{"id":89910,"date":"2025-04-16T11:52:33","date_gmt":"2025-04-16T09:52:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89910"},"modified":"2025-04-16T11:52:33","modified_gmt":"2025-04-16T09:52:33","slug":"la-liberta-un-percorso-concettuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89910","title":{"rendered":"La libert\u00e0. Un percorso concettuale"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Salvatore Grandone)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i348777545ff816d2\/version\/1744537463\/image.png\" width=\"268\" height=\"402\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La libert\u00e0 \u00e8 dal punto di vista filosofico uno dei concetti pi\u00f9 complessi e controversi. <\/em><em>Per fare chiarezza proveremo ad articolare diverse distinzioni. Cercheremo di tagliare all\u2019interno di questa nozione fluida delle direzioni, delle linee di forza che possano costituire dei punti di riferimento per la riflessione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"cc-m-12082998077\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>La libert\u00e0 \u00e8 dal punto di vista filosofico uno dei concetti pi\u00f9 complessi e controversi.<\/p>\n<p>Per fare chiarezza proveremo ad articolare diverse distinzioni. Cercheremo di tagliare all\u2019interno di questa nozione fluida delle direzioni, delle linee di forza che possano costituire dei punti di riferimento per la riflessione. Una prima operazione importante \u00e8 distinguere libert\u00e0 esterna e libert\u00e0 interna.<\/p>\n<p>Nell\u2019esercizio della libert\u00e0 entrano in gioco infatti due componenti: la volont\u00e0 (elemento interiore) e il mondo esterno. \u00c8 evidente che i due aspetti interagiscono, che la separazione tra interno ed esterno non \u00e8 cos\u00ec netta, che l\u2019uno non si d\u00e0 senza l\u2019altro. Ma prima di problematizzare le distinzioni \u00e8 opportuno delinearle.<\/p>\n<p>Iniziamo dalla libert\u00e0 esterna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La libert\u00e0 esterna<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12082998277\" class=\"j-module n j-textWithImage \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12082998277\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i92f76851652dfb1f\/version\/1744536717\/image.jpg\" alt=\"H. Rousseau, Il sogno, 1910\" data-src-width=\"917\" data-src-height=\"619\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i92f76851652dfb1f\/version\/1744536717\/image.jpg\" data-image-id=\"7793775877\" \/><figcaption>H. Rousseau, Il sogno, 1910<\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12082998277\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p><em>L\u2019assenza di costrizioni<\/em><\/p>\n<p>Per il senso comune la libert\u00e0 \u00e8 un\u00a0<strong>agire senza costrizioni<\/strong>. Sono libero quando ad esempio posso spostarmi da una citt\u00e0 a un\u2019altra senza che nessuno me lo vieti. Sono libero se posso muovere il mio braccio senza che qualcosa lo ostacoli.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 intesa in questo senso non \u00e8 il puro \u201cfare quello che si vuole\u201d, ma il \u201cfare quello che il mio volere pu\u00f2 fare\u201d. In altre parole,\u00a0<strong>sono libero se mi \u00e8 consentito di fare quello che posso e che voglio<\/strong>.<\/p>\n<p>In base a questa prima definizione di libert\u00e0, sono tanto pi\u00f9 libero quanto meno vi sono impedimenti al mio agire.La libert\u00e0 sembrerebbe qualcosa di assoluto, di indivisibile e di individuale che un qualsivoglia vincolo esterno non farebbe altro che frammentare. La legge si opporrebbe allora alla libert\u00e0, in quanto generatrice di vincoli al potere di agire.\u00a0Ma \u00e8 realmente cos\u00ec?<\/p>\n<p>\u00c8 noto come Thomas Hobbes (1588-1679) nel\u00a0<em>Leviatano<\/em>\u00a0(1651) metta in dubbio l\u2019idea che l\u2019assenza completa di costrizioni sia la condizione della libert\u00e0. In un ipotetico stato di natura senza vincoli \u2013 se non quelli derivanti dalla natura stessa \u2013, gli esseri umani vivrebbero in una situazione di estrema precariet\u00e0. Ognuno cercherebbe di prevaricare il proprio simile per accaparrarsi ci\u00f2 che desidera.<\/p>\n<p>Regnerebbe uno stato di insicurezza, al punto che la libert\u00e0 stessa sarebbe minata. Infatti, il conflitto permanente instaura un clima generale di paura per cui nessuno si sente pi\u00f9 libero di \u201cfare quello che vuole\u201d. Ecco giunti a una prima svolta: la libert\u00e0 intesa come assenza di impedimenti all\u2019agire non \u00e8 una definizione sufficiente di libert\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12082998477\" class=\"j-module n j-textWithImage \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-2\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12082998477\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i4f6033fcf7355b32\/version\/1744536717\/image.jpg\" alt=\"Palma il giovane, Allegoria della pace e della giustizia, 1620\" data-src-width=\"613\" data-src-height=\"600\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i4f6033fcf7355b32\/version\/1744536717\/image.jpg\" data-image-id=\"7793776677\" \/><figcaption>Palma il giovane, Allegoria della pace e della giustizia, 1620<\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12082998477\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p><em>La legge<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 allora pensare che\u00a0<strong>una vera libert\u00e0 esista solo nei confini di ci\u00f2 che stabilisce la legge<\/strong>. Ad esempio, se ognuno potesse guidare a qualsiasi velocit\u00e0 senza subire alcuna sanzione, spostarsi in autovettura diventerebbe impossibile. Prendere la macchina equivarrebbe a mettere in pericolo la propria incolumit\u00e0: a causa di s\u00e9 e dell\u2019altrui condotta un grave incidente sarebbe altamente probabile. \u00c8 il codice stradale che rende quindi possibile la libert\u00e0 di guidare la macchina.<\/p>\n<p>Un discorso analogo si potrebbe estendere al diritto in generale: sono le leggi che permettono di esercitare la libert\u00e0, al di fuori di questi vincoli essa sarebbe impossibile.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, il diritto trova la sua massima espressione e un ordine rigoroso solo all\u2019interno dello Stato. Cos\u00ec, secondo Hegel (1770-1831), la libert\u00e0 si realizza pienamente all\u2019interno di quest\u2019ultimo. Lo Stato non opprime la libert\u00e0, poich\u00e9 \u00e8 grazie alle sue istituzioni che questa prende forma. Ma \u00e8 sempre cos\u00ec?<\/p>\n<p><em>Il diritto alla disobbedienza<\/em><\/p>\n<p>Dovremmo dire che la libert\u00e0 consista nell\u2019obbedienza alle leggi. Si \u00e8 liberi obbedendo alla legge, mentre disobbedire \u00e8 rinunciare alla propria libert\u00e0.\u00a0La questione per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec semplice. In uno Stato totalitario o autoritario, la legge genera dei vincoli che avvantaggiano alcuni a detrimento di molti. Si \u00e8 nella situazione, ben descritta dal sofista Trasimaco (V secolo a.C.), di una giustizia che coincide con l\u2019utile del pi\u00f9 forte. In questo caso obbedire alla legge significa tutelare gli interessi di pochi. In uno Stato del genere sarebbe concessa una certa \u201clibert\u00e0 negativa\u201d, ossia il non essere impediti nel compiere alcune azioni.<\/p>\n<p>Ma non vi \u00e8 spazio per una libert\u00e0 pi\u00f9 profonda, positiva, cio\u00e8\u00a0<strong>l\u2019obbedire alle regole che \u00e8 la collettivit\u00e0 stessa a darsi<\/strong>. Questo pu\u00f2 accadere solo in uno Stato di diritto, in una democrazia in cui vige il principio di sovranit\u00e0 popolare. Eppure, anche uno Stato democratico pu\u00f2 definire i confini della libert\u00e0 in un modo che per alcuni individui risulti ingiusto.\u00a0<strong>Siamo di fronte al conflitto tra legale e legittimo. Qui si potrebbero fare dozzine di esempi di cronaca<\/strong>. Sono libero quando obbedisco alla legge che mi impedisce di soccorrere un barcone alla deriva di extracomunitari o quando seguo la mia coscienza che mi comanda di aiutare il prossimo? Si tratta di dilemmi ben noti fin dai tempi antichi: si pensi al celebre caso di Antigone. \u00c8 per\u00f2 soprattutto in et\u00e0 moderna che la questione \u00e8 stata teorizzata.<\/p>\n<p>Tra i suoi interpreti pi\u00f9 noti penso a David Thoreau (1817-1861) che nella\u00a0<em>Disobbedienza civile<\/em>\u00a0(1849) sostiene come il riconoscimento di un diritto alla rivoluzione implichi quello di un diritto alla disobbedienza. Perfino un governo democratico pu\u00f2 subire gravi deviazioni e abusi. Nel suo pamphlet Thoreau si riferisce in particolare alla guerra contro il Messico intrapresa da un numero relativamente piccolo di persone che utilizzavano il governo come strumento, senza il vero consenso del popolo.<\/p>\n<p>In frangenti simili, cio\u00e8 quando le richieste dello Stato risultano non legittime alla coscienza dell\u2019individuo, si \u00e8 liberi non nella legge, ma al di fuori di essa, violandola.\u00a0A meno di non ricadere in un\u2019impasse e ritornare ad affermare che la vera libert\u00e0 sia l\u2019assenza di costrizioni, dobbiamo approfondire le condizioni interne della libert\u00e0.\u00a0La questione della libert\u00e0 non si risolve nella riflessione sui vincoli esterni che la limitano o che la mettono in essere.\u00a0Vanno esaminati anche i fattori interni.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12082998577\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12082998577\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=654x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i8e414925636e23ea\/version\/1744535511\/image.jpg\" alt=\"G. Pellizza, Il quarto stato, 1907\" data-src-width=\"1024\" data-src-height=\"576\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=654x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i8e414925636e23ea\/version\/1744535511\/image.jpg\" data-image-id=\"7793776977\" \/><figcaption>G. Pellizza, Il quarto stato, 1907<\/p>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div id=\"cc-m-12082998677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>La libert\u00e0 interna<\/strong><\/p>\n<p><em>Assecondare i desideri<\/em><\/p>\n<p>Sul versante interiore, si potrebbe pensare che la libert\u00e0 consista nell\u2019assecondare senza freni i propri desideri. Questa posizione \u00e8 ben espressa da Callicle nel\u00a0<em>Gorgia<\/em>\u00a0di Platone (428 a.C.\u2013 328 a. C). Per essere felici, e dunque pienamente liberi, bisogna far crescere i propri desideri, mettere in opera tutti i mezzi a nostra disposizione per appagarli.<\/p>\n<p>Resistere ai desideri significherebbe rinunciare alla propria natura, non essere pi\u00f9 liberi.<\/p>\n<p>La critica di Socrate a Callicle si poggia su una tradizione filosofica ben consolidata che trova in Eraclito (VI a.C.-V a.C.) uno dei precursori.\u00a0Non porre limiti ai desideri vuol dire cedere alla dismisura, incendiare la propria anima. Il ludopatico che asseconda il suo desiderio distrugge se stesso: la sua libert\u00e0 di giocare senza vincoli mette in pericolo questa stessa libert\u00e0 \u2013 e con essa molto altro.\u00a0L\u2019alcolizzato che non riesce a controllare il suo impulso mina la condizione della sua libert\u00e0 di bere e la sua stessa esistenza.<\/p>\n<p>Siamo in un caso di figura speculare a quello della libert\u00e0 esterna, e per certi versi pi\u00f9 estremo.\u00a0<strong>L\u2019assenza di vincoli interni non solo non \u00e8 una condizione necessaria e sufficiente all\u2019esercizio della libert\u00e0, \u00e8 perfino controproducente<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12083001877\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><em>La padronanza di s\u00e9<\/em><\/p>\n<p>Nella filosofia antica, la questione della libert\u00e0 \u00e8 strettamente legata alla\u00a0padronanza di s\u00e9. \u00c8 libero colui che pone da s\u00e9 i propri limiti, che segue le regole imposte dalla sua stessa ragione.\u00a0La vera libert\u00e0 \u00e8 il potere che si ha su di s\u00e9: essa si raggiunge solo coltivando l\u2019autarchia.<\/p>\n<p>In questa direzione non solo Socrate (470\/469 a.C.-399 a. C.), ma soprattutto Diogene il cinico (412 a.C.-323 a.C.) rappresenta un esempio di libert\u00e0. Ricordiamo il celebre aneddoto su Diogene e Alessandro Magno (356 a.C.-323 a.C.). Il grande condottiero si rende disponibile a soddisfare qualsiasi richiesta del filosofo. Diogene lo prega di spostarsi perch\u00e9 gli fa ombra. In questa storiella si scontrano due concezioni del potere e, di conseguenza, della libert\u00e0. Da una parte, il\u00a0potere transitivo\u00a0di Alessandro Magno,\u00a0il quale pu\u00f2 tutto perch\u00e9 ha tutto. Grazie ai suoi immensi beni, gode di una libert\u00e0 in apparenza assoluta: pu\u00f2 infatti assecondare ogni suo desiderio.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, si contrappone la concezione\u00a0intransitiva\u00a0del potere di Diogene il cinico.\u00a0Il vero potere \u00e8 quello che si ha su di s\u00e9.\u00a0Diogene non dipende da nulla; non ha bisogno di andare in giro armato con un seguito di soldati; per vivere gli basta un mantello di tessuto grezzo, la bisaccia con i lupini e il bastone. L\u2019aver eliminato tutto ci\u00f2 che \u00e8 superfluo e il costante esercizio nel sopportare il dolore derivante dalle privazioni lo rendono di gran lunga pi\u00f9 libero di Alessandro Magno. Quella del filosofo cinico \u00e8 una condizione che ha come modello di perfezione gli d\u00e8i e in alternativa gli animali che sono pi\u00f9 vicini dell\u2019uomo comune alla piena autosufficienza.<\/p>\n<p>Le idee abbozzate da Diogene saranno riprese dagli stoici. La famosa distinzione di Epitteto (58 d. C.-138 d. C.)\u00a0tra ci\u00f2 che dipende da noi e ci\u00f2 che non dipende da noi approfondisce il concetto di autarchia. L\u2019unica libert\u00e0 che ha l\u2019uomo \u00e8 quella di\u00a0disporre di se stesso: essa trova il suo compimento nella piena padronanza dei desideri, delle opinioni e delle azioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La libert\u00e0 di scegliere e l\u2019autonomia<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12083000977\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12083000977\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=760x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i45f1a3f7ecd14018\/version\/1744535931\/image.jpg\" alt=\"A. Carracci, Eracle al bivio, 1595-1596\" data-src-width=\"923\" data-src-height=\"627\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=760x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i45f1a3f7ecd14018\/version\/1744535931\/image.jpg\" data-image-id=\"7793777477\" \/><figcaption>A. Carracci, Eracle al bivio, 1595-1596<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12083001277\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Con il cristianesimo il mondo interiore della libert\u00e0 si complica. Nasce il concetto di libero arbitrio. Dio ha creato l\u2019uomo a sua immagine e somiglianza, e in virt\u00f9 di questa comunione gli ha dato la possibilit\u00e0 di essere il principio delle proprie azioni, di essere causa incausata. Ma questa libert\u00e0 non si sarebbe manifestata che in modo negativo, attraverso il peccato. L\u2019uomo ha disobbedito e ha pagato l\u2019esercizio della libert\u00e0 con uno stato di deiezione. La libert\u00e0 sarebbe cos\u00ec diventata per l\u2019uomo quasi una condanna, visto che essa ha determinato una condizione di infelicit\u00e0. Siamo entrati insomma in una prospettiva molto diversa da quella antica.<\/p>\n<p>Da queste nuove coordinate prenderanno le mosse i filosofi moderni, cercando di integrare alcuni grandi insegnamenti del pensiero classico-ellenistico.<\/p>\n<p>Tra le posizioni pi\u00f9 rilevanti occorre ricordare almeno quelle di Ren\u00e9 Descartes (1596-1650), Baruch Spinoza (1632-1679) e Immanuel Kant (1724-1804).<\/p>\n<p>Nel primo la questione del libero arbitrio \u00e8 riletta in chiave secolarizzata. Il filosofo francese mostra come la libert\u00e0 non possa ridursi alla possibilit\u00e0 di scegliere indifferentemente tra due o pi\u00f9 opzioni. Come osserva nelle Meditazioni metafisiche (1641) e in seguito in una celebre lettera al padre Mesland (9 aprile 1645), questa \u00e8\u00a0<strong>la libert\u00e0 dell\u2019indifferenza<\/strong>, il grado zero della libert\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante come un\u2019altra definizione comune di libert\u00e0, oltre a quella gi\u00e0 detta del poter agire senza costrizioni, sia proprio il grado zero di libert\u00e0 di cui parla Cartesio.\u00a0Mi trovo ad un bar e posso scegliere tra bere un caff\u00e8 o un cappuccino. La scelta mi \u00e8 indifferente, una vale l\u2019altra. Cartesio direbbe appunto che questa non \u00e8 la libert\u00e0 nella sua accezione pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autentica libert\u00e0 consiste nell\u2019adesione spontanea a un giudizio evidente della mia ragione<\/strong>. Di fronte, ad esempio, all\u2019evidenza che il fumo nuoce gravemente alla salute, decido di smettere di fumare.<\/p>\n<p>Ci ritroviamo per\u00f2 nella variante \u201claica\u201d del libero arbitrio del messaggio cristiano. La libert\u00e0 si mostra non tanto nel seguire quanto detta il giudizio razionale,\u00a0<strong>ma nel fatto che l\u2019adesione sia spontanea, che in linea di principio si possa agire contro ragione.<\/strong><\/p>\n<p>Ancora una volta la libert\u00e0 sarebbe concepita pi\u00f9 negativamente che positivamente. \u00c8 nel non obbedire all\u2019evidenza che emergerebbe la volontariet\u00e0 e la non necessit\u00e0 dell\u2019azione.<\/p>\n<p>Con Spinoza, si compie il passo ulteriore che Cartesio non vuole e, da buon cristiano (cattolico), non pu\u00f2 fare. Tra libert\u00e0 e necessit\u00e0 non c\u2019\u00e8 alcuna opposizione: anzi\u00a0<strong>la vera libert\u00e0 consiste nella comprensione profonda delle necessit\u00e0 che governano la propria esistenza.<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 liberi quando la necessit\u00e0 \u00e8 accolta in modo attivo, perch\u00e9 la si conosce fin nelle pi\u00f9 intime fibre. Non si \u00e8 liberi quando la necessit\u00e0 \u00e8 subita, a causa dell\u2019ignoranza delle cause che regolano la vita.\u00a0Sia in Cartesio sia in Spinoza la questione della libert\u00e0 \u00e8 ripresa e reinserita in un dialogo profondo con la tradizione antica. Solo per rilevare un aspetto saliente, si pensi a come in entrambi i pensatori il rapporto tra giudizio e volont\u00e0 risenta di una rilettura moderna dello stoicismo.\u00a0Con Kant si aggiunge un ulteriore essenziale tassello. Il filosofo effettua un parziale capovolgimento di prospettiva. Al centro della riflessione \u00e8 ora un nuovo concetto:\u00a0<strong>l\u2019autonomia<\/strong>.<\/p>\n<p>Come risolvere l\u2019antinomia della ragione tra l\u2019esigenza di porre una causa incausata all\u2019origine dei fenomeni e quella di vedere la natura come retta da un\u2019intrinseca necessit\u00e0? Ripercorro brevemente il noto ragionamento kantiano per mettere in risalto il suo contributo alla nostra discussione.\u00a0<strong>L\u2019uomo \u00e8 a un tempo un essere sensibile e intelligibile.<\/strong>\u00a0In quanto essere sensibile, le sue azioni sono governate dalla necessit\u00e0 del mondo fenomenico; in quanto essere intelligibile, lo dobbiamo pensare libero. Ma in che senso?<\/p>\n<p>La libert\u00e0 risiede nell\u2019adesione alla legge morale, all\u2019<strong>imperativo categorico<\/strong>\u00a0presente in ognuno di noi. Quando mi determino ad agire solo in base a questo imperativo, il \u201ctu devi!\u201d, allora sono libero. Quando la mia volont\u00e0 agisce senza essere mossa da alcun interesse personale, sono libero; quando la mia volont\u00e0 agisce in modo che la massima dell\u2019azione sia universalizzabile, sono libero; quando nel mio agire morale gli altri sono considerati non mezzi ma fini, sono libero.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autonomia diventa sinonimo di libert\u00e0.<\/strong>\u00a0La libert\u00e0 si manifesta cos\u00ec in modo positivo: si \u00e8 liberi non perch\u00e9 si potrebbe non assecondare un giudizio evidente, ma perch\u00e9 si sceglie l\u2019autonomia, l\u2019obbligazione, il conformarsi alla legge morale.<\/p>\n<p>Si tratta sicuramente di un\u2019importante riformulazione del problema della libert\u00e0. Con essa emergono nuove difficolt\u00e0 concettuali: in primis il formalismo dell\u2019approccio kantiano, ben visibile in alcuni esempi proposti dallo stesso filosofo. Il pi\u00f9 eclatante \u00e8 forse quello del filantropo (<em>Fondazione della metafisica dei costumi<\/em>). Per rimanere coerente con il principio di autonomia, Kant arriva a sostenere che l\u2019agire del benefattore \u00e8 pienamente morale se supponiamo che aiuti il prossimo nonostante\u00a0<strong>\u00abun temperamento freddo e indifferente verso il dolore altrui\u00bb<\/strong>\u00a0e l\u2019essere\u00a0<strong>\u00abrabbuiato da un suo dolore che spegne ogni partecipazione al dolore altrui\u00bb<\/strong>. Sarebbe allora difficile attribuire un agire morale ai santi o ai martiri o semplicemente a coloro che fanno del bene spinti da un sincero amore per il prossimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La prospettiva di Sartre: l\u2019esistenza prima dell\u2019essenza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12083001577\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12083001577\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i8038dad5cc966853\/version\/1744536253\/image.jpg\" alt=\"E. Munch, Malinconia, 1894 \" data-src-width=\"600\" data-src-height=\"469\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i8038dad5cc966853\/version\/1744536253\/image.jpg\" data-image-id=\"7793778177\" \/><figcaption>E. Munch, Malinconia, 1894<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12083001677\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">Nella filosofia contemporanea, la questione della libert\u00e0 si complica ulteriormente. Alle tradizionali disamine filosofiche, si sono aggiunte le ricerche scientifiche, soprattutto di carattere neurologico ed evoluzionistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, oggi sarebbe molto riduttivo affermare che il problema della libert\u00e0 appartenga solo alla filosofia, al diritto e alla politica. Gli studi come quelli di Benjamin Libet (<em>Mind Time. Il fattore temporale della coscienza<\/em>), di Michael Gazzaniga (<em>Chi comanda? Scienza, mente, libero arbitrio<\/em>), di Daniel C. Dennet (<em>L\u2019evoluzione della libert\u00e0<\/em>) \u2013 solo per menzionare alcuni nomi pi\u00f9 noti \u2013 mostrano come il tema possa essere riletto all\u2019interno di nuove prospettive, in cui il \u201cquantitativo\u201d e il \u201cmisurabile\u201d entrano in un ambito che fino a un secolo fa sembrava rientrare nel \u201cqualitativo\u201d. Tuttavia, queste nuove ricerche non sempre aggiungono sotto l\u2019aspetto concettuale nuovi elementi. Le disamine appena viste (libert\u00e0 esterna-libert\u00e0 interna, libert\u00e0-necessit\u00e0, libert\u00e0-autonomia, libert\u00e0 assoluta-libert\u00e0 vincolata) sono riprese, e a dire il vero spesso con poca consapevolezza del contributo offerto dalla filosofia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Affrontare queste nuove frontiere della ricerca sul problema della libert\u00e0 ci porterebbe troppo lontani dall\u2019intento di un breve articolo di carattere divulgativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo, a chiusura del percorso, vorrei soffermarmi su una prospettiva pi\u00f9 nota e che nel Novecento ha fatto, per cos\u00ec dire, \u201cstoria\u201d. Parlo di quella sartriana.\u00a0La scelta ha del resto anche una sua giustificazione interna. Nella filosofia di Jean-Paul Sartre (1905-1980) \u00e8 infatti possibile rintracciare una formulazione del problema della libert\u00e0 che si pone al di l\u00e0 della coppia esterno-interno presa in esame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo il filosofo francese,\u00a0<strong>l\u2019uomo \u00e8 l\u2019essere la cui<\/strong>\u00a0<strong>esistenza precede l\u2019essenza<\/strong>. In un tagliacarte l\u2019essenza precede l\u2019esistenza \u2013 prima di esistere l\u2019artigiano ne ha concepito l\u2019idea \u2013, al contrario l\u2019uomo esiste, le sue eventuali determinazioni provengono dalla sua esistenza, ma non lo definiscono a priori. Anzi, si pu\u00f2 dire che nell\u2019uomo ogni attributo (carattere, temperamento, ecc.) \u00e8 accidente, perch\u00e9 nulla pu\u00f2 scalfire la sua indeterminatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partendo da queste premesse \u2013 non dimentichiamo che un ragionamento analogo \u00e8 svolto anche da Martin Heidegger (1917-1976) e prima da S\u00f8ren Kierkegaard (1813-1855) \u2013, non sorprende allora che per Sartre\u00a0<strong>l\u2019uomo sia un essere costitutivamente libero, condannato ad essere libero.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio perch\u00e9 nell\u2019uomo l\u2019esistenza precede l\u2019essenza, siamo abitati da un nulla, da uno scarto che ci impedisce di coincidere perfettamente con noi stessi. Ha senso parlare di necessit\u00e0 solo per ci\u00f2 che ha un\u2019essenza. L\u00ec si pu\u00f2 dire che l\u2019agire non \u00e8 libero. Ma per l\u2019uomo questo ragionamento \u00e8 fallace in virt\u00f9 della premessa da cui si parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, l\u2019esistenza come libert\u00e0 non implica un\u2019assenza di vincoli. Esistenza \u00e8 anche sinonimo di gettatezza, di finitezza. L\u2019uomo \u00e8 da sempre gettato nel mondo; non pu\u00f2 essere pensato se non nella sua relazione costitutiva con gli altri e con le cose. Ecco perch\u00e9\u00a0<strong>nell\u2019orizzonte esistenzialista la coppia interno-esterno trova una profonda unit\u00e0.<\/strong>\u00a0Se l\u2019esistenza precede l\u2019essenza,\u00a0<strong>i vincoli interni ed esterni vanno riletti nell\u2019orizzonte di una progettualit\u00e0 che si costituisce \u201cda\u201d e \u201cattraverso\u201d relazioni a un tempo interiori ed esteriori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I desideri o le passioni che delimitano interiormente la mia libert\u00e0 sono anche modi in cui si dischiude a me il mondo. Non si tratta dunque solo di vincoli, ma di significati che mi mettono in relazione agli altri, che strutturano la mia esistenza, che circoscrivono e a un tempo esprimono nella relazione la mia libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allo stesso modo, le leggi, il diritto e le istituzioni non sono semplici istanze esterne che definiscono o costringono la mia libert\u00e0, ma una rete di senso che articola il mio sistema valoriale, plasma le mie aspirazioni e i miei progetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che prima abbiamo separato ritrova una possibile lettura unitaria:\u00a0<strong>il vincolo \u00e8 la libert\u00e0 in relazione che si costituisce come io-mondo, come orizzonte in cui si danno io e mondo, l\u2019interno e l\u2019esterno.<\/strong>\u00a0La libert\u00e0 esiste sono attraverso un\u2019infinit\u00e0 di determinazioni che contemplano l\u2019armonia e il conflitto, l\u2019individuo e la societ\u00e0, l\u2019uomo e l\u2019ambiente. Sono tutte queste relazioni a sostanziare la libert\u00e0 come una realt\u00e0 dinamica e plurale. L\u2019esterno \u00e8 interno. La libert\u00e0 esterna e la libert\u00e0 interna si rispecchiano l\u2019una nell\u2019altra.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2025-1\/marzo\/la-libert%C3%A0-un-percorso-concettuale\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2025-1\/marzo\/la-libert%C3%A0-un-percorso-concettuale\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Salvatore Grandone) La libert\u00e0 \u00e8 dal punto di vista filosofico uno dei concetti pi\u00f9 complessi e controversi. Per fare chiarezza proveremo ad articolare diverse distinzioni. Cercheremo di tagliare all\u2019interno di questa nozione fluida delle direzioni, delle linee di forza che possano costituire dei punti di riferimento per la riflessione. 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