{"id":89720,"date":"2025-04-03T09:30:50","date_gmt":"2025-04-03T07:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89720"},"modified":"2025-04-03T13:33:30","modified_gmt":"2025-04-03T11:33:30","slug":"perche-la-vita-miei-ha-funzionato-e-perche-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89720","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la cura Milei ha funzionato. E perch\u00e9 no"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Juan Zara)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89721\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Milei-768x403-1-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Milei-768x403-1-300x157.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Milei-768x403-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La stampa ha accolto con un certo trionfalismo i dati dell\u2019ultimo trimestre 2024: variazione trimestrale del PIL in aumento, tasso di disoccupazione contenuto, primo avanzo di bilancio in 14 anni, caduta libera del tasso d\u2019inflazione annuale e discesa del tasso di povert\u00e0 assoluta. Molti analisti hanno parlato della \u201ccura Milei\u201d in termini entusiastici. Eppure, uno sguardo attento rivela che la situazione \u00e8 tutt\u2019altro che rosea. Di Juan Zara.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un recente articolo su La Verit\u00e0 sottolinea i pregi della cura economica \u2013 a base di \u201cmotosega\u201d \u2013 del presidente argentino Javier Milei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Analizzando il report riguardante l\u2019ultimo trimestre del 2024 e considerando alcuni dati macroeconomici congiunturali, saltano all\u2019occhio alcune verit\u00e0 irrefutabili: una variazione trimestrale del PIL in aumento, un tasso di disoccupazione tutto sommato contenuto (sebbene, in realt\u00e0, leggermente pi\u00f9 alto rispetto a dicembre del 2023), ma soprattutto il primo avanzo di bilancio negli ultimi 14 anni e la caduta libera del tasso d\u2019inflazione annuale, dal 211% al 118%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di ieri, inoltre, la notizia che il dato sulla povert\u00e0 assoluta \u2013 che aveva impietosito la stampa internazionale \u2013 \u00e8 sceso dal 52% al 38%, anche grazie allo stop all\u2019inflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono risultati che possono indubbiamente ritenersi positivi se presi individualmente e senza analizzare la situazione argentina con cognizione di causa, ovvero conoscendo la storia economica del Paese, soprattutto quella degli ultimi 25 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Contesto storico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Facendo un passo indietro, per\u00f2, la realt\u00e0 macroeconomica argentina prima di Milei presentava un quadro raccapricciante, aggravato da quasi vent\u2019anni di politiche assistenzialiste fini a se stesse, una spesa pubblica caricata di spese realmente superflue per tenere a galla la domanda (a scapito di investimenti produttivi e sanit\u00e0, ad esempio) e un settore industriale particolarmente improduttivo, frutto di cinquant\u2019anni di politiche economiche basate sul modello agro-esportatore, retaggio dei tempi in cui il Paese veniva definito il \u201cgranaio del mondo\u201d. La spinta oltremodo protezionista, quasi autarchica dei governi argentini era arrivata al punto di imporre numerosi ed importanti dazi non solo sui prodotti in entrata (che arrivavano in media a circa il 30% del valore del bene), ma anche su quelli in uscita, diminuendo il potere d\u2019acquisto degli argentini su due fronti: da un lato attraverso l\u2019immissione di pesos nel sistema, utile a continuare a finanziare il meccanismo e dunque creando inflazione, dall\u2019altro rendendo virtualmente inaccessibili i beni esteri, anche quelli a buon mercato (come quelli cinesi, ormai ubiqui in tutta LATAM). I proventi di tali operazioni, assieme al surplus ottenuto grazie alla disparit\u00e0 fra il tasso cambiario ufficiale e quello reale (su cui ci sarebbe da scrivere tomi a parte), finivano nelle casse del Banco Central de la Rep\u00fablica Argentina (di seguito, BCRA) e finanziavano le partite correnti e rimpinzavano le riserve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La politica economica argentina negli ultimi cinquant\u2019anni, dunque, ha avuto per la maggior parte la triste sorte di essere sia mercantilista che protezionista, prendendo per\u00f2 il peggio da entrambi i modelli:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">offrire garanzie che non poteva offrire;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">proteggere un mercato che non si \u00e8 occupata minimamente di incentivare e;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">impoverire drasticamente una societ\u00e0 che era il fiore all\u2019occhiello dell\u2019America Latina fino alla prima met\u00e0 degli anni \u201870.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Si pu\u00f2 dire che la \u201ccura Milei\u201d abbia funzionato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se consideriamo che l\u2019obiettivo principale del governo era quello di eradicare l\u2019inflazione e liberalizzare il mercato cambiario, possiamo dire che sono sulla strada giusta. Ma bisogna, come sempre, contestualizzare e guardare il panorama pi\u00f9 da lontano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se, infatti, \u00e8 facile agire sul primo punto, reprimendo la domanda attraverso politiche di austerit\u00e0 che fanno segnare un -4% sui consumi e -18% sugli investimenti privati nel 2024, agendo soprattutto sulla compressione della massa monetaria in circolazione (il governo offre tassi d\u2019interesse superiori all\u2019inflazione per togliere pesos dalla circolazione), \u00e8 molto pi\u00f9 difficile arginare il secondo problema, sul quale si aprono a loro volta moltissimi argomenti paralleli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma andiamo per ordine: il governo Milei, per ora, si \u00e8 limitato ad istituire un crawling peg, utile come strumento graduale di svalutazione del peso, proprio per evitare che la situazione finisse come a dicembre del 2001, quando il default sul debito sanc\u00ec la fine della convertibilit\u00e0 peso-dollaro (istituita nel 1992 e che per dieci anni regal\u00f2 agli argentini inflazione zero e un cambio 1:1) e la svalutazione della moneta argentina in regime fluttuante le fece perdere il 75% del suo valore in poche settimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La politica valutaria di Milei prevede che il peso si svaluti di un dato valore ogni mese nei confronti del dollaro, deciso volta per volta dal governo in base a determinati indicatori economici. Questo valore, inizialmente istituito al 2% mensile, \u00e8 passato all\u20191% a febbraio, incendiando i mercati e facendo infuriare alcuni investitori istituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo perch\u00e9, seppur diminuita, l\u2019inflazione mensile rimane superiore al crawling peg, rendendo possibile un meccanismo conosciuto come carry trade: in buona sostanza, gli speculatori sfruttano lo spread fra svalutazione e inflazione \u2013 oltre alla politica deflattiva del governo \u2013 per lucrare, scambiando dollari per pesos che poi investono in titoli di stato ad alto rendimento, per poi riscambiare il guadagno in pochissimo tempo, ottenendo profitti anche del 50% sul capitale iniziale in dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019operazione \u00e8 possibile anche grazie alla presenza del cosiddetto cepo, ovvero una restrizione sulle operazioni cambiarie, che in Argentina non sono libere, ma appunto regolamentate dallo Stato. Questo \u00e8 uno dei grossi scogli che dovr\u00e0 affrontare l\u2019amministrazione di Milei in futuro, nonch\u00e9, in realt\u00e0, la sua pi\u00f9 grande promessa elettorale, tuttora incompiuta: riuscire a eliminare le restrizioni cambiarie senza svalutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 un\u2019impresa ardua, se non impossibile, dato che la realt\u00e0 dipinge un quadro di grande ritardo cambiario. Nonostante le imprecazioni di Milei nei confronti dei suoi detrattori e la difesa a spada tratta delle sue politiche valutarie, il peso argentino \u00e8, indubbiamente, sopravvalutato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, l\u2019ormai imminente accordo col Fondo Monetario Internazionale per rifinanziare il debito di oltre 40 miliardi di dollari ancora pendente ha ulteriormente esacerbato la situazione, portando il BCRA a bruciare un miliardo e mezzo di dollari soltanto a marzo per minimizzare le perdite del peso, portando le riserve a soli US$ 25 miliardi, il livello minimo negli ultimi 14 mesi. Il d\u00f3lar blue, ovvero il dollaro scambiato sui mercati informali, ha raggiunto nuovamente uno spread di 325 pesos sul tasso ufficiale, praticamente vanificando tutto il lavoro svolto negli ultimi mesi, e tornando ai livelli di ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Milei spera che il FMI gli conceda un prestito di 20 miliardi di dollari (di cui 8 miliardi a rilascio immediato) per godere di una pi\u00f9 ampia tranquillit\u00e0 sul tema riserve, ma la condizione non negoziabile imposta dal Fondo sembra sia proprio la svalutazione del peso che il governo sta evitando a tutti i costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si dice che Lu\u00eds Caputo, il ministro dell\u2019economia, sia andato a negoziare mostrando stime di crescita del PIL al 5-6% nei prossimi tre anni come garanzia. La realt\u00e0 dei fatti dice che comunque il PIL argentino si \u00e8 contratto di quasi il 2% nel 2024. E questo pur avendo recuperato nell\u2019ultimo trimestre e avendo goduto di una delle migliori stagioni di raccolto degli ultimi decenni. La verit\u00e0 \u00e8 che le previsioni economiche in un mercato cos\u00ec instabile come quello argentino lasciano il tempo che trovano. Il Fondo riuscir\u00e0 ragionevolmente ad imporre le proprie condizioni sulla base del fatto che l\u2019Argentina \u00e8 cos\u00ec priva di fiducia da parte degli investitori che l\u2019unica alternativa rimane proprio il cappio al collo rappresentato dal FMI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo porter\u00e0 ad una svalutazione pi\u00f9 o meno corposa del peso, che a sua volta potrebbe causare una fuga di dollari, con il BCRA nuovamente costretto sulla paradossale posizione di dover sia vendere le riserve appena acquisite nell\u2019intento di rafforzare il peso, sia di immettere in circolazione nuova moneta per poter pagare il nuovo debito (nei prossimi tre anni scadono quote di capitale pi\u00f9 interessi per circa US$15 miliardi), facendo riscoppiare l\u2019inflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa \u00e8 un\u2019eventualit\u00e0 che Milei vuole assolutamente evitare a tutti i costi in vista delle elezioni legislative a ottobre. Spera di arrivare dunque relativamente in buona salute a fine anno per poi avere numeri migliori al Congreso, e rimandare ad allora ogni nuovo drastico aggiustamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Si pu\u00f2 dunque dire che la \u201ccura Milei\u201d non abbia funzionato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La produzione industriale segna un minimo storico, crollano i consumi, il riesgo pa\u00eds (l\u2019indice che misura la possibilit\u00e0 che un Paese non rispetti i propri compromessi in campo finanziario) \u00e8 risalito ai livelli di novembre, crescono le disuguaglianze, spariscono i servizi e lo stimolo statale all\u2019economia, il PIL cala. L\u2019unica cosa che per ora tiene \u00e8 la diminuzione dell\u2019inflazione. Se Milei dovesse perdere anche questa, sarebbe ragionevolmente archiviato come un fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019unica via di uscita allora rimarrebbe a quel punto una nuova stagione di copiose privatizzazioni, un film gi\u00e0 visto e rivisto. L\u2019Argentina si gioca il proprio futuro nelle prossime settimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2025\/04\/02\/perche-la-cura-milei-ha-funzionato-e-perche-no\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2025\/04\/02\/perche-la-cura-milei-ha-funzionato-e-perche-no\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Juan Zara) La stampa ha accolto con un certo trionfalismo i dati dell\u2019ultimo trimestre 2024: variazione trimestrale del PIL in aumento, tasso di disoccupazione contenuto, primo avanzo di bilancio in 14 anni, caduta libera del tasso d\u2019inflazione annuale e discesa del tasso di povert\u00e0 assoluta. 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