{"id":89931,"date":"2025-04-17T11:30:23","date_gmt":"2025-04-17T09:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89931"},"modified":"2025-04-17T11:26:42","modified_gmt":"2025-04-17T09:26:42","slug":"non-solo-dazi-gli-usa-si-lamentano-con-litalia-anche-di-sanita-audiovisivo-e-glifosato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89931","title":{"rendered":"Non solo dazi: gli Usa si lamentano con l\u2019Italia anche di sanit\u00e0, audiovisivo e glifosato"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA START MAGAZINE (Di Marco Dell&#8217;Aguzzo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Imagoeconomica_2346198-scaled-1170x550.jpg\" alt=\"dazi\" width=\"366\" height=\"172\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Con la visita negli Stati Uniti, Meloni cercher\u00e0 di proteggere le aziende italiane dai dazi di Trump. Ma all&#8217;attenzione di Washington non c&#8217;\u00e8 solo il surplus commerciale, ma anche alcune barriere agli investimenti alzate dall&#8217;Italia in diversi settori. Tutti i dettagli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gioved\u00ec 17 aprile la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sar\u00e0 a Washington, alla Casa Bianca, per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La riunione servir\u00e0 anche a discutere dei dazi, utilizzati dall\u2019amministrazione americana per ridurre gli squilibri commerciali tra l\u2019America e gli altri paesi: l\u2019Italia ha un surplus commerciale con gli Stati Uniti di circa 40 miliardi di dollari.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">IL\u00a0<em>PIANO D\u2019AZIONE<\/em>\u00a0DELLA FARNESINA<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Della necessit\u00e0 di riequilibrare la situazione ne ha parlato anche il nuovo ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta. Nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/piano-azione-farnesina-dazi-trump\/\"><em>Piano d\u2019azione per l\u2019export italiano<\/em>\u00a0redatto dalla Farnesina<\/a>\u00a0veniva proposto, \u201cin un\u2019ottica di riequilibrio del surplus della bilancia commerciale\u201d, di aumentare gli acquisti di energia e di sistemi di difesa dagli Stati Uniti.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">LE PAROLE DI TAJANI (OTTIMISTA) E DI GIORGETTI (CAUTO)<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlando dell\u2019impatto dei dazi americani sulle esportazioni italiane, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.today.it\/politica\/giorgia-meloni-viaggio-usa-trump-dazi.html\">dichiarato<\/a>\u00a0che \u201cil\u00a0<em>made in Italy<\/em>\u00a0non conosce rivali nel mondo, siamo in grado anche di abbattere alcune barriere tariffarie grazie alla qualit\u00e0 del prodotto italiano\u201d. A suo dire, poi, la situazione con Washington sta \u201clentamente migliorando\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Maggiore cautela, invece, \u00e8 emersa dalle parole usate dal ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti (anche lui andr\u00e0 a Washington, la settimana prossima, per incontrare l\u2019omologo Scott Bessent). Giorgetti ha detto infatti che \u201cil negoziato non \u00e8 semplice perch\u00e9 gli interessi in qualche modo ognuno cerca di farli a casa propria. Dobbiamo trovare una sintesi, un compromesso corretto [\u2026]. \u00c8 un momento di grande cambiamento in cui quello che veniva dato per scontato, dalle regole di comportamento alla globalizzazione, il commercio libero, sono messi pesantemente in discussione\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">IL RAPPORTO DELLO US TRADE REPRESENTATIVE<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Giorgetti ha anticipato un negoziato complicato tra Roma e Washington. E in effetti le rimostranze commerciali americane nei confronti del nostro paese non sono poche, come si evince dal\u00a0<a href=\"https:\/\/ustr.gov\/about\/policy-offices\/press-office\/press-releases\/2025\/march\/ustr-releases-2025-national-trade-estimate-report\"><em>2025 National Trade Estimate Report<\/em><\/a>\u00a0redatto dall\u2019Ufficio del rappresentante del Commercio degli Stati Uniti (Ustr) e pubblicato lo scorso 31 marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto descrive le barriere commerciali con cui gli esportatori americani devono fare i conti; tra queste, ce ne sono anche alcune propriamente italiane, al di l\u00e0 di quelle alzate dalla Commissione europea soprattutto con i regolamenti sull\u2019economia digitale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">IL GLIFOSATO<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2023 l\u2019Unione europea ha rinnovato per dieci anni l\u2019approvazione all\u2019utilizzo del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/tag\/glifosato\/\">glifosato<\/a>, un erbicida che l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 considera probabilmente cancerogeno ma non l\u2019Agenzia europea per le sostanze chimiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cDopo l\u2019approvazione di una sostanza attiva nell\u2019Ue, gli stati membri controllano l\u2019autorizzazione dei prodotti formulati che la contengono\u201d, si legge nel rapporto dello Ustr, e possono dunque limitare l\u2019uso di prodotti contenenti glifosato. Nonostante il rinnovo dell\u2019approvazione del glifosato nel 2023, \u201calcuni stati membri continuano a vietare parzialmente o interamente il glifosato, tra cui Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">I SERVIZI AUDIOVISIVI<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento analizza anche la regolazione italiana sui media audiovisivi, considerata una barriera commerciale. La legge italiana, infatti, prevede che il 50 per cento delle ore di trasmissione venga destinato a produzioni europee e che alle produzioni italiane venga garantito il 16,6 per cento delle ore di trasmissione sui canali televisivi commerciali. Inoltre, le piattaforme nazionali di video on-demand devono garantire che il 30 per cento dei loro cataloghi sia composto da contenuti europei realizzate negli ultimi cinque anni, e che il 15 per cento dei cataloghi sia dedicato a opere italiane prodotte da produttori indipendenti negli ultimi cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le principali societ\u00e0 attive nella distribuzione di film e serie sono statunitensi, come Netflix, Amazon, Apple, Disney e Paramount.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cSecondo la legge italiana\u201d, scrive l\u2019Ustr nel rapporto, \u201cle emittenti commerciali devono investire annualmente il 12,5 per cento dei loro ricavi nella produzione di opere europee indipendenti. La met\u00e0 di questi fondi \u00e8 riservata alle opere italiane. I fornitori di video-on-demand stranieri e nazionali devono destinare il 16 per cento dei loro ricavi annuali netti generati in Italia alla produzione di opere europee indipendenti. Il 70 per cento dell\u2019obbligo di investimento deve essere riservato a opere italiane prodotte da produttori indipendenti italiani\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">LA LUNGHEZZA DEI PROCESSI AUTORIZZATIVI<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlando di barriere agli investimenti, il rapporto riporta le lamentele delle aziende americane per la lunghezza e la complessit\u00e0 dei processi autorizzativi in Italia per i progetti energetici e infrastrutturali. \u201cUna volta ottenute le licenze o i permessi\u201d, si legge, \u201cle aziende statunitensi hanno dovuto affrontare ostacoli legali e burocratici che hanno impedito loro di ottenere le concessioni\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">IL SETTORE SANITARIO<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Il report si focalizza poi sulla situazione del settore sanitario italiano, con le societ\u00e0 statunitensi che devono fare i conti con \u201cun contesto imprenditoriale imprevedibile [\u2026], che comprende un\u2019attuazione molto variabile delle complesse politiche di prezzi e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/sanita\/sanita-eliminare-payback\/\">rimborsi<\/a>\u00a0da parte del governo italiano\u201d, oltre che con i ritardi nei rimborsi dei prodotti farmaceutici e nei pagamenti dei dispositivi medici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, \u201cil tempo medio che gli ospedali pubblici italiani impiegano per pagare i fornitori di dispositivi medici continua a superare il periodo massimo consentito dalla normativa europea. Gli operatori del settore statunitensi continuano a chiedere al governo italiano di affrontare questi problemi\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/italia-stati-uniti-dazi-barriere-investimenti\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/italia-stati-uniti-dazi-barriere-investimenti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA START MAGAZINE (Di Marco Dell&#8217;Aguzzo) Con la visita negli Stati Uniti, Meloni cercher\u00e0 di proteggere le aziende italiane dai dazi di Trump. Ma all&#8217;attenzione di Washington non c&#8217;\u00e8 solo il surplus commerciale, ma anche alcune barriere agli investimenti alzate dall&#8217;Italia in diversi settori. Tutti i dettagli. Gioved\u00ec 17 aprile la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sar\u00e0 a Washington, alla Casa Bianca, per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 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