{"id":90251,"date":"2025-05-23T09:30:37","date_gmt":"2025-05-23T07:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90251"},"modified":"2025-05-22T21:25:27","modified_gmt":"2025-05-22T19:25:27","slug":"quando-entri-nella-nato-e-non-basta-la-russia-riarma-al-confine-la-finlandia-si-preoccupa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90251","title":{"rendered":"Quando entri nella NATO e non basta: la Russia riarma al confine, la Finlandia si preoccupa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Fulvio Scaglione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90252\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747941738268-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747941738268-300x300.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747941738268-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747941738268-80x80.jpg 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747941738268-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/FB_IMG_1747941738268.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il New York Times, sulla scorta di una serie di immagini satellitari, ha raccontato che la Russia sta rafforzando la propria presenza militare al confine con la Finlandia. Il quotidiano elenca meticolosamente gli indizi: elicotteri nella base aerea di Murmansk, a circa 160 chilometri dal confine; nuovi aerei a Olenogorsk poco a Sud di Murmansk, nella base che gi\u00e0 ospita i bombardieri a lungo raggio TU-22; ad Alakurtti (50 chilometri dal confine), nuovi hangar per veicoli militari come pure a Petrozavodsk (160 chilometri dal confine), capoluogo della vicina Repubblica di Karelia; una piccola cittadina di tende nella vecchia base di Kamenka, a 60 chilometri dal confine. Per non parlare del puntamento dei missili russi. Nulla di inatteso, peraltro: quando ancora si parlava dell\u2019ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia (la prima fece il passo decisivo nell\u2019aprile del 2023, la secondo giusta un anno dopo), la Russia gi\u00e0 annunciava misure simili, e l\u2019aumento degli effettivi dell\u2019esercito da 1 milione e 1 milione e mezzo. Lo conferma del resto anche Michael Claesson, capo di stato maggiore delle forze armate svedesi: \u201cQuando chiedemmo di aderire alla Nato la Russia disse che avrebbe preso provvedimenti. E ora lo sta facendo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La ragione \u00e8 piuttosto semplice: l\u2019ingresso della Finlandia nella Nato ha pi\u00f9 che raddoppiato la \u201clinea di contatto\u201d tra la Russia e la Nato, due entit\u00e0 che gi\u00e0 si scontrano (o vogliamo continuare a raccontarci favole?) in Ucraina, portandola a 2.530 chilometri di lunghezza. Cos\u00ec la Russia si protegge contro un\u2019alleanza che sa esserle ostile. Una decisione a specchio rispetto a quella presa dalla Finlandia, appunto, nell\u2019aprile del 2023. Con una differenza, per\u00f2, di non poco conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Finlandia \u00e8 arrivata all\u2019ingresso nella Nato a valle di un complesso iter parlamentare basato, per\u00f2, su un dato di lettura assai semplice: la crescente paura dei finlandesi, che nel gennaio 2022 erano a favore dell\u2019adesione nella misura del 25% per poi rapidamente salire al 76%. La premier Sanna Marin, adeguatamente sospinta dall\u2019allora segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, aveva efficacemente lavorato su quei timori fino a ottenere il risultato sperato, appena prima di essere liquidata sia dagli elettori sia dal suo stesso partito. Che i cittadini del Paese europeo con il confine pi\u00f9 lungo con la Russia (1.340 chilometri) fosse scioccati dall\u2019invasione dell\u2019Ucraina, e che lo shock facesse rispuntare nei loro cuori i ricordi della cosiddetta \u201cGuerra d\u2019inverno\u201d (combattuta tra il novembre 1939 e il marzo 1940 in seguito all\u2019attacco russo, e conclusasi con la cessione all\u2019Urss del 10% del territorio finlandese), era cosa piuttosto naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche perch\u00e9 i finlandesi, come tutti i popoli, la storia se la raccontano sempre un po\u2019: tendono a scordare che tra il 1919 e il 1920 sostennero i russi \u201cbianchi\u201d contro i bolscevichi nella speranza di prendersi la Carelia o di aver concesso, nello stesso periodo, ospitalit\u00e0 alle navi inglesi che facevano la stessa operazione. E ricordano con un certo imbarazzo che nella seconda met\u00e0 degli anni Trenta i vertici politici e militari finlandesi erano pappa e ciccia con quelli nazisti fino al punto che, il 30 giugno del 1939, il capo di stato maggiore tedesco, generale Franz Halder, era stato invitato a Helsinki dal Governo finlandese e insignito di un\u2019alta onorificenza. Insomma: Stalin era quel che era, ma a Helsinki fecero pochissimi sforzi per fargli credere che, in caso di guerra con la Germania, la Finlandia sarebbe rimasta neutrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma torniamo al 2023. Date le giuste ragioni ai timori dei finlandesi, non va dimenticato che per molti decenni Finlandia e Russia, pur senza particolari amicizie, avevano intrattenuto rapporti non cordiali ma reciprocamente proficui. Si parlava tanto di \u201cfinlandizzazione\u201d per indicare uno stato di larvata sottomissione all\u2019Urss. Ma la politica plasmata dal premier e poi presidente Uhro Kekkonen tenne la Finlandia fuori dai guai per tutto il periodo della Guerra Fredda, senza impedirle di stringere i rapporti con l\u2019Occidente e di cavare dall\u2019ingombrante vicino russo tutti i vantaggi possibili. La Finlandia rifiut\u00f2 ill Piano Marshall, nel 1948 firm\u00f2 un patto di amicizia russo-finlandese e nel 1950 un accordo commerciale. Nel 1968 Kekkonen inaugur\u00f2 il canale di Saimaa, che attraversava anche il territorio sovietico e increment\u00f2 le relazioni commerciali, e nel 1969 scelse l\u2019Urss per farsi fornire una centrale nucleare. Si potrebbero citare tanti altri capitoli di questa \u201cneutralit\u00e0 attiva\u201d (altro nome per la \u201cfinlandizzazione\u201d), per esempio il fatto che nel 1973 la Finlandia concluse un trattato con il Comecon e nello stesso anno anche con la Cee. Per farla molto breve, ricordiamo solo che nel 2022, al momento dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, la Finlandia era membro dell\u2019Unione Europea e aveva un trattato di partnership privilegiata con la Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo, evidentemente, nel 2022 non \u00e8 bastato a tranquillizzare i finlandesi. I nostri giornali, allora, parlarono entusiasticamente dell\u2019adesione, con abbondanti narrazioni sulla \u201cgioia\u201d dei finlandesi e sugli incredibili vantaggi che essi avrebbero tratto dalla decisione. Stoltenberg si faceva beffe di Putin dicendo che lo Zar aveva aggredito l\u2019Ucraina per \u201cavere meno Nato\u201d e invece si ritrovava con pi\u00f9 Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi oggi tutto bene, no? La Nato \u00e8 pi\u00f9 larga, i finlandesi sono membri ufficiali dell\u2019Alleanza. Chi pu\u00f2 essere pi\u00f9 rilassato di loro? E invece salta fuori che sono ancora pi\u00f9 preoccupati di prima. In gennaio un sondaggio dell\u2019Helsingin Sanomat ha rivelato che il 40% di loro vorrebbe che la Nato mandasse truppe a combattere in Ucraina e che il 50% vuole che la guerra vada avanti fino alla sconfitta della Russia. In pratica, la replica di quanto aveva registrato alla fine del 2023 un altro sondaggio, commissionato dal Finnish Business and Policy Forum Eva (presieduto dall\u2019ex ministro della Difesa Carl Haglund), ha mostrato che il 90% degli intervistati considera la Russia \u201cimprevedibile\u201d, \u201cespansionista\u201d (89%) e \u201cuna minaccia militare\u201d (85%). Tanto che nell\u2019estate scorsa il Governo di Helsinki ha firmato con gli Usa l\u2019Accordo di cooperazione per la difesa (Dca), approvato all\u2019unanimit\u00e0 dal Parlamento, che prevede per gli Usa l\u2019accesso a 15 basi militari in Finlandia e autorizza la presenza e l\u2019addestramento di soldati americani, nonch\u00e9 lo stoccaggio di attrezzature militari, sul territorio finlandese. Una straordinaria dimostrazione di tranquillit\u00e0 e fiducia nella Nato, una delle infinite previsioni mancate di questi tre anni di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E adesso ci si mettono pure i russi, che rafforzano le guarnigioni al confine, come peraltro avevano promesso, e Trump che telefona a Putin. D\u2019altra parte la Von der Leyen ci ha garantito, gi\u00e0 tre anni fa, che l\u2019industria bellica russa \u00e8 a pezzi, e Mario Draghi che le sanzioni l\u2019hanno messa in ginocchio. S\u00ec, \u00e8 vero, erano tutte balle. E c\u2019\u00e8 pure il rischio che domani, quando magari arriver\u00e0 la tanto sospirata fine della guerra in Ucraina, si apra una partita altrettanto aspra per il controllo dell\u2019Artico e queste guarnigioni ai confini della Finlandia diventino la prima linea di un nuovo scontro. Ma cari finlandesi ed europei tutti, che problema c\u2019\u00e8? Siamo nella Nato, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Russia #NATO #Finlandia #Europa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/it.insideover.com\/politica\/quando-entri-nella-nato-e-non-basta-la-russia-riarma-al-confine-la-finlandia-si-preoccupa.html]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/19NvV4ygs4\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/19NvV4ygs4\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Fulvio Scaglione) Il New York Times, sulla scorta di una serie di immagini satellitari, ha raccontato che la Russia sta rafforzando la propria presenza militare al confine con la Finlandia. 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