{"id":89881,"date":"2025-04-16T09:30:45","date_gmt":"2025-04-16T07:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89881"},"modified":"2025-04-15T21:30:29","modified_gmt":"2025-04-15T19:30:29","slug":"la-guerra-commerciale-tra-usa-e-cina-sta-riscrivendo-la-sovranita-economica-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89881","title":{"rendered":"La guerra commerciale tra USA e Cina sta riscrivendo la sovranit\u00e0 economica dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una guerra che non si combatte con i carri armati ma con i dazi, le restrizioni tecnologiche e le ritorsioni valutarie. Ma i suoi effetti sono altrettanto devastanti e profondi. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, ormai entrata nella sua seconda fase con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, non \u00e8 soltanto il confronto tra le due principali potenze economiche del pianeta. \u00c8 lo specchio della crisi sistemica della globalizzazione e dell\u2019impossibilit\u00e0, per l\u2019Europa, di restare al tempo stesso alleata di Washington e partner commerciale di Pechino. Un\u2019ambiguit\u00e0 che diventa ogni giorno pi\u00f9 insostenibile.<\/p>\n<p>Tutto inizia nel 2017, con le prime bordate protezionistiche lanciate da Trump: dazi fino al 50% su pannelli solari e lavatrici cinesi. L\u2019\u201cAmerica First\u201d prende forma. E prosegue, ininterrottamente, anche sotto l\u2019amministrazione Biden. L\u2019ostilit\u00e0 verso Pechino diventa il solo punto di convergenza bipartisan a Washington. I dazi non solo restano, ma si ampliano. La lista nera delle aziende cinesi \u201cstrategiche\u201d si allunga: Huawei, China Mobile, China Telecom, e poi il gigante petrolifero CNOOC. Il messaggio \u00e8 chiaro: spezzare la catena tecnologica sino-occidentale, anche a costo di ferire gli alleati europei.<\/p>\n<p>Parallelamente, gli Stati Uniti rafforzano il proprio fronte interno con il CHIPS Act, 52,7 miliardi di dollari per rilocalizzare la produzione di semiconduttori, ridurre la dipendenza asiatica e militarizzare l\u2019industria dell\u2019elettronica. Non \u00e8 solo una misura economica, ma una scelta di sicurezza nazionale. Lo stesso vale per le restrizioni all\u2019export verso la Cina: divieto su 24 categorie di macchinari, obbligo di licenze BIS per le imprese statunitensi. Una vera e propria cortina di ferro digitale.<\/p>\n<p>Pechino risponde: restrizioni sugli investimenti esteri, rilocalizzazione dei capitali, stimoli fiscali alle amministrazioni locali e difesa delle sue filiere critiche. Il risultato \u00e8 un rallentamento del flusso degli IDE (investimenti diretti esteri), ma anche una maggiore autonomia finanziaria e industriale. Le esportazioni cinesi verso gli USA scendono dal 19% al 14% del totale tra il 2018 e il 2023. E viceversa, la quota degli USA nel commercio cinese cala inesorabilmente. Il disaccoppiamento non \u00e8 uno slogan, \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in questo scenario che si inserisce l\u2019Europa. Un continente ancora legato a doppio filo alla NATO, ma sempre pi\u00f9 dipendente dalla Cina per le sue importazioni strategiche: minerali rari, componenti elettronici, farmaci. Nel 2024, Pechino rappresenta il 14,6% delle importazioni europee. Eppure, sotto la pressione statunitense, Bruxelles \u00e8 costretta a riposizionarsi. Ma con quali strumenti? Quale visione? Quale autonomia?<\/p>\n<p>Per ora, la risposta \u00e8 timida. L\u2019UE tenta di trarre vantaggio dal disaccoppiamento sino-americano: le esportazioni europee verso la Cina, in alcuni settori, colmano il vuoto lasciato da quelle statunitensi. Le imprese europee, soprattutto tedesche e italiane, mantengono una presenza forte nel mercato cinese. Ma Washington non gradisce. Il 2 aprile 2025, Trump lancia una nuova offensiva: 20% di dazi sui prodotti europei. Non \u00e8 solo una misura economica, ma una pressione strategica. L\u2019obiettivo \u00e8 doppio: costringere l\u2019Europa a comprare gas e petrolio americani, e a firmare contratti militari vincolanti con il complesso industriale statunitense.<\/p>\n<p>Cos\u00ec l\u2019Europa si trova in un cul-de-sac: se si avvicina alla Cina, irrita gli Stati Uniti; se si piega a Washington, rinuncia alla sua base manifatturiera, ai suoi scambi, alla sua voce autonoma nel mondo. E il progetto di \u201cautonomia strategica\u201d voluto da Macron diventa sempre pi\u00f9 retorico, sempre meno realistico.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la guerra commerciale ridefinisce le regole del commercio globale. Si moltiplicano le barriere non tariffarie, le sanzioni tecnologiche, le guerre valutarie. Si affermano nuovi blocchi geopolitici e si frammentano le catene del valore. L\u2019Asia sud-orientale, l\u2019India, l\u2019Africa diventano nuove piattaforme per la delocalizzazione di capitali europei. Ma il prezzo da pagare \u00e8 la fine dell\u2019universalismo commerciale. Niente pi\u00f9 WTO, niente pi\u00f9 multilateralismo: solo geometrie variabili, accordi bilaterali e regole ad hoc.<\/p>\n<p>In questo contesto, l\u2019Europa rischia di diventare irrilevante. Non ha un\u2019unica voce politica, non ha un\u2019industria strategica comune, non ha una difesa tecnologica integrata. Dipende dagli USA per la sicurezza, dalla Cina per l\u2019economia, dalla Russia per l\u2019energia. Una tripla dipendenza che, nel lungo termine, mina la sua sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>La guerra commerciale non \u00e8 una tempesta passeggera. \u00c8 il nuovo paradigma del XXI secolo. E l\u2019UE, se non costruisce ora un\u2019architettura autonoma di potere economico, rischia di essere solo il campo di battaglia degli altri.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/04\/la-guerra-commerciale-tra-usa-e-cina-sta-riscrivendo-la-sovranita-economica-delleuropa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/04\/la-guerra-commerciale-tra-usa-e-cina-sta-riscrivendo-la-sovranita-economica-delleuropa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano) \u00c8 una guerra che non si combatte con i carri armati ma con i dazi, le restrizioni tecnologiche e le ritorsioni valutarie. 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