{"id":89691,"date":"2025-04-01T11:13:56","date_gmt":"2025-04-01T09:13:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89691"},"modified":"2025-04-01T11:13:56","modified_gmt":"2025-04-01T09:13:56","slug":"hunger-games-a-medicina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89691","title":{"rendered":"Hunger Games a Medicina"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ROARS (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89692\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_0454-300x248.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_0454-300x248.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_0454.png 372w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>Nella nazione di Panem gli Hunger Games si svolgono ogni anno, in Italia ne \u00e8 ora prevista un\u2019edizione speciale, <em>Hunger Games Med Edition<\/em>, anch\u2019essa con cadenza annuale: si immagina parteciperanno tra gli ottanta e i centomila studenti. La \u201cmeglio giovent\u00f9\u201d italiana: solo uno su quattro, forse uno su cinque, potr\u00e0 farcela. Non \u00e8 per\u00f2 un numero chiuso, \u00e8 un Hunger Game: \u201c<em>Ve lo do subito un consiglio. Restate vivi<\/em>\u201d (Haymitch Abernathy). Il provvedimento, voluto dalla ministra Bernini con le nuove regole per l\u2019accesso a Medicina, \u00e8 rappresentato per quello che non \u00e8, con l\u2019effetto di fuorviare ed ingannare studenti. Il primo inganno, il principale, \u00e8 la fine del numero chiuso. Il secondo inganno \u00e8 la fine dei test. E\u2019 il trionfo del paradigma performativo, una sorta di inno al liberismo competitivo calato nelle dinamiche della formazione universitaria, di cui questo percorso pare una caricatura pi\u00f9 che una manifestazione: un semestre breve, frenetico, ketaminico, ipercompetitivo, privo di regole chiare ed esposto alla volubilit\u00e0 degli uomini ed ai rischi della sorte.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<h2>(1) <em>\u201dChe gli Hunger Games abbiano inizio!<\/em>\u201d (Claudius Templesmith)<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Con l\u2019approvazione da parte della Camera del disegno di legge gi\u00e0 votato in autunno dal Senato, e quindi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 26 del 2025, prende forma la revisione dell\u2019accesso ai percorsi di laurea a ciclo unico in Medicina ed Odontoiatria: si definisce un percorso di accesso al numero chiuso che coinvolge direttamente anche Medicina Veterinaria e che indirettamente, ma in modo importante, interessa altri percorsi di laurea di area biomedica e farmaceutica. La pubblicazione nella Gazzetta n. 64, del 18 marzo, della legge recante \u201cDelega <em>al Governo per la revisione delle modalit\u00e0 di accesso ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria<\/em>\u201d conclude la prima fase di un percorso di riforma che avr\u00e0 un impatto formidabile su tanti giovani, e sul nostro sistema sanitario, mai veramente oggetto di discussione.<\/p>\n<p>Sul disegno di legge delega, approvato in via definitiva l\u201911 marzo dalla Camera, c\u2019\u00e8 stato, certo, un dibattito parlamentare, ma colpisce il fatto che il lavoro istruttorio portato avanti nelle commissioni alla Camera, con tanto di audizioni di una parte importante del mondo della sanit\u00e0 e dell\u2019istruzione, non abbia prodotto neanche un ritocco al testo gi\u00e0 approvato dal Senato: un provvedimento dunque o non modificato perch\u00e9 in s\u00e9 gi\u00e0 perfetto, ma non vanno in questa direzione le osservazioni emerse in occasione delle audizioni n\u00e9 nel dibattito in commissione ed in aula, o perch\u00e9, pi\u00f9 semplicemente, politicamente \u201cblindato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un provvedimento, va detto chiaramente, rappresentato per quello che non \u00e8, con l\u2019effetto di fuorviare ed ingannare studenti<\/strong> che, ancora poco avvezzi alle dinamiche della politica domestica, ripongono ancora fiducia nelle istituzioni e quindi nelle dichiarazioni prese nelle sedi pi\u00f9 autorevoli. Il tradimento di questa fiducia \u00e8 di per s\u00e9 un problema, di cui dovremmo preoccuparci.<\/p>\n<p><strong>Il primo inganno \u00e8 il principale<\/strong>, ed \u00e8 relativo alla \u201cfine del numero chiuso\u201d: nel corso di questo scritto sar\u00f2 pi\u00f9 dettagliato, ma va subito chiarito che il numero chiuso resta, ed anzi \u00e8 un pilastro del nuovo modello cos\u00ec come lo era di quello precedente. Solo che il numero chiuso non scatta subito, ma dopo un semestre, con effetti che paiono solo peggiorativi rispetto all\u2019impianto in via di superamento. Si prevede, va detto, \u201c<em>il potenziamento delle capacit\u00e0 ricettive delle universit\u00e0<\/em>\u201d (art. 2, c. 2, lett. f) (che \u00e8 in effetti ci\u00f2 su cui si sarebbe dovuto lavorare sin dall\u2019inizio), ad intendere sia corsi di laurea che borse di specializzazione (lett. g)), ma si tratta di un discorso di prospettiva e che non elimina, ma forse nel tempo amplier\u00e0, il numero chiuso.<\/p>\n<p><strong>Il secondo inganno \u00e8 relativo alla \u201cfine dei test\u201d<\/strong>: l\u2019impatto organizzativo, l\u2019esigenza di standardizzazione e di riduzione dell\u2019influenza di preferenze e valutazioni \u201csoggettive\u201d, la necessit\u00e0 di evitare facili manomissioni e favoritismi, condurr\u00e0 inevitabilmente (di pi\u00f9, auspicabilmente) alla predisposizione di prove omogenee, verosimilmente con test. E in ogni caso, l\u2019esigenza di gestire in tempi brevi l\u2019impatto di un numero consistentissimo di studenti porter\u00e0 alla necessit\u00e0 di prevedere prove scritte (di nuovo, ragionevolmente, nella forma di test a risposta multipla). Questo per\u00f2 \u00e8 un aspetto tutto sommato secondario, come prover\u00f2 a spiegare meglio: solo un dettaglio rispetto all\u2019impianto portante degli Hunger Games che porteranno a selezionare, attraverso un semestre di fuoco, i nuovi medici italiani e ad orientare gli altri, i \u201cperdenti\u201d della competizione, verso piani \u201cB\u201d che spesso sono piuttosto piani \u201cC\u201d.<\/p>\n<p>Stando al percorso, con l\u2019approvazione della legge siamo di fronte ad un passaggio forse decisivo, ma sicuramente ancora lontani dal completamento di questo impianto riformatore: come forse non sempre ben evidenziato nel dibattito pubblico, infatti, la disciplina dettagliata del nuovo modello emerger\u00e0 solo con l\u2019esercizio, da parte del Governo, della delega legislativa. La legge delega contiene, per\u00f2, una serie di elementi che gi\u00e0 definiscono chiaramente alcuni aspetti del nuovo sistema, mentre per altri (non minori) sar\u00e0 necessario aspettare il decreto delegato (che la Ministra annuncia in ogni caso destinato ad essere approvato in tempi ravvicinati).<\/p>\n<p>Si delinea, dunque, uno sconvolgimento delle modalit\u00e0 di accesso ai percorsi di medicina, odontoiatria e veterinaria; cambiamenti importanti per i \u201c<em>corsi di studio di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria<\/em>\u201d. Effetti sul complessivo sistema universitario, tanto pi\u00f9 se consideriamo che la riforma non solo \u00e8, come spesso accade, <strong>a costo zero<\/strong> (i decreti attuativi dovranno attestare la \u201c<em>neutralit\u00e0 finanziaria<\/em>\u201d della riforma), ma addirittura gli studenti del \u201cprimo semestre comune\u201d non contribuiscono al finanziamento delle universit\u00e0 attraverso il fondo di finanziamento ordinario (FFO) (tra i principi\/criteri della delega, infatti, c\u2019\u00e8 quello che il \u201c<em>numero di studenti iscritti al primo semestre<\/em> [\u2026] <em>non sia considerato ai fini del riparto annuale del Fondo per il finanziamento ordinario delle universit\u00e0<\/em>\u201d)(art. 2, c. 2, lett. i)).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<h2>(2) \u201c<em>\u00c8 il tuo primo anno Prim, il tuo nome \u00e8 l\u00ec dentro per la prima volta, non sceglieranno te!<\/em>\u201d (Katniss Everdeen)<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Nonostante si siano levate numerose obiezioni, informate e fondate, sulla possibilit\u00e0 che la riforma divenga efficace gi\u00e0 dall\u2019anno accademico 2025-2026 (quindi, in concreto, gi\u00e0 da settembre), l\u2019intenzione politica sul punto \u00e8 chiarissima.<\/p>\n<p><strong>Questa volont\u00e0 di \u201cfare in fretta\u201d rischia di incidere sulla possibilit\u00e0 di \u201cfare bene\u201d<\/strong>: di norma marzo \u00e8 il mese in cui le universit\u00e0 completano i dettagli dell\u2019offerta didattica, definendo le coperture degli insegnamenti e gli aspetti di contorno di un impianto gi\u00e0 definito mesi prima, in un sistema di massima gi\u00e0 rodato per il cui buon funzionamento sono necessari vari tasselli (anzitutto: i docenti, le aule, gli uni e le altre calibrate sulla numerosit\u00e0 attesa dei frequentanti e quindi con eventuali esigenze di \u201csdoppiamento\u201d di cattedre, i programmi ed i libri di testo, con un lavorio che coinvolge anche le case editrici pronte ad arrivare preparate all\u2019appuntamento dell\u2019avvio dei corsi).<\/p>\n<p>L\u2019impatto della riforma rischia, da questo punto di vista, di essere devastante se portata avanti in fretta e furia: si prospetta l\u2019irrompere sul sistema universitario di almeno 80.000 aspiranti medici, col rischio (alimentato dall\u2019immagine, erronea e falsante, su cui torneremo, del corso \u201cad accesso aperto\u201d) che siano anche di pi\u00f9; questi studenti e studentesse dovranno seguire un percorso comune (a numerosi percorsi di area medica, biomedica, farmaceutica) che si immagina, in attesa dei decreti attuativi, potr\u00e0 basarsi su esami di biologia, chimica, fisica.<\/p>\n<p>Prendo ad esempio un paio di corsi della mia universit\u00e0, diversi da medicina, coinvolti \u201cindirettamente\u201d dalla riforma, in quanto destinatari del \u201csemestre comune\u201d: a Farmacia, a Perugia, le \u201cChimiche\u201d al primo semestre sono due (organica ed inorganica, rispettivamente da 6 e 10 crediti), Fisica \u00e8 al secondo semestre, Biologia \u00e8 un corso annuale da 11 crediti); a Biotecnologie, Chimica generale \u00e8 al primo semestre (al secondo Chimica organica), Biologia contiene elementi di citologia ed istologia ed \u00e8 un esame da 12 crediti, Fisica \u00e8 un esame da 6 crediti del secondo semestre. Tra quelli coinvolti direttamente: a Veterinaria non c\u2019\u00e8 propriamente un esame di Chimica (ma di Biochimica, da 11 crediti) n\u00e9 uno di Fisica (ma di Fisica, statistica ed informatica applicate), Biologia \u00e8 \u201cBiologia animale\u201d.<\/p>\n<p>La riforma di Medicina comporta l\u2019esigenza di ritornare su tutti questi percorsi, ridefinirli, concentrare nel secondo semestre tutti gli insegnamenti diversi delle \u201cgeneriche\u201d materie di base (pensate, a questo punto, non pi\u00f9 per un aspirante medico, cui, ad esempio, fornire tutte le nozioni di chimica utili per la professione, o al contrario per un farmacista che poi svilupper\u00e0 ampiamente tutti i rami della chimica organica ed inorganica, e cos\u00ec via). Con un impoverimento nella preparazione, che sar\u00e0 certo intensa, ma concentrata su tematiche generali e non orientate al percorso che poi si vorr\u00e0\/potr\u00e0 davvero seguire (come la fisica medica, che non coincide evidentemente con la fisica che interessa un chimico).<\/p>\n<p>E con un secondo semestre non meno complesso del primo, perch\u00e9 tenuto a concentrare tutta la preparazione specifica del primo anno: solo per fare un esempio, elenco di seguito esami, e crediti, previsti attualmente al primo anno di veterinaria (Anatomia degli animali domestici, 17 cfu, annuale; Biochimica generale, 11 cfu; Biologia animale, 5 cfu; Fisica, statistica e informatica applicate alla medicina veterinaria, 8 cfu; Istologia, embriologia generale e speciale veterinaria, 5 cfu; Agronomia ed economia, 6 cfu; Biochimica veterinaria e biologia molecolare, 5 cfu).<\/p>\n<p><strong>La riforma sconvolge dunque l\u2019offerta didattica, l\u2019organizzazione dei corsi, la programmazione didattica<\/strong> (quali corsi e docenti in quale semestre), e costringe ragionevolmente a moltiplicare i corsi \u201cgenerali comuni\u201d, in modo da consentire la presenza in aula di un numero molto consistente di studenti. Forse addirittura, e di questa ipotesi si sente sempre pi\u00f9 spesso parlare come verosimile e persino \u201cragionevole\u201d, ad aprire all\u2019ipotesi di corsi in teledidattica (che sin qui erano stati un tab\u00f9 per medicina, ma le cose cambiano).<\/p>\n<p>L\u2019effetto non si limita a questi percorsi, perch\u00e9 comporter\u00e0 ragionevolmente l\u2019esigenza per gli atenei di concentrare in questo semestre la didattica della gran parte dei suoi docenti di chimica generale, biologia generale, fisica generale, prendendoli anche da altri percorsi di studi. L\u2019impatto sugli altri percorsi di studio di area medica (infermieristica, osteopatia, ecc.) \u00e8 d\u2019altra parte sottovalutato, dato il potenziale svuotamento del loro bacino vista la \u201cfacilit\u00e0\u201d (presunta, ma dichiarata) di accesso al percorso di medicina e chirurgia: qui il problema \u00e8 anche diverso, considerato che (ad esempio) le domande per l\u2019accesso a infermieristica sono in linea con i posti disponibili, e comunque i laureati infermieri non riescono a rispondere alle esigenze del settore. Domani avremo verosimilmente lo stesso numero di medici di prima, ma meno infermieri di adesso, per dirla sinteticamente.<\/p>\n<p>Non voglio tediare ulteriormente il lettore, per gli addetti ai lavori posso dire che la riforma comporta l\u2019esigenza di modificare ordinamenti e regolamenti non solo dei percorsi di area medica, ma di tutti i percorsi interessati \u201cindirettamente\u201d dalla riforma. E queste modifiche saranno possibili solo allorch\u00e9 la riforma sar\u00e0 approvata: ad intendere non la legge delega, ma quantomeno il decreto legislativo attuativo.<\/p>\n<p>La legge n. 26 del 2025 non prevede un\u2019abbreviazione della <em>vacatio legis<\/em>, quindi entrer\u00e0 in vigore ad inizio aprile. Da l\u00ec, a tenore della legge (e della disciplina legislativa e costituzionale che regola l\u2019esercizio delle deleghe legislative da parte del Governo), dovr\u00e0 attendersi:<\/p>\n<p>(a) L\u2019approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri \u201c<em>su proposta del Ministro dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca, sentito il Ministro della salute<\/em>\u201d, di testi che \u201c<em>sono corredati di relazione tecnica<\/em>\u201d (art. 2, c. 3).<\/p>\n<p>(b) Ancorch\u00e9 limitatamente ad alcuni aspetti dalla riforma, il decreto deve essere adottato previo parere della Conferenza Stato-regioni. Per alcuni aspetti della riforma va acquisito il \u201cconcerto\u201d del Ministro delle Finanze, o \u201csentito\u201d il Ministro dell\u2019istruzione\u201d.<\/p>\n<p>(c) Sullo schema di decreto va acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti (ragionevolmente non solo della commissione Cultura, ma anche la commissione Affari sociali e sanit\u00e0, forse anche la commissione Bilancio dovessero emergere spese con cambiamento di poste di bilancio dello Stato).<\/p>\n<p>(d) Sui decreti legislativi, il Consiglio di Stato rilascia un parere, che deve essere reso entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta.<\/p>\n<p>Anche ammettendo che la Ministra, ed il suo staff, abbiano sostanzialmente pronto il testo del decreto (avendo quindi sciolto i problemi di merito, non marginali, che restano irrisolti, come proveremo a spiegare di seguito), la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, che peraltro richieder\u00e0 ragionevolmente atti di indirizzo e ulteriori provvedimenti attuativi, non potr\u00e0 ragionevolmente aversi prima di un paio di mesi: ben che vada, quindi, le questioni operative ed attuative dovranno dispiegarsi, nelle singole universit\u00e0, a partire da maggio. Un lavoro pi\u00f9 complesso di quello che di solito si sviluppa nell\u2019arco di dieci mesi dovr\u00e0 articolarsi in meno di quattro, durante l\u2019estate, per una attivazione dei corsi a settembre, percorsi rivolti ad un numero di studenti che gli atenei non sarebbero forse in grado di gestire neppure avendo tempi pi\u00f9 lunghi per organizzarsi. Molti dei problemi strettamente organizzativi potrebbero essere ridimensionati dal ricorso, di cui si sente sempre pi\u00f9 parlare, ad un \u201csemestre\u201d erogato in teledidattica, il che per\u00f2 peggiorerebbe vari aspetti della riforma (a partire dall\u2019esperienza degli studenti, passando per la qualit\u00e0 della formazione).<\/p>\n<p>La prospettiva pi\u00f9 probabile, ed auspicabile, \u00e8 quantomeno quella di una entrata in vigore della riforma dall\u2019anno accademico successivo (2026-2027), il che permetterebbe un\u2019attuazione pi\u00f9 organizzata e meditata di una riforma comunque criticabile. Il che consentirebbe alla coorte dei nati nel 2006 di risparmiarsi gli Hunger Games, salvo doversi attrezzare in fretta e furia per la preparazione dei test di accesso.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>(3) \u201c<em>Tu devi vincere!<\/em>\u201d (Rue)<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Una volta entrata a regime la riforma, quindi da settembre 2025 (stando alle intenzioni della Ministra) o dal settembre successivo, potremo assistere agli <strong>Hunger Games, Med edition.<\/strong> A psicologi e pedagogisti riflettere sull\u2019effetto che potr\u00e0 avere su una generazione ancora fragile, provata dall\u2019esperienza della pandemia nella sua prima adolescenza, la \u201cgenerazione di cristallo\u201d, l\u2019esperienza di entrare in un ambiente super competitivo, nel quale solo una parte minore (un quarto, forse un quinto) dei partecipanti potranno raggiungere gli obiettivi che si prefiggono. Peggio ancora se dovessero farlo nella solitudine delle proprie camere, attraverso piattaforme di teledidattica in un trimestre denso, come una corsa sui 60 metri.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che le aspirazioni di studenti e studentesse gi\u00e0 si confrontano con un ambiente selettivo, nel quale per\u00f2 vi \u00e8 un minore investimento, un tempo pi\u00f9 disteso per valutare scelte alternative, la possibilit\u00e0 per i pi\u00f9 determinati di \u201criprovare l\u2019anno dopo\u201d (magari iscrivendosi ad un altro corso, ad esempio Biotecnologie).<\/p>\n<p>L\u2019esperienza universitaria ha bisogno di serenit\u00e0 ed a volte di tempo, un anno pu\u00f2 essere un tempo adeguato ma sicuramente non lo \u00e8 un breve semestre, nel quale non solo ogni incertezza rischia di essere pagata carissima, ma lo studente non ha neppure il respiro per prendere le misure con lo studio universitario e dimostrare le proprie capacit\u00e0, dispiegare le proprie ali. L\u2019universit\u00e0 \u00e8 un luogo di relazioni, una comunit\u00e0 di docenti e studenti, un\u2019esperienza di crescita e scambio, ma di tutto questo non c\u2019\u00e8 traccia nella corsa in solitaria contro tutti che sembra destinata a svilupparsi tra settembre e dicembre.<\/p>\n<p><strong>Esaminiamo per\u00f2 meglio il disegno della riforma,<\/strong> che peraltro richiede di essere riempita di contenuti e di dettagli decisivi attraverso il decreto delegato.<\/p>\n<p>Stando alla legge, gli studenti e le studentesse potranno iscriversi liberamente al primo semestre dei corsi di medicina, odontoiatria e veterinaria, per la frequenza di percorsi che saranno attivati \u201csecondo criteri di sostenibilit\u00e0\u201d da parte dei diversi atenei. Spetta al decreto delegato definire \u201c<em>le discipline qualificanti comuni che devono essere oggetto di insegnamento nel primo semestre<\/em>\u201d (per i corsi in esame, ma anche, come detto, per tutti i corsi di studio di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria), \u201c<em>garantendo programmi uniformi e coordinati e l\u2019armonizzazione dei piani di studio dei suddetti corsi<\/em>\u201d (art. 2, c. 2, lett. c)). La legge entra quindi in profondit\u00e0 nella definizione dei contenuti dei corsi universitari, prevedendo la fissazione di \u201c<em>programmi uniformi e coordinati<\/em>\u201d (e poi di esami standardizzati), va detto con buona pace della libert\u00e0 di insegnamento sancita dall\u2019art. 33 Cost., con una sostanziale \u201clicealizzazione\u201d, quanto a capacit\u00e0 degli indirizzi ministeriali di standardizzare i contenuti della didattica, del percorso, delle metodologie di valutazione). Trattandosi di un riferimento espresso a un \u201csemestre\u201d, la previsione di un semestre-breve, di cui si parla, pare in contraddizione con il tenore testuale della delega.<\/p>\n<p>La disposizione chiave del nuovo modello \u00e8 per\u00f2 contenuta nella lett. d dello stesso comma 2 dell\u2019art. 2, che prevede che l\u2019ammissione al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale di medicina, odontoiatria e veterinaria, \u201c<em>sia subordinata al conseguimento di tutti i CFU stabiliti per gli esami di profitto del primo semestre svolti secondo standard uniformi nonch\u00e9 alla collocazione in posizione utile nella graduatoria di merito nazionale<\/em>\u201d. E\u2019 chiaro che qui sta al decreto attuativo definire una serie di aspetti importanti, relativi anzitutto a come intendere e declinare la \u201cstandardizzazione\u201d degli esami, ma anche forse a come assicurare che la graduatoria non sia falsata, ad esempio, da una sede che adottasse un atteggiamento troppo generoso con i propri studenti, con l\u2019effetto di posizionarli utilmente nella graduatoria nazionale. L\u00e0 dove invece non troverebbero posto gli studenti di sedi pi\u00f9 rigorose e meno propense a dispensare con larghezza trenta, e lodi. La risposta pu\u00f2 essere un algoritmo di normalizzazione, che tenga conto dei voti alla luce dei voti medi (ad esempio, mettendo in posizione utile in graduatoria quelli collocati nel \u201cprimo quartile\u201d di ogni sede, o cose simili ma pi\u00f9 raffinate di cos\u00ec), o forse addirittura in una prova nazionale successiva agli esami (ma questo porterebbe con s\u00e9 un ritorno dei quiz, non <em>ex ante<\/em> ma <em>ex post<\/em>, cos\u00ec evidente da risultare difficilmente camuffabile), o un esame con prove definite a livello centrale (che per\u00f2 poterebbe di nuovo a quiz standard).<\/p>\n<p>In assenza di un filtro definito a livello nazionale, le valutazioni saranno rimesse alle sedi locali: \u00e8 chiaro il rischio che si apre a favoritismi, un tema non a caso molto presente nel discorso pubblico e richiamato ripetutamente in sede di audizione (e d\u2019altra parte l\u2019abuso di ufficio non \u00e8 neppure pi\u00f9 reato, quindi si pu\u00f2 cogliere del metodo in questa follia). Sarebbero quindi i professori del primo semestre, di fatto, a decidere chi diventer\u00e0 dottore, e sar\u00e0 decisiva quindi la loro generosit\u00e0. Considerato che i tre esami di avvio saranno sicuramente impegnativi (si presume potrebbero essere Chimica generale, Fisica generale e Biologia generale), e considerato che i programmi saranno inevitabilmente molto estesi, \u00e8 chiaro che il percorso presenta un grado di aleatoriet\u00e0 molto alto anche a prescindere dai rischi di <em>maladministration<\/em>.<\/p>\n<p>In questo percorso, \u00e8 importante stringere alleanze (il che peraltro in teledidattica sarebbe pi\u00f9 difficile), ma alla fine si vince da soli: sono le regole degli Hunger Games, d\u2019altra parte. Chi superer\u00e0 tutti gli esami potr\u00e0 entrare in graduatoria, e se avr\u00e0 una media superiore al 29 probabilmente si trover\u00e0 in posizione utile. Chi non dovesse farcela potr\u00e0 portare i suoi esami nel suo percorso di studi \u201cpiano B\u201d, individuato in sede di iscrizione, ma questo solo se avr\u00e0 superato tutti gli esami previsti. In sintesi, con un mezzo passo falso si \u00e8 fuori da medicina, con un passo falso si perdono anche gli altri due esami superati che non possono essere conservati nel passaggio all\u2019altro percorso di ripiego. La cosa \u00e8 priva di senso, ma espressamente prevista dalla legge delega, che chiede di \u201c<em>garantire, nel caso di mancata ammissione al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale<\/em> [di medicina, ecc.], <em>il riconoscimento dei CFU conseguiti dagli studenti negli esami di profitto del primo semestre relativi alle discipline qualificanti comuni<\/em> [\u2026] <em>solo qualora siano stati conseguiti tutti i CFU stabiliti per gli esami di profitto del primo semestre, ai fini del proseguimento, anche in sovrannumero, in un diverso corso di studi [\u2026] da indicare come seconda scelta<\/em>\u201d (art. 2, c. 2, lett. e)).<\/p>\n<p>In Francia, dove il modello \u00e8 sperimentato (ma nella forma meno frenetica di un percorso annuale, in un contesto diverso da molti punti di vista), sono diffuse le critiche a questo impianto e si parla della \u201cgenerazione perduta\u201d (o di \u201cmacelleria generazionale\u201d) riferendosi agli studenti che non ce l\u2019hanno fatta: perch\u00e9 \u00e8 diverso non entrare e orientarsi diversamente prima dell\u2019avvio del proprio percorso di studi universitari, dall\u2019essere ammessi in un tritacarne per poi esserne cacciati perch\u00e9 non abbastanza duri, in gamba, vincenti, favoriti, fortunati.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 dunque pi\u00f9 profondo, legato non solo alle difficolt\u00e0 nella transizione (troppo rapida, in termini di insostenibilit\u00e0\/impossibilit\u00e0), ma al contenuto della riforma ed al suo possibile impatto sui suoi destinatari, i ragazzi e le ragazze che aspirano a diventare medici (odontoiatri, e veterinari sia pure qui con un rapporto pi\u00f9 favorevole tra posti disponibili e numero di aspiranti).<\/p>\n<p><strong>E\u2019 il trionfo del paradigma performativo, una sorta di inno al liberismo competitivo calato nelle dinamiche della formazione universitaria, di cui questo percorso pare una caricatura pi\u00f9 che una manifestazione<\/strong>: un semestre breve, frenetico, ketaminico, ipercompetitivo, privo di regole chiare ed esposto alla volubilit\u00e0 degli uomini ed ai rischi della sorte. D\u2019altra parte, sono queste le leggi degli Hunger Games.<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Felici Hunger Games e possa la fortuna essere sempre a vostro favore!<\/em>\u201d (Effie Trinket)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/hunger-games-a-medicina\/\">https:\/\/www.roars.it\/hunger-games-a-medicina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ROARS (Redazione) Nella nazione di Panem gli Hunger Games si svolgono ogni anno, in Italia ne \u00e8 ora prevista un\u2019edizione speciale, Hunger Games Med Edition, anch\u2019essa con cadenza annuale: si immagina parteciperanno tra gli ottanta e i centomila studenti. La \u201cmeglio giovent\u00f9\u201d italiana: solo uno su quattro, forse uno su cinque, potr\u00e0 farcela. Non \u00e8 per\u00f2 un numero chiuso, \u00e8 un Hunger Game: \u201cVe lo do subito un consiglio. Restate vivi\u201d (Haymitch Abernathy). 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