{"id":89698,"date":"2025-04-02T11:20:04","date_gmt":"2025-04-02T09:20:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89698"},"modified":"2025-04-01T21:14:27","modified_gmt":"2025-04-01T19:14:27","slug":"il-teatro-spettacolare-ovalizzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89698","title":{"rendered":"Il teatro spettacolare ovalizzato"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Massimo Pamio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i532398f9789b35d8\/version\/1742918714\/image.jpg\" width=\"360\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Nell\u2019attuale societ\u00e0, lo spettacolare informa di s\u00e9 ogni vicenda. Ne \u00e8 la prova l\u2019ultimo confronto Trump-Zelensky. Una societ\u00e0 che offre l\u2019appagamento di ogni desiderio alla portata di tutti che cosa nasconde? Luci e ombre dello spettacolo globale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"cc-m-12081327477\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Nel 1967,\u00a0<strong>Guy Debord<\/strong>\u00a0aveva esplicitato la visione di una trasformazione in atto: quella del mondo economico capitalistico in mondo spettacolare.\u00a0<strong>\u00abLo spettacolo \u2013 egli nota \u2013 non e\u0300 un insieme di immagini, ma un rapporto sociale tra le persone, mediato dalle immagini, (\u2026) il modello della vita socialmente dominante. \u00c8 l&#8217;affermazione onnipresente della scelta gi\u00e0 fatta nella produzione, e il suo consumo ne \u00e8 corollario\u00bb<\/strong>\u00a0(G. Debord,\u00a0<em>La societ\u00e0 dello spettacolo<\/em>). L\u2019essere degradato in avere si \u00e8 tramutato in apparire. Egli aveva intuito che l\u2019economia aveva predato l\u2019estetica, provvedendo a imprimerne il segno, quello della \u201cbellezza\u201d, sui mezzi della produzione e della comunicazione.\u00a0<strong>L\u2019oggetto-merce, che vale per la sua riproduzione in immagine desiderante, desidera essere posseduto dall\u2019uomo, e non viceversa.<\/strong>\u00a0Di qui la nascita del marchio come valore:\u00a0<strong>l\u2019oggetto non \u00e8 pi\u00f9 prezioso in s\u00e9, bens\u00ec lo rende tale la sua appartenenza a un\u00a0<em>brand,<\/em>\u00a0a un marchio capace di produrre merci desideranti, cio\u00e8 creature che si fanno belle per sedurre.<\/strong>\u00a0Un mondo al rovescio, in cui\u00a0<strong>l\u2019uomo diviene oggetto e non pi\u00f9 soggetto del mercato<\/strong>, consumatore di un sistema che provvede a generare un nuovo tipo di umanit\u00e0, quella oggetto di attenzione da parte dei marchi, dei\u00a0<em>brand.<\/em>\u00a0L\u2019umanit\u00e0 viene divisa o raggruppata, secondo il target di appartenenza, in gruppi di consumatori aventi caratteristiche simili, appetibili.\u00a0<strong>L\u2019universo del capitale desidera la felicit\u00e0 globale, assume il piacere come fine e non come mezzo della produzione delle merci, propaggini e simulacri di bellezza che continuamente si rinnovano e splendono attraverso un corpo con un unico organo: i\u00a0<em>Brand<\/em><\/strong><em>,<\/em>\u00a0ma che proiettano anche, contemporaneamente, sugli idoli, eidola, in simulacri umani, la felicit\u00e0 realizzata, sul corpo raggiante delle leggende del cinema, dell\u2019industria, della politica. Ogni individuo appartiene allo spettacolare, \u00e8 predatore e preda del sistema della felicit\u00e0 edonistica. Che cos\u2019\u00e8 un mondo siffatto se non il mondo dei balocchi, il mondo dei sogni realizzato in terra? C\u2019\u00e8 un solo ostacolo all\u2019instaurazione della religione dell\u2019edonismo spettacolare, manca ancora un tassello affinch\u00e9 il mosaico di questa fede possa essere privo del sospetto del peccato originale: bisogna distruggere la Moneta. Il possesso della Moneta, in quanto fondamento della societ\u00e0, potrebbe far cadere tutto l\u2019impianto della Finzione Capitalspettacolare, ed ecco allora l\u2019invenzione della moneta virtuale, l\u2019avvento delle carte di credito, della criptovaluta e i conseguenti scambi, che avvengono in luoghi immaginari, al tempo in cui le banche, inutili, chiudono gli sportelli.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, la societ\u00e0 capitalspettacolare aveva gi\u00e0 attraversato una primaria fase di virtualizzazione. Borse con speculatori di contrattazioni fondate su false basi, societ\u00e0 ramificate in una sequenza infinita di scatole cinesi delocalizzate in paradisi fiscali, generatrici di esportazioni finte garantite dal \u201cgiro della piazza\u201d e di fatture per operazioni inesistenti, proprietari fantasmi rimpiazzati da anonimi prestanome\u2026 Un mondo con un\u2019identit\u00e0 fittizia, in cui la verit\u00e0 \u00e8 definita come il risultato di una produzione di illusori giochi di scambi, acquisti, vendite. Un percorso che viene da lontano, dai primi ominini fino alla vittoria finale dell\u2019<em>homo faber<\/em>, il quale ha spodestato ogni altra figura, e soprattutto si \u00e8 fatto agente e simbolo dell\u2019ordine morale.<\/p>\n<p>Esiste un\u2019alternativa all\u2019<em>homo faber<\/em>? L\u2019uomo \u00e8 quel che fa e solo secondariamente quello che pensa, immagina, ama?<\/p>\n<p><strong>La riduzione dell\u2019uomo a essere di penuria, privo di difese, bisognoso di ricorrere all\u2019uso dell\u2019ingegno per garantirsi la sopravvivenza, concezione darwinista e materialista, tende a privare di fondamenti morali il lungo cammino che l\u2019umanit\u00e0 ha compiuto per liberarsi dalla schiavit\u00f9 della sopravvivenza.<\/strong>\u00a0Se l\u2019attivit\u00e0 fabrile viene concepita come realizzazione e concretizzazione (o sostituzione) di ci\u00f2 che \u00e8 impeto morale e filosofico, si \u00e8 di fronte a una resa dell\u2019umanesimo morale di fronte alla necessit\u00e0 primaria, all\u2019animalit\u00e0. L\u2019invasione del pianeta da parte di otto miliardi di creature, troppe per un minuscolo satellite del sole, comporterebbe la distruzione di ogni progetto qualitativo e di ogni idealit\u00e0, di ogni principio morale a favore di un funzionalismo tecnologico e virtuale. La cancellazione di ogni principio teleologico e redentivo porta fatalmente verso l\u2019estinzione, pronta a scaturire da qualsiasi avvenimento, guerra atomica, epidemia morbilica, catastrofe ecologica.<\/p>\n<p>Osserva a tal proposito Debord:\u00a0\u00ab<strong>Nello spettacolo, immagine dell&#8217;economia dominante, il fine non e\u0300 niente, lo sviluppo e\u0300 tutto. Lo spettacolo non vuole realizzarsi che solo in se stesso. Lo spettacolo sottomette gli uomini viventi nella misura in cui l&#8217;economia li ha totalmente sottomessi. Esso non e\u0300 altro che l&#8217;economia sviluppantesi per se stessa. \u00c8 il riflesso fedele della produzione delle cose e l&#8217;oggettivazione infedele dei produttori<\/strong>\u00bb\u00a0(Ivi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12081327677\" class=\"j-module n j-textWithImage \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12081327677\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i33acc7ae12d5bf30\/version\/1742919346\/image.jpg\" alt=\"G. Debord (1931-1994)\" data-src-width=\"334\" data-src-height=\"334\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i33acc7ae12d5bf30\/version\/1742919346\/image.jpg\" data-image-id=\"7792745277\" \/><figcaption>G. Debord (1931-1994)<\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12081327677\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p style=\"text-align: justify\">A che cosa stiamo assistendo negli ultimi tempi se non a un\u2019accelerazione del turbocapitalismo spettacolare? La sparizione della Realt\u00e0 provoca, come un domino, la caduta di tutti i tab\u00f9. Sparisce l\u2019identit\u00e0, diviene liquida, transgender, aperta, virtuale. L\u2019A.I. compie l\u2019ultimo passo: la sparizione di ogni morale e di ogni rapporto tra causa ed effetto. Quel che \u00e8 \u00e8 quel che viene manipolato. La rivisitazione del vero diventa il modo di intervenire sul reale per modificarlo a proprio modo, non importa se in modo plausibile, perch\u00e9 \u00e8 comunque un pezzo dello spettacolo che interviene con la stessa forza del reale. La storia implode, diviene una forma dello spettacolo creato dall\u2019I.A.: Trump Gaza, lo scontro tra Trump e Zelensky, che potrebbe benissimo essere stato inventato: beato chi ci crede!\u00a0<strong>In una condizione di assenza o di azzeramento dello storico, la politica \u00e8 sostituita dall\u2019opinionismo, la rivolta popolare dal complottismo, forme in cui si manifesta lo spettacolo, il potere \u00e8 un mezzo usato per generare mode effimere.<\/strong>\u00a0E il soggetto? L\u2019individuo? \u00c8 ridotto a un\u2019ombra, ovvero al narciso che si specchia nelle dinamiche della societ\u00e0 dello spettacolo, il portato dei vari ambiti del\u00a0<em>marketing,<\/em>\u00a0risucchiato dalla \u201cfantasmagoria delle merci\u201d di benjaminiana memoria. Un Io indebolito, dai risvolti aggressivi, in cui prevale\u00a0<strong>\u00abla visione rispetto all\u2019azione e alla riflessione. Il suo mondo \u00e8 quello in cui la restrizione dell\u2019autonomia soggettiva si accompagna alla progressiva perdita del principio di realt\u00e0\u00bb<\/strong>\u00a0(P. Stanziale,\u00a0<em>Dell\u2019immaginario col simbolico e il reale<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella societ\u00e0 attuale,\u00a0<strong>la figura del padrone, il capitalista, scompare, la sua azione non \u00e8 pi\u00f9 individuabile, la causa di crisi o dei licenziamenti \u00e8 dovuta a motivi esterni e non alla sua volont\u00e0. In virt\u00f9 di tale meccanismo, egli non \u00e8 pi\u00f9 responsabile, e, se sostiene qualche verit\u00e0, l\u2019unica \u00e8 quella del soggetto che detiene il potere.<\/strong>\u00a0L\u2019ideale della societ\u00e0, infatti, coincide con il suo, configurato come un \u201cservizio ideale\u201d in favore della massa, per la quale si adopera al fine del godimento collettivo (consumo dei beni). L\u2019apparato \u201cculturale\u201d e massmediale e informativo \u00e8 velocissimo e giocato sulla soddisfazione del desiderio, le masse si rivolgono al sapere scientifico e tecnologico per la produzione di sempre nuovi oggetti del consumo. Lacan suppone che tale velocit\u00e0 include il consumarsi della macchina capitalistica stessa e il suo consumarsi annovera la sintomatologia contemporanea delle tossicodipendenze, di anoressie e bulimie, dello\u00a0<em>shopping<\/em>\u00a0compulsivo, ecc.. Insomma,\u00a0<strong>in una societ\u00e0 del genere il Capitalista (il Padrone) immette (non tanto materialmente quanto ideologicamente) beni di consumo che non vanno a soddisfare la domanda, bens\u00ec tendono ad alimentarla compulsivamente.<\/strong>\u00a0L\u2019individuo infatti pensa che non esista per lui nessun padrone, nessuna radice, ma solo la libert\u00e0 assoluta di godere. In verit\u00e0, all\u2019interno di questa pseudolibert\u00e0 di azione in un mondo senza confini, il soggetto \u00e8 schiavo dell&#8217;oggetto, e pi\u00f9 che consumare diventa ci\u00f2 che lo consuma, oggetto passivo della volont\u00e0 di godimento dell&#8217;Altro del discorso del capitalista (Cfr. M. Magatti\u00a0<em>La libert\u00e0 immaginaria<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019incontro tra Trump e Zelensky \u00e8 uno spettacolo spaesante.<\/strong>\u00a0Per quale motivo? Perch\u00e9, dopo un po\u2019, consumato l\u2019evento, torna ad essere irreale: una volta consumato non lascia pi\u00f9 nessun segno sulla realt\u00e0, essendo spettacolo, e dunque pronto per essere usato e gettato, e dimenticato: c\u2019\u00e8 bisogno di un altro spettacolo. Ogni personaggio assume su di s\u00e9 l\u2019immaginario proiettato dai\u00a0<em>mass media<\/em>, non a caso l\u2019incontro \u00e8 circondato da televisioni e giornalisti: gli spettatori. Non c\u2019\u00e8 niente di reale, \u00e8 un gioco spettacolare a cui si assiste, e in cui ciascuno \u2013 il consumatore \u2013 pu\u00f2 vederci quel che vuole, e cio\u00e8 il proprio desiderio di consumo delle narrazioni in atto: una delle interpretazioni pi\u00f9 diffuse dai mass media, \u00e8 quella del buon padre che riprende il figlio scapestrato, che evidenzia una latente ideologia patriarcale insita nel consumismo (generatrice di una violenza diffusa esercitata sul pi\u00f9 povero, ovvero su quello escluso dal consumo o dal consenso organizzato fondato sulla soddisfazione del desiderio). Tu che cosa vuoi? Io ti do la pace ma in cambio, per compiere il mio desiderio, dovrai offrire le \u201cterre rare\u201d. Sembra di assistere a un episodio biblico, in realt\u00e0 siamo nella Casa Bianca e si sta giocando in televisione la vita di tanti, ma ci\u00f2 che conta non sono i contenuti, bens\u00ec lo spettacolo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2025-1\/marzo\/il-teatro-spettacolare-ovalizzato\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2025-1\/marzo\/il-teatro-spettacolare-ovalizzato\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Massimo Pamio) Nell\u2019attuale societ\u00e0, lo spettacolare informa di s\u00e9 ogni vicenda. Ne \u00e8 la prova l\u2019ultimo confronto Trump-Zelensky. Una societ\u00e0 che offre l\u2019appagamento di ogni desiderio alla portata di tutti che cosa nasconde? Luci e ombre dello spettacolo globale. 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