{"id":89816,"date":"2025-04-10T11:25:04","date_gmt":"2025-04-10T09:25:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89816"},"modified":"2025-04-09T10:58:01","modified_gmt":"2025-04-09T08:58:01","slug":"leuropa-dei-monopoli-si-prepara-a-entrare-in-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89816","title":{"rendered":"L&#8217;Europa dei monopoli si prepara a entrare in guerra"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Di Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-89817 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/europa-guerra-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/europa-guerra-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/europa-guerra.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo dati del Ministero della difesa russo, la scorsa settimana le forze ucraine avrebbero perso oltre novemila uomini, mentre le artiglierie di Kiev continuano a violare la moratoria sui bombardamenti delle strutture energetiche russe, a dispetto degli impegni presi pubblicamente da Vladimir Zelenskij lo scorso 18 marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano pi\u00f9 generale della ricerca di un cessate il fuoco, di recente, el\u00a0<em>jefe de la junta<\/em>\u00a0golpista ha anche dichiarato di essere disposto a un compromesso sulla questione dei territori: un punto che sinora il regime di Kiev ha sempre categoricamente respinto. A suo dire, questa rimane ancora una \u201clinea rossa\u201d per Kiev, ma \u00abse \u00e8 possibile trovare un compromesso in modo che la restituzione di questi territori avvenga, col tempo, per via diplomatica, penso che probabilmente, per quanto riguarda alcuni territori, questa sar\u00e0 l&#8217;unica strada\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra, insomma, va avanti, eccome. E ne sono testimonianza i passi, \u201cpolitici\u201d e mediatici, che appaiono quotidianamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il britannico The Economist, per esempio, torna\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-tutto_per_la_guerra_il_corriere_contro_i_vili_della_rinuncia_incondizionata_ai_valori_delloccidente\/45289_59945\/\">sul piano europeo del \u201cPorcospino d&#8217;acciaio\u201d<\/a>\u00a0in cui dovrebbe essere trasformata l&#8217;Ucraina, dal momento che, scrive, resta ancora lontano il cessate il fuoco e l&#8217;Europa la tira per le lunghe nella realizzazione della \u201cforza di dissuasione&#8221;. Cos\u00ec che l&#8217;unica soluzione per \u00abgarantire la sicurezza dell&#8217;Ucraina\u00bb, \u00e8 quella di rimpolparla di quante pi\u00f9 armi possibile. A tale scopo, lo scorso 19 marzo la Commissione europea ha partorito una \u201cstrategia\u201d a due fasi: si acquisteranno pi\u00f9 armi, missili e munizionamento per conto dell&#8217;Ucraina, dopo di che verr\u00e0 rafforzata l&#8217;industria bellica ucraina, con investimenti per 40 miliardi di euro, secondo quanto immaginato da Kaja Kallas. In realt\u00e0, il piano della russofoba estone \u00e8 stato scartato e sono rimasti appena 5 miliardi di euro per le munizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In ogni caso, a detta di Aleksandr Kamy\u0161in che, nella squadra presidenziale golpista cura il settore dell&#8217;industria bellica, quest&#8217;anno la produzione militare ucraina ammonter\u00e0 a circa 15 miliardi di dollari, con un potenziale di 35 miliardi se, tanto per cambiare, arriveranno altri fondi dall&#8217;occidente. Ma, osserva The Economist, non \u00e8 chiaro quale percentuale del fabbisogno delle forze armate ucraine sia coperta dalla produzione nazionale; i dati resi noti da Kiev variano dal 30 al 50%. Secondo l&#8217;ex funzionario del Ministero della difesa tedesco Nico Lange, Kiev avrebbe raggiunto uno stadio avanzato nel comparto dell&#8217;elettronica bellica, come \u00e8 il caso, ad esempio, del sistema di disturbo \u201cLima\u201d, che interrompe i programmi di guida delle bombe plananti russe. C&#8217;\u00e8 poi il settore dei droni e dei missili balistici, mentre aumenta la produzione di armi convenzionali: nel 2024, con l&#8217;apporto della norvegese Nammo e della franco-tedesca KNDS, sono stati prodotti oltre due milioni e mezzo di proiettili per artiglierie e mortai. Con ulteriori finanziamenti europei, scrive The Economist, la produzione di varie armi ucraine potrebbe essere raddoppiata e, per colmare le gravi lacune che tuttora permangono, sono essenziali le joint venture con aziende europee e americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non c&#8217;\u00e8 da disperare, afferma la rivista britannica che, a differenza dei media guerrafondai appenninici, non si limita a echeggiare odi e ditirambi alla guerra, ma ne illustra doviziosamente i bisogni materiali, onde affrettarne lo scoppio: cos\u00ec, varie industrie europee stanno gi\u00e0 intervenendo per produrre in loco quanto richiesto da Kiev. Per dire: se i telai dei blindati trasporto-truppe devono ancora essere importati, ecco che la tedesca Rheinmetall ha gi\u00e0 aperto in Ucraina la prima di due fabbriche per la produzione di veicoli da combattimento \u201cLynx\u201d. Per l&#8217;intercettazione dei missili balistici, una joint venture con la francese Thales (consorzio SAMP-T) consentir\u00e0 a Kiev di accedere a tecnologie radar e optoelettroniche avanzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A parere di Fabrice Pothier, ex direttore della pianificazione politica della NATO, alcuni problemi dell&#8217;industria ucraina riguardano la sua dipendenza dai componenti cinesi per i droni; quindi, toccherebbe all&#8217;Europa fornire a Kiev \u00abottiche, giroscopi, sensori e controllori di volo\u00bb. E il modo pi\u00f9 rapido per rimpolpare l&#8217;Ucraina sarebbe, ancora una volta, il cosiddetto \u201cmodello danese\u201d: Kiev stabilisce le priorit\u00e0, la Danimarca paga e gli esperti danesi valutano i fornitori e controllano l&#8217;ordine. O, per meglio dire: la Russia paga, dato che, a fronte di qualche decina di milioni di euro di finanziamenti \u201ceuropeisti\u201d, ben 390 milioni vengono dagli interessi sui beni russi congelati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non tutti in Gran Bretagna sono cos\u00ec ottimisti. David Willey, curatore del Bovington Tank Museum nel Dorset, in un&#8217;intervista a Times Radio prevede tempi oltremodo duri per l&#8217;industria di guerra europea, dopo il ritiro degli Stati Uniti. Se si debbono \u00abrimpiazzare attrezzature americane, promesse e non consegnate\u00bb, dice Willey, \u00e8 chiaro che \u00abl&#8217;Europa debba realizzare il proprio potenziale, la propria scienza, la propria industria, le capacit\u00e0 delle proprie forze armate. Ci sentiamo sempre insicuri, come se non potessimo fare nulla senza gli americani. Forse dovremo fare tutto senza gli americani\u00bb. E si deve \u00abagire pi\u00f9 velocemente\u00bb, perch\u00e9 la guerra, sembra ammonire Willey, \u00e8 qui, appena svoltato l&#8217;angolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E che il tempo sia proprio il fattore contro cui muoversi sembra affermarlo anche la fuoriuscita ucraina Tat&#8217;jana Montjan, in un&#8217;intervista ripresa da PolitNavigator. Bisogna affrettarsi, afferma l&#8217;avvocato, a liquidare le forze ucraine, prima che l&#8217;Europa completi il proprio riarmo e intervenga direttamente sul campo di battaglia. Nonostante i negoziati in corso e le dichiarazioni di Donald Trump, afferma Montjan, la pace in Ucraina non ci sar\u00e0 tanto presto, perch\u00e9 l&#8217;Europa si sta gi\u00e0 preparando a entrare in guerra. \u00abL&#8217;Europa dispone ancora di una riserva di tempo\u00bb, dice l&#8217;avvocato; prima che il \u201cSaloreich\u201d (termine che associa il \u201cReich\u201d di Kiev al salume tipico ucraino: \u201csalo\u201d o lardo; ndr) esaurisca \u00abgli uomini; e finch\u00e9 la linea del fronte ancora tiene\u00bb, gli europei \u00abhanno tempo di costruire tutto in patria, riconvertire ogni sorta di Porsche, Volkswagen e altro su linee militari. E quando non rimarranno pi\u00f9 \u201csaloreichovtsy\u201d\u00bb da mandare al macello, allora \u00absaranno loro a entrare in guerra\u00bb. Di continuo, dice Montjan, la \u00abnostra informatsionka ci stuzzica: \u201cecco, quelli hanno rifiutato di inviare soldati in Ucraina; anche quegli altri hanno rifiutato\u201d. Lo dicono solo per avere qualcosa da scrivere. In realt\u00e0, non temete, manderanno di tutto quando i soldati del \u201cSaloreich\u201d saranno finiti. Ci potete scommettere. Non \u00e8 certo per la pace che stanno riconvertendo tutto su basi militari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D&#8217;altronde, c&#8217;\u00e8 anche chi lancia l&#8217;allarme sullo stato delle industrie belliche: non quelle europee, ma quelle americane. Lo stato attuale del complesso militare-industriale occidentale \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 per la Russia, ammonisce l&#8217;americana The Heritage Foundation nel rapporto \u201cA Strategy for Revitalising the [US] Military-Industrial Base in the 21st Century\u201d, il cui senso generale pu\u00f2 ridursi a un solo esempio: solo dal 1942 al 1945, l&#8217;industria militare americana aveva prodotto 17 portaerei, 300.000 aerei e circa 50.000 carri armati Sherman. Attualmente, la capacit\u00e0 produttiva massima del caccia F-35 \u00e8 di circa 150 aerei l&#8217;anno. Vero \u00e8 che, come viene correttamente sottolineato, la ragione del declino della produzione \u00e8 in parte dovuta alla maggiore complessit\u00e0 dei moderni sistemi d&#8217;arma. Produrre caccia Lockheed P-38 Lightning non \u00e8 la stessa cosa che produrre caccia F-35 di quinta generazione, e un carro armato Sherman non \u00e8 un Abrams con corazza all&#8217;uranio impoverito. Tuttavia, afferma il rapporto, per \u00abdecenni, l&#8217;infrastruttura economica yankee pi\u00f9 critica per le forze armate &#8211; la base industriale della difesa &#8211; si \u00e8 atrofizzata, mentre lo stato della sicurezza si \u00e8 deteriorato fino a raggiungere la peggiore condizione dalla Seconda guerra mondiale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, tra le misure necessarie per recuperare il tempo perduto, si chiede, secondo la la pi\u00f9 sperimentata linea capitalistica, un aumento di capitali all&#8217;industria e una riduzione dei costi di produzione, espansione delle risorse lavorative disponibili e aumento e stabilizzazione della domanda. Si dovr\u00e0 provvedere anche a innovazione, con cambiamenti nei metodi di approvvigionamento. Il rafforzamento delle catene di fornitura richiede poi un aumento della capacit\u00e0 produttiva e, quando possibile, si dovrebbe ricorrere alla coproduzione per l&#8217;acquisto di strumenti chiave per la difesa nazionale. Tuttavia, ammette sconsolato il rapporto della Heritage Foundation, qualsiasi piano viene \u00abspesso infranto dalla dura realt\u00e0 della vita. La base militare-industriale degli Stati Uniti \u00e8 stata degradata per decenni e ci vorranno decenni per ricostruirla. L&#8217;America non ha pi\u00f9 la potenza e le risorse di un tempo per resistere ai tentativi di minare la sua egemonia in tutte le aree critiche del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al contrario, scrive digrignando i denti The National Interest, \u00abse si crede al Cremlino, il missile Iskander-1000 \u00e8 in grado di manovrare radicalmente ad alta velocit\u00e0 durante la sua fase terminale, lanciando al contempo esche, che probabilmente metteranno in crisi qualsiasi sistema di difesa\u00bb. In generale, osservano in USA, dal conflitto in Ucraina Mosca ha tratto lezioni preziose, che le hanno permesso di adattarsi alla nuova era bellica. Dopo quasi tre anni di guerra e a dispetto delle contrarie affermazioni occidentali, la micidialit\u00e0 delle forze russe \u00e8 cresciuta, come riconosciuto anche dal Segretario NATO Mark Rutte, quando ha apertamente detto che il Cremlino potrebbe produrre pi\u00f9 armamenti in tre mesi di quanto possa fare tutta l&#8217;industria militare della NATO in un anno. L&#8217;adattamento in guerra \u00e8 fondamentale, sospirano a The National Interest; in tempo di pace, l&#8217;adattamento \u00e8 minimo, ma nel vivo della guerra, scienza, tecnologia e tattiche cambiano rapidamente. Vince la parte che si adatta pi\u00f9 velocemente a questi cambiamenti. E mentre la NATO \u00e8 solo un proxy del conflitto ucraino, la Russia vi partecipa direttamente e ha imparato di conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A voi le conclusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8kYm8KdkzZE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-leuropa_dei_monopoli_si_prepara_a_entrare_in_guerra\/45289_60136\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-leuropa_dei_monopoli_si_prepara_a_entrare_in_guerra\/45289_60136\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Di Fabrizio Poggi) Secondo dati del Ministero della difesa russo, la scorsa settimana le forze ucraine avrebbero perso oltre novemila uomini, mentre le artiglierie di Kiev continuano a violare la moratoria sui bombardamenti delle strutture energetiche russe, a dispetto degli impegni presi pubblicamente da Vladimir Zelenskij lo scorso 18 marzo. 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