{"id":90178,"date":"2025-05-19T10:45:38","date_gmt":"2025-05-19T08:45:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90178"},"modified":"2025-05-18T22:50:40","modified_gmt":"2025-05-18T20:50:40","slug":"la-ue-rinuncia-allenergia-russa-lindustria-chimica-in-fuga-dalleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90178","title":{"rendered":"La UE rinuncia all\u2019energia russa. L\u2019industria chimica in fuga dall\u2019Europa."},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90179\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/gazprom-179634-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/gazprom-179634-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/gazprom-179634.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Non paga del disastro energetico, economico e industriale determinato in Europa negli ultimi tre anni, la Commissione Europea ha varato il 6 maggio un piano per azzerare entro due anni l\u2019acquisizione di energia dalla Russia: gas, GNL, petrolio e uranio arricchito per le centrali nucleari.<\/p>\n<p>Presentando una roadmap per accelerare sul piano RePowerEu e azzerare del tutto entro il 2027 le importazioni da Mosca, la Commissione si \u00e8 impegnata a presentare in giugno un divieto alle importazioni di gas russo sul mercato spot \u2013 sia contratti esistenti sia nuovi, un terzo degli acquisti in Ue \u2013 da rendere operativo gi\u00e0 entro fine 2025 e un divieto per i contratti a lungo termine da attuare al pi\u00f9 tardi entro fine 2027.<\/p>\n<p>L\u2019Ue ha gi\u00e0 ridotto la quota di gas russo dal 45% nel 2021 al 19% nel 2024 (circa 54 miliardi di metri cubi), con previsioni di arrivare al 13% nel 2025. Mosca rappresenta per\u00f2 ancora il terzo fornitore di gas dopo Norvegia (45,6%) e Algeria (19,3%) mentre le forniture di GNL russo (17,5%) sono seconde solo a quelle statunitensi (45,3 %) e tra gennaio e aprile di quest\u2019anno hanno raggiunto circa 46,8 miliardi di metri cubi, il 12% in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo del 2024.<\/p>\n<p>\u201cNel 2024 la UE ha versato circa 23 i miliardi di euro alla Russia per le forniture energetiche\u201d,\u00a0ha detto a Strasburgo il commissario\u00a0 all\u2019Energia Dan Jorgensen che il 13 maggio ha aggiunto: \u201d Non vogliamo importare una sola molecola in futuro. Per la nostra sicurezza e la nostra solidariet\u00e0 con l\u2019Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8\u00a0ora che l\u2019Europa tagli completamente i legami energetici con un fornitore inaffidabile\u201d,\u00a0ha dichiarato Ursula von der Leyen. \u201cL\u2019energia che ci arriva non deve pagare per una guerra di aggressione contro l\u2019Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>La diversificazione e l\u2019aumento della capacit\u00e0 globale di GNL, in particolare da Stati Uniti, Canada e Qatar, secondo la Commissione permetteranno di assicurare l\u2019approvvigionamento a prezzi stabili. Entro fine anno ogni nazione membra dovr\u00e0 fornire a Bruxelles i piani nazionali con le rispettive tabelle di marcia per lo stop al gas russo mentre sono ancora dieci i Paesi che continuano a importare gas da Mosca, tra cui Spagna, Francia e Belgio per il GNL.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90180\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/getAssetaspx-1-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/getAssetaspx-1-300x204.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/getAssetaspx-1-768x521.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/getAssetaspx-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Il gas arriva in Europa attraverso il gasdotto TurkStream che attraversa il Mar Nero e che, paradossalmente, rifornisce anche l\u2019Ucraina,\u00a0come ha affermato in aprile\u00a0 il primo vicepresidente della commissione per l\u2019energia del Parlamento ucraino, Oleksiy Kucherenko.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina ha bisogno di assicurarsi circa 4,5-6 miliardi di metri cubi (bcm) di gas sul mercato europeo per superare la prossima stagione di riscaldamento, con una parte di queste forniture inevitabilmente proveniente dalla Russia, ha affermato Kucherenko.<\/p>\n<p>\u201cNon sappiamo di fatto quale gas stiamo acquistando. Purtroppo, devo deludervi, stiamo sicuramente acquistando gas russo che viene fornito tramite il TurkStream e che va, ad esempio, in Serbia o in Ungheria. Non possiamo determinare l\u2019origine delle molecole\u201d,\u00a0ha sottolineato Kucherenko ripreso da Caliber e da media russi inclusa\u00a0l\u2019agenzia TASS.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Furore ideologico<\/h4>\n<p>La UE ha annunciato in oltre la linea dura nei confronti di Ungheria e Slovacchia che ancora importano da Mosca l\u201980% del loro petrolio, in quanto esentate dal sesto pacchetto di sanzioni che ha vietato le importazioni via mare di greggio russo da fine 2022 e di prodotti petroliferi raffinati da febbraio 2023. Come per il gas, Budapest e Bratislava dovranno presentare dei piani per abbattere le importazioni rimanenti entro il 2027, mentre in Ue nel complesso arriva appena il 3% dell\u2019import da Mosca.<\/p>\n<p>La Commissione ha annunciato inoltre che introdurr\u00e0 \u201cmisure commerciali\u201d sulle importazioni di uranio arricchito russo per cercare le importazioni europee destinate ad alimentare le centrali nucleari.<\/p>\n<p>Numerose le incognite rispetto a un piano europeo che appare basato soprattutto su criteri ideologici invece che economici. Se il conflitto in Ucraina si concludesse \u00e8 probabile un allentamento delle sanzioni alla Russia e sarebbe impossibile sanzionare gli stati membri della UE che continuassero ad approvvigionarsi tramite le forniture russe, pi\u00f9 vicine, affidabili ed economiche rispetto alla concorrenza.<\/p>\n<p>La Commissione europea sta valutando opzioni legali per consentire alle aziende energetiche europee di invocare la \u201cforza maggiore\u201d e rescindere i contratti per il gas russo senza incorrere in sanzioni, misura un po\u2019 tardiva da applicare tenuto conto che l\u2019attacco russo all\u2019Ucraina \u00e8 del febbraio 2022.<\/p>\n<p>La UE valuta anche misure per vietare alle aziende di stipulare nuovi contratti energetici con Mosca e l\u2019applicazione dio sanzioni alle importazioni energetiche russe che non supererebbero per\u00f2 il veto di Ungheria e Slovacchia.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio della guerra in Ucraina, Gazprom e le aziende europee hanno intentato cause legali e azioni riconvenzionali per violazioni dei contratti del gas e mancati pagamenti. Reuters stima che queste controversie valgano circa 18,5 miliardi di euro. I contratti con la societ\u00e0 russa del gas Gazprom includono condizioni \u201ctake-or-pay\u201d, che impongono agli acquirenti che rifiutano le consegne di gas di pagare comunque fino al 95% dei volumi contrattuali.<\/p>\n<p>Come previsto, il piano della Commissione UE \u00e8 stato stroncato da Budapest. Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha dichiarato che \u201cil piano della Commissione Ue, motivato politicamente, di bandire l\u2019energia russa \u00e8 un grave errore. Minaccia la sicurezza energetica, fa aumentare i prezzi e viola la sovranit\u00e0\u201d. Il ministro ha affermato che Budapest lo respinge con \u201cfermezza\u201d e ha accusato la Commissione di voler far \u201cpagare all\u2019Ungheria il costo del loro sostegno avventato all\u2019Ucraina\u201d e dell&#8217;\u201daffrettata adesione dell\u2019Ucraina\u00a0all\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Chimica in fuga dall\u2019Europa<\/h4>\n<p>La stroncatura maggiore per\u00f2 viene dagli ambienti industriali. In un\u2019Europa che a causa del caro energia chiude gli alti forni delle acciaierie e perde ogni mese quote di produzione industriale si aggiungono le prospettive di fuga dall\u2019Europa del comparto chimico.<\/p>\n<p>Cone ha riferito nei giorni scorsi\u00a0l\u2019Agenzia di stampa sull\u2019energia e le infrastrutture\u00a0(Ageei.eu), le aziende chimiche sono pronte all\u2019uscita dall\u2019Europa a causa degli elevanti prezzi dell\u2019energia e della concorrenza dei nuovi impianti in Asia e Medio Oriente.<\/p>\n<p>Secondo quanto ricostruito dal Financial Times in prima linea per attuare questa strategia ci sarebbe il gruppo chimico saudita Sabic che sta collaborando con una serie di banche quali Lazard e Goldman Sachs, per valutare opzioni, tra cui la vendita della sua attivit\u00e0 petrolchimica europea. Gli asset petrolchimici in Europa di Sabic generano circa 3 miliardi di dollari di entrate e circa 250 milioni di dollari di utili prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni all\u2019anno,<\/p>\n<p>Anche Dow, LyondellBasell, Shell e BP stanno valutando di vendere gli asset europei. Dow ha dichiarato a ottobre che avrebbe condotto una revisione strategica di alcuni asset regionali, una mossa arrivata subito dopo che l\u2019americana LyondellBasell, aveva annunciato il lancio della propria revisione strategica per gli asset europei lo scorso maggio.<\/p>\n<p>Sir Jim Ratcliffe, il miliardario proprietario del gruppo petrolchimico Ineos, ha invece lanciato l\u2019allarme sulla possibile estinzione dell\u2019industria chimica britannica proprio a causa degli alti prezzi dell\u2019energia e delle tasse sul carbonio. A marzo, Ineos ha venduto la sua attivit\u00e0 di compositi, che fornisce resine e rivestimenti per la produzione di plastica, per 1,7 miliardi di euro a KPS Capital Partners.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 aveva 17 siti in Europa, Nord e Sud America, Asia e Medio Oriente. Il segnale che le aziende chimiche europee stanno cercando di assicurarsi forniture di gas pi\u00f9 economiche e meno volatili, lo ha dato sempre Ineos che la settimana scorsa ha annunciato di aver firmato un accordo di fornitura di otto anni con la societ\u00e0 chimica Covestro per il gas statunitense.<\/p>\n<p>Il\u00a0report\u00a0dell\u2019agenzia Ageei.eu, sottolinea che \u201cqueste mosse da parte dei pi\u00f9 grandi gruppo chimici internazionali giungono in un momento in cui i costi energetici in Europa sono elevati ormai da quasi tre anni, in conseguenza dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina\u00a0nel 2022 e del fatto che l\u2019industria sta costruendo nuovi impianti in altre regioni. Ci\u00f2 ha intensificato la pressione sul settore chimico, che rappresenta circa il 5-7% del fatturato manifatturiero europeo e impiega oltre 1,2 milioni di persone\u201d.<\/p>\n<p>Il Consiglio Europeo dell\u2019Industria Chimica ha avvertito a gennaio che negli ultimi due anni \u00e8 stata programmata la chiusura di oltre 11 milioni di tonnellate di capacit\u00e0 produttiva nella regione, interessando 21 siti importanti. L\u2019organo Ue ha aggiunto che, con prezzi del gas da quattro a cinque volte superiori rispetto agli Stati Uniti, la competitivit\u00e0 del settore \u201c\u00e8 sotto pressione\u201d, e ha sollecitato un\u2019azione urgente da parte dei responsabili politici dell\u2019UE.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90181\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/MicrosoftTeams-image-17-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/MicrosoftTeams-image-17-300x200.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/MicrosoftTeams-image-17.png 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Ma l\u2019iniziativa UE di bandire l\u2019energia russa dall\u2019Europa non favorir\u00e0 certo forniture a buon mercato e quell\u2019inversione di tendenza auspicata dall\u2019industria.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019Italia, l\u2019agenzia Ageei.eu sottolinea che \u201cnel 2024 l\u2019export del settore ha superato i 40 miliardi di euro e, per molte imprese, i mercati esteri assorbono ben oltre la met\u00e0 delle vendite. Gli Stati Uniti per la chimica italiana sono il quarto mercato. Il settore ha un valore della produzione di oltre 67 miliardi di euro nel 2023 e rappresenta il terzo produttore europeo (dopo Germania e Francia).<\/p>\n<p>Le imprese chimiche attive sul territorio nazionale sono pi\u00f9 di 2.800 e grazie a 3.700 insediamenti occupano quasi 113 mila addetti altamente qualificati. L\u2019ultimo triennio del settore \u00e8 stato in contrazione della produzione, ma per il 2025 si intravede una timida ripresa, con una crescita dell\u20191,2% che, per\u00f2, \u00e8 subordinata al contesto denso di incognite e di intense pressioni competitive, secondo Federchimica.<\/p>\n<p>Secondo il presidente Francesco Buzzella i pericoli maggiori vengono dai dazi \u2013 attualmente con gli Usa sono al 6,5% ma potrebbero schizzare in alto per le decisioni del presidente Trump \u2013 e dal costo dell\u2019energia. Ma pi\u00f9 in generale anche dai costi della regolamentazione per l\u2019industria chimica europea che sono gi\u00e0 arrivati a toccare il 13% del fatturato dal 4% del 2004\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Contraddizioni<\/h4>\n<p>Resta da chiedersi quale razionalit\u00e0 esprimano le iniziative della Commissione Ue: da un lato il furore ideologico anti-russo porta a continuare sulla strada del suicidio industriale ed energetico, dall\u2019altro si varano piani giganteschi di riarmo che non saranno sostenibili in termini finanziari ed industriali proprio a causa dei costi energetici e delle materie prime.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo bisogno di un\u2019industria della difesa forte, dato che la nostra Unione si assume una maggiore responsabilit\u00e0 per la propria difesa: non \u00e8 solo una questione di sicurezza, ma anche di competitivit\u00e0\u201d ha dichiarato il 12 maggio il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.<\/p>\n<p>Il presidente della Commissione ha affermato di aver \u201cincontrato i leader dell\u2019industria europea per sentire da loro\u201d come l\u2019Ue \u201cpu\u00f2 sostenere ancora di pi\u00f9 questo settore cruciale. Il dialogo ha sottolineato il ruolo cruciale dell\u2019industria europea della difesa nella salvaguardia della sicurezza europea in un panorama geopolitico in rapida evoluzione\u201d.<\/p>\n<p><em>Foto Gazprom e Commissione Europea<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/05\/la-ue-rinuncia-allenergia-russa-lindustria-chimica-in-fuga-dalleuropa\/#:~:text=La%20UE%20ha%20annunciato%20in,petroliferi%20raffinati%20da%20febbraio%202023.\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/05\/la-ue-rinuncia-allenergia-russa-lindustria-chimica-in-fuga-dalleuropa\/#:~:text=La%20UE%20ha%20annunciato%20in,petroliferi%20raffinati%20da%20febbraio%202023.<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Non paga del disastro energetico, economico e industriale determinato in Europa negli ultimi tre anni, la Commissione Europea ha varato il 6 maggio un piano per azzerare entro due anni l\u2019acquisizione di energia dalla Russia: gas, GNL, petrolio e uranio arricchito per le centrali nucleari. Presentando una roadmap per accelerare sul piano RePowerEu e azzerare del tutto entro il 2027 le importazioni da Mosca, la Commissione si \u00e8 impegnata a&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nsu","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90178"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90178"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90182,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90178\/revisions\/90182"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}