{"id":90246,"date":"2025-05-23T10:14:28","date_gmt":"2025-05-23T08:14:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90246"},"modified":"2025-05-22T13:19:23","modified_gmt":"2025-05-22T11:19:23","slug":"pensare-odiare-colpire-la-parabola-americana-dei-giustizieri-postmoderni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90246","title":{"rendered":"Pensare, odiare, colpire: la parabola americana dei giustizieri postmoderni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di INSIDE OVER (Francesca Salvatore)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/terrorismo\/shock-a-washington-uccisi-due-membri-dellambasciata-israeliana-trump-e-antisemitismo.html\">C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente americano nel modo in cui si muore a Washington<\/a>. Non per una rapina, non per caso. Ma per un gesto politico, teatrale, carico di rabbia e simbolismo. Due diplomatici israeliani cadono sotto i colpi di un uomo che non conoscevano, ma che li ha scelti come bersagli del suo manifesto personale. Un attentato che brucia di fanatismo, ma che racconta molto anche dell\u2019America che lo ha generato. Due funzionari dell\u2019ambasciata israeliana negli Stati Uniti sono stati assassinati a Washington, durante un evento organizzato al Capital Jewish Museum \u2014 uno dei principali centri culturali dell\u2019ebraismo americano. Le vittime, una coppia legata sentimentalmente e prossima al fidanzamento, sono state colpite a bruciapelo da\u00a0<strong>Elias Rodrigue<\/strong>z, un uomo poi fermato sul posto dalle forze dell\u2019ordine. Le autorit\u00e0 hanno escluso la presenza di ulteriori minacce attive nella capitale dopo l\u2019arresto dell\u2019aggressore.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.israelhayom.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/inset-image-05-22-2025.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec ancora una volta negli Stati Uniti torna lo spettro che si ripresenta con volti diversi ma identica postura tragica: il\u00a0<strong>giustiziere solitario<\/strong>. Un archetipo sempre vivo, sempre pronto a emergere dal buio della cronaca per farsi mito, soprattutto quando la sua rabbia si fonde con una causa pubblica, un\u2019ideologia, una scintilla di presunta giustizia. Come\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/criminalita\/caro-mangione-ti-scrivo-negli-usa-unonda-di-solidarieta-per-il-vendicatore-dei-malati.html\">Luigi Mangione<\/a><\/strong>, come\u00a0<strong>Timothy McVeigh<\/strong>\u00a0che a Oklahoma City nel 1995 (ex militare, veterano della Guerra del Golfo), fece esplodere un edificio federale causando 168 morti. Motivazione?\u00a0<strong>Vendetta contro il governo federale<\/strong>, visto come oppressore dopo le stragi di Waco e Ruby Ridge. O\u00a0<strong>Ted Kaczynski<\/strong>\u00a0\u2013 alias \u201cUnabomber\u201d, il matematico geniale, diventato terrorista solitario. Per 17 anni sped\u00ec pacchi bomba contro ci\u00f2 che considerava i simboli della\u00a0<strong>modernit\u00e0 corrotta<\/strong>\u00a0seguendo il suo manifesto anti-industriale e odio per il progresso tecnologico.<br \/>\nIl gesto di Rodriguez\u2013 brutale, indifendibile \u2013 ha fatto emergere il suo personale manifesto. Un blogger americano ha pubblicato l\u2019ultima lettera scritta dall\u2019attentatore. In un testo lungo, appassionato e carico di ideologia, Rodriguez, un radicale di sinistra di Chicago, ha affermato che la condotta di Israele nella Striscia di Gaza e, in particolare, il sostegno americano alle operazioni israeliane, lo avevano spinto a commettere l\u2019attacco terroristico.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pbs.twimg.com\/media\/GriAYrtXkAA4Hrw?format=jpg&amp;name=small\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di sparare,\u00a0<strong>Rodriguez ha lasciato parole<\/strong>. Non slogan urlati nel vuoto, ma un testo che scivola tra la filosofia morale e l\u2019autoassoluzione ideologica. Una riflessione fredda, lucida, quasi accademica \u2014 e proprio per questo pi\u00f9 inquietante. \u201c<em>La disumanit\u00e0 si \u00e8 da tempo dimostrata incredibilmente comune, banale, prosaicamente umana\u2026<\/em>\u201d. Rodriguez non si presenta come un fanatico cieco, ma come un uomo che pensa, legge, giudica. Cita\u00a0<em>Margine Protettivo<\/em>\u00a0(l\u2019operazione militare israeliana del 2014 a Gaza) come punto di svolta nella sua coscienza politica. Ma ci\u00f2 che traspare \u00e8 l\u2019arroganza intellettuale di chi crede che il pensiero giustifichi il sangue. Non \u00e8 nuovo, questo stile. \u00c8 lo stesso di Unabomber, che scriveva manifesti contro la tecnologia prima di spedire bombe. \u00c8 la voce tragica di chi confonde la comprensione della violenza con la legittimazione della violenza. Rodriguez afferma che oggi \u201cmolti americani\u201d potrebbero capire il suo gesto. Ma \u00e8 proprio questo il nodo pi\u00f9 pericoloso: la trasformazione del dolore (per Gaza, per i civili, per la Storia) in arma, e l\u2019assassinio come atto leggibile, quasi razionale.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/d.newsweek.com\/en\/full\/2566746\/luigi-mangione-givesendgo-fundraiser.png?w=1200&amp;f=cf744862f497821da54130242d757e88\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene l\u2019attentato sia stato immediatamente politicizzato, come \u00e8 normale che fosse, ci\u00f2 che inquieta non \u00e8 solo il fatto in s\u00e9, bens\u00ec\u00a0<strong>l\u2019eco che genera<\/strong>. Perch\u00e9 negli strati pi\u00f9 profondi dell\u2019America, laddove le armi sono un\u2019estensione del s\u00e9 e la solitudine si confonde con la missione, certi individui diventano simboli. Vittime dell\u2019alienazione, ma anche\u00a0<strong>piccoli idoli passeggeri<\/strong>\u00a0per chi cerca senso in un mondo scomposto. Tornano a Mangione, Rodriguez e il killer del CEO di Healthcare, pur separati da contesti e ideologie differenti, condividono una sorprendente serie di tratti comuni che li rendono incarnazioni contemporanee dello stesso archetipo: il giustiziere solitario, colto, disturbato e intenzionato a colpire il sistema con un gesto eclatante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Entrambi razionalizzano le proprie azioni attraverso una lente morale: Rodriguez parla della \u201c<em><strong>banalit\u00e0 della disumanit\u00e0<\/strong><\/em>\u201d (non ha di certo scelto a caso il lemma) e si appella al genocidio in Palestina per legittimare il suo atto, mentre Mangione afferma che \u201c<em>questi parassiti se lo meritavano<\/em>\u201c, riferendosi al mondo delle assicurazioni. In entrambi i casi, la violenza \u00e8 presentata non come un delirio, ma come una scelta etica, necessaria, quasi inevitabile. Rodriguez racconta un percorso di presa di coscienza, che lo ha portato a maturare il gesto nel tempo, a partire dal 2014. Mangione si racconta come un laureato brillante, esperto di sistemi sanitari, un \u201crivoluzionario della salute\u201d. Entrambi costruiscono un\u2019identit\u00e0 di \u201cuomini pensanti\u201d, visionari, motivati da una causa. Rodriguez spera che \u201cmolti americani\u201d comprendano il suo gesto; Mangione pianifica un omicidio in modo da massimizzare l\u2019eco mediatica. Nessuno dei due agisce nel silenzio: entrambi vogliono che il loro gesto diventi un messaggio.\u00a0<strong>La morte diventa comunicazione<\/strong>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/immersivita.it\/wp-content\/uploads\/joker-all-clowns-09-1024x576.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">I loro atti suscitano condanne, ma anche un\u2019inquietante comprensione da parte di una fetta del pubblico. Rodriguez diventa simbolo per chi denuncia il genocidio a Gaza; Mangione viene in parte celebrato in certi ambienti della sinistra radicale americana. Entrambi catalizzano una reazione ambivalente, sospesa tra sdegno e simpatia ideologica. Sia Rodriguez che Mangione sono figure complesse, lucide, ma interiormente tormentate. Non semplici folli, ma persone colte, inserite, che scelgono consapevolmente la deriva estrema. La loro violenza non nasce dal nulla, ma da una tensione crescente tra visione del mondo, disturbo e impotenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 qualcosa di Joker in tutto questo. Non il pagliaccio da cinecomic, ma il personaggio tragico che, davanti all\u2019indifferenza, sceglie l\u2019esplosione. Come Arthur Fleck, anche Elias Rodriguez sembra gridare: \u201cGuardatemi, esisto, e soffro come voi\u201d. Il problema \u00e8 che questi uomini non sono soli. Dietro di loro ci sono forum, post, retweet. C\u2019\u00e8 una America che li coccola e li consola, anche solo con un \u201c<em>non aveva tutti i torti<\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019America convive da sempre con i suoi demoni: razzismo strutturale, antisemitismo, suprematismo bianco \u2014 . Ma il problema pi\u00f9 pericoloso resta la miscela esplosiva tra isolamento sociale, alienazione personale e militanze ideologiche. \u00c8 l\u00ec che nasce la nuova forma di giustizia fai-da-te: solitaria, armata, apparentemente lucida. Individui che si costruiscono una causa e si convincono che solo la violenza possa renderla visibile. E in un Paese dove le armi sono accessibili e la solitudine \u00e8 endemica, questa combinazione \u00e8 letale. Detta in altro modo,\u00a0<strong>Mangione, Rodriguez<\/strong>, i pazzi del 6 gennaio avrebbero sparato comunque, prima o poi, indipendentemente dalla causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il gesto, ovviamente, non porta giustizia, n\u00e9 pace. \u00c8 solo la replica di un dramma collettivo, un teatro in cui la violenza diventa comunicazione estrema. Il \u201cgiustiziere\u201d moderno, che sia di estrema destra, anarchico o sinistrorso difensore di una causa sacra, \u00e8 figlio della stessa radice: quella di un Paese che da sempre coltiva la retorica dell\u2019individuo contro il mondo.<br \/>\nMa quando un uomo imbraccia un\u2019arma in nome di una bandiera \u2013 qualunque essa sia \u2013 ci\u00f2 che resta non \u00e8 mai una verit\u00e0, ma solo un vuoto pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/societa\/pensare-odiare-colpire-la-parabola-americana-dei-giustizieri-postmoderni.html\">https:\/\/it.insideover.com\/societa\/pensare-odiare-colpire-la-parabola-americana-dei-giustizieri-postmoderni.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDE OVER (Francesca Salvatore) C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente americano nel modo in cui si muore a Washington. Non per una rapina, non per caso. 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