{"id":90016,"date":"2025-05-07T10:30:45","date_gmt":"2025-05-07T08:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90016"},"modified":"2025-05-07T10:15:35","modified_gmt":"2025-05-07T08:15:35","slug":"populismo-doltremanica-e-oltre-carpazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90016","title":{"rendered":"Populismo d\u2019oltremanica e oltre Carpazi"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Michele Agagliate)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/schmit.jpg\" width=\"340\" height=\"168\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Da Farage a Simion, quando l\u2019Europa scopre che il dissenso ha l\u2019alito di birra e l\u2019accento sbagliato<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sta succedendo qualcosa di grave, in Europa. Gravissimo. Sta succedendo che il popolo vota. Peggio ancora: vota male. Non solo non ascolta i consigli del Financial Times e di Open, ma addirittura osa consegnare un municipio a un candidato di Nigel Farage e un primo posto nei sondaggi rumeni a George Simion. Uno insulta Bruxelles con l\u2019aplomb di un beone al pub, l\u2019altro fa campagna elettorale in camicia bianca urlando \u201cRomania libera!\u201d come se fossimo nel 1848. Panico tra gli editorialisti democratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Farage, il pensionato del Brexit, dato per finito da tutte le \u00e9lite sobrie d\u2019Europa, torna e si prende un seggio al Labour, un sindaco, e soprattutto la scena. Come? Parlando di immigrazione, disoccupazione e nazionalizzazioni. E qui i liberali inciampano: come osi parlare di welfare pubblico se sei populista? Solo la sinistra moderata pu\u00f2 promettere cose di sinistra senza farle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma \u00e8 nell\u2019est che il populismo ha smesso di vergognarsi. In Romania, George Simion e il suo partito \u2014 che si chiama AUR ma brilla solo per i media spaventati \u2014 stanno scalando il potere. Primo turno delle presidenziali: Simion davanti a tutti. I giornali gridano all\u2019orda nera. Peccato che siano gli stessi che non si sono accorti che l\u2019Europa dell\u2019Est ha smesso di credere alle favole dell\u2019Occidente anni fa. Da quando l\u2019UE ha trattato la Romania come un magazzino e la NATO come un caserma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E cos\u00ec, mentre Von der Leyen stringe mani a Davos, i villaggi di Tulcea e i pub di Leeds votano. Male, ma votano. E in fondo, \u00e8 questo il problema: che il popolo, quando lo lasci solo, inizia a pensarla da solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la vera tragedia \u2014 quella su cui si consumano litri di inchiostro e barili di lacrime liberal \u2014 \u00e8 che il populismo ha smesso di abitare a destra soltanto. Peggio: ha iniziato a dire cose che la sinistra aveva dimenticato. E non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 insopportabile, per un progressista da salotto, di un populista che parla di poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Labour inglese, ad esempio, non ha perso solo un sindaco: ha perso il contatto con la realt\u00e0. Starmer, che pare uscito da un corso accelerato per tecnocrati eleganti, ha trasformato un partito operaio in una succursale moderata del Times. Si parla di diritti, s\u00ec. Ma con garbo. Si difende il lavoro, certo. Ma solo quello nei consigli di amministrazione. E ogni tanto, per non sembrare troppo austeri, si cita Orwell \u2014 sempre dopo aver chiesto permesso alla City.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Farage lo sa. Simion pure. E infatti vincono dove la sinistra si \u00e8 addormentata: nei sobborghi arrabbiati, nelle campagne ignorate, tra chi fatica a fine mese ma viene chiamato \u201carretrato\u201d se lo dice a voce alta. Il populismo prospera nel vuoto, e il vuoto della sinistra \u00e8 diventato una prateria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma attenzione: non stiamo parlando di nostalgici del manganello. Questi nuovi populismi non hanno neppure bisogno del vecchio armamentario ideologico. Sono liquidi, scaltri, disordinati. Mischiano nazionalismo e welfare, religione e pensioni, identit\u00e0 e lotta sociale. Sono incoerenti, certo. Ma funzionano. Perch\u00e9 parlano alle viscere, mentre la sinistra continua a scrivere programmi per il cervello \u2014 quello dei convegni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vero dramma \u00e8 che nessuno, a sinistra, ha il coraggio di fare populismo buono. Quello che parlava di case, sanit\u00e0, trasporti. Quello che un tempo si chiamava socialismo democratico e oggi viene chiamato \u201cestremismo\u201d se appena appena alzi la voce. Provate a dire \u201cnazionalizzazione delle ferrovie\u201d in una sede del PD: chiamano l\u2019ANPI, i carabinieri e forse anche la NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, mentre la sinistra si dibatte tra il femminismo da festival e l\u2019antifascismo da tweet, la destra populista si prende i voti veri. Perch\u00e9 promette cose sbagliate, s\u00ec. Ma le promette a chi nessuno guarda pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E allora viene da chiedersi: davvero \u00e8 solo colpa del populismo? O forse \u00e8 anche colpa di una sinistra che ha smesso di essere popolare perch\u00e9 ha paura del popolo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E allora che si fa? Se il populismo \u201ccattivo\u201d avanza, se il popolo si ostina a esistere, se i Farage e i Simion bucano lo schermo mentre la sinistra dorme in redazione, chi parla davvero al popolo? Chi lo ascolta, prima ancora di educarlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 chi ci prova. E guarda caso, non siede nei salotti. Jean-Luc M\u00e9lenchon, in Francia, ha preso la Bastiglia dell\u2019astensionismo a suon di poesia e ferocia, portando in piazza gli sfruttati, i giovani, gli operai e perfino qualche vecchio marxista arrugginito. Senza chiedere permesso a Macron n\u00e9 scusarsi con Le Monde. Ha osato dire che la NATO \u00e8 un problema, che l\u2019Europa dei banchieri va rifondata, che il popolo ha sempre ragione \u2014 anche quando ha torto. E ha preso milioni di voti. Cosa da non fare, dicono a sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Germania, Sahra Wagenknecht \u2014 quella che per i progressisti da salotto \u00e8 una specie di scisma ambulante \u2014 ha detto che no, non si pu\u00f2 parlare solo di diritti civili mentre le persone fanno la fila alla mensa. Che no, non si pu\u00f2 criminalizzare ogni critica all\u2019immigrazione o all\u2019UE come se fosse razzismo o eresia. Ha parlato di salario minimo, giustizia fiscale, sovranit\u00e0 sociale. Apriti cielo: l\u2019hanno chiamata fascista in cashmere. Eppure, cresce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco: non serve copiare Farage o Simion. Serve smettere di snobbare chi li vota. Non serve parlare come loro. Serve parlare a loro. Se non capisci perch\u00e9 la gente si rifugia nei nazionalisti, non sei pi\u00f9 progressista: sei sordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il populismo non \u00e8 di destra o di sinistra: \u00e8 un metodo, una postura, una voce. Pu\u00f2 essere usato per escludere o per includere. Per odiare o per liberare. Ma va preso sul serio. Va abitato. Perch\u00e9 se la sinistra ha smesso di farlo, qualcun altro lo far\u00e0. E gi\u00e0 lo sta facendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sta tutta qui, la grande ipocrisia europea: dire \u201cdemocrazia\u201d mentre si nega la rappresentanza. Parlare di popolo come di una platea da educare. Offrire libert\u00e0 condizionata, pluralismo vigilato, dissenso compatibile. Come se la rabbia fosse un errore da correggere, non una domanda da ascoltare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la verit\u00e0 \u00e8 che la rabbia ha fiutato la paura. E non perdona. Le \u00e9lite si rifugiano nei loro acronimi \u2014 BCE, FMI, SPD, PPE, PD, SGP \u2014 mentre fuori, la sigla che conta \u00e8 solo una: SOS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">SOS della sinistra che ha smarrito il popolo, mentre si trastullava con i seminari su come non offendere nessuno. SOS della democrazia che ha sostituito la partecipazione con il paternalismo. SOS di un continente che si crede ancora \u201ccentro del mondo\u201d ma \u00e8 diventato periferia di s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I popoli votano. Male? Forse. Ma votano. E quando votano \u201cmale\u201d non \u00e8 colpa loro: \u00e8 colpa tua, che non c\u2019eri. Che li hai lasciati soli, tra Farage e i fantasmi, tra Simion e le rovine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il futuro non si ferma con un fact-checking. Non basta un\u2019infografica per spegnere l\u2019urlo. E no, non esistono filtri che salvino l\u2019Europa dall\u2019aver ignorato se stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda non \u00e8 se il populismo sia una minaccia. La domanda \u00e8: dove diavolo siete stati, mentre nasceva?<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/05\/07\/populismo-doltremanica-e-oltre-carpazi\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/05\/07\/populismo-doltremanica-e-oltre-carpazi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Michele Agagliate) Da Farage a Simion, quando l\u2019Europa scopre che il dissenso ha l\u2019alito di birra e l\u2019accento sbagliato Sta succedendo qualcosa di grave, in Europa. Gravissimo. Sta succedendo che il popolo vota. 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