per-tutti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA (Redazione) E per alcuni \u00e8 pi\u00f9 uguale che per altri. Per scoprirlo basta leggere il\u00a0cosiddetto\u00a0Joint White Paper for European Defence, appena pubblicato dalla Commissione Europea e dall\u2019Alto rappresentante dell\u2019Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. 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