{"id":90084,"date":"2025-05-13T09:30:14","date_gmt":"2025-05-13T07:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90084"},"modified":"2025-05-11T14:33:41","modified_gmt":"2025-05-11T12:33:41","slug":"relazioni-russia-germania-tra-antichi-legami-e-nuove-fratture-la-scomoda-verita-di-hauke-ritz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90084","title":{"rendered":"Relazioni Russia Germania: Tra Antichi Legami e Nuove Fratture \u2013 La Scomoda Verit\u00e0 di Hauke Ritz"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"bs-blog-thumb\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid wp-post-image\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gemini_Generated_Image_yotn6yotn6yotn6y.jpeg\" alt=\"rapporti russia germania\" width=\"2048\" height=\"2048\" \/><\/div>\n<article class=\"small single\">\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">C\u2019\u00e8 un filo rosso, a volte invisibile, altre volte teso fino quasi a spezzarsi, che unisce da secoli la Germania e la Russia. Un legame fatto di scambi culturali profondi, di dinastie intrecciate, di migrazioni e, tragicamente, di conflitti devastanti. Oggi, mentre le sirene della geopolitica suonano un allarme assordante e la guerra in Ucraina ridefinisce gli equilibri mondiali, comprendere la natura complessa delle\u00a0<strong>relazioni Russia Germania<\/strong>\u00a0non \u00e8 solo un esercizio accademico, ma una necessit\u00e0 per decifrare il presente e, forse, per influenzare il futuro. In un\u2019illuminante e a tratti provocatoria intervista rilasciata a Roberto De Lapuente per l\u2019Overton Magazin, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TAf3JnBxLHY\">Dr. Hauke Ritz<\/a>, filosofo e ricercatore per la pace, ci offre una prospettiva controcorrente, una lettura che scuote le certezze del mainstream e ci costringe a guardare oltre la superficie delle narrazioni ufficiali.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2343\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/ChatGPT-Image-1-apr-2025-00_08_24-960x640.png\" alt=\"rapporti russia germania\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Un Sottile Presagio: Quando la Russofobia Inizi\u00f2 a Germogliare<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ricordate il 2007? Forse per molti era un anno come un altro, ma per Hauke Ritz segn\u00f2 un punto di svolta, una sorta di presagio.\u00a0<strong>\u201cHo iniziato a notare\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/tag\/russofrenia\/\">la russofobia,<\/a>\u00a0in modo pi\u00f9 marcato, intorno al 2007,\u201d<\/strong>\u00a0racconta Ritz, poco prima del celebre discorso di Putin alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Non si trattava di critiche isolate o di analisi ponderate, ma di \u201carticoli su commissione, tirati per i capelli,\u201d pubblicati in serie dalle principali testate tedesche. L\u2019obiettivo, secondo Ritz, era chiaro: equiparare la Russia di Putin al Terzo Reich, evocare lo spettro dello stalinismo, dipingere un paese ancora impantanato nei gulag e guidato da un leader autoritario con mire espansionistiche. Per chi, come Ritz, era cresciuto negli anni \u201980, all\u2019apice della Guerra Fredda, con il terrore palpabile di un conflitto nucleare, quel linguaggio non era innocuo.\u00a0<strong>\u201cHo letto quei segnali quasi immediatamente come una preparazione alla guerra,\u201d<\/strong>\u00a0afferma con una seriet\u00e0 che non lascia spazio a dubbi. Era l\u2019inizio di una deriva che, secondo il filosofo, avrebbe inevitabilmente portato a una confrontazione militare tra l\u2019Occidente e la Russia. Un\u2019intuizione che lo allontan\u00f2 progressivamente dal mondo accademico tradizionale, dove questi temi, a suo dire, non trovavano spazio n\u00e9 ascolto.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma \u00e8 davvero cos\u00ec semplice? La storia delle\u00a0<strong>relazioni\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/la-russophrenie-tedesca-analisi-di-una-paralisi-strategica-europea-sullucraina\/\">Russia Germania<\/a><\/strong>\u00a0\u00e8 solo una cronaca di sospetti e ostilit\u00e0? Ritz ci invita a fare un passo indietro, a sfogliare pagine di storia spesso dimenticate o volutamente ignorate.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2770\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Immagine-2025-05-11-001258-960x598.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"598\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019Altra Faccia della Medaglia: Secoli di \u201cRussofilia\u201d e Intrecci Profondi<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Se oggi la narrazione dominante enfatizza la russofobia, Ritz ci ricorda con forza che per almeno due secoli, all\u2019incirca dall\u2019epoca di Pietro il Grande fino a Bismarck, a dominare in Germania fu una profonda \u201crussofilia\u201d. Un\u2019epoca d\u2019oro in cui\u00a0<strong>centinaia di migliaia di tedeschi emigrarono in Russia<\/strong>: mercanti, scienziati, artigiani, che contribuirono in modo significativo alla modernizzazione dell\u2019Impero Russo. Figure come Leibniz dialogavano con lo Zar, una zarina tedesca (Caterina la Grande) segn\u00f2 un\u2019epoca, e ministri di origine tedesca sedevano regolarmente nei gabinetti russi.\u00a0<strong>\u201cEra quasi una sorta di matrimonio,\u201d<\/strong>\u00a0descrive Ritz, un legame cos\u00ec stretto da rendere impensabile un conflitto diretto tra le due nazioni. Persino la Guerra dei Sette Anni, che vide Russia e Prussia su fronti opposti, non fu, secondo Ritz, una vera e propria guerra russo-tedesca, ma un conflitto intra-tedesco pi\u00f9 ampio, in cui la Russia ag\u00ec quasi da bilanciere.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questa tendenza alla vicinanza, questo desiderio di comprensione e collaborazione, non \u00e8 svanito nel nulla. Ritz la vede riemergere in momenti cruciali: durante la\u00a0<em>Ostpolitik<\/em>\u00a0di Willy Brandt, nel periodo della\u00a0<em>Perestrojka<\/em>\u00a0di Gorbaciov e della riunificazione tedesca, e persino sotto la cancelleria di Gerhard Schr\u00f6der, con i suoi stretti legami con Putin.\u00a0<strong>Esiste, secondo Ritz, una \u201ccomplementarit\u00e0\u201d quasi unica tra la cultura tedesca e quella russa.<\/strong>\u00a0I tedeschi, con la loro meticolosit\u00e0 (\u201cpenibel,\u201d dice Ritz), e i russi, con la loro generosit\u00e0 d\u2019animo (\u201cgro\u00dfz\u00fcgig\u201d), condividerebbero una profonda inclinazione verso gli ideali. La filosofia e la letteratura tedesca \u2013 dall\u2019Idealismo al Romanticismo, da Goethe a Thomas Mann, passando per E.T.A. Hoffmann e Remarque \u2013 hanno trovato in Russia un terreno incredibilmente fertile, e viceversa, pensiamo all\u2019impatto di Dostoevskij e Tolstoj sulla cultura tedesca.\u00a0<strong>\u201cQuando viaggio in Russia,\u201d<\/strong>\u00a0racconta Ritz,\u00a0<strong>\u201cincontro persone che vogliono parlare con me di E.T.A. Hoffmann. Questo in Germania succede raramente.\u201d<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Eppure, questa profonda corrente di affinit\u00e0 \u00e8 stata, negli ultimi anni, \u201csovrascritta da interessi geopolitici, da interessi transatlantici, che con denaro e reti di influenza hanno girato le cose.\u201d Una constatazione amara, che ci porta al cuore del dramma attuale.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2342\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Gemini_Generated_Image_kkbdmwkkbdmwkkbd-960x960.jpg\" alt=\"rapporti russia germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il Ruolo Cruciale della Germania: Tra \u201cIngratitudine\u201d e Destino di Pace<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Uno dei saggi pi\u00f9 significativi di Hauke Ritz si intitola, non a caso, \u201cPerch\u00e9 la pace nel mondo dipende dalla Germania\u201d. Una tesi audace, che poggia su una lettura storica precisa.\u00a0<strong>\u201cQuasi tutte le grandi guerre, a partire dal XVII secolo, sono connesse alla Germania,\u201d<\/strong>\u00a0argomenta Ritz. Dalla Guerra dei Trent\u2019Anni, passando per la Guerra dei Sette Anni (che ebbe un teatro anche nordamericano), le Guerre Napoleoniche, fino, ovviamente, alle due Guerre Mondiali e alla Guerra Fredda, che vide la Germania divisa e al centro dello scontro ideologico. Anche oggi, nel conflitto ucraino, il ruolo della Germania \u00e8, per Ritz, determinante.\u00a0<strong>Senza il supporto logistico tedesco, senza l\u2019hub di coordinamento NATO a Wiesbaden (che, secondo rivelazioni del New York Times, sarebbe direttamente coinvolto nella \u201ckill chain\u201d), senza l\u2019industria bellica tedesca come Rheinmetall, la guerra non potrebbe continuare con questa intensit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questo ci porta a un punto dolente, quasi un\u2019accusa che Ritz muove, seppur con amarezza, alla sua stessa nazione: l\u2019ingratitudine. Dopo che l\u2019Unione Sovietica, nonostante i\u00a0<strong>27 milioni di morti<\/strong>\u00a0subiti durante la Seconda Guerra Mondiale (16 milioni dei quali civili, con episodi di una brutalit\u00e0 inaudita come l\u2019incendio di 5000 villaggi bielorussi con i loro abitanti), ebbe un ruolo determinante nel \u201cregalare\u201d la riunificazione alla Germania \u2013 un evento che n\u00e9 la Thatcher n\u00e9 Mitterrand vedevano di buon occhio \u2013 la Germania, oggi, risponderebbe appoggiando una politica che mira a\u00a0<strong>\u201cspaccare lo spazio culturale russo.\u201d<\/strong>\u00a0Ritz si riferisce all\u2019Ucraina, una terra che, a suo dire, condivide profondamente lingua, religione ortodossa e storia con la Russia. Kiev, vista da un reporter della ZDF, \u201csembra Mosca,\u201d osserva Ritz, a sottolineare questa profonda connessione che la politica attuale vorrebbe negare.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>\u201cCome ringraziamento per la riunificazione, ora dividiamo lo spazio culturale russo,\u201d<\/strong>\u00a0sintetizza amaramente Ritz. Un\u2019azione che considera non solo ingrata, ma storicamente miope, una ripetizione degli errori del passato. Se la Germania, memore della sua storia e consapevole del suo peso specifico, decidesse di ritirare il suo appoggio a questa guerra,\u00a0<strong>\u201callora sarebbe finita,\u201d<\/strong>\u00a0sostiene con convinzione. \u201cAnche se gli Stati Uniti, la Francia o l\u2019Inghilterra volessero continuarla, senza la Germania non sarebbe possibile.\u201d Un\u2019affermazione che carica la Germania di una responsabilit\u00e0 immensa, quasi fatale.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2340\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Gemini_Generated_Image_16ws7j16ws7j16ws-960x960.jpg\" alt=\"russofrenia\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019Ucraina: \u201cTerra di Confine\u201d e Pedina Geopolitica<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La visione di Ritz sull\u2019Ucraina \u00e8 netta e si discosta radicalmente dalla narrazione occidentale. \u201cUcraina\u201d significa letteralmente \u201calla frontiera\u201d (u-krai). Una terra che, storicamente, \u00e8 stata raramente indipendente, contesa tra Polonia, Impero Ottomano e, per lungo tempo, l\u2019Impero Russo e poi l\u2019Unione Sovietica. Questa assenza di una solida e continua tradizione statale, secondo Ritz, ha reso la sua politica interna particolarmente vulnerabile alla corruzione e all\u2019influenza esterna.\u00a0<strong>\u201cL\u2019Ucraina non \u00e8 mai veramente uscita dagli anni \u201990,\u201d<\/strong>\u00a0afferma, a differenza della Russia che, sotto Putin, avrebbe ricostruito uno stato funzionante.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">L\u2019attuale spinta verso l\u2019Occidente, culminata con gli eventi del 2014 e la guerra odierna, sarebbe il risultato di una massiccia ingerenza esterna. Ritz cita Victoria Nuland e i\u00a0<strong>5 miliardi di dollari investiti dagli USA fino al 2014 per la \u201cpromozione della democrazia\u201d<\/strong>\u00a0in Ucraina, fondi che avrebbero pesantemente influenzato l\u2019opinione pubblica e fomentato determinate tendenze nazionaliste, come la riabilitazione di figure controverse come Stepan Bandera. L\u2019obiettivo finale? Sottrarre l\u2019Ucraina all\u2019influenza russa e integrarla nella sfera occidentale, con le grandi multinazionali agricole americane gi\u00e0 pronte, secondo Ritz, a mettere le mani sulle fertili terre nere ucraine.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2737\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/eu-flag-2108026_1280-1280x640-1-1-960x480.jpg\" alt=\"rapporti francia germania\" width=\"960\" height=\"480\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Uno Sguardo Diverso sulla Russia: Oltre gli Stereotipi dell\u2019Orso Aggressivo<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Forse l\u2019aspetto pi\u00f9 controintuitivo dell\u2019analisi di Ritz \u00e8 la sua descrizione della Russia e dei russi. Lungi dal dipingerli come una nazione intrinsecamente aggressiva o revanscista, Ritz sottolinea una sorprendente capacit\u00e0 di perdono e una scarsa inclinazione all\u2019odio generalizzato.\u00a0<strong>\u201cI russi distinguono sempre tra il governo e la popolazione,\u201d<\/strong>\u00a0racconta, basandosi sulla sua esperienza diretta, anche durante il periodo bellico. Nonostante il massiccio sostegno tedesco all\u2019Ucraina, non avrebbe mai subito aggressioni o manifestazioni di ostilit\u00e0 in Russia in quanto tedesco.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Anzi, secondo Ritz,\u00a0<strong>\u201ci russi provano quasi compassione (Mitleid) per noi, per il fatto che abbiamo questo governo.\u201d<\/strong>\u00a0Una compassione che deriverebbe dalla consapevolezza dei profondi legami culturali e dalla percezione che l\u2019attuale leadership tedesca non rappresenti i veri sentimenti del popolo tedesco verso la Russia. Ricorda la generosit\u00e0 con cui i russi, nonostante le immani sofferenze della Seconda Guerra Mondiale, hanno concesso la riunificazione, mossi dal desiderio di una partnership paritaria con una Germania unita e forte, piuttosto che con una DDR debole o una Bundesrepublik dimezzata. Persino l\u2019accettazione da parte di Gorbaciov dell\u2019ingresso della Germania unita nella NATO fu, secondo Ritz, un atto di fiducia nella maturit\u00e0 culturale e politica tedesca, nella speranza che la Germania sapesse mantenere buoni rapporti con la Russia nonostante l\u2019appartenenza all\u2019alleanza atlantica.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ritz contesta anche l\u2019idea di una Russia isolata o militarmente inferiore alla NATO nel contesto ucraino. Sottolinea la parit\u00e0 nucleare, la superiore capacit\u00e0 produttiva russa in termini di munizionamento convenzionale, l\u2019esperienza di combattimento acquisita dall\u2019esercito russo e le difficolt\u00e0 logistiche e di volont\u00e0 politica che la NATO incontrerebbe nello schierare un numero significativo di truppe. Le societ\u00e0 occidentali, a suo dire, sono troppo divise e poco disposte a sacrifici umani ingenti per sostenere un conflitto diretto.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2341\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/ChatGPT-Image-1-apr-2025-00_01_12-960x640.png\" alt=\"rapporti russia germania\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Un Futuro Incerto: La Speranza di un Nuovo \u201cWilly Brandt\u201d<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Nonostante la durezza della sua analisi e la critica severa all\u2019attuale politica tedesca, Hauke Ritz non chiude la porta alla speranza. Crede nella \u201cmagnanimit\u00e0\u201d del popolo russo, nella sua capacit\u00e0, alla fine, di perdonare, come gi\u00e0 avvenuto dopo il secondo conflitto mondiale.\u00a0<strong>\u201cSaranno arrabbiati per un po\u2019, delusi, e poi ci perdoneranno di nuovo, generosi come sono,\u201d<\/strong>\u00a0afferma. La condizione, per\u00f2, \u00e8 che in Germania emerga una nuova leadership, figure della statura di un Willy Brandt o di un Egon Bahr, capaci di \u201csaltare oltre la propria ombra\u201d e di ricostruire un dialogo autentico con Mosca.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Le\u00a0<strong>relazioni Russia Germania<\/strong> sono a un bivio storico. Le parole di Hauke Ritz, che piacciano o meno, ci costringono a interrogarci profondamente sulla nostra storia, sulle nostre responsabilit\u00e0 e sulle possibili vie d\u2019uscita da una crisi che minaccia di travolgere l\u2019Europa intera. Forse, proprio nel riscoprire quei fili culturali e umani che ci legano, al di l\u00e0 delle contingenze politiche, si cela la chiave per un futuro meno incerto. La domanda rimane sospesa, pesante come un macigno: la Germania sapr\u00e0 ascoltare queste voci fuori dal coro e assumersi il ruolo, scomodo ma forse necessario, di costruttrice di pace, o continuer\u00e0 su un sentiero che, secondo Ritz, porta dritto verso un\u2019ulteriore escalation? Solo il tempo, e le scelte che verranno compiute, potranno dirlo. Ma l\u2019eco delle parole di Ritz, e la sua fede in una possibile riconciliazione, rimane un monito e, al contempo, un flebile barlume di speranza.<\/p>\n<\/article>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/relazioni-russia-germania-tra-antichi-legami-e-nuove-fratture-la-scomoda-verita-di-hauke-ritz\/\">https:\/\/vocidallagermania.it\/relazioni-russia-germania-tra-antichi-legami-e-nuove-fratture-la-scomoda-verita-di-hauke-ritz\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; C\u2019\u00e8 un filo rosso, a volte invisibile, altre volte teso fino quasi a spezzarsi, che unisce da secoli la Germania e la Russia. Un legame fatto di scambi culturali profondi, di dinastie intrecciate, di migrazioni e, tragicamente, di conflitti devastanti. 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