{"id":89835,"date":"2025-04-11T09:00:21","date_gmt":"2025-04-11T07:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89835"},"modified":"2025-04-09T22:36:58","modified_gmt":"2025-04-09T20:36:58","slug":"la-macchina-della-propaganda-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89835","title":{"rendered":"La macchina della propaganda europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p>Dietro la retorica dei \u201cvalori europei\u201d, l\u2019Unione Europea ha messo in piedi<b>\u00a0una vera e propria macchina di propaganda istituzionale<\/b>. Una strategia capillare, ben mascherata sotto il nobile scudo della \u201cpromozione dei valori democratici\u201d, ma che, in realt\u00e0, si traduce in una gigantesca operazione di marketing politico. Una macchina attraverso la quale,<b>\u00a0sotto la generica motivazione degli aiuti alla democrazia e allo sviluppo<\/b>, milioni di euro fluiscono nelle casse di ONG e centri studi che eseguono progetti con l\u2019obiettivo di orientare le opinioni pubbliche dei Paesi membri e promuovere l\u2019agenda politica di Bruxelles e l\u2019integrazione europea. A dettagliarlo \u00e8 il rapporto\u00a0<a href=\"https:\/\/brussels.mcc.hu\/uploads\/default\/0001\/01\/7ab59f9d3aca403f6fbd6ff2af284f236fddad7c.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>The Eu\u2019s propaganda machine<\/i><\/a>\u00a0(La macchina della propaganda europea), redatto da Thomas Fazi \u2013 giornalista e ricercatore italiano \u2013 e pubblicato dal centro studi ungherese MCC Bruxelles. Un rapporto importante, perch\u00e9 per la prima volta svela in modo organico, e basato sullo studio diretto dei bilanci europei, il sistema attraverso il quale l\u2019Unione Europea usa il terzo settore per quella che viene definita un\u2019azione di \u00ab<b>propaganda per procura<\/b>\u00bb e \u00ab<b>imperialismo culturale<\/b>\u00bb.<\/p>\n<h2>Le ONG come megafoni della Commissione<\/h2>\n<p>Sono diversi gli enti europei attraverso i quali si propagano i progetti di autopromozione di Bruxelles. Tra questi, un ruolo centrale spetta a\u00a0CERV, un progetto avviato nel 2021 dalla Commissione Europea, che ha tra i propri\u00a0<a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/funding-tenders\/find-funding\/eu-funding-programmes\/citizens-equality-rights-and-values-programme\/citizens-equality-rights-and-values-programme-overview_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scopi espliciti<\/a>\u00a0quello di \u00abtutelare e promuovere i valori europei\u00bb. Attraverso questi e altri progetti,\u00a0<b>l\u2019Unione usa le ONG per promuovere i propri scopi politici tra i cittadini<\/b>, in una modalit\u00e0 che, specifica il rapporto, appare paragonabile a come gli Stati Uniti usano organizzazioni come USAID, ossia l\u2019ente che storicamente si occupa di promuovere l\u2019ideologia statunitense e orientare le opinioni pubbliche dei Paesi in cui opera. Con una differenza sostanziale per\u00f2, spiega Thomas Fazi a\u00a0<i>L\u2019Indipendente<\/i>: \u00abmentre il compito di\u00a0<b>USAID\u00a0<\/b>\u00e8 quello di svolgere funzioni di propaganda per gli Stati Uniti all\u2019interno di Paesi stranieri, il CERV e gli altri progetti europei operano al fine di orientare l\u2019opinione pubblica degli stessi Paesi membri dell\u2019Unione Europea\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto, attraverso progetti che apparentemente si occupano di promuovere valori universali come la tutela delle minoranze, la riduzione delle discriminazioni e la promozione della democrazia, l\u2019UE agisce al fine di \u00abdistorcere i dibattiti pubblici su questioni politiche chiave e per favorire una narrazione unilaterale\u00bb e utilizza i propri strumenti di bilancio come \u00abarma per mettere a tacere il dissenso e consolidare la propria autorit\u00e0, sollevando serie preoccupazioni per il declino democratico che si sta verificando in tutta Europa\u00bb.<\/p>\n<p>Quanto costa questa macchina della propaganda europea? \u00abDifficile dirlo \u2013 spiega Thomas Fazi \u2013 perch\u00e9 i fondi utilizzati per manipolare l\u2019opinione pubblica non sono convogliati in progetti specifici, ma diffusi attraverso molteplici progetti diversi\u00bb. Ci sono ad esempio gli\u00a0<b>1,8 miliardi di euro destinati alla promozione di \u201cDiritti e valori\u201d<\/b>, ma ci sono anche tante altre fonti, come i soldi destinati all\u2019innovazione digitale ma destinati in parte alla lotta alla \u00abdisinformazione\u00bb, termine ombrello attraverso il quale sempre pi\u00f9 spesso si identificano tutte le opinioni difformi. \u00abLe autorit\u00e0 europee amano sventolare la minaccia esterna contro la nostra democrazia, ma in realt\u00e0 il principale agente che minaccia la democrazia in Europa \u00e8 proprio la Commissione Europea\u00bb, afferma l\u2019autore. Come? Il rapporto\u00a0<i>The EU\u2019s Propaganda Machine\u00a0<\/i>delinea e dettaglia un sistema complesso, con numerosi esempi e casi di studio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-141450 entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"641\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422.jpg 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422-300x192.jpg 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422-768x492.jpg 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422-655x420.jpg 655w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422-150x96.jpg 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422-600x385.jpg 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_1307864422-696x446.jpg 696w\" data-sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/p>\n<p>La prima accusa \u00e8 chiara: la Commissione Europea finanzia ONG e\u00a0<i>think tank\u00a0<\/i>che agiscono come sue \u201c<i>cheerleaders<\/i>\u201c, distorcendo l\u2019idea stessa di societ\u00e0 civile. \u00c8 quello che il rapporto definisce \u00abpropaganda per procura\u00bb.<b>\u00a0Molte organizzazioni sono rese finanziariamente dipendenti da Bruxelles<\/b>\u00a0e diventano di fatto veicoli per veicolare l\u2019agenda della Commissione. Non si tratta di sostegno neutro al dibattito pubblico, ma di un\u2019operazione costruita per rafforzare narrazioni pro-UE, screditare l\u2019euroscetticismo e\u00a0<b>presentare l\u2019integrazione europea come unica via possibile<\/b>. Sotto la bandiera dell\u2019impegno civico, afferma il rapporto, Bruxelles ha costruito una rete parallela di comunicazione che bypassa i governi nazionali e agisce direttamente sulla popolazione.<\/p>\n<h2>Imperialismo culturale e consenso artificiale<\/h2>\n<p>Dietro l\u2019apparente neutralit\u00e0 della promozione dei \u201cvalori UE\u201d, si cela un\u2019operazione di omologazione culturale.\u00a0<b>Il rapporto parla esplicitamente di \u00abimperialismo culturale\u00bb<\/b>: la Commissione sostiene norme liberal-progressiste che, in molti Stati membri \u2013 in particolare dell\u2019Europa centrale e orientale \u2013 entrano in collisione con i contesti storici e culturali locali. Il caso della promozione dell\u2019agenda LGBTQ+ in nazioni come Ungheria o Polonia \u00e8 emblematico. Si tratta di operazioni che, secondo il rapporto, non si limitano alla lotta alle discriminazioni per genere e identit\u00e0 sessuale, ma mirano all\u2019 \u00abadozione di linguaggi, comportamenti e politiche allineate ai principi progressisti dominanti a Bruxelles\u00bb, anche a scapito della sensibilit\u00e0 democratica dei singoli Paesi.<\/p>\n<p>Il sistema dei finanziamenti europei contribuisce, secondo il rapporto, a distorcere il dibattito pubblico e a indebolire il pluralismo.\u00a0<b>Si finanziano solo narrazioni che rafforzano l\u2019integrazione europea<\/b>, mentre le posizioni critiche restano marginalizzate e prive di mezzi. Cos\u00ec, scrive Fazi, \u00absi crea l\u2019illusione di un consenso diffuso attorno all\u2019agenda dell\u2019UE\u00bb, mentre in realt\u00e0 si tratta di un\u00a0<b>consenso costruito artificialmente<\/b>, comprato con fondi pubblici. Le ONG finanziate vengono sistematicamente presentate come voci indipendenti della societ\u00e0 civile, ma nei fatti sono parte organica dell\u2019apparato europeo. \u00abQuesto \u2013 si legge nel rapporto \u2013<b>\u00a0\u00e8 un gigantesco conflitto di interessi<\/b>\u00a0mascherato da partecipazione democratica\u00bb. E intanto i cittadini che non condividono l\u2019agenda pro-UE vedono le loro opinioni espulse dal dibattito legittimo.<\/p>\n<h2>La lotta alle \u201cfake news\u201d come strumento di censura<\/h2>\n<p>Un altro capitolo del rapporto dettaglia la \u00ab<b>promozione della censura<\/b>\u00bb. Il pretesto \u00e8 quello \u2013 nobile, almeno in apparenza \u2013 di combattere la disinformazione. Ma in realt\u00e0, denunciano gli autori, si tratta spesso di screditare ogni voce critica. Alcuni progetti finanziati dal CERV in questo senso sono assolutamente espliciti. Come il progetto<a href=\"https:\/\/reviveu.net\/about\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>\u00a0RevivEU<\/b><\/a>, che\u00a0<b>ha ricevuto 645.000 euro nel biennio 2023\/24<\/b>\u00a0per \u00abcombattere le narrazioni euroscettiche emergenti gi\u00e0 promulgate dalle \u00e9lite autocratiche\u00bb, nonch\u00e9 per \u00abravvivare l\u2019attrattiva dell\u2019UE nelle menti dei cittadini\u00bb. O come il progetto Chi e come: contrastare la disinformazione che allontana i cittadini dal progetto europeo: 270.000 euro distribuiti a ONG e centri studi in vari Paesi (tra i quali anche l\u2019Italia) per \u00abidentificare, mappare ed esporre temi, discorsi, attori e vettori che promuovono e trasmettono messaggi volti a minare la fiducia dei cittadini nelle politiche dell\u2019UE\u00bb. Bruxelles, continua il rapporto, finanzia anche la creazione di portali informativi \u201capprovati\u201d, algoritmi per indirizzare i contenuti considerati \u201caffidabili\u201d e piattaforme social modellate su narrazioni pro-UE. L\u2019implicazione di questi progetti, afferma Thomas Fazi, \u00e8 inequivocabile: \u00ab<b>L\u2019informazione deve tramutarsi in uno strumento di disciplinamento<\/b>, e qualsiasi messaggio che diminuisca la fiducia nell\u2019UE deve essere automaticamente etichettato come disinformazione\u00bb.<\/p>\n<h2>Ingerenze politiche: l\u2019UE entra a gamba tesa<\/h2>\n<figure id=\"attachment_141448\" class=\"wp-caption alignnone\" aria-describedby=\"caption-attachment-141448\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-141448 size-full entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban.jpg 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban-300x200.jpg 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban-768x512.jpg 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban-630x420.jpg 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban-150x100.jpg 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban-600x400.jpg 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Orban-696x464.jpg 696w\" data-sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-141448\" class=\"wp-caption-text\">Il primo ministro dell\u2019Ungheria Viktor Orb\u00e1n<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il rapporto accusa apertamente la Commissione anche di\u00a0<b>operare \u00abinterferenze straniere\u00bb negli affari interni di Stati membri\u00a0<\/b>governati da forze euroscettiche. Succede in Ungheria, dove le ONG finanziate da Bruxelles hanno apertamente attaccato il governo Orb\u00e1n. Succede in Polonia, dove si \u00e8 creato un vero e proprio asse tra societ\u00e0 civile \u201ceuropeista\u201d e Commissione per indebolire i conservatori del PiS. A volte l\u2019ingerenza \u00e8 diretta: con il congelamento di fondi strutturali e\u00a0<i>recovery fund<\/i>\u00a0per motivi politici. Altre volte \u00e8 indiretta, ma forse ancor pi\u00f9 insidiosa: usando alcune ONG locali per delegittimare governi eletti. \u00abLa Commissione \u2013 si legge \u2013 non si limita a promuovere valori:<b>\u00a0cerca attivamente di influenzare gli equilibri politici interni dei Paesi membri<\/b>\u00bb. Una strategia che mette in discussione la stessa sovranit\u00e0 popolare e democratica all\u2019interno degli Stati membri.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141444\" class=\"wp-caption alignnone\" aria-describedby=\"caption-attachment-141444\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-141444 size-full entered litespeed-loaded td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075.jpg 1000w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075-300x200.jpg 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075-768x512.jpg 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075-630x420.jpg 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075-150x100.jpg 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075-600x400.jpg 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/shutterstock_2592562075-696x464.jpg 696w\" data-sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-141444\" class=\"wp-caption-text\">Il 24 novembre scorso il primo turno delle elezioni presidenziali era stato vinto a sorpresa dal candidato Calin Georgescu, poi escluso\u00a0dalla sua ripetizione con l\u2019accusa di aver \u00abminato l\u2019ordine costituzionale e promosso un\u2019organizzazione di stampo fascista\u00bb<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un esempio particolarmente interessante \u00e8 quello della\u00a0<b>Romania<\/b>, uno dei Paesi dove la Commissione ha investito di pi\u00f9 nel finanziamento di progetti proUE tramite il programma CERV. Organizzazioni non governative e centri studi romeni sono stati destinatari di fondi con evidenti finalit\u00e0 dichiaratamente politiche: \u00abcontrastare la disinformazione che mina la fiducia nell\u2019UE\u00bb, \u00ab<b>monitorare il linguaggio usato dai rappresentanti politici<\/b>\u00bb, \u00abrafforzare la narrativa europea nei media locali\u00bb. In alcuni casi, si sono finanziate attivit\u00e0 che sfiorano la sorveglianza politica. Un progetto finanziato nel 2025 prevede di \u00abcontrollare il linguaggio usato dai rappresentanti eletti sui social media e nei media tradizionali\u00bb. In pratica, un\u00a0<b>sistema per mappare il dissenso e disinnescarlo<\/b>. Tra questi il\u00a0<b>Blue4EU<\/b>: oltre 375 mila euro donati da Bruxelles nel triennio 2024\/26, in un progetto coordinato dall\u2019Universit\u00e0 Babe\u0219-Bolyai, al fine di \u00abmigliorare il pensiero critico e la resilienza dei giovani nei confronti degli attuali movimenti estremisti e anti-UE\u00bb e la \u201cPiattaforma per sfidare l\u2019euroscetticismo\u201d.<\/p>\n<p>Proprio la Romania ha dimostrato tuttavia che, quando la propaganda non riesce ad arginare la crescita di partiti e personaggi politici invisi all\u2019attuale leadership, ogni mezzo pu\u00f2 diventare lecito. Dopo che il 24 novembre scorso il primo turno delle elezioni presidenziali era stato vinto a sorpresa dal candidato\u00a0<b>Calin Georgescu<\/b>, definito di \u201cestrema destra\u201d e \u201cfilo-russo\u201d, la Corte Costituzionale rumena ha prima deciso di annullare la consultazione perch\u00e9 il voto avrebbe sub\u00ecto interferenze da parte della \u201cpropaganda russa\u201d e poi ha escluso Georgescu dalla sua ripetizione con l\u2019accusa di aver \u00abminato l\u2019ordine costituzionale e promosso un\u2019organizzazione di stampo fascista\u00bb. Decisioni che hanno spinto il celebre quotidiano liberale<i>\u00a0Financial Times<\/i>\u00a0a inserire il Paese tra i regimi ibridi e non pienamente democratici all\u2019interno dell\u2019annuale rapporto\u00a0<i>Global Democracy Index<\/i>. In questo modo la Romania \u00e8 diventata<b>\u00a0il primo Paese parte della UE a essere classificato non democratico<\/b>. Tuttavia, dalla Commissione Europea, sempre pronta a intervenire a favore della democrazia in ogni contesto, questa volta\u00a0non \u00e8 arrivata\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/03\/06\/un-rapporto-afferma-che-la-romania-non-e-piu-una-democrazia-ma-per-lue-va-tutto-bene\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nessuna condanna<\/a>\u00a0verso l\u2019esclusione di Georgescu, e anzi l\u2019azione della Corte Costituzionale \u00e8 stata sostanzialmente appoggiata.<\/p>\n<p>Il rapporto si conclude mettendo in luce un paradosso: tra i danni collaterali della macchina propagandistica europea non ci sono solo la democrazia e la sovranit\u00e0 popolare degli stessi cittadini europei, ma anche le stesse ONG. Usare la \u201csociet\u00e0 civile\u201d come strumento politico genera sfiducia generale verso tutto il settore. \u00abLe ONG autentiche rischiano di essere travolte dalla reazione contro il complesso UE-ONG\u00bb, si legge. Si crea una confusione tra attivismo sincero e propaganda mascherata. E il rischio \u00e8 che a pagarne il prezzo siano proprio le organizzazioni che lottano per i diritti, l\u2019ambiente, l\u2019inclusione sociale \u2013 non per compiacere Bruxelles, ma per rispondere a bisogni reali.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/04\/09\/la-macchina-della-propaganda-europea\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/04\/09\/la-macchina-della-propaganda-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Redazione) Dietro la retorica dei \u201cvalori europei\u201d, l\u2019Unione Europea ha messo in piedi\u00a0una vera e propria macchina di propaganda istituzionale. Una strategia capillare, ben mascherata sotto il nobile scudo della \u201cpromozione dei valori democratici\u201d, ma che, in realt\u00e0, si traduce in una gigantesca operazione di marketing politico. 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