{"id":89872,"date":"2025-04-15T11:12:15","date_gmt":"2025-04-15T09:12:15","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89872"},"modified":"2025-04-15T11:12:15","modified_gmt":"2025-04-15T09:12:15","slug":"piccolo-elogio-di-orsini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89872","title":{"rendered":"Piccolo elogio di Orsini"},"content":{"rendered":"<p><strong>da CONFLITTI E STRATEGIE (Gianfranco La Grassa)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89873\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_6817-860x280-1-300x98.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"98\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_6817-860x280-1-300x98.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_6817-860x280-1-768x250.jpeg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_6817-860x280-1.jpeg 860w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Una cosiddetta politologa, durante una trasmissione televisiva, ha dichiarato che prima della guerra in Ucraina non aveva mai sentito parlare di Orsini (vi invito a leggere i suoi ultimi due testi) e che, all\u2019interno della \u201cComunit\u00e0 di studi internazionali\u201d cui appartiene, egli sarebbe del tutto sconosciuto. Non \u00e8 chiaro cosa sia realmente questa fantomatica \u201cComunit\u00e0\u201d, n\u00e9 perch\u00e9 essa dovrebbe attribuire maggiore autorevolezza a uno studioso rispetto a un altro. Quello che appare evidente, invece, \u00e8 che tra lei e Orsini esiste un abisso in termini di competenza, capacit\u00e0 analitica e originalit\u00e0. Sulla guerra in Ucraina, ad esempio, non ne ha azzeccata una, mentre le analisi di Orsini, per chi osserva gli eventi con uno sguardo scientifico, si sono rivelate precise come un missile russo di ultima generazione. Eppure, la signora in questione si sente superiore, forte della sua appartenenza alla \u201cComunit\u00e0\u201d.<br \/>\nMa cos\u2019\u00e8 davvero una \u201cComunit\u00e0\u201d in questo contesto? Nient\u2019altro che una costruzione artificiale, un ambiente autoreferenziale composto spesso da zelanti servitori del pensiero dominante, dietro ai quali si nasconde un diffuso conformismo intellettuale. In questi ambienti ci si rafforza a vicenda, protetti dal potere costituito che garantisce risorse e strumenti per produrre teorie funzionali al mantenimento dello status quo e delle cricche che lo alimentano. Da qui derivano le cosiddette comunit\u00e0 scientifiche, politiche, accademiche, internazionali. Ma queste non sono reali entit\u00e0 di sapere: sono piuttosto camere di compensazione degli interessi delle \u00e9lite dominanti e della loro intellighenzia di servizio.<br \/>\nL\u2019affermazione della presunta esperta, dunque, non getta discredito su Orsini: qualifica semmai la sua stessa ignoranza. Personalmente non condivido tutte le sue posizioni, ma riconosco nei suoi riferimenti culturali (che sono anche i miei) una solidit\u00e0 di pensiero e una notevole originalit\u00e0. Al contrario, quando ascolto certi membri della \u201cComunit\u00e0\u201d, sento solo propaganda e assenza di autentico pensiero critico. Eppure, la loro appartenenza al \u201ccircolo ufficiale\u201d sembra bastare a proteggerli da ogni contestazione, che liquidano con sufficienza, squalificando l\u2019interlocutore solo perch\u00e9 \u201cesterno\u201d al sistema.<br \/>\nIo credo, invece, che siano le opere a parlare per una persona, molto pi\u00f9 dei giudizi superficiali su di essa. Ho avuto la fortuna, per quasi vent\u2019anni, di collaborare con Gianfranco La Grassa, da cui ho imparato molto e con cui ho anche scritto. La Grassa \u00e8 un autentico genio, autore di decine di saggi fondamentali, ma non appartiene alla \u201cComunit\u00e0\u201d. Per questo, nonostante i suoi meriti accademici e le collaborazioni con alcuni dei pi\u00f9 importanti pensatori del Novecento, persino Wikipedia mette in discussione la sua rilevanza enciclopedica, evidentemente su segnalazione di qualche zelante custode dell\u2019ortodossia. \u00c8 probabile che la sedicente esperta non conosca nemmeno lui: ma anche in questo caso, la mancanza non ricade certo su La Grassa, bens\u00ec su chi ignora ci\u00f2 che meriterebbe di essere conosciuto.<br \/>\nQuesta ostentata ignoranza, tuttavia, viene vissuta come un vanto, come se l\u2019appartenenza a una cerchia chiusa fosse di per s\u00e9 una medaglia al valore. In un mondo normale, persone cos\u00ec svolgerebbero mestieri comuni, invece ce le ritroviamo nei salotti televisivi a pontificare su questioni che non comprendono, protette da un\u2019aura di falsa autorevolezza.<br \/>\nVeniamo ora ai fatti, quelli verosimili, che la Comunit\u00e0 ignora o nasconde, perch\u00e9 smaschererebbero la sua sudditanza ideologica. L\u2019Occidente si trova oggi su un piano inclinato: scende inesorabilmente, mentre ci\u00f2 che sale \u00e8 solo la sua illusione. Il mondo si sta progressivamente disaccoppiando da un ordine internazionale che non riesce pi\u00f9 a contenere l\u2019avanzata di paesi emergenti e riemergenti. Russia e Cina non temono pi\u00f9 gli Stati Uniti e rispondono con sempre maggiore fermezza a provocazioni e minacce.<\/p>\n<p>In una recente intervista, Vladimir Putin ha affermato:<\/p>\n<p>\u201cGli Stati Uniti sono in ritardo di 15 anni. Non potranno fermare lo sviluppo della Cina. \u00c8 come dire al sole di non sorgere: sorger\u00e0 comunque. Esistono processi oggettivi di sviluppo economico, legati a milioni di fattori. Il tentativo di bloccare la Cina ha avuto ripercussioni negative anche sull\u2019economia statunitense. Cercano di produrre alcuni beni autonomamente, ma non ci riescono: non sono competitivi. Se continueranno cos\u00ec, perderanno competitivit\u00e0 in interi settori. La cooperazione economica tra Cina e Stati Uniti, costruita in decenni, ha generato una forte interdipendenza. Tutti lo sanno, ma le mosse attuali di Washington appaiono controproducenti.\u201d<\/p>\n<p>Oggi, Cina e Russia sono alleate. Dove la prima non \u00e8 ancora arrivata, arriva la seconda che ha dimostrato, con i fatti, di poter fronteggiare quasi da sola l\u2019intera NATO. L\u2019accoppiata della potenza economica cinese e della forza militare russa rappresenta una sfida diretta a un Occidente in declino, che continua a proclamarsi superiore mentre in realt\u00e0 \u00e8 competitivo solo in pochi settori anch\u2019essi ormai a rischio sorpasso.<br \/>\nPutin sostiene che la Cina sia avanti 15 anni rispetto agli USA in diversi ambiti economici, e che la Russia superi gli Stati Uniti in certe tecnologie militari. Questa tendenza al sorpasso sembra oggi inevitabile. Inoltre, Cina e Russia non si relazionano come fanno Stati Uniti ed Europa, dove uno comanda e l\u2019altra esegue (azzeccata la definizione di Orsini quando dice che Italia e Usa, per esempio, stanno nello stesso rapporto di sudditanza di Russia e Bielorussia. La verit\u00e0 fa male, lo so, altro che rinato protagonismo internazionale dello Stivale). Al contrario, la loro \u00e8 una alleanza competitiva e proprio in questa originalit\u00e0 sta la sua forza. \u00c8 una sfida geopolitica destinata a cambiare radicalmente il mondo.<br \/>\nE intanto, le \u201cdonnine\u201d della Comunit\u00e0 continuano a ridicolizzare chi cerca di far luce su tutto ci\u00f2, bollando come \u201csconosciuti\u201d quegli studiosi che non fanno parte del loro ristretto circuito. Sono loro, in realt\u00e0, i veri nemici dell\u2019Occidente: coloro che delegittimano chi prova a mettere in guardia da cambiamenti epocali ormai in atto.<br \/>\nPersonalmente, mi fido molto di pi\u00f9 di chi si rif\u00e0 a Machiavelli, Marx, Nietzsche, Pareto, Michels \u2013 espressione del miglior pensiero europeo \u2013 che non dei \u201ccomunitari\u201d affascinati dagli intellettuali delle accademie statunitensi. Alcuni tra loro sono validi, certo, ma solo quando attingono anch\u2019essi a quel patrimonio di pensiero europeo che rischia di andare perduto.<br \/>\nEcco: forse \u00e8 proprio a quell\u2019Europa che dovremmo tornare, almeno intellettualmente, per invertire la rotta. Abbandonando finalmente l\u2019idolatria per \u201ccomunit\u00e0\u201d che producono solo pubblicit\u00e0 e autocelebrazione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/piccolo-elogio-di-orsini\">http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/piccolo-elogio-di-orsini<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da CONFLITTI E STRATEGIE (Gianfranco La Grassa) Una cosiddetta politologa, durante una trasmissione televisiva, ha dichiarato che prima della guerra in Ucraina non aveva mai sentito parlare di Orsini (vi invito a leggere i suoi ultimi due testi) e che, all\u2019interno della \u201cComunit\u00e0 di studi internazionali\u201d cui appartiene, egli sarebbe del tutto sconosciuto. 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