{"id":90088,"date":"2025-05-12T13:27:22","date_gmt":"2025-05-12T11:27:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90088"},"modified":"2025-05-12T13:27:22","modified_gmt":"2025-05-12T11:27:22","slug":"quando-la-diplomazia-si-traveste-da-ricatto-lerrore-strategico-degli-ultimatum-nei-negoziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90088","title":{"rendered":"Quando la diplomazia si traveste da ricatto: l\u2019errore strategico degli ultimatum nei negoziati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO ( Patrizio Ricci)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90089\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747048953398-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747048953398-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747048953398.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da tempo in Europa si susseguono iniziative che, almeno a parole, sembrano orientate alla pace. Eppure qualcosa non torna. A queste dichiarazioni non seguono gesti di distensione, n\u00e9 un ammorbidimento dei toni, come sarebbe normale nella prassi diplomatica consolidata quando si vuole davvero avviare un processo negoziale serio e credibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al contrario, ci\u00f2 che vediamo sono invettive, accuse, ultimatum e minacce di nuove sanzioni contro la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emblematico \u00e8 il caso della recente dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron, che ha minacciato la Russia con un nuovo pacchetto di sanzioni \u201centro pochi giorni\u201d se Mosca non accetter\u00e0 un cessate il fuoco di 30 giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa posizione rappresenta l\u2019ennesimo paradosso diplomatico e un grave errore metodologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per giunta, le dichiarazioni di Macron non sono un episodio isolato, ma si inseriscono in una strategia coordinata con altri leader europei e con il presidente statunitense Donald Trump. Il 10 maggio 2025, Macron, insieme a Keir Starmer, Donald Tusk e Friedrich Merz, ha partecipato a una visita a Kiev, dove \u00e8 stato lanciato un ultimatum a Vladimir Putin: accettare un cessate il fuoco incondizionato entro il 12 maggio o affrontare \u201cmassicce\u201d sanzioni coordinate tra Europa e Stati Uniti.<br \/>\nQuesto approccio, che vede i leader europei allineati alla retorica coercitiva di Trump, sembra pi\u00f9 orientato a esercitare pressione che a favorire un autentico dialogo.<br \/>\nLa reazione di Mosca non si \u00e8 fatta attendere: l\u2019ex presidente Dmitry Medvedev ha definito l\u2019ultimatum una \u201cminaccia\u201d e lo ha liquidato come un espediente per guadagnare tempo e consentire il rifornimento delle truppe ucraine al fronte, questo in un momento ove le forze russe continuano ad avanzare.<br \/>\nDal punto di vista russo, un negoziato sincero non pu\u00f2 essere subordinato a una tregua unilaterale di 30 giorni, ma dovrebbe iniziare immediatamente, senza condizioni capestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, c\u2019\u00e8 da considerare che, come gi\u00e0 accennato, nella prassi diplomatica normale un negoziato efficace si basa su fiducia, reciprocit\u00e0 e disponibilit\u00e0 al compromesso. Chi si propone come facilitatore o promotore della pace deve mantenere una terziet\u00e0 credibile o almeno una postura da interlocutore affidabile, in grado di creare uno spazio negoziale dove le parti percepiscano la possibilit\u00e0 di ottenere vantaggi o di salvare la faccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Imporre ultimatum o minacce di sanzioni mina alla radice questa funzione: non si parla pi\u00f9 di facilitazione, ma di coercizione unilaterale. \u00c8 una postura che trasforma il negoziato in una prosecuzione della pressione politica ed economica, non pi\u00f9 in un\u2019alternativa al conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il paradosso si aggrava se consideriamo il contesto attuale: la Russia, sul campo, si trova in una posizione di vantaggio tattico e strategico. Pretendere che accetti un cessate il fuoco di 30 giorni sotto la minaccia di nuove sanzioni significa ignorare un principio elementare della diplomazia: chi \u00e8 in posizione di forza non ha alcun incentivo a fermarsi se non riceve contropartite concrete o garanzie affidabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anzi, questa mossa rischia di radicalizzare la posizione russa, confermando la percezione di una diplomazia europea schierata come parte belligerante sotto la maschera del negoziato. Cos\u00ec si compromette la possibilit\u00e0 stessa di aprire un vero dialogo futuro, perch\u00e9 si rompe quel minimo di fiducia necessario tra le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, un approccio di questo tipo espone l\u2019Unione Europea a una perdita di credibilit\u00e0 internazionale come attore di pace. Se il negoziato si riduce a una serie di minacce condizionate, chiunque si sieder\u00e0 a un tavolo mediato da Bruxelles o Parigi lo far\u00e0 consapevole di trovarsi davanti a un arbitro non neutrale, pronto a usare leve coercitive invece di strumenti di equilibrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La diplomazia, per essere efficace, non pu\u00f2 limitarsi a essere una prosecuzione della guerra con altri mezzi: deve introdurre logiche e linguaggi diversi, capaci di spezzare la spirale del conflitto e non solo di prolungarla sotto altra forma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso, le dichiarazioni di Macron rappresentano non solo una mossa inefficace, ma un errore strategico che riduce lo spazio negoziale, indebolisce l\u2019Europa e prolunga il conflitto stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il paradosso non finisce qui. Come per completare l\u2019opera, proprio il 9 maggio, mentre la Russia celebrava a Mosca l\u2019anniversario della vittoria contro il nazismo insieme ai capi di Stato di 70 Paesi, 30 ministri degli Esteri europei si riunivano a Leopoli per avviare l\u2019istituzione di un tribunale speciale incaricato di incriminare Putin, con l\u2019obiettivo dichiarato di \u201cperseguire la leadership russa per la brutale guerra di aggressione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo mentre Mosca continua a chiedere \u2013 finora invano \u2013 che le cause profonde della guerra siano prese in considerazione come base di qualsiasi negoziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in questo caso, l\u2019approccio scelto sembra costruito appositamente per escludere ogni via diplomatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Ucraina #Europa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: https:\/\/www.vietatoparlare.it\/quando-la-diplomazia-si-traveste-da-ricatto-lerrore-strategico-degli-ultimatum-nei-negoziati\/<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/19aKuNrx4D\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/19aKuNrx4D\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO ( Patrizio Ricci) Da tempo in Europa si susseguono iniziative che, almeno a parole, sembrano orientate alla pace. 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