{"id":90237,"date":"2025-05-22T08:00:17","date_gmt":"2025-05-22T06:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90237"},"modified":"2025-05-21T23:41:23","modified_gmt":"2025-05-21T21:41:23","slug":"meloni-e-il-paese-ridotto-a-cartolina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90237","title":{"rendered":"Meloni e il Paese ridotto a cartolina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Giulio Di Donato)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/meloni_ponte-860x358-1.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/meloni_ponte-860x358-1.jpg\" \/><\/p>\n<p>Due immagini recenti dicono pi\u00f9 di mille analisi sulla linea politica del governo Meloni.<\/p>\n<p>Da un lato, Giorgia Meloni che presenta l\u2019Italia come una\u00a0\u201c<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/politica\/2023\/11\/25\/meloni-turismo-fondamentale-errore-gravissimo-snobbarlo_c22b9a92-d1c6-49b9-8add-dd8994c216bd.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">potenza turistica<\/a>\u201d: un Paese ridotto a cartolina, vetrina senz\u2019anima, costantemente\u00a0<strong>saccheggiata<\/strong>, da mettere a disposizione di orde di turisti famelici. Un\u2019Italia proiettata nel passato, priva di progettualit\u00e0 e vitalit\u00e0 propria. Dall\u2019altro, la vediamo seduta tra\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/politica\/news\/2025-05-18\/meloni-vance-von-der-leyen-incontro-nuovo-inizio-31461090\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">J.D. Vance e Ursula von der Leyen<\/a>, nel ruolo di tramite e paciere tra due anime dell\u2019Occidente in tensione. Una scena che non segnala alcuna iniziativa autonoma, ma piuttosto la conferma di una\u00a0<strong>perenne subalternit\u00e0<\/strong>\u00a0e passivit\u00e0. Un\u2019immagine che rivela la sostanza: la continuit\u00e0 di fondo del governo Meloni nei principali orientamenti di politica economica e politica estera.<\/p>\n<p>Un\u2019opposizione degna di questo nome \u2013 oggi assente o residuale \u2013 dovrebbe costruire la propria proposta proprio su questo terreno: quello dell\u2019<strong>interesse nazionale<\/strong>. Un interesse che il governo proclama, ma che nei fatti appare ristretto, subalterno, privo di visione e respiro.<\/p>\n<p>Cara Giorgia, non ci basta \u2013 e ci interessa relativamente \u2013 un\u2019Italia trainata dal turismo.\u00a0<strong>Vogliamo molto di pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo un\u2019idea pi\u00f9 alta del nostro Paese: un\u2019Italia che torni a essere\u00a0<strong>protagonista<\/strong>\u00a0e all\u2019avanguardia nelle politiche industriali, nelle politiche per il lavoro, nelle politiche sociali, nelle sue espressioni culturali. Che investa in ricerca e innovazione, che rilanci un welfare moderno e inclusivo, che ritrovi in se stessa le risorse per una nuova vitalit\u00e0 politica e spirituale, nel segno di un rinnovato protagonismo popolare. Un\u2019Italia capace di riattivare una\u00a0<strong>dialettica<\/strong>\u00a0oggi spenta tra cultura alta ed esperienze di vita popolare, da promuovere in ogni ambito della sfera pubblica.<\/p>\n<p>La foto con Vance e von der Leyen lo ha reso ancora pi\u00f9 evidente: al tuo governo non interessa cogliere le opportunit\u00e0 della nuova fase geopolitica, operando con intelligenza e profondit\u00e0 di visione nelle crepe che si sono aperte tra le due sponde dell\u2019Atlantico. Al contrario, ti limiti a\u00a0<strong>rincollare i cocci di legami logori<\/strong>, che invece andrebbero superati. Anzich\u00e9 contribuire alla costruzione di nuovi assetti geopolitici e geoeconomici, ti affanni a richiamare l\u2019Occidente in crisi alle ragioni di una maggiore unit\u00e0 e continuit\u00e0 su tutti i fronti. Nel frattempo, in maniera incerta e contraddittoria, e senz\u2019altro meno convinta e fanatica di un centro-sinistra draghiano a trazione Gentiloni-Renzi-Calenda-Picierno, tenti di riavvicinare, almeno per ora, l\u2019amministrazione americana alle posizioni\u00a0<strong>pi\u00f9 oltranziste<\/strong>\u00a0dell\u2019Ue nei confronti della Russia. E segui entrambi nell\u2019indifferenza verso la tragedia del popolo\u00a0<strong>palestinese<\/strong>. Il tutto nel tentativo di ricompattare strenuamente l\u2019asse euro-atlantico, anche rilanciando una logica ostile verso Russia e Cina.<\/p>\n<p>Di fronte all\u2019erosione delle relazioni tradizionali tra Europa e Stati Uniti, ti muovi insomma in\u00a0<strong>difesa<\/strong>, cercando di ricomporre un equilibrio ormai perduto\u2026 ma seguendo una traiettoria sbagliata. Invece di interrogarti sul mondo che cambia, riproponi cio\u00e8 vecchie abitudini e logiche superate, con lo sguardo fisso sul passato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che serve invece \u00e8 una direzione\u00a0<strong>completamente<\/strong>\u00a0<strong>diversa<\/strong>. Certamente bisogna comprendere le complessit\u00e0 della fase e le difficolt\u00e0 per le tante resistenze interne, collocate ovunque, anche ai\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/05\/15\/mattarella-quirinale-difesa-comune-riarmo\/7989397\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vertici massimi<\/a>\u00a0del nostro Paese, ma \u00e8 questo il momento per agire con ingegnosit\u00e0 ai margini della disarticolazione degli equilibri consolidatisi nel tempo, dove possono nascere nuove e pi\u00f9 promettenti configurazioni geopolitiche e geoeconomiche. Al tuo governo, per\u00f2, non sembra interessare sfruttare fino in fondo questa situazione di smottamento per riaffermare una via relativamente\u00a0<strong>autonoma<\/strong>\u00a0dopo decenni di fedelt\u00e0 assoluta al vincolo esterno euro-atlantista e liberal-capitalista, se non in maniera propagandistica e opportunistica, o facendo affidamento su iniziative di corto respiro, su\u00a0<strong>diplomatismi sterili<\/strong>.<\/p>\n<p>Eppure, \u00e8 proprio oggi che si impone un ripensamento profondo delle relazioni internazionali, che stanno rapidamente riorganizzandosi attorno alle logiche del realismo geopolitico multilaterale. Allo stesso modo, i rapporti all\u2019interno dell\u2019Ue vanno di volta in volta ridisegnati, con coraggio e duttilit\u00e0, se l\u2019obiettivo \u00e8 \u201cpi\u00f9 pace e meno tecnocrazia\u201d. Sullo sfondo, la necessit\u00e0 di riconsiderare criticamente il processo di\u00a0<strong>integrazione<\/strong>\u00a0<strong>europea<\/strong>, da smontare e ricostruire dalle fondamenta su basi nuove e pi\u00f9 ristrette (impedire l\u2019allargamento oltre il numero gi\u00e0 elevato dei 27 Stati membri e opporsi al superamento della \u201cregola dell\u2019unanimit\u00e0\u201d sarebbe intanto gi\u00e0 qualcosa). \u00c8 questo, inoltre, il momento per riannodare i fili spezzati delle relazioni con\u00a0<strong>Russia<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cina<\/strong>. Nel fare tutto ci\u00f2 non si parte da zero, perch\u00e9 possiamo attingere alle\u00a0<strong>migliori tradizioni della nostra storia repubblicana<\/strong>: di ispirazione keynesiana sul piano della politica economica, ancorata a una visione di apertura mediterranea e di amicizia con il mondo arabo sul piano della politica estera.<\/p>\n<p>Qui si delinea una diversa idea di interesse nazionale, che \u00e8 di matrice\u00a0<strong><em>nazionale-popolare<\/em><\/strong>\u00a0perch\u00e9 orientata a fini di progresso materiale e spirituale diffuso, con particolare riferimento alle esigenze e agli interessi dei ceti popolari. Un progetto fondato su tre parole: pace, giustizia sociale, sovranit\u00e0 democratica. Con una prospettiva chiara da coltivare. Non un\u2019Italia\u00a0<strong>rassegnata<\/strong>\u00a0a essere quinta scenica dell\u2019Occidente o meta turistica globale. Non un\u2019Italia ripiegata su se stessa, in ritirata dalla scena internazionale. Ma un\u2019Italia\u00a0<strong>ambiziosa<\/strong>\u00a0che vuole tornare protagonista, nel mondo e nella propria storia. Perch\u00e9 capace di esprimere, ancora, una funzione storica autonoma e progressiva, tanto sul piano interno quanto su quello esterno.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/05\/20\/meloni-e-un-paese-da-cartolina\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/05\/20\/meloni-e-un-paese-da-cartolina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Giulio Di Donato) Due immagini recenti dicono pi\u00f9 di mille analisi sulla linea politica del governo Meloni. Da un lato, Giorgia Meloni che presenta l\u2019Italia come una\u00a0\u201cpotenza turistica\u201d: un Paese ridotto a cartolina, vetrina senz\u2019anima, costantemente\u00a0saccheggiata, da mettere a disposizione di orde di turisti famelici. Un\u2019Italia proiettata nel passato, priva di progettualit\u00e0 e vitalit\u00e0 propria. 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