{"id":90141,"date":"2025-05-15T10:35:36","date_gmt":"2025-05-15T08:35:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90141"},"modified":"2025-05-15T10:22:22","modified_gmt":"2025-05-15T08:22:22","slug":"la-questione-della-cittadinanza-nellepoca-delle-migrazioni-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90141","title":{"rendered":"La questione della cittadinanza nell\u2019epoca delle migrazioni di massa"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Francesco Ricciardi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Immagine-WhatsApp-2025-05-15-ore-09.43.11_761137e3.jpg\" width=\"396\" height=\"239\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PER UNO\u00a0<em>IUS CULTURAE<\/em>\u00a0CHE SOSTENGA L\u2019INCLUSIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PERCH\u00c9 IN UNA SOCIET\u00c0 DEMOCRATICA AVANZATA I CRITERI DI CONCESSIONE BREVE E AUTOMATICA DEL DIRITTO DI VOTO NON RAPPRESENTANO UN VANTAGGIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel dibattito nazionale vi \u00e8 una giustapposizione tra la questione inerente le condizioni di accesso allo status di cittadino e quella del riconoscimento dei diritti dei migranti con il conseguente valore dell\u2019accoglienza e integrazione degli stessi. Questa, per\u00f2, \u00e8 spesso fuorviante e non permette di comprendere appieno il significato del concetto di cittadinanza e le reali conseguenze che si possono avere con la facilitazione dei relativi criteri di accesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1) Profili politici sulla cittadinanza ed il connesso diritto di voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 bene ricordare che lo status della cittadinanza \u00e8 un elemento importante della sovranit\u00e0 democratica, ontologicamente una prerogativa della nazione, a vantaggio degli interessi dei suoi membri che giustifica l\u2019esercizio discrezionale della sua \u201cconcessione\u201d. Solo in secondo luogo subentra la questione della convenienza, ovvero interesse, del cittadino straniero ad ottenere la cittadinanza anche del Paese in cui \u00e8 residente. Questo si differenzia dal caso, al contrario, del \u201criconoscimento\u201d di un diritto, in cui, sempre in uno stato democratico (e liberale), si deve considerare in primo luogo l\u2019interesse dell\u2019individuo e, solo in secondo luogo e in maniera marginale, l\u2019interesse dell\u2019istituzione statale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto sopra \u00e8 rilevante anche perch\u00e9, diversamente che in passato \u2013 come, ad esempio, ai tempi dell\u2019estensione della cittadinanza da parte dell\u2019imperatore romano Antonino Pio \u2013 oggi tale status permette di esercitare il diritto politico del voto il quale ha conseguenze su un intero popolo e non, quindi, solo sulla persona che vi accede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una societ\u00e0 democratica, tale diritto appartiene ai consociati di un Stato, ovvero al suo popolo. A riguardo, l\u2019art. 1 della nostra Costituzione \u00e8 chiaro sul punto: \u201cLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo\u201d; dunque, non alla popolazione, ossia ai meri abitanti di un territorio. Questo comporta l\u2019esistenza di un soggetto titolare che va al di l\u00e0 di una mera sommatoria di individui, anche se questi condividono un territorio e dei governanti. Il popolo possiede qualcosa in pi\u00f9 rispetto alla popolazione: gli \u00e8 affidata la massima espressione dell\u2019attivit\u00e0 politica, ossia l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 di uno Stato; esso \u00e8 l\u2019insieme degli individui che si considerano appartenenti a una stessa collettivit\u00e0 caratterizzata da fattori omogenei rilevanti e, per essere pi\u00f9 precisi, citando la Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli, costituisce un popolo \u201cogni collettivit\u00e0 umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato (\u2026)\u201d. Questo comporta che ogni nazione, attraverso l\u2019attivit\u00e0 politica ed il voto in particolare, si autodetermina escludendo naturalmente altri popoli dall\u2019ingerenza negli affari della propria collettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da questo consegue che votano coloro che, almeno di base, hanno una storia e una cultura, dunque una memoria, condivisa nonch\u00e9 un senso di appartenenza e un destino che sentono comune. Pensiamo, in questo ultimo caso, alla memoria dei propri antenati o anche nonni che hanno condiviso percorsi, drammi, speranze ma anche divisioni, scontri, aspirazioni e lavoro comune da cui \u00e8 scaturita la nazione cos\u00ec com\u2019\u00e8. Da qui sorge un particolare legame con scrittori, artisti ed altri intellettuali nazionali del passato e non solo, che ci consegnano il senso anche dell\u2019importanza del preservare memorie, sentimenti, opere, compresi i monumenti, ed altri valori e simboli condivisi. Patrimoni, questi, che non possono rischiare di essere ignorati o cancellati da qualsiasi esigenza, tendenza, convenienza del momento che li ignori, proprio per la loro portata storico-culturale-affettiva costituente un legame importante per un popolo, con cui questo si preserva e pu\u00f2 meglio guardare al nuovo. Allora, ci si deve chiedere chi garantisce che persone che non abbiano questo passato o, comunque, non lo sentano come proprio possano contribuire ad averne cura e preservare tutto questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2) Immigrazione, societ\u00e0 e Comunit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto sopra ha una rilevanza collettiva e prospettiva politica tali, per cui occorrerebbe soffermarvisi adeguatamente, a causa del suo impatto sulle odierne democrazie, sul concetto di sovranit\u00e0 e popolo, nonch\u00e9 sui rapporti tra Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tali questioni si devono porre ancor pi\u00f9 oggi, dinnanzi al cambiamento epocale rappresentato dal fenomeno delle migrazioni di massa che caratterizza fortemente il nostro tempo e che lo far\u00e0 ancora a lungo; fenomeno che sta modificando fortemente e visibilmente il tessuto sociale delle nostre societ\u00e0 occidentali. I modi di essere, di sentire, di pensare, di integrarsi e includersi in Italia di tali stranieri sono alquanto differenti tra loro, bench\u00e9 molte volte possano ritrovarsi forti caratteristiche comuni per nazionalit\u00e0 a cui si appartiene; quindi, \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile operare qui generalizzazioni. Molti di loro abitano, studiano o lavorano in Italia ma, tuttavia, vivono in un contesto di vita e di orizzonte pienamente dentro la propria nazione, frequentando principalmente propri connazionali, raggruppati spesso in determinati quartieri, con proprie letture, canali TV, reti di protezione, negozi, botteghe e interessi vari interni a quel proprio orizzonte, con le rispettive lingue.Infatti, la rete internet e i canali satellitari, in particolare, permettono oggi ad un immigrato di rimanere ancora con la testa e il cuore nella propria nazione anche se vive in un\u2019altra, con il tipico stile di vita dei Paesi di provenienza, riuscendo in diversi modi a replicarlo in buona parte sul nostro territorio; quindi in una dimensione culturale, di costume nonch\u00e9, spesso, di mentalit\u00e0, di origine e a prescindere dal loro grado di integrazione in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019afflusso di nuovi immigrati continuer\u00e0 inesorabile ed una societ\u00e0 multietnica \u00e8 un\u2019orizzonte inarrestabile; allora, dinnanzi a tale forte e progressivo impatto numerico, la questione non \u00e8 certo l\u2019ostacolare il fenomeno. Si impone, per\u00f2, come dimostrato dal relativo dibattito, una questione inerente l\u2019accesso alla cittadinanza per quegli stranieri \u2013 si immagina sostanzialmente tutti \u2013 che lo desiderano, nonch\u00e9 su cosa questo comporti e debba significare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Iniziando a considerare che la cittadinanza \u00e8 rappresentativa di un \u201cnoi\u201d, ci\u00f2 dovrebbe comportare, appunto, un minimo di identit\u00e0 e di condiviso senso di comunit\u00e0. Un noi che, in quanto tale, prevede necessariamente gli \u201caltri\u201d. La questione, allora, \u00e8 il rapporto da avere con questi \u201caltri\u201d e, in proposito, \u00e8 anche dalla qualit\u00e0 di questo rapporto che si misura il grado di civilt\u00e0 di una nazione. La storia e cultura italiane hanno generato valori costituenti una identit\u00e0 che oggi possiamo definire repubblicana. Tali valori si fondano su temi quali la forma di Stato, la qualit\u00e0 del suo rapporto con i cittadini nonch\u00e9 i rapporti tra questi ultimi. Si pensi, in particolare, al divieto di pena di morte, ai diritti delle donne, a quelli di parola e pensiero, alle garanzie del processo penale, la stessa legislazione a protezione degli stranieri e rifugiati, ma anche la protezione dei nostri beni culturali, che spesso si d\u00e0 per scontati, ma che sono da difendere e consolidare. In proposito, sarebbe utile confrontarsi con stranieri integrati, talvolta neo cittadini, in merito alle loro idee su questi principi e, anche, sulle stesse politiche di accoglienza di migranti e rifugiati che noi adottiamo, per comprendere meglio quanto sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, dato che i concittadini concorrono a determinare con il voto la vita politica nazionale, \u00e8 opportuno che questi sentano come propri tali valori, ancor pi\u00f9 considerando che nella generalit\u00e0 dei Paesi di provenienza degli immigrati tali rapporti e principi sono differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di conseguenza occorrerebbe disciplinare sapientemente l\u2019accesso alla nuova cittadinanza con la contemporanea previsione di appositi efficaci percorsi per ottenerla, al fine di garantire la difesa di principi fondamentali, di una idea comune di progresso, insieme alla tenuta del sistema politico e socio-economico dell\u2019Italia, nonch\u00e9 dei diritti e degli interessi sottesi. Con questo, consapevoli che la cittadinanza, almeno in uno Stato democratico come il nostro, giustamente non \u00e8 condizione per il godimento dei diritti umani, civili e sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, in Italia, la discussione a favore della modifica delle condizioni per la concessione della cittadinanza agli stranieri \u00e8 incentrata, principalmente, su un\u2019argomentazione di carattere prettamente umanitario; ma, posta in tali termini, essa non \u00e8, appunto, fondata, specie quando, tale status viene idealizzato, quasi fosse un surrogato a zero spese di servizi sociali carenti. E, per fortuna, i rapporti sociali, sia tra adulti che tra bambini, non sono certo generalmente condizionati dal tipo di documento posseduto, quanto, piuttosto, dalle caratteristiche e condizioni personali di ciascuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vero \u00e8 che non possedere la cittadinanza italiana pu\u00f2 avere piuttosto conseguenze burocratiche, a volte anche molto fastidiose. Allora, per non sacrificare i rilevanti principi sin qui menzionati, la soluzione ai problemi di chi possiede un permesso di soggiorno va cercata in quello stesso ambito amministrativo, rendendo, cio\u00e8, pi\u00f9 agevole il rapporto con la burocrazia, come, ad esempio, con le pratiche di rinnovo di tali permessi che sono in effetti troppo lunghi, cos\u00ec come quelli per ottenere una risposta alla stessa richiesta di cittadinanza, una volta posseduti i requisiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3) L\u2019accesso breve alla cittadinanza come fattore di rischio per il processo di inclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto \u00e8 che, attraverso un accesso breve alla cittadinanza, si prospetterebbe un rischio per niente considerato dai suoi sostenitori: cio\u00e8, quello di avere come effetto il giungere a dare per scontato per i neo cittadini il verificarsi dei processi di integrazione ed inclusione, anche quando questi siano del tutto assenti, con il conseguente venir meno del relativo interesse da parte delle istituzioni a promuoverli e sino a giungere ad intaccarne le ragioni. Infatti, lo straniero che continui a vivere la propria dimensione nazionale anche nel Paese di immigrazione e che riceva presto la cittadinanza non si sentirebbe pi\u00f9 tanto spinto a una integrazione nel tessuto della nazione in cui \u00e8 emigrato. Perch\u00e9 mai dovrebbe adeguarsi a vivere nella dimensione di quelli che sono ormai suoi concittadini, quando si sente consolidato nella sua comunit\u00e0 di provenienza? E perch\u00e9 i primi, diciamo autoctoni, dovrebbero invitare altri gruppi di neo cittadini ad integrarsi come prima? Perch\u00e9, ad esempio, i nostri concittadini bangladesi, con ormai comunit\u00e0 etniche organizzate, dovrebbero sentirsi indotti ad avvicinarsi alla nostra cultura, ovvero ad aspirare a far parte della nostra comunit\u00e0 nazionale? In tal modo, i nuovi cittadini potrebbero ben consolidare il proprio orizzonte di integrazione essenzialmente nelle proprie comunit\u00e0 nazionali, ovvero etnico-linguistiche, di provenienza, diventando queste esaurienti per costruirvi il proprio futuro. Quindi, all\u2019integrazione sul territorio ci penserebbero da soli ma all\u2019inclusione potrebbero non avere pi\u00f9 interesse, semmai ve ne fosse ancora senso. La lingua italiana si ridurrebbe a una sorta di lingua franca sul nostro territorio, almeno fino a quando la progressiva anglicizzazione del nostro linguaggio avr\u00e0 fatto il suo corso. Si rischierebbe seriamente, in tal modo, di creare in Italia una societ\u00e0 \u2013 a questo punto, \u201cterritoriale\u201d \u2013 di fatto divisa in pi\u00f9 comunit\u00e0; pi\u00f9 che multietnica sarebbe plurinazionale, cristallizzando, almeno nel medio periodo, tale condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A meno che, i sostenitori della cittadinanza facile ritengano che questo non sia affatto un problema; allora, si attende che essi esplicitino la loro idea di tale societ\u00e0 ed, eventuale sistema politico, con cui confrontarsi con interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo, occorrerebbe chiedersi con quale pretesa (perch\u00e9 alla fine si tratterebbe di questo) noi (\u201cnoi\u201d chi, a questo punto?) dovremmo voler integrare o, comunque, aprire percorsi di inclusione di altri, ormai, (neo)concittadini che non hanno dimostrato gi\u00e0 di essere inclusi. Dinnanzi a questa realt\u00e0, un relativo senso di responsabilit\u00e0 ad accogliere rischia di non trovare pi\u00f9 spazio n\u00e9 legittimazione. Questo ci porrebbe anche di fronte ad interrogativi sul futuro dei nostri assetti sociali, culturali e politici, considerando anche le conseguenze che vi sarebbero a causa dell\u2019esercizio del diritto di voto tra realt\u00e0 cos\u00ec differenti, ove voterebbero anche persone cresciute in contesti e\/o sistemi socio-politici e culturali differenti se non opposti. Dovremmo forse immaginare futuri compromessi tra i nostri principi politici e giuridici ed i loro? Inoltre, ad esempio, le scuole autonome interne alle comunit\u00e0 cinesi, in cui queste mandano i propri ragazzi, pretenderanno e, magari, otterranno il riconoscimento di scuole paritarie, con i loro specifici programmi e lingua di insegnamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse, allora, dovremmo anche immaginare una nuova conformazione della nostra popolazione \u2013 che popolo e, sicuramente, nazione, sarebbe difficile col tempo definirla \u2013 dato che poi potrebbe seguirne il venir meno di quella tradizionale unit\u00e0 di cultura, lingua, tradizione e memoria storica di cittadini di uno stesso Stato, con conseguenze impreviste e tutte da verificare. Sperando, inoltre, che da questo non sorgano anche contrasti violenti. D\u2019altronde, come visto con l\u2019esperienza francese, i fenomeni di ghettizzazione e di esclusione sociale nelle periferie urbane prescindono dal possesso o meno della cittadinanza la quale, appunto, d\u00e0 per scontata l\u2019integrazione e non contempla percorsi di inclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invero, il processo di integrazione e di inclusione di chi vive stabilmente in un\u2019altra nazione \u00e8 importante per gli immigrati come per gli autoctoni e la meta della cittadinanza deve essere lo strumento da utilizzare a tale fine. Questo, affinch\u00e9 la societ\u00e0 multietnica sia una ricchezza e non sia di ostacolo al consolidamento e sviluppo, magari anche in forme rinnovate, di una comune societ\u00e0 civile, democratica e solidale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4) geopolitica e interesse nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altra importante questione collegata riguarda il rapporto con l\u2019attuale mondo in cui nazioni e grandi societ\u00e0 multinazionali perseguono i loro interessi a scapito delle nazioni pi\u00f9 deboli \u2013 specie laddove queste ultime non preservino una consistente idea di s\u00e9, della loro peculiarit\u00e0, del loro ruolo \u2013 anche attraverso l\u2019imposizione di immaginari e stili di vita mondialmente egemoni. Si pensi, a tal proposito, all\u2019egemonia del mondo anglosassone, ma anche ad altre che vi aspirano.\u00a0 Ad esempio, si pu\u00f2 anche osservare la Cina \u2013 nazione fortemente sovranizzata \u2013 ed il suo forte ascendente e probabile condizionamento sulle sue ben compatte e, possiamo dire, pressoch\u00e9 autonome comunit\u00e0 di emigrati nel mondo, dinnanzi a cui l\u2019estensione facile e automatica della cittadinanza a costoro \u00e8 suscettibile di porre interrogativi nelle nazioni di accoglienza. Insomma, non \u00e8 difficile immaginare il ben possibile perseguimento degli interessi dei Paesi di provenienza, attraverso il voto, presso quelli di accoglienza da parte delle grandi comunit\u00e0 di immigrati, laddove ancora ancorati ai primi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allora, occorre anche chiedersi se sia possibile condividere la sovranit\u00e0 popolare, affrontare preoccupazioni ed avere aspirazioni e interessi comuni, tra cui il perseguimento di un comune interesse nazionale, anche con quegli stranieri che rimangono nei propri diversi suindicati orizzonti. Non ci si riferisce qui, naturalmente, a quelle persone di origine straniera che si sono ben inserite nel tessuto nazionale \u2013 vedasi i modelli sui quali insiste generalmente la stampa \u2013 ma ad altre tipologie di esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per cui, il diritto di voto \u2013 conquista importante, spesso a caro prezzo \u2013 per la sovranit\u00e0 democratica che vi si esercita dev\u2019essere curato e presidiato, richiedendo una certa prudenza e attenzione nella sua estensione. Pertanto, il criterio di acquisizione della relativa cittadinanza non pu\u00f2 essere ridotto a mero consenso, convenienza o desiderio da parte di chiunque sia residente da qualche anno in Italia; questo anche \u2013 per i valori costituzionali summenzionati \u2013 nell\u2019interesse della generalit\u00e0 di questi ultimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5) Prospettive e proposte: la cittadinanza per \u201cius culturae\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sarebbe da notare che le insistenze sulla cittadinanza automatica provengono, per lo pi\u00f9, da una parte di italiani, pi\u00f9 che essere un\u2019aspirazione generalmente espressa dagli stranieri, e ancor pi\u00f9 da quelle forze politiche che, dopo aver gravemente fatto perdere agli italiani un importante patrimonio di diritti sociali ed economici, prova a rifarsi con quella di supposti \u201cdiritti\u201d a buon mercato ed accettati dal grande Capitale. La propaganda di questi connazionali sullo\u00a0<em>ius soli\u00a0<\/em>o\u00a0<em>ius scholae<\/em>\u00a0propone esclusivamente esempi di stranieri fortemente inseriti nel tessuto nazionale (si noti bene: non tanto nel territorio ma nel tessuto, appunto, della nazione) Sulla concessione della cittadinanza a quest\u2019ultima categoria di stranieri non vi \u00e8 nulla da obiettare, appunto. Ma la domanda \u00e8 se questa lettura della realt\u00e0 si possa generalizzare, cio\u00e8 ritenere che di regola \u201cl\u2019italianizzazione\u201d \u2013 diciamo pure cos\u00ec \u2013 di uno straniero dipenda automaticamente solo da quanto tempo viva in Italia o dove abbia studiato. Qui, invece, si vuole guardare la realt\u00e0 di cui si discute in uno spettro pi\u00f9 ampio. Molti stranieri, anche se inseriti solo nelle loro comunit\u00e0 etniche, oggi per il solo fatto che vivono e lavorano sul territorio italiano sono considerati automaticamente integrati, ovvero se qui studiano e, in questo caso, non solo i figli di diplomatici stranieri nati in Italia, ma anche quelli di immigrati, laddove pure rimangano in Italia, specie se ancorati alle loro comunit\u00e0 nazionali, non \u00e8 escluso che crescano come piccoli, pakistani, nigeriani, cingalesi, pur vivendo nel territorio italiano. Legittimo questo, ma il sentirsi effettivamente parte di una nazione non \u00e8 costituito solo dal vivere nel suo territorio con in pi\u00f9 la dicitura \u201ccittadinanza italiana\u201d indicata sulla carta d\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo tipo di integrazione si riferisce piuttosto al collegamento tra l\u2019individuo e il territorio in cui questi vive, lavora o va a scuola, anche se poi rimanga immerso nella dimensione culturale, sociale e etnica di provenienza che l\u2019epoca dei social media facilita. Ne consegue, allora, se si aderisce a quanto sin qui argomentato, che sarebbe opportuna una valutazione pi\u00f9 attenta sulla concessione della cittadinanza. Per questi motivi, non \u00e8 condivisibile il recente quesito referendario che vorrebbe dimezzare i tempi per l\u2019ottenimento della cittadinanza, a meno che non ne segua una normativa che preveda criteri di verifica di effettiva inclusione di tali aspiranti cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Preme precisare che qui non si crede affatto che occorra essere cittadini \u201cper sangue\u201d per sentirsi di appartenere a questa nostra Storia, nella consapevolezza che il concetto di nazione nella tradizione storica italiana, cos\u00ec come in altre quale quella francese \u2013 e contrariamente a quella tradizionalmente germanica \u2013 si basa storicamente sull\u2019appartenenza di tipo culturale (non considerando l\u2019eccezione rappresentata dalla terribile e vergognosa esperienza fascista delle leggi razziali, di importazione, tra l\u2019altro, nazista). Per cui, non sono tanto importanti le proprie origini nazionali, il colore della pelle, altre caratteristiche fisiognomiche e cos\u00ec via, ma lo deve essere il sentirsi almeno in sintonia con il popolo italiano e i suoi principi fondamentali, avere familiarit\u00e0 con la sua lingua cos\u00ec come con la sua cultura, tra cui sarebbe da aggiungervi anche la conoscenza della nostra musica, cinema e trasmissioni radiotelevisive; rilevanti, queste, per la verifica dell\u2019effettivo sentimento di appartenenza comune. Per fortuna, sono tante le persone di origine straniere cos\u00ec inserite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi, il criterio per la concessione della cittadinanza, anzich\u00e9 basarsi sul mero fatto dell\u2019integrazione, ossia sul solo stabile inserimento nel territorio italiano, deve fondarsi su quello dell\u2019inclusione, cio\u00e8 l\u2019effettivo inserimento, invece, nel tessuto nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il resto, la naturale e giustificabile aspirazione di quegli stranieri che desiderano e sentono \u2013 e non tanto solo perch\u00e9 vi abbiano mero interesse \u2013 di poter entrare a far parte della nostra comunit\u00e0 nazionale, dev\u2019essere la benvenuta e fa molto piacere anche per l\u2019idea di attrazione che la nostra nazione dimostrerebbe, cos\u00ec, di avere. A tal fine, \u00e8 bene che siano promosse politiche per rendere effettive tali attrazione e percorsi di inclusione che favorirebbero l\u2019acquisizione della cittadinanza italiana. Questo, senza pretendere che l\u2019aspirante italiano abbandoni tutti i suoi legami di origine, ma che perlomeno viva, almeno in buona parte, in una dimensione effettivamente italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, un corretto criterio di accesso alla cittadinanza sarebbe quello definibile, quindi, di \u201cius culturae\u201d, che terrebbe conto della diversit\u00e0 di condizione degli stranieri residenti in Italia decidendo caso per caso, ma senza alcun approccio etnico nella concessione del diritto di voto. Questo comporterebbe il sostenere un senso di responsabilit\u00e0 e di accoglienza effettiva da parte dei cittadini, salvaguardando la coesione sociale nonch\u00e9 l\u2019efficace tutela dei diritti umani e civili, insieme all\u2019indipendenza nazionale. Questo, perch\u00e9 occorre non perdere di vista che tale status ha natura prettamente politica, prima che sociale, in ossequio alla nostra Storia migliore, con il suo portato di sviluppo e diritti che tanti stranieri attrae e tutela.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/05\/15\/la-questione-della-cittadinanza-nellepoca-delle-migrazioni-di-massa\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/05\/15\/la-questione-della-cittadinanza-nellepoca-delle-migrazioni-di-massa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Francesco Ricciardi) PER UNO\u00a0IUS CULTURAE\u00a0CHE SOSTENGA L\u2019INCLUSIONE PERCH\u00c9 IN UNA SOCIET\u00c0 DEMOCRATICA AVANZATA I CRITERI DI CONCESSIONE BREVE E AUTOMATICA DEL DIRITTO DI VOTO NON RAPPRESENTANO UN VANTAGGIO Nel dibattito nazionale vi \u00e8 una giustapposizione tra la questione inerente le condizioni di accesso allo status di cittadino e quella del riconoscimento dei diritti dei migranti con il conseguente valore dell\u2019accoglienza e integrazione degli stessi. Questa, per\u00f2, \u00e8 spesso fuorviante e non&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nrT","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90141"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90141"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90142,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90141\/revisions\/90142"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}