{"id":90043,"date":"2025-05-09T10:00:25","date_gmt":"2025-05-09T08:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90043"},"modified":"2025-05-08T12:43:17","modified_gmt":"2025-05-08T10:43:17","slug":"trump-demolisce-il-primato-scientifico-usa-leuropa-raccoglie-le-briciole-la-cina-se-la-ride","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90043","title":{"rendered":"Trump demolisce il primato scientifico USA. L\u2019Europa raccoglie le briciole. La Cina se la ride"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>di OTTOLINATV (Giuliano Marrucci)<\/strong><\/p>\n<div class=\"jeg_video_container jeg_video_content\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UL40E8pTq5o?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando gli USA erano Great sul serio, il governo spendeva una quantit\u00e0 inverosimile di quattrini in\u00a0<strong>ricerca di base<\/strong>, due terzi della ricerca era finanziata con soldi pubblici e alla ricerca era destinato oltre il 10% della spesa pubblica. Oggi i 3 quarti della ricerca sono finanziati dal privato e il governo spende per la ricerca poco pi\u00f9 del 2% del budget federale. Ora per\u00f2 \u00e8 arrivato Trump che vuole rifare l\u2019America great again, e cosa fa?\u00a0<strong>Taglia fino al 50% dei fondi federali per la ricerca<\/strong>. Sono tutti \u201cmarxisti maniaci e lunatici\u201d, ha dichiarato. Risultato: il 75% dei ricercatori stranieri se ne vorrebbe andare. Potrebbe non essere esattamente un affarone. La met\u00e0 delle startup che valgono pi\u00f9 di un miliardo sono state fondate da cervelloni che erano arrivati negli USA per studiare. L\u2019Europa vuole cogliere la palla al balzo, c\u2019ha fatto pure un programma, \u201c<strong>Choose Europe for Science<\/strong>\u201d, si chiama, 500 milioni per attrarre i talenti in fuga dagli USA, e altri 100 milioni ce li mette Macron, che per\u00f2 nel frattempo taglia di un altro miliardo e mezzo i fondi delle universit\u00e0 francesi. Vogliono fare le nozze con i fichi secchi. Nel frattempo, la Cina ha annunciato un altro aumento del 10% di fondi pubblici per ricerca e sviluppo. \u00c8 solo l\u2019ultimo di una lunga serie, e si vede. Nel 2015 Pechino ha annunciato il piano\u00a0<strong>Made in china 2025<\/strong>. Allora, tra le prime 10 istituzioni accademiche in termini di ricerca scientifica di alta qualit\u00e0, solo una era cinese, e 5 erano statunitensi. Dieci anni dopo, 8 sono cinesi, e due statunitensi. Chi vincer\u00e0 questa partita?<\/p>\n<p>\u201cL\u2019alta tecnologia \u00e8 diventato la prima linea e il principale campo di battaglia della competizione internazionale, rimodellando profondamente l\u2019ordine globale e il modello di sviluppo\u201d,\u00a0<strong>Xi Jinping<\/strong>\u00a0ha le idee chiare \u2013 da almeno una decina di anni. Era il 2015, e Pechino annunciava \u201cMade in China 2025\u201d. Da l\u00ec in poi, lo sviluppo di quelle che sono state definite le \u201ctecnologie emergenti critiche\u201d \u00e8 diventata la priorit\u00e0 di tutti i protagonisti della vita economica del Paese, pubblici e privati. L\u2019obiettivo era accompagnare l\u2019intera societ\u00e0 cinese attraverso un altro epocale \u201cbalzo in avanti\u201d, per colmare il gap tecnologico che, dopo quasi 40 anni di riforme e aperture, ancora la separava dal centro imperiale. E, magari, superarlo. Dieci anni dopo, ammette Foreign Affairs, \u201c<strong>la Cina sta dando filo da torcere agli Stati Uniti<\/strong>\u201d. Nell\u2019ultimo trimestre del 2024, BYD ha superato Tesla nella vendita di veicoli elettrici a batteria: il suo ultimo sistema di ricarica permette di accumulare un\u2019autonomia di 400 chilometri in meno di 5 minuti, un quarto di Tesla. A marzo la Commercial Aircraft Corporation of China, di propriet\u00e0 statale, ha pubblicato i progetti per un jet supersonico a lungo raggio che fa meno rumore di un phon. Sempre a marzo, Pechino ha fatto la storia delle comunicazioni quantistiche inviando immagine crittografate quantisticamente al Sudafrica, utilizzando un piccolo satellite ultraeconomico, e oggi la Cina vanta il record assoluto di nuovi progetti, di brevetti e anche di dottorati di ricerca in tema di fusione: la benzina per la rivoluzione dell\u2019intelligenza artificiale prossima ventura. In tutti questi casi gli USA hanno reagito sempre in un modo solo: cercando di mettergli i bastoni tra le ruote. Il lancio a gennaio di DeepSeek ha dimostrato che, scrive sempre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/united-states\/americas-coming-brain-drain\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Foreign Affairs<\/a>, \u201cprima o poi, la Cina trover\u00e0 il modo di aggirare qualsiasi ostacolo Washington provi a imporle\u201d.<\/p>\n<p><strong>Trump<\/strong>\u00a0e il suo team hanno capito la lezione e sono passati al contrattacco. Come? Rilanciando col protezionismo, e tagliando i fondi federali per la ricerca universitaria. Negli ultimi 80 anni la ricerca universitaria \u00e8 stata uno dei principali motori dello sviluppo tecnologico USA: internet, le reti neurali, il calcolo quantistico, il sequenziamento del DNA, la stampa 3D, non c\u2019\u00e8 tecnologia di frontiera dal dopoguerra ad oggi che non affondi le sue radici nel sofisticato, e ricchissimo, ecosistema della ricerca universitaria a stelle e strisce. E a lungo, a metterci i soldi era il governo federale. Negli anni \u201860, l\u2019era della competizione con l\u2019Unione Sovietica, il\u00a0<strong>10% del bilancio federale<\/strong>\u00a0andava in ricerca e sviluppo. Oggi che a Pechino c\u2019\u00e8 un competitor decisamente pi\u00f9 attrezzato, si arriva a malapena al 3. Ma soprattutto, a mancare sono proprio i fondi governativi per la ricerca accademica. Secondo un rapporto pubblicato nel 2023 dall\u2019OSCE, nella classifica della spesa accademica come percentuale del PIL, tra 32 nazioni gli USA si sono classificati appena al 23esimo posto. Il CHIPS Act del 2022 doveva invertire la tendenza: l\u2019obiettivo era raddoppiare il bilancio della National Science Foundation entro il 2027. Il Congresso per\u00f2 non ha mai finito di stanziare i fondi, e nel 2024 invece di aumentare il fondo \u00e8 stato ulteriormente diminuito.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la Cina annunciava un aumento del 10% della spesa del governo centrale per scienza e tecnologia, con un focus in particolare sulla ricerca di base. Stando al Nature Index, l\u2019indice che monitora la produzione scientifica a livello globale, nel 2016 cinque delle prima dieci istituzioni accademiche al mondo in termini di ricerca di alta qualit\u00e0 erano statunitensi, e solo una cinese. Nel 2024, otto sono cinesi, e solo due americane. E tutto questo prima che arrivasse Trump. Con l\u2019arrivo di Re Donaldo, la situazione \u00e8 precipitata: l\u2019amministrazione ha dichiarato una guerra senza quartiere a uno dei centri nevralgici dell\u2019egemonia USA per motivi ideologici.\u00a0<strong>Troppi liberali, ma sopratutto tanti, troppi marxisti<\/strong>. \u201cQuando torner\u00f2 alla Casa Bianca\u201d, aveva dichiarato subito dopo il trionfo elettorale, \u201clicenzier\u00f2 gli accreditatori della sinistra radicale che hanno permesso alle nostre universit\u00e0 di essere dominate da marxisti maniaci e lunatici\u201d. Detto fatto. Agenzie di ricerca: via il personale. Assegnazioni dei fondi: congelate. E anche i finanziamenti gi\u00e0 approvati, via.\u00a0<strong>National Institutes of Health<\/strong>, Dipartimento dell\u2019Energia, National Science Foundation. Nonostante da 30 anni non perda occasione per parlare male di qualsiasi cosa che venga da oltre Atlantico, ho sempre provato un\u2019invidia enorme per queste istituzioni leggendarie. Ora il compagno Trump procede ad affossare pure loro. Che cucciolo. Neno 40% al National Institutes of Health, meno 53 alla NASA, meno 57 alla\u00a0<strong>National Science Foundation<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 solo l\u2019inizio, perch\u00e9 la\u00a0<strong>potenza della ricerca made in USA<\/strong>\u00a0si fonda su una gigantesca rapina, la rapina dei cervelli di mezzo mondo, tirati su coi soldi delle nostre tasse nei nostri sistemi formativi accessibili a quasi tutti mentre, come sottolineava la settimana scorsa il WSJ, negli USA anche una famiglia con un reddito di 300 mila dollari l\u2019anno, le universit\u00e0 migliori non se le pu\u00f2 permettere. Vengono da fuori il 64% degli studenti che conseguono un dottorato in informatica o in scienze dell\u2019informazione, il 57% di quelli di ingegneria, e il 54 di matematica e statistica. E il 25% delle startup statunitensi di dimensioni maggiori ha uno fondatore arrivato negli USA dall\u2019estero per studiare. \u201cGli stati uniti\u201d ammette Foreign Affairs, \u201cbeneficiano da tempo di un\u2019enorme fuga di cervelli, con gli scienziati e gli ingegneri pi\u00f9 talentuosi del mondo che si trasferiscono nelle universit\u00e0 di ricerca statunitensi per insegnare e apprendere. Ma con i tagli ai finanziamenti, la censura accademica e le politiche ostili sull\u2019immigrazione, l\u2019amministrazione Trump sta provocando\u00a0<strong>una fuga di cervelli senza precedenti<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>I numeri fanno paura: secondo un sondaggio di Nature, la bellezza di\u00a0<strong>3 ricercatori su 4<\/strong>\u00a0stanno prendendo in considerazione l\u2019idea di andarsene. \u201cCentri di ricerca in citt\u00e0 come Barcellona e Madrid stanno ricevendo decine di candidature da parte di scienziati che fino ad ora erano rimasti negli USA. Ricercatori illustri di orgine cinese in settori essenziali per la competitivit\u00e0 USA, dall\u2019intelligenza artificiale alla robotica, dalla matematica alla fusione nucleare, stanno lasciando le principali universit\u00e0 statunitensi per tornare in Cina\u201d. Secondo quanto riportato da Foreign Affairs, le universit\u00e0 di ricerca stanno limitando il numero di studenti laureati ammessi e di ricercatori post-dottorato assunti, e alcune stanno addirittura revocando offerte gi\u00e0 presentate. La National Science Foundation ha dimezzato il numero di borse di studio per laureati. E in un sondaggio della National Postdoctoral Association, dopo 6 settimane di presidenza Trump, il 43% degli intervistati avrebbe dichiarato che la propria posizione era \u201cminacciata\u201d, e il 35% che la propria ricerca era \u201critardata o comunque a rischio\u201d. Forse, e dico forse, potrebbe non essere il modo migliore per\u00a0<strong>colmare il gap con la Cina<\/strong>, che contro i 150 mila ingegneri sfornati ogni anno dagli USA, ne sforna 1 milione e mezzo. Come sottolinea ancora Foreign Affairs, \u201cl\u2019amministrazione Trump sembra dare per scontata la leadership degli USA in ambito scientifico e tecnologico. Sarebbe una catastrofe. Gli USA non sono diventati una superpotenza tecnologica e scientifica perch\u00e9 i suoi cittadini sono creativi, ma perch\u00e9 abbiamo costruito\u00a0<strong>il miglior sistema al mondo per scienza e innovazione<\/strong>. Che per\u00f2 ora \u00e8 sotto attacco\u201d.<\/p>\n<p>Il ruolo della\u00a0<strong>ricerca accademica come motore dello sviluppo<\/strong>\u00a0\u00e8 un\u2019invenzione tedesca. Siamo all\u2019inizio del XIX secolo, e i fondatori dell\u2019Universit\u00e0 Humboldt di Berlino hanno un intuizione che cambier\u00e0 per sempre il ruolo della scienza nello sviluppo economico. Insegnamento e ricerca devono essere collegati, la libert\u00e0 accademica deve essere un valore assoluto, e\u00a0<strong>la ricerca non deve perseguire l\u2019utilit\u00e0 immediata<\/strong>. Lo stato deve sostenere la ricerca, ma non dirigerla. Risultato: nell\u2019arco di un secolo circa 10 mila studiosi statunitensi sono venuti a fare ricerca in Germania. Alcuni di questi fondarono poi la prima universit\u00e0 di ricerca degli Stati Uniti, la John Hopkins. a Baltimora. Era il 1876. Il MIT, in Massachusetts Institute of Technology, era stato fondato 10 anni prima, ma non si faceva ricerca di base, ci si limitava alle scienze applicate e all\u2019ingegneria, solo cose di utilit\u00e0 immediata. Per diventare un centro di ricerca e fondare i primi laboratori dovranno aspettare mezzo secolo, quando l\u2019allora presidente\u00a0<strong>Henry Pritchett<\/strong>\u00a0si reca in Germania per un viaggio accademico, e decide di cambiare tutto. Poi \u00e8 arrivata la seconda guerra mondiale, e gli USA hanno capito che finanziare la ricerca di base era fondamentale per vincere la guerra, e una volta finita la guerra hanno realizzato che era arrivato il loro turno di\u00a0<strong>guidare l\u2019innovazione scientifica<\/strong>, al posto dell\u2019Europa ridotta in macerie. Nei decenni successivi solo gli studenti e i ricercatori usciti dal MIT hanno fondato oltre 30 mila aziende, che impiegano 4,6 milioni di persone e generano quasi 2 mila miliardi di dollari di fatturato. Quelli usciti da Stanford ne hanno fondate 40 mila, che impiegano 5,4 milioni di persone e fatturano 2.700 miliardi l\u2019anno. Secondo la Federal Reserve, gli investimenti governativi in ricerca di base hanno contribuito ad almeno un quinto della crescita produttiva USA dal dopoguerra ad oggi. La American University ha stimato che tagli del 25% ai fondi governativi per la ricerca, ridurrebbero il PIL USA del 3,8%. Trump propone tagli fino al 50.<\/p>\n<p>L\u2019Europa vorrebbe approfittarne. Ieri Macron e Von der Leyen hanno lanciato dalla Sorbona il progetto\u00a0<strong>\u201cChoose Europe for Science\u201d<\/strong>: 500 milioni di euro tra il 2025 e il 2027 per attirare studenti e ricercatori in fuga dagli USA, pi\u00f9 altri 100 da parte dell\u2019Eliseo. Una barzelletta: la Francia ha appena approvato un taglio dei fondi all\u2019universit\u00e0 da 1 miliardo e mezzo. D\u2019altronde qui in ballo, come sempre, c\u2019\u00e8 la difesa della libert\u00e0, e della democrazia. \u201cNessuno avrebbe potuto pensare che questa grande democrazia del mondo, il cui modello economico \u00e8 cos\u00ec basato sulla scienza libera, avrebbe commesso un tale errore\u201d, ha dichiarato Macron. \u201cL\u2019Europa deve diventare un rifugio\u201d, ha sottolineato con enfasi, \u201cperch\u00e9 senza una scienza libera si perde quel che rappresenta il cuore delle democrazie liberali occidentali\u201d. Peccato che, come ricorda il buon Roberto Ciccarelli sul manifesto, \u201cIn Francia ci sono state sanzioni disciplinari ai ricercatori che hanno espresso la solidariet\u00e0 al popolo palestinese e sono state vietate conferenze e seminari sulla situazione a Gaza\u201d. Se invece che buttarla in caciara con i soliti dissing tra le fazioni del partito unico si volesse approfittare di questo ennesimo passo falso di Trump, il piano ci sarebbe gi\u00e0. Si chiama \u201c<strong>ReBrain Europe<\/strong>\u201d. L\u2019esatto opposto del \u201cReArm\u201d, fresco fresco di ok in commissione parlamentare dove, con il voto favorevole anche dei Patrioti, \u00e8 passata la proposta del nostro Fitto: prendere soldi destinati allo sviluppo delle aree arretrate, e metterle a disposizione del riarmo. Con procedura d\u2019urgenza. Mentre ReArm Europe \u00e8 sostenuto dai mangiapane a ufo del partito unico, a firmare ReBrain sono stati 2000 scienziati europei. Prevede 100 miliardi di euro finanziati con Eurobond, da aggiungere ai bilanci attuali. Chiss\u00e0 se \u00e8 concepibile fare uno strappo al patto di stabilit\u00e0 per investire in qualcosa che invece che uccidere le persone, magari le salva.<\/p>\n<p>Quello che su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico sembrano essersi dimenticati tutti, \u00e8 che il Capitalismo \u00e8 un ottimo sistema per far fare un sacco di soldi a qualcuno. Ma un pessimo sistema per far crescere tutti gli altri. Quando c\u2019\u00e8 stato vero sviluppo, la formula \u00e8 sempre stata molto semplice:\u00a0<strong>soldi pubblici, per istituzioni pubbliche<\/strong>. Il capitale al limite pu\u00f2 arrivare dopo, per appropriarsi un po\u2019 di beni comuni, trasformarli in merci, e farci un sacco di quattrini. Se Trump aspetta di ottenere gli stessi risultati grazie ai suoi amici della Paypal mafia, bona ugo. E se Ursula e Macron vogliono provare ad approfittarne con qualche programma spot mentre continuano a tagliare la spesa pubblica, addio. Il punto \u00e8 che entrambi sono stati programmati per governare nell\u2019era della Fine della Storia e del There is no Alternative, e adesso che la Storia s\u2019\u00e8 rimessa in moto, e un\u2019alternativa non solo c\u2019\u00e8, ma \u00e8 necessaria, non sanno che pesci prendere, e quindi,\u00a0<strong>devono andare #tuttiacasa<\/strong>. Ma per mandarceli, serve una grande mobilitazione popolare.<\/p>\n<p>Ti aspettiamo al teatro Il Piccolo di Napoli domenica 11 maggio alle 16 per un\u2019altra tappa del nostro tour #tuttiacasa e soprattutto,\u00a0<strong>sabato 24 maggio in piazza San Babila a Milano<\/strong>\u00a0per una vera e propria manifestazione nazionale per dare vita a una vera e propria costituente contro il sistema guerra. Ma per scatenare prima, e sostenere poi, una vera mobilitazione popolare, serve un media, un vero e proprio media, indipendente, ma di parte, e che dia voce al 99%. Aiutaci a costruirlo, aderisci alla camapgna di sottoscrizione di ottolinatv su\u00a0<a href=\"https:\/\/gofund.me\/c17aa5e6\">GoFundMe<\/a>\u00a0e su\u00a0<a href=\"https:\/\/shorturl.at\/knrCU\">PayPal<\/a>. E poi, per mandarli #tuttiacasa, da oggi c\u2019\u00e8 anche un codice segreto, 92054980450, \u00e8 il codice fiscale di Multipopolare, il codice segreto per dichiarare guerra al pensiero unico. Coi loro soldi. Inseriscilo nella tua dichiarazione dei redditi, e destina il tuo\u00a0<strong>5XMILLE a Multipopolare<\/strong>.<\/p>\n<p>E chi non firma \u00e8 MANUELINO MACRON.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2025\/05\/06\/trump-demolisce-primato-scientifico-usa-europa-raccoglie-briciole-cina-se-la-ride\/\">https:\/\/ottolinatv.it\/2025\/05\/06\/trump-demolisce-primato-scientifico-usa-europa-raccoglie-briciole-cina-se-la-ride\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OTTOLINATV (Giuliano Marrucci) &nbsp; Quando gli USA erano Great sul serio, il governo spendeva una quantit\u00e0 inverosimile di quattrini in\u00a0ricerca di base, due terzi della ricerca era finanziata con soldi pubblici e alla ricerca era destinato oltre il 10% della spesa pubblica. Oggi i 3 quarti della ricerca sono finanziati dal privato e il governo spende per la ricerca poco pi\u00f9 del 2% del budget federale. 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