{"id":89934,"date":"2025-04-18T08:00:17","date_gmt":"2025-04-18T06:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89934"},"modified":"2025-04-17T23:11:17","modified_gmt":"2025-04-17T21:11:17","slug":"lopposizione-che-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=89934","title":{"rendered":"L\u2019opposizione che non c\u2019\u00e8"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Davide Fiorello)<\/strong><\/p>\n<p>Esiste una galassia di associazioni, gruppi, partiti, canali di informazione e altri soggetti che elaborano idee e posizioni contrapposte alla narrazione ufficiale a reti unificate della realt\u00e0 odierna. Idee e posizioni contrapposte anche alla propaganda della destra sovranista che soffia sul fuoco dell\u2019intolleranza e alimenta la guerra tra poveri. Gli elementi di questa galassia sono esclusi dal dibattito politico somministrato quotidianamente ai cittadini; un dibattito costretto entro la camicia di forza di polemiche da talk show, in cui i protagonisti si scontrano su questioni irrilevanti e temi fondamentali sono distorti, esclusi o presentati come bizzarrie.<\/p>\n<p>Non facciamo un elenco, perch\u00e9 la galassia \u00e8 talmente ampia che ingiustificate omissioni sarebbero inevitabili. Purtroppo, oltre che ampia, questa galassia \u00e8 tanto frammentata quanto riottosa a unire le forze, come se l\u2019identit\u00e0 di ciascuno dei suoi componenti sia irriducibilmente antitetica a quella degli altri.<\/p>\n<p>Rappresentando una minoranza e consistendo di soggetti di piccole dimensioni, ciascuno con limiti strutturali e invalicabili di visibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di incidere significativamente, questo atteggiamento di orgogliosa autonomia \u00e8 politicamente delittuoso. Le specificit\u00e0 che ognuno difende saranno tutte nobilissime e fondate, ma la distanza che separa un soggetto di questa galassia dagli altri \u00e8 obiettivamente molto minore da quella che separa la galassia nel suo insieme dal resto del panorama politico. Senza pretesa di completezza, si possono identificare almeno otto punti qualificanti che accomunano tutti coloro che elaborano idee e posizioni di critica radicale all\u2019ordinamento sociale ed economico corrente da un punto di vista che potremmo definire \u201cdi classe\u201d e li distanzia sia dalle posizioni oggi dominanti nel dibattito politico sia dalla destra sovranista.<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Non c\u2019\u00e8 uno scontro di civilt\u00e0 tra Occidente e regimi autoritari e oscurantisti, ma il tentativo di un modello di capitalismo finanziario globale con al centro la potenza imperiale degli Stati Uniti di sopravvivere ai suoi squilibri interni e alla crescita delle economie emergenti.<\/li>\n<li>L\u2019Unione Europea non \u00e8 un passo verso l\u2019ideale di un continente unito politicamente, vissuto come il proprio Paese da tutti i suoi cittadini, ma una struttura tecnocratica, non democratica, irriformabile, che favorisce il capitale e gli interessi della Germania e dei suoi satelliti.<\/li>\n<li>Difendere lo stato nazionale come unico contesto istituzionale che oggi offra l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppare strumenti di governo davvero coerenti con il modello sociale europeo non ha niente a che vedere con il nazionalismo egoista e aggressivo della destra. Sovranit\u00e0 non \u00e8 sovranismo.<\/li>\n<li>Le condizioni di vita dei lavoratori e della maggioranza dei cittadini non migliorano mai accettando di rinunciare al conflitto sociale per aiutare le imprese e la competitivit\u00e0 o per risanare il bilancio pubblico.<\/li>\n<li>Formulazioni di apparente buon senso come \u201criduzione del debito\u201d, \u201csostenibilit\u00e0 del sistema previdenziale\u201d, \u201csostegno alle imprese\u201d, \u201ccompetitivit\u00e0\u201d, \u201clotta agli sprechi\u201d, \u201criduzione del peso fiscale\u201d sono usate strumentalmente per giustificare come doverose e inevitabili, agli occhi dei cittadini, le politiche che li hanno progressivamente impoveriti.<\/li>\n<li>Mancando la volont\u00e0, l\u2019interesse e la capacit\u00e0 di governarli, i flussi migratori generano problemi di ordine economico e sociale che ricadono prevalentemente sui cittadini pi\u00f9 deboli. Dipingere ogni reazione di disagio sociale come egoismo razzista in nome di un astratto principio di accoglienza \u00e8 ipocrisia che non aiuta nemmeno gli immigrati, i quali sono a loro volta vittime, non responsabili dei problemi sociali.<\/li>\n<li>Il riscaldamento globale \u00e8 una realt\u00e0 che richiede di agire, ma la strategia seguita attualmente non mette in discussione il modello di accumulazione capitalista, non \u00e8 realistica e pretende di addossare i costi ai lavoratori e alla maggior parte dei cittadini, che sono i meno responsabili.<\/li>\n<li>La maggior parte delle circostanze che colpiscono negativamente i diritti delle donne non sono frutto di una congiura maschilista, bens\u00ec una versione dell\u2019indebolimento dei diritti sociali per tutti, donne e uomini.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Da alcuni di questi punti ne discendono altri quattro che riguardano questioni di drammatica urgenza, in questi tempi di rivolgimenti geopolitici.<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Le contrapposizioni raccontate dalla narrazione dominante sono tutte tra alternative che rappresentano idee inaccettabili e interessi contrari a quelli dei lavoratori e della maggior parte dei cittadini. Tra l\u2019Unione Europea e gli europeisti, Trump, i partiti della destra sovranista non c\u2019\u00e8 un meno peggio, sono tutti avversari.<\/em><\/li>\n<li><em>La guerra in Palestina non inizia il 7 ottobre 2023 con l\u2019attacco di Hamas, rispetto al quale le azioni militari di Israele sarebbero una legittima risposta di cui si pu\u00f2 eventualmente discutere solo le proporzioni. La guerra \u00e8 in corso da decenni e Israele ne \u00e8 il principale responsabile.<\/em><\/li>\n<li><em>La guerra in Ucraina non \u00e8 stato un atto di aggressione decisa a freddo da un dittatore nei confronti di un paese democratico, ma la conseguenza di una situazione geopolitica fomentata deliberatamente dalla NATO e dagli USA fin dalla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica.<\/em><\/li>\n<li><em>La Russia non ha alcuna intenzione di attaccare militarmente l\u2019Europa; il progetto di riarmo deciso dall\u2019Unione Europea \u00e8 un\u2019iniziativa folle di una classe politica screditata, che costruisce le condizioni di un conflitto, rafforza meccanismi di decisione non democratici e deruba i cittadini per arricchire il complesso militare-industriale e i fondi finanziari.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Per chi vi si riconosce, questi punti appaiono delle banalit\u00e0, ma per la maggior parte dei cittadini non sono tali. Ed \u00e8 per questo che coloro chi li condividono sono una minoranza. Piaccia o non piaccia, la narrazione dominante \u00e8 largamente accettata dai cittadini, anche perch\u00e9, in molti casi, \u00e8 l\u2019unica che conoscono o che si sentono ripetere. E per chi condivide questa narrazione, le posizioni di critica radicale e di classe, che non si schierano con l\u2019uno o con l\u2019altro dei protagonisti della cronaca politica da talk show, suonano ideologiche, incomprensibili o, nel migliore dei casi, astratte e irrealistiche. \u00a0L\u2019incapacit\u00e0 o indisponibilit\u00e0 a comprendere ci\u00f2, o a darvi il giusto peso, \u00e8 incomprensibile.<\/p>\n<p>Ad approfondire le differenze e le polemiche all\u2019interno dei soggetti che popolano la galassia della critica di classe pesano molto le convinzioni sulla tattica. Sul se e come posizionarsi rispetto alla polemica del momento, sull\u2019aderire o meno a una manifestazione, sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di dialogare con questo o con quello, sulla necessit\u00e0 o meno, urgenza o meno, di diventare un simbolo su una scheda elettorale. Porre queste questioni come dirimenti denota il desiderio di essere in grado di incidere da subito. Un desiderio comprensibile alla luce della drammaticit\u00e0 dei problemi e del momento, ma alimentato pi\u00f9 dalla volont\u00e0 che da una lettura realistica della situazione attuale. Partecipare al confronto politico, magari anche elettorale, mentre l\u2019agenda e le regole del confronto sono saldamente in mani avverse, \u00e8 velleitario e autolesionista.<\/p>\n<p>Qualsiasi progetto di reale alternativa sia all\u2019imperialismo guerrafondaio che alla destra razzista e sovranista ha bisogno di un visibile sostegno sociale. Il primo passaggio indispensabile di un percorso volto a generare questo sostegno sociale \u00e8 colmare la distanza tra ci\u00f2 che dovrebbe essere ampiamente conosciuto e ci\u00f2 che \u00e8 effettivamente conosciuto. Se questo venisse compreso e accettato, ci creerebbero le condizioni per unire le forze attorno a questo obiettivo comune e fondamentale.<\/p>\n<p>Sarebbe straordinario, e di straordinaria potenzialit\u00e0, se i soggetti appartenenti alla galassia della critica di classe concordassero sulla necessit\u00e0 di privilegiare il parlare insieme a cittadini e lavoratori. Non si sta invocando la formazione di un partito unico o dell\u2019ennesimo tentativo di federazione, ma della disponibilit\u00e0 a concentrare l\u2019attivit\u00e0 di ogni soggetto sulla diffusione dei contenuti comuni in modo da massimizzare la loro visibilit\u00e0. Non che forme di aggregazione sarebbero sgradite o inutili, tutt\u2019altro, ma \u00e8 sempre una questione di realismo a consigliare di non forzare alcuna mano. Potrebbe essere la collaborazione stessa a mostrare la labilit\u00e0 delle differenze e i vantaggi di condividere le forze. In questo momento sarebbe gi\u00e0 gran cosa il riconoscimento del fatto di essere dalla stessa parte riguardo agli aspetti sostanziali e la disponibilit\u00e0 a collaborare. Ad esempio, la sottoscrizione di una dichiarazione articolata attorno a termini come i seguenti:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La condivisione dell\u2019analisi di fondo, sintetizzata dall\u2019accordo con i punti qualificanti (vedi elenchi precedenti), nessuno escluso.<\/li>\n<li>La disponibilit\u00e0 a impegnare le proprie risorse per iniziative volte a diffondere i punti qualificanti condivisi.<\/li>\n<li>La disponibilit\u00e0 a creare un \u201cluogo\u201d di coordinamento per evitare iniziative in concorrenza tra loro e, anzi, organizzarle con contenuti e tempi condivisi e con una \u201cetichetta\u201d comune che si affianchi a quella di ciascuno.<\/li>\n<li>L\u2019impegno a non assumere alcuna iniziativa che contrasti con uno o pi\u00f9 dei punti qualificanti.<\/li>\n<li>L\u2019impegno a rispettare la posizione degli altri aderenti riguardo alla partecipazione ad iniziative che coinvolgano soggetti che non hanno sottoscritto tutti i punti qualificanti, se tali iniziative sono coerenti con uno o pi\u00f9 di questi ultimi.<\/li>\n<li>L\u2019impegno a rispettare le posizioni degli altri aderenti riguardo agli aspetti non inclusi nei punti qualificanti<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alla luce dell\u2019attualit\u00e0, la sperimentazione di un\u2019unione di intenti di questo tipo dovrebbe essere affidata primariamente alla realizzazione di iniziative contro la corsa al riarmo, per smascherarne la inconsistenza dei presupposti, sottolinearne la pericolosit\u00e0 e denunciarne le implicazioni sul piano sociale ed economico. I meccanismi che spingono la classe dirigente europea a giocare con il destino di tutti sono difficili da scardinare; se c\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 di farlo, essa passa per far crescere un\u2019ampia e visibile posizione contraria dei cittadini. Occorre contrastare la propaganda pi\u00f9 becera ma anche gli argomenti cerchiobottisti che pretendono di essere contro il riarmo ma giustificano il progetto europeo in nome della creazione di una difesa comune. La difesa comune di cui avremmo urgente bisogno \u00e8 quella da chi sta costruendo le condizioni per la guerra. In primo luogo contro costoro, l\u2019unione farebbe la forza.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/04\/17\/lopposizione-che-non-ce\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/04\/17\/lopposizione-che-non-ce\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Davide Fiorello) Esiste una galassia di associazioni, gruppi, partiti, canali di informazione e altri soggetti che elaborano idee e posizioni contrapposte alla narrazione ufficiale a reti unificate della realt\u00e0 odierna. Idee e posizioni contrapposte anche alla propaganda della destra sovranista che soffia sul fuoco dell\u2019intolleranza e alimenta la guerra tra poveri. 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