{"id":89728,"date":"2025-04-04T09:09:21","date_gmt":"2025-04-04T07:09:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89728"},"modified":"2025-04-03T13:11:59","modified_gmt":"2025-04-03T11:11:59","slug":"il-grande-disegno-di-trump-dopo-i-dazi-laccordo-di-mar-a-lago-per-costruire-un-nuovo-ordine-commerciale-e-finanziario-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89728","title":{"rendered":"Il grande disegno di Trump: dopo i dazi l\u2019accordo di Mar-a-Lago per costruire un nuovo ordine commerciale e finanziario globale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL FATTO QUOTIDIANO (Chiara Brusini)<\/strong><\/p>\n<header class=\"ifq-post__header\">\n<div class=\"ifq-post__excerpt\">Cosa c&#8217;\u00e8 nel &#8220;Manuale per una ristrutturazione del sistema globale del commercio&#8221; scritto da Stephen Miran, consigliere economico della Casa Bianca. Che sogna di costringere i partner commerciali a indebolire il dollaro per aumentare la competitivit\u00e0 Usa, usando anche la difesa come leva<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"ifq-post__thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-full-width size-ifq-full-width wp-post-image\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/02\/trump-miran-1050x788.jpg\" alt=\"\" width=\"1050\" height=\"788\" \/><\/div>\n<div class=\"ifq-post__utils\">\n<div class=\"ifq-divider ifq-divider--horizontal ifq-divider--light \"><\/div>\n<div class=\"ifq-divider ifq-divider--horizontal ifq-divider--light \"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ifq-post__content\">\n<p>Un nuovo\u00a0<strong>ordine commerciale<\/strong>\u00a0(e finanziario)\u00a0<strong>globale<\/strong>. Sarebbe questo il vero obiettivo dietro l\u2019annuncio di<strong>\u00a0Donald Trump<\/strong>\u00a0sui nuovi\u00a0<strong>dazi<\/strong>\u00a0nei confronti dei partner commerciali. Il piano \u00e8 tutt\u2019altro che segreto. L\u2019economista\u00a0<strong>Stephen Miran<\/strong>\u00a0l\u2019ha esposto nel dettaglio lo scorso novembre, quando ancora lavorava per la societ\u00e0 di investimento<strong>\u00a0Hudson Bay Capital<\/strong>, in un paper dal titolo inequivocabile:\u00a0<em>A User\u2019s Guide to Restructuring the Global Trading System<\/em>\u00a0(Manuale per una ristrutturazione del sistema globale del commercio). Poco dopo, il 41enne Miran \u00e8 stato chiamato dal presidente Usa a guidare il suo\u00a0<strong>Consiglio dei consulenti economici.<\/strong>\u00a0Cosa che fa potenzialmente di quel saggio, secondo molti osservatori non privo di\u00a0<strong>errori<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>contraddizioni<\/strong>, il canovaccio del grande disegno della Casa Bianca per rilanciare l\u2019industria americana. Conviene leggerlo per capire quali potrebbero essere le\u00a0<strong>prossime mosse<\/strong>\u00a0di Washington. A partire da un\u00a0<strong>accordo internazionale<\/strong>\u00a0mirato a ridurre il valore del\u00a0<strong>dollaro<\/strong>, secondo Miran\u00a0<strong>sopravvalutato<\/strong>\u00a0a danno della competitivit\u00e0 dei prodotti statunitensi, e ad allungare la vita del\u00a0<strong>debito pubblico\u00a0<\/strong>Usa per stabilizzarne i tassi a spese dei detentori stranieri. I quali \u2013 e cos\u00ec il cerchio si chiude \u2013 verranno convinti con \u201cil\u00a0<strong>bastone<\/strong>\u00a0delle tariffe\u201d e \u201cla\u00a0<strong>carota<\/strong>\u00a0della\u00a0<strong>difesa<\/strong>\u201c, cio\u00e8 la minaccia di essere privati dell\u2019ombrello protettivo fin qui fornito da Washington.<\/p>\n<div id=\"div-flx-intext-container-0\">\n<div id=\"inRead\"><\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Un vademecum per Trump<\/strong>\u00a0\u2013 Miran, Ph.D ad Harvard e un passato da advisor del dipartimento del Tesoro durante il primo mandato di Trump, si era fatto notare lo scorso agosto per un paper a doppia firma con\u00a0<strong>Nouriel Roubini<\/strong>\u00a0che accusava l\u2019allora segretaria al Tesoro\u00a0<strong>Janet Yellen<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>manipolazione<\/strong>\u00a0dell\u2019emissione di titoli del debito pubblico a fini politici (avrebbe favorito l\u2019indebitamento a breve termine per tener bassi i rendimenti e \u201cdrogare\u201d l\u2019economia favorendo una rielezione di Joe Biden). Tesi molto apprezzata dai\u00a0<strong>Repubblicani<\/strong>, anche se il successore di Yellen<strong>\u00a0Scott Bessent<\/strong>\u00a0si \u00e8 finora ben guardato dall\u2019invertire la rotta. A una settimana dalle elezioni presidenziali, l\u2019economista ha poi sfornato la Guida che \u00e8 dichiaratamente un\u00a0<strong>vademecum<\/strong>\u00a0per il tycoon intenzionato a \u201c<strong>rendere di nuovo grande l\u2019America<\/strong>\u201c. Miran mette nero su bianco di attendersi che il secondo mandato trumpiano \u201csar\u00e0 probabilmente ancora pi\u00f9\u00a0<strong>determinato<\/strong>\u00a0del primo nel\u00a0<strong>riconfigurare il sistema commerciale e finanziario<\/strong>\u00a0internazionale\u201d e di aver voluto proprio per questo mettere insieme \u201cun\u00a0<strong>men\u00f9<\/strong>\u00a0di strumenti di policy\u201d che gli consentirebbero a suo dire di raggiungere i suoi obiettivi di rivitalizzazione della manifattura e aumento della competitivit\u00e0 a stelle e strisce.<\/p>\n<div id=\"div-flx-intext-container-1\">\n<div id=\"flx-videoincontent\">\u2060<\/p>\n<div id=\"videoplayer-in-read\" data-type=\"in-read-float\" data-tcv=\"\" data-player-id=\"135\"><\/div>\n<p>\u2060<\/p><\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Il dollaro sopravvalutato causa dei mali dell\u2019industria Usa\u00a0<\/strong>\u2013 Per Miran la radice del \u201cprofondo\u00a0<strong>malcontento<\/strong>\u00a0nei confronti dell\u2019ordine economico prevalente\u201d sta nella\u00a0<strong>sopravvalutazione<\/strong>\u00a0del dollaro, che rende pi\u00f9 costoso e dunque meno competitivo l\u2019export Usa imponendo un \u201c<strong>handicap<\/strong>\u201d alla manifattura statunitense e provocando la perdita di posti di lavoro. Il dollaro sarebbe sopravvalutato a causa \u2013 stando all\u2019economista \u2013 dell\u2019accumulazione di\u00a0<strong>riserve<\/strong>\u00a0di dollari e titoli di Stato Usa da parte di Paesi terzi in cerca di un rifugio sicuro. Ci sarebbe insomma un eccesso di domanda di dollari che finisce per determinare un deficit commerciale, visto che la bilancia dei pagamenti (export meno import) tende sempre ad assestarsi fino a pareggiare i flussi di capitale in entrata nel Paese. Attraverso il biglietto verde, Washington starebbe di fatto reggendo sulle proprie spalle la crescita mondiale a beneficio dei partner e a spese della propria economia. Una spiegazione troppo\u00a0<strong>semplicistica<\/strong>, ha evidenziato il Nobel\u00a0<strong>Paul Krugman<\/strong>, visto che fino a fine anni Settanta \u2013 nonostante il ruolo del dollaro come valuta di riserva fosse identico \u2013 il Paese ha registrato persistenti surplus commerciali. Ma tant\u2019\u00e8.<\/p>\n<div id=\"div-flx-intext-container-2\"><\/div>\n<p><strong>La leva dei dazi (e le contraddizioni)<\/strong>\u00a0\u2013 Fatta la diagnosi, l\u2019economista prescrive un mix di rimedi. Per realizzare lo slogan \u201cMaga\u201d si deve partire appunto dai dazi. Che siano\u00a0<strong>reciproci<\/strong>\u00a0come ha preannunciato la Casa Bianca, differenziati in\u00a0<strong>tre fasce (verde, gialla e rossa)<\/strong>\u00a0a seconda delle politiche commerciali e monetarie e dell\u2019adesione ai \u201c<strong>valori<\/strong>\u201d americani come propugna Bessent o vengano portati a quel\u00a0<strong>20%<\/strong>\u00a0che Miran indica come livello \u201c<strong>ottimale<\/strong>\u201c, citando uno studio i cui autori hanno per\u00f2 fatto presente che una mossa del genere scatenerebbe una guerra commerciale con conseguenze pessime. Consentono di raccogliere\u00a0<strong>gettito<\/strong>\u00a0fuori dai confini nazionali, con l\u2019obiettivo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/03\/06\/trump-tasse-taglio-maxi-risparmi-sulla-salute-congresso\/7901347\/\">rifinanziare i\u00a0<strong>tagli di tasse<\/strong>\u00a0del Tax cuts and jobs act<\/a>\u00a0in via di esaurimento, e dovrebbero indurre le aziende ad andare a produrre negli Usa. Poco importa se i due obiettivi sono in evidente contrasto tra loro (pi\u00f9 fabbriche saranno spostate negli Stati Uniti, meno entrate arriveranno per lo Stato federale). In pi\u00f9, le tariffe sono una\u00a0<strong>leva\u00a0<\/strong>da utilizzare anche nei negoziati sulla\u00a0<strong>politica valutaria<\/strong>\u00a0che secondo Miran devono essere condotti in parallelo.<\/p>\n<div id=\"div-flx-intext-container-3\"><\/div>\n<p><strong>Il secondo tempo: l\u2019accordo di Mar-a-lago<\/strong>\u00a0\u2013 Il doppio binario \u00e8 necessario perch\u00e9, di per s\u00e9, colpire le importazioni tende a\u00a0<strong>far salire i prezzi<\/strong>\u00a0a danno dei consumatori Usa e rafforzare ulteriormente la valuta nazionale. Risultato opposto a quello desiderato nell\u2019architettura della Guida. E allora ecco l\u2019idea, dopo aver \u201cammorbidito\u201d i leader dei maggiori Paesi a suon di dazi punitivi, di convocarli a\u00a0<strong>Mar-a-Lago<\/strong>, la residenza di Palm Beach che \u00e8 il\u00a0<em>buen retiro<\/em>\u00a0del tycoon, per la firma di un nuovo grande accordo sui tassi di cambio come quello sottoscritto all\u2019hotel\u00a0<strong>Plaza<\/strong>\u00a0di New York da Usa, Francia, Germania, Giappone e Uk nel 1985. Si tratterebbe di convincere i partner, in cambio di una riduzione delle tariffe e del mantenimento per chi aderisce dell&#8217;\u201dombrello difensivo\u201d Usa, a mettere in campo\u00a0<strong>azioni coordinate<\/strong>\u00a0\u2013 vendendo le loro riserve \u2013 per ridurre il valore del dollaro.<\/p>\n<p><strong>Un approccio multilaterale basato sull\u2019intimidazione<\/strong>\u00a0\u2013 Il conseguente aumento dei<strong>\u00a0tassi di interesse<\/strong>, deleterio per Washington il cui debito \u00e8 previsto in salita dall\u2019attuale 100% al\u00a0<strong>156% del pil entro il 2055,<\/strong>\u00a0verrebbe tamponato facendolo pagare ai Paesi che quel debito lo stanno finanziando. L\u2019idea \u00e8 quella di chiedere o imporre loro di scambiare i\u00a0<strong>titoli del Tesoro a breve termine<\/strong>\u00a0che hanno in portafoglio con obbligazioni di lunghissimo termine, addirittura\u00a0<strong>century bonds<\/strong>, con rendimenti ridotti. Un \u201capproccio multilaterale\u201d, cos\u00ec lo definisce Miran,\u00a0<strong>basato di fatto sull\u2019intimidazione<\/strong>. L\u2019alternativa\u00a0<strong>unilaterale<\/strong>\u00a0appare del resto ancora pi\u00f9 improbabile: tra le proposte ci sono l\u2019attivazione dell\u2019International emergency economic powers act per imporre agli Stati che detengono buoni del Tesoro Usa di una<strong>\u00a0commissione d\u2019uso<\/strong>\u00a0(con la motivazione che \u201csono un fardello per l\u2019export\u201d) o l\u2019uso del Fondo di stabilizzazione del cambio per comprare valuta estera e gonfiarne il valore.<\/p>\n<div id=\"div-flx-intext-container-4\"><\/div>\n<p><strong>Tutti i dubbi<\/strong>\u00a0\u2013 \u00c8 lo stesso Miran a riconoscere che le mosse che consiglia potrebbero annullarsi a vicenda: per esempio, se la compensazione valutaria funzionasse i dazi smetterebbero di incidere sui flussi commerciali rendendo pi\u00f9 costose le importazioni. Palesi anche altre incoerenze rispetto agli obiettivi dichiarati dall\u2019amministrazione Trump: come ha evidenziato Krugman, la rinazionalizzazione della produzione pare in evidente contrasto con la convinzione che non si registrer\u00e0 alcun effetto inflattivo (perch\u00e9 allora i consumatori dovrebbero preferire prodotti domestici?). L\u2019esplicito legame con la fornitura di \u201cservizi di difesa\u201d suscita poi diverse perplessit\u00e0, che nel paper vengono tacitate sostenendo che nel caso l\u2019Europa non si adegui e decida di procedere sulla strada di un drammatico aumento della propria\u00a0<strong>spesa militare<\/strong>\u00a0non sar\u00e0 un problema, anzi: \u201cGli Usa potranno concentrarsi di pi\u00f9 sulla\u00a0<strong>Cina<\/strong>, che \u00e8 una\u00a0<strong>minaccia<\/strong>\u00a0peggiore della Russia\u201d. Analisti e banche d\u2019affari, da\u00a0<strong>JP Morgan<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Abn Amro<\/strong>, giudicano del tutto improbabile che l\u2019accordo di Mar-a-Lago possa materializzarsi. E si attendono che il primo step del piano, i dazi, porter\u00e0 con s\u00e9 inflazione e un impatto negativo sulla crescita.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/04\/03\/il-grande-disegno-di-trump-dopo-i-dazi-laccordo-di-mar-a-lago-per-costruire-un-nuovo-ordine-commerciale-e-finanziario-globale\/7937421\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/04\/03\/il-grande-disegno-di-trump-dopo-i-dazi-laccordo-di-mar-a-lago-per-costruire-un-nuovo-ordine-commerciale-e-finanziario-globale\/7937421\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL FATTO QUOTIDIANO (Chiara Brusini) Cosa c&#8217;\u00e8 nel &#8220;Manuale per una ristrutturazione del sistema globale del commercio&#8221; scritto da Stephen Miran, consigliere economico della Casa Bianca. 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