{"id":90287,"date":"2025-05-27T11:50:29","date_gmt":"2025-05-27T09:50:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90287"},"modified":"2025-05-27T11:50:29","modified_gmt":"2025-05-27T09:50:29","slug":"lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90287","title":{"rendered":"L\u2019orientamento informativo delle universit\u00e0: marketing o pubblicit\u00e0 ingannevole?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ROARS (Salvatore Soresi)<\/strong><\/p>\n<p>Mai, come in questi ultimi anni, le scuole, e soprattutto quelle secondarie, sono state invase da \u2018orientatori\u2019 universitari pronti a presentare le loro \u2018offerte\u2019 formative e le loro convinzioni in materia delle competenze necessarie per affrontare il futuro.<\/p>\n<p>Ritenendo che l\u2019orientamento sia una cosa seria, che abbia un suo corposo spessore scientifico, importanti paradigmi di riferimento e che debba essere praticato in ossequio alle norme sancite da precisi Codici deontologici come suggerito dalle pi\u00f9 importanti associazioni internazionali interessate alle tematiche della scelta e della progettazione professionale (l\u2019IAEVG, la S.V.P, la NCDA e la SIO per quanto concerne il contesto italiano) con questo scritto invito a non sottovalutare quanto sta avvenendo in molte scuole ed universit\u00e0 dove le iniziative di orientamento vengono realizzate da colleghi che, improvvisamente, si \u2018offrono\u2019 e \u2018dedicano\u2019 ad esso, ritenendo che trattasi, tutto sommato, di semplice cosa soprattutto per loro che possono vantarsi di possedere lo status di docenti universitari. Sapendo di non essere il solo a considerare deontologicamente inaccettabile la modalit\u00e0 con la quale molto spesso viene \u2018offerto\u2019 l\u2019orientamento informativo, pur ricordando che l\u2019orientamento non dovrebbe fare a meno di stimolare ed incrementare \u00a0il ricorso al pensiero critico, a quello possibilista, controfattuale e prospettico, mi permetto di segnare che, come sostengono in molti, c\u2019\u00e8 marketing e marketing e che, come ha detto qualcuno, \u2018Si pu\u00f2 fare marketing rimanendo brave persone\u2019 (Morici, 2014) se si decide, come dovrebbe fare quello universitario, di ricoprire una funzione responsabile e generativa, in favore di uno sviluppo sociale sostenibile, del benessere delle persone aiutandole nella ricerca e nella \u2018selezione\u2019 di sensi, di significati, di progetti per i loro futuri desiderabili guardando con un certo distacco le \u2018offerte\u2019 che da destra a manca elargiscono i mercati, compresi quelli della formazione e del lavoro.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere considerato \u2018orientamento\u2019 quello che fanno tante universit\u00e0 telematiche e private che sono interessate soprattutto ad attrarre \u2018clienti\u2019 e che continuano a proporre un orientamento alla Parsons (1909) quello che, in ossequio al binomio domanda-offerta indicava \u2018l\u2019uomo giusto al posto giusto\u2019 senza chiare, ovviamente, quando un posto, un lavoro, una domanda pu\u00f2 essere considerata giusta e dignitosa\u00a0 (una universit\u00e0 telematica, ad esempio, invita a diventare nutrizionista iscrivendosi a Unipegaso:\u00a0<em>\u2018l\u2019universit\u00e0 che ti consente di lavorare e laurearti in pochi mesi\u2019<\/em>! e AlmaLaurea, che non a caso \u00e8 una srl, afferma a chiare lettere che \u2018<em>si dedica alla\u00a0<\/em><em>ricerca di profili in linea con le esigenze aziendali\u2019\u00a0<\/em>e che \u2018eroghiamo servizi per agevolare l\u2019<strong>inc<\/strong><strong>ontro fra domanda e offerta di lavoro<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>qualificato, nell\u2019intermediazione, nella ricerca e nella selezione del personale, in sinergia con gli Atenei e le Istituzioni pubbliche competenti, verso il mondo del lavoro\u2019, avvalendosi, ovviamente, della consulenza di una schiera di esperti!)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Tanti professionisti e tante agenzie dicono di fare , anzi di \u2018offrire\u2019 orientamento, ma di cosa si tratta? Molto raramente, come segnalano Pitzalis e Nota (2025) di quello formativo ed in sintonia con i valori della giustizia sociale e della lotta ad ogni forma di discriminazione. Ma almeno quello meno pretestuoso, quello meramente informativo, come viene realizzato dai nostri atenei. Pu\u00f2 essere considerato sufficientemente trasparente e dignitoso?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u2018<em>Tra il dire e il fare (orientamento) c\u2019\u00e8 di mezzo il mare\u2019.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Con questo detto mi riferisco, in particolare, alla constatazione che molti di coloro che stanno parlando di orientamento grazie ai finanziamenti del PNRR, pur dichiarando che il futuro, la formazione e il lavoro sono questioni complesse che richiedono visioni non semplicistiche e riduttive, si trovano spesso a presentare le opzioni universitarie in modo settoriale, un corso alla volta, dimenticando di invitare a tenere presente che sono sempre pi\u00f9 urgenti autentiche interazioni tra settori professionali e disciplinari diversi, forme di effettiva collaborazione, interdisciplinariet\u00e0, multidisciplinariet\u00e0 e transdisciplinariet\u00e0. La cosa, d\u2019altra parte, non dovrebbe sorprendere pi\u00f9 di tanto in quanto anche nel mondo accademico continuano ad essere molto rari i contributi di ricerca e le \u2018imprese\u2019 di orientamento che prevedono la compartecipazione di esperti provenienti da ambito di studio diversi. In effetti nell\u2019orientamento, anche in quello informativo e che va per la maggiore, anche la semplice\u00a0<em>multidisciplinariet\u00e0<\/em>, che comporterebbe la presentazione dei diversi campi di studio e\/o ambiti professionali, senza schieramenti partigiani a favore di questa o quella disciplina, non sempre viene rispettata, non sempre le diverse discipline e i diversi corsi di laurea (scientifici vs umanistici; STEM vs STEAM, ad es.) vengono presentati come ugualmente impegnativi, dignitosi ed importanti per il futuro delle persone, dell\u2019umanit\u00e0 e del nostro pianeta.<\/p>\n<p>In queste presentazioni le discipline vengono generalmente presentate una accanto all\u2019altra suggerendo di fatto che gli sconfinamenti, l\u2019uscire dai limiti, potrebbero danneggiare la reputazione e il \u2018rigore\u2019 di quella disciplina o di quella professione. Ci\u00f2 che forse come orientatori dovremmo chiedere \u00e8 che queste presentazioni, in vivo o in remoto che siano, avvengano in modo rispettoso della trasparenza ed utilizzino un tipo di Marketing 5.0 o 6.0 (Kotler, Kartajaya, Setiawan, 2016, 2025) che sono particolarmente sensibili alle questioni etico-sociali associabili alle operazioni di \u2018presentazione e promozione dei prodotti\u2019.<\/p>\n<p>Sarebbe gi\u00e0 un passo in avanti, verso il futuro, chiedere che ad occuparsi della presentazione delle diverse discipline siano i nostri pi\u00f9 giovani ricercatori e, soprattutto, quelli disposti a farsi interrogare a proposito delle ipotesi e degli obiettivi che si stanno ponendo con le \u2018loro e specifiche ricerche\u2019 in economia, o in diritto, o in ingegneria, ecc. e quali, fra dieci anni e gi\u00f9 di l\u00ec, si dovranno o sarebbe opportuno che si occupassero, i loro colleghi futuri, quelli interessati, come lo sono loro oggi, all\u2019ingegneria, all\u2019economia, alla filosofia, alla matematica, alla fisica, alla salute, ecc. (\u2018Chi fra 10, 15, 20 anni sar\u00e0 un ricercatore di ingegneria, economia, biologia ecc. di cosa si occuper\u00e0?).<\/p>\n<p>Oltre ad essere multidisciplinare, l\u2019attivit\u00e0 \u2018informativa\u2019 di orientamento potrebbe essere anche\u00a0<em>interdisciplinare<\/em>: a differenza di quanto sopra, in questo caso si dovrebbero segnalare soprattutto i \u00a0vantaggi derivanti dall\u2019integrazione di due o pi\u00f9 \u2018saperi e visioni\u2019, ugualmente interessanti ed importanti, in funzione di uno scopo o di un obiettivo, pur muovendosi da diverse angolazioni e punti di vista. Qui, oltre al costituirsi di collegamenti ed interazioni stabili tra ricercatori e campi di studio, verrebbe privilegiato un\u00a0<em>fare ricerca assieme<\/em>\u00a0a colleghi che posseggono modalit\u00e0 di analisi e riflessione non facilmente sovrapponibili. Optando per l\u2019interdisciplinariet\u00e0, la presentazione delle offerte formative risulterebbe probabilmente maggiormente convincente se, a farla, saranno direttamente gli attori che stanno ponendo in essere in modo congiunto conoscenze e metodologie tradizionalmente appartenenti a discipline diverse (ad esempio, progetti che richiedono competenze di biologia ed informatica per sviluppare software di tipo medico, o di psicologia e neurologia, di scienze naturalistiche ed urbanistiche, etiche ed economiche, giuridiche e filosofiche, ecc.). Anche in queto caso, purtroppo, viene spontaneo domandarci se e quanto, in materia di orientamento, pur parlando di interdisciplinariet\u00e0, sono disponibili pubblicazioni scientifiche firmate da ricercator* afferenti a raggruppamenti SSD diversi, quanti progetti di ricerca a proposito delle dimensioni e delle variabili implicate nei processi di scelta, sono effettivamente interdisciplinari,\u00a0 di quante \u2018co-presenze\u2019 si avvalgono i nostri usuali open day e i materiali che vengono \u2018gratuitamente\u2019 distribuiti in quei contesti.<\/p>\n<p>L\u2019orientamento che guarda effettivamente al futuro, ad \u2018oriente\u2019, verso la luce e il sorgere del sole, afferma che non \u00e8 sufficiente chiedere a due ricercatori impegnati in discipline diverse di lavorare ed \u2018esplorare assieme\u2019: sembra dirci che \u00e8 sempre meno rinviabile la formalizzazione, anche all\u2019interno dei nostri atenei e dei nostri servi, la presenza e la \u2018stabilizzazione\u2019 \u2018di gruppi marcatamente eterogenei di ricerca\u2019 che vedono lavorare assieme filosofi, matematici, economisti, architetti, giuristi, ingegneri, medici, psicologi, ecc., accumunati dal desiderio di collaborare per intraprendere assieme e farsi carico di \u2018imprese quasi impossibili\u2019 come quelle che appartengono alla schiera dei cosiddetti wiked problem (Rittel e Webber, 1973; Soresi, 2022; Gray et al. 2023) e quelle associabili alla lotta al lavoro indecente e ad ogni forma di disuguaglianza e discriminazione. Questi gruppi potrebbero essere considerati\u00a0<em>transdisciplinari<\/em>\u00a0in quanto, andando oltre le discipline tradizionali e sconfinando sistematicamente, cercano di risolvere problemi complessi con approcci che potrebbero essere ritenuti addirittura \u2018deliranti\u2019<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, globali ed inclusivi. Sarebbe bello, in un programma di orientamento anche informativo, che alle presentazioni dei diversi corsi di laurea, venissero fatti seguire da dibattiti e lavori di gruppo a proposito, ad esempio, del contributo che la filosofia, la matematica, l\u2019urbanistica la medicina ecc. potrebbero fornire al ridimensionamento di problemi difficili e complessi, come quelli della competizione eccessiva che conduce a pochi vincenti e a molti perdenti, a conflitti pi\u00f9 che ad armoniche collaborazioni, o a non occuparci sufficiente di quei 17 obiettivi che l\u2019ONU, da tempo, ha indicato alle nazioni di tutto il pianeta.<\/p>\n<p>I progetti e programmi tranas-disciplinari di orientamento, come quelli che in altre occasioni abbiamo presentato come 5.0 (Soresi, 2023; Soresi e Nota, 2023; Pitzalis e Nota, 2025) si caratterizzano \u00a0per la presenza di linguaggi diversi, di quelli propri dell\u2019economia, della sociologia, delle scienze ambientali, di questa o quella disciplina hard o soft, ecc. al fine di aiutare gli studenti, ma non solo, a sviluppare visioni olistiche delle possibili e future carriere, ad immaginare \u2018scenari attraenti\u2019 anche a coloro che hanno appreso soprattutto, e a loro spese, a diffidare e a praticare quell\u2019impotenza appresa di cui da tempo ci hanno parlato tanti giganti dell\u2019apprendimento e dell\u2019orientamento.<\/p>\n<p>La prospettiva \u2018metodologica\u2019 che a proposito delle collaborazioni di cui necessita il mondo della ricerca e quello dell\u2019intervento sociale e che attira maggiormente le simpatie dell\u2019orientamento 5.0 \u00e8 per\u00f2 quello\u00a0<em>dell\u2019intersezionalit\u00e0\u00a0<\/em>che<em>,\u00a0<\/em>come noto, trova le sue origini nella storia femminista e antirazzista e che consente di evidenziare le relazioni esistenti tra i diversi fattori di discriminazione e le modalit\u00e0 di fatto in atto nella gestione pi\u00f9 o meno partecipata dei diversi processi decisionali. Come ricorda Manfroni (2024) l\u2019intersezionalit\u00e0 ci invita a ritenere \u2018che<em>\u00a0ogni persona non pu\u00f2 essere definita da una sola categoria identitaria e, di conseguenza, pu\u00f2 essere oppressa o godere di privilegi per ragioni diverse<\/em>\u2019 (p. 1). Non sarebbe pertanto una modalit\u00e0 \u2018intersezionista\u2019 procedere, come ci ha abituato a fare anche tanta psicologia del lavoro e delle organizzazioni, l\u2019individuazione di \u00a0\u00a0tipologie da utilizzare per poter disporre di profili, classifiche, diagnosi, valutazioni, consigli, dimenticando, volutamente o non, che ogni situazione, ogni persona, ogni gruppo, ogni evento, ogni problema \u00e8 diverso, singolare, e, questo, anche a proposito delle loro vulnerabilit\u00e0 e fragilit\u00e0 possibili. \u2018Farne di tutto un fascio\u2019, o tanti fasci, sulla base di distribuzioni statistiche pi\u00f9 o meno accurate, senza tener di conto dei diversi livelli e delle diverse categorie di oppressione dalle quali potrebbero risultare colpiti i diversi \u2018partecipanti\u2019 ai campioni di standardizzazione dei nostri strumenti, \u00e8, come minimo, riduttivo e superficiale in quando nasconde l\u2019eterogeneit\u00e0 delle necessit\u00e0, dei bisogni, delle preoccupazioni e delle aspirazioni delle persone.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><em>Anche l\u2019orientamento universitario ricorre alla pubblicit\u00e0 ingannevole?<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Chi si rivolge all\u2019orientamento va in cerca, molto spesso, di \u2018chiarezza\u2019, di aiuto, di \u00a0\u2018neutralit\u00e0\u2019, in quanto sono sovente consapevoli che possono essere bersaglio di imprese ed agenzie che, pur di rimanere competitive, non disdegnano di ricorrere a pubblicit\u00e0 ingannevoli, a fome di marketing<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0tutt\u2019altro che trasparenti, etiche, ad \u2018avvertimenti\u2019 e messa in guardia, (ad\u00a0<em>advertising,<\/em>\u00a0come \u00a0direbbero gli inglesi) o ad altisonanti richiami (<em>r\u00e9clame,\u00a0<\/em>come dicono i francesi<em>)\u00a0<\/em>incrementando sovente perplessit\u00e0, incertezze, paure e titubanze nei confronti del futuro (Re e Mosca, 2007).<\/p>\n<p>Con questo non auspico la messa al bando toutcourt del Marketing (anche le buone idee, le innovazioni, i valori, l\u2019idea di giustizia, il rifiuto delle disuguaglianze, la pace e lo stesso orientamento 5.0, debbono essere adeguatamente proposte e \u2018propagandate\u2019!), ma si ritiene importante insegnare, a chi partecipa alle nostre sessioni di orientamento, a non prendere per oro colato tutto ci\u00f2 che viene esposto nelle fiere dell\u2019orientamento o enfatizzato nei diversi siti web.<\/p>\n<p>In altre parole, mi piacerebbe molto che, anche nell\u2019ambito dell\u2019orientamento informativo, non ci si limitasse a fornire risposte, ma si ponessero anche domande, dubbi, possibilit\u00e0 diverse, interrogativi a proposito di cosa ci si pu\u00f2 o ci si dovrebbe attendere dai mercati, dalle imprese, dai servizi, compresi ovviamente quelli della formazione, della ricerca e dello stesso dell\u2019orientamento. Quanto relazionale, olistico, etico e sociale \u00e8 il marketing a cui anche gli Istituti di formazione e le Universit\u00e0 fanno ricorso?<\/p>\n<p>Coloro che allestiscono gli stand, oltre a voler attirare l\u2019attenzione degli studenti e degli insegnanti, quanto autenticamente palesano la loro responsabilit\u00e0 sociale invitando i possibili consumatori (gli studenti nel nostro caso) a riflettere e a contrastare le politiche di iperconsumo, a rispettare importanti valori quali quelli della salvaguardia dell\u2019ambiente, della salute, di uno sviluppo effettivamente sostenibile, dell\u2019inclusione, ecc.?<\/p>\n<p>Forse \u00e8 pretendere troppo che in quelle manifestazioni o nei siti web delle nostre universit\u00e0 traspaia nettamente il ricorso a quello che \u00e8 stato definito marketing 5.0 o, addirittura 6.0, o almeno quello 4.0 \u00a0che come da tempo hanno indicato Kotler, Kartajaya e Setiawan, \u00a0(2016), oltre ad utilizzare i supporti digitali e a mettere in evidenza i cambiamenti che le tecnologie emergenti stavano producendo, \u00e8 attento sia ai comportamenti dei \u2018consumatori\u2019 che alle necessit\u00e0 delle \u2018aziende\u2019 e al monitoraggio , tramite persino appositi Blog, video, podcast, e post sui social media, di ci\u00f2 che accade anche dopo il post vendita (pardon: dopo l\u2019iscrizione a questo o a quel corso di laurea) a proposito, ad esempio, della soddisfazione dei diversi \u2018clienti\u2019?<\/p>\n<p>Fortunatamente incominciano ad essere abbastanza numerosi gli orientatori che ritengono opportuno, preparare gli studenti a guardarsi dalle pubblicit\u00e0 ingannevoli alle quali pi\u00f9 o meno consapevolmente anche gli Istituti di formazione e le universit\u00e0 potrebbero ricorrere presentando le proprie \u2018offerte\u2019.<\/p>\n<p>Nel far questo almeno tre momenti, tre fasi dovrebbero essere implementate:<\/p>\n<p>1) Con la prima si potrebbe consentire allo student* di precisare il o i problemi di cui in futuro vorrebbe occuparsi (spesso derivano dall\u2019analisi delle sue preoccupazioni, dall\u2019individuazione di ci\u00f2 che lo\/la fa maggiormente indignare, dalle aspirazioni che si nutrono, ecc.). Come Guichard ricorda (2022) chi fa orientamento dovrebbe occuparsi e preoccuparsi di pi\u00f9 di quello\u00a0<em>sgomento<\/em>\u00a0e di quell\u2019<em>inquietudine<\/em>\u00a0che Guillebaud (2006) indicava come sempre pi\u00f9 presenti e condivisi nelle societ\u00e0 contemporanee occidentali e, ci sembra opportuno aggiungere, in fasce giovanili sempre pi\u00f9 estese. Per queste ragioni, ed anche per suscitare interesse nei confronti dell\u2019orientamento e del futuro, pu\u00f2 essere d\u2019aiuto, anche se ci si propone unicamente di informare, provocare reazioni con quesiti di questo tipo: \u2018Ma per voi, quando inizier\u00e0 il vostro futuro? Se poteste chiedere ad un futurologo, ad uno scienziato che studia ci\u00f2 che potr\u00e0 accadere, cosa chiedereste? \u00a0O ancora \u2018In futuro, in quello che desiderate maggiormente, cosa non vorreste pi\u00f9 vedere? Cosa vi piacerebbe studiare e fare (lavorare) per contribuire a far s\u00ec che tutto questo si realizzi?<\/p>\n<p>Girando tra gli stand, perch\u00e9 non chiedete: \u2018In quale vostro corso di laurea si studia soprattutto ci\u00f2 che mi sta effettivamente a cuore (come si lottano le disuguaglianze? Come si fa prevenzione a proposito delle malattie pi\u00f9 insidiose e delle pandemie? Come si rende attraente lo studio? Come si debella la povert\u00e0? Come si prevengono gli incidenti e le morti sul lavoro? Dove sono previsti insegnamenti di economia etica? Di informatica per la tutela della privacy? E dove si dibatte di pace, di solidariet\u00e0, di lavoro cooperativistico? In quali corsi di laurea il parere degli studenti viene sistematicamente richiesto e tenuto in considerazione nella progettazione didattica? Le prove di accesso eventualmente presenti, quali saperi privilegiano? Tengono conto degli interessi e delle esperienze maturate dagli studenti? Come viene favorita l\u2019integrazione? Ecc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2) Dopo la raccolta delle informazioni, si potrebbe suggerire di procedere, con operazioni di confronto al fine restringere le opzioni da considerare in sede di decision making, con la compilazione, di tabelle riassuntive simili a quella qui di seguito riprodotta a titolo meramente esemplificativo. Utili, successivamente, \u00a0potrebbero risultare le indicazioni che da tempo hanno suggerito gli studiosi dell\u2019<em>utilit\u00e0 attesa\u00a0<\/em>ponderando, per ciascuna opzione vanteggi e svantaggi (Nota, Mann, Soresi e Friedman, 2002; Heppner,1988; Peterson et.al. 1996).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-83518 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"1040\" height=\"468\" \/><\/p>\n<p>Dopo questa prima ricognizione si potrebbero invitare gli studenti ad andare pi\u00f9 a fondo, visionando almeno le presentazioni degli insegnamenti considerati maggiormente attraenti. L\u2019esempio riportato nel riquadro sottostante pu\u00f2 essere ritenuto una guida sufficiente articolata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-83519 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"1168\" height=\"1036\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3) Un orientamento informativo di qualit\u00e0 potrebbe, infine, sollecitare un\u2019analisi attenta dei diversi siti web tramite i quali gli Istituti di formazione e le Universit\u00e0 promuovono le proprie offerte.<\/p>\n<p>Dopo aver chiesto ai nostri studenti di navigare in quelli che, a prima vista, considero interessanti e pertinenti alle proprie aspettative ed aspirazioni (quelle di universit\u00e0 che propongono percorsi formativi in sintonia con i \u2018problemi\u2019 considerati importanti ed urgenti dallo studente o dalla studentessa e gi\u00e0 individuati nel passo precedente) si pu\u00f2 chiedere di riflettere a proposito della qualit\u00e0 del marketing utilizzato per la presentazione delle diverse offerte formative. Qui, magari dopo aver parlato almeno un po\u2019 di pubblicit\u00e0 ingannevole e agnotologia (Proctor, 2004), potrebbe essere sufficiente chiedere loro di rispondere e discutere assieme:<\/p>\n<p>\u2013 Se e quanto \u00e8 stato facile individuare e trovare il corso ritenuto interessante;<\/p>\n<p>\u2013 Se \u00e8 indicato il periodo durante il quale verr\u00e0 attivato (ad es. primo o secondo semestre?);<\/p>\n<p>\u2013 \u00a0Se c\u2019\u00e8 l\u2019orario delle lezioni (giorni e ore in cui si svolgono);<\/p>\n<p>\u2013 Se ci sono informazioni adeguate a proposito docenti (come contattarli, E-mail, numeri di telefono, uffici e orari di ricevimento?<\/p>\n<p>\u2013 Se ci sono brevi biografie, descrizione delle loro qualifiche, dei loro interessi di ricerca e delle esperienze maturate?<\/p>\n<p>\u2013 La descrizione del Corso pu\u00f2 considerarsi esaustiva? (contiene l\u2019elenco degli obiettivi che si propone, la sintesi degli argomenti trattati, la necessit\u00e0 del possesso di alcuni prerequisiti ritenuti fondamentali, l\u2019indicazione delle conoscenze necessarie o dei corsi che precedentemente andrebbero frequentati?);<\/p>\n<p>\u2013 Ci sono precisi riferimenti a libri di testo obbligatori e\/o consigliati, con titoli, autori ed edizioni?<\/p>\n<p>\u2013 Sono presenti link a risorse online, articoli, siti web o piattaforme di e-learning che saranno utilizzati nel corso?<\/p>\n<p>\u2013 Si fa riferimento al tipo di didattica che sar\u00e0 utilizzata (ad es. lezioni frontali, laboratori, esercitazioni, ecc.)?<\/p>\n<p>\u2013 Contiene informazioni precise a proposito delle modalit\u00e0 che saranno utilizzate per lo svolgimento degli esami (es: in forma orale o scritta, tramite domande aperte o questionari con item a scelta multipla, ecc,)?<\/p>\n<p>\u2013 \u00c8 indicato se e in che misura vengono valorizzate, in sede di valutazione, la partecipazione alla realizzazione di progetti personali o collettivi, il contributo offerto alle discussioni e partecipazioni alle attivit\u00e0 d\u2019aula, eventuali attivit\u00e0 extra-accademiche, ecc.?);<\/p>\n<p>\u2013 I costi da sostenere per ottenere l\u2019iscrizione e la frequenza sono facilmente reperibili?<\/p>\n<p>\u2013 Le informazioni e i dati relativi ai tassi di ammissione e ai criteri di selezione sono indicati in modo sufficientemente chiaro (ad es. contenuti delle prove di ammissione, quanti studenti vengono ammessi rispetto al numero di domande pervenute, ecc.?);<\/p>\n<p>\u2013 Il sito riporta \u2018le voci degli studenti\u2019? Si tratta unicamente di \u2018storie di successo\u2019 o sono rappresentative della maggioranza degli iscritti?<\/p>\n<p>\u2013 Vengono fornite statistiche sui risultati accademici e professionali della totalit\u00e0 degli studenti? Ci sono informazioni accurate a proposito delle prospettive di lavoro dei laureati (ad es. statistiche e testimonianze di ex studenti?);<\/p>\n<p>\u2013 Se un ateneo si definisce \u2018eccellente\u2019, a quale agenzia di rating fa riferimento? (alla Standard &amp; Poor\u2019s, alla Moody\u2019s, alla Fitch Ratings, alla QS World University Rankings, alla Times Higher Education (THE) World University Rankings, all\u2019Academic Ranking of World Universities (ARWU) o all\u2019Europea U-Multirank che consente di confrontare le universit\u00e0 sulla base di alcuni criteri specifici quali, ad esempio, quelli riguardanti la relazione insegnamento-apprendimento, le pubblicazioni interdisciplinari, l\u2019orientamento internazionale e il coinvolgimento nelle realt\u00e0 territoriali)? \u00e8 corretto che si considerino \u2018eccellenti\u2019 quelle che si posizionano al 111\u00b0, al 132\u00b0 o al 133\u00b0 posto della graduatoria?<\/p>\n<p>\u2013 Sono precisate le collaborazioni e partnership che l\u2019ateneo intrattiene con altre istituzioni educative, aziende o organizzazioni?<\/p>\n<p>\u2013 Sono indicate con chiarezza le sue politiche per l\u2019inclusione e la valorizzazione delle diversit\u00e0?<\/p>\n<p>\u2013 Le informazioni a proposito di come godere di supporti finanziari e borse di studio, sono chiare, dettagliate e facilmente accessibili?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Probabilmente, per un orientamento universitario informativo di qualit\u00e0, si pu\u00f2 sicurante fare ancora di meglio e di pi\u00f9 ed \u00e8 questo l\u2019auspicio che mi ha spinto a scrivere queste poche righe.<\/p>\n<p>Si potrebbe, ad esempio, iniziare a non parlare pi\u00f9 di pi\u00f9 di\u00a0<em>orientamento in entrata, in itinere ed in uscita<\/em>\u00a0in quanto queste \u2018differenziazioni\u2019 mascherano in modo poco etico che:<\/p>\n<ol>\n<li>a) il primo, altro non \u00e8 che un insieme di\u00a0<em>operazioni di valutazione e selezione<\/em>\u00a0teso a valutare le competenze e l\u2019idoneit\u00e0 degli studenti che hanno gi\u00e0 espresso il loro desiderio di accedere a questo o a quel corso;<\/li>\n<li>b) il secondo, una sorta di monitoraggio dei tempi e della qualit\u00e0 dell\u2019apprendimento con la buona intenzione, ovviamente, di ridurre quei ritardi che minerebbero l\u2019efficienza e l\u2019efficacia dei nostri corsi senza per\u00f2 mettere in discussione la qualit\u00e0 della didattica che \u00e8 stata di fatto posta in essere;<\/li>\n<li>c) il terzo, infine, non ha proprio nulla a che fare con l\u2019orientamento in quanto non si propone di aiutare a scegliere e costruire futuri; si tratta di un vero e proprio servizio di collocamento di cui ad avvantaggiarsene sono proprio quelle imprese che, anche in nome della terza missione, sono riuscite ad ottenere le simpatie, spesso non gratuitamente, dei nostri atenei. Quello \u2018in uscita\u2019 a mio avviso, rappresenta\u00a0<em>la morte dell\u2019orientamento<\/em>\u00a0<em>e l\u2019offerta di dati e profili a coloro che trovano vantaggioso, non aiutare le persone a scegliere<\/em>\u00a0(scopo ultimo dell\u2019orientamento)\u00a0<em>ma selezionare e scegliere i nostri neolaureati!<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019orientamento, quello con la O maiuscola, \u00e8 tutt\u2019altra cosa in quanto non si accontenta di considerare il presente e le sue offerte, ma guarda alla Societ\u00e0 5.0, a quella che verr\u00e0, caratterizzandosi essenzialmente come dispositivo di prevenzione e volano di giustizia sociale che fa ricorso a percorsi formativi al fine di diffondere il pensiero critico, possibilista, prospettico, invitando al contempo ad immaginare e tentare di costruire cosa si desidera che accada tra 10, 15 o 20 e a non limitarsi a considerare solo cosa i mercati di oggi propongono e sono disposti ad offrire.<\/p>\n<p>Da un punto di vista etico e professionale, infine, \u00e8 tollerabile che chi pone numeri chiusi e prove di ammissione, organizzi al contempo tanti workshop e webinar per insegnare \u2018come si superano le prove di ammissione e selezione\u2019, \u2018come si suscita una buona impressione negli interlocutori\u2019, \u2018come \u00e8 opportuno addobbarsi in vista di un colloquio di selezione\u2019, \u2018come sviolinare le proprie competenze\u2019, \u2018come si scrive un curriculum\u2019, \u2018come dimostrare che si nutre una bella impressione di questa o quella impresa\u2019 e cos\u00ec via!<\/p>\n<p>L\u2019orientamento pu\u00f2 essere trattato come disciplina dell\u2019apparire?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>Gray, A.N, Pelz, K., Hayward, G.D., Schuler, W., Salverson, T., Palmer, M., Schumacher, C., Woodall, C.W. (2023).\u00a0<em>Perspectives: The wicked problem of defining and inventorying mature and old-growth forests.\u00a0<\/em><em>Forest Ecology and Management<\/em>, Vol.15, October 121350.<\/p>\n<p>Guichard, J. (2022),\u00a0<em>Qual accompagnamento all\u2019orientamento in questo inizio di 21mo secolo<\/em>? Isre, 1, 15 aprile.<\/p>\n<p>Guichard, J., &amp; Huteau, M. (2003).\u00a0<em>Psychologia dell\u2019orientamento professionale. Teorie e pratiche per orientare la scelta negli studi e nelle professioni.<\/em>\u00a0Milano\u00a0: Raffaello Cortina Editore.<\/p>\n<p>Guillebaud, J.-C. (2006).\u00a0<em>La grande inqui\u00e9tude<\/em>.\u00a0<em>Etudes, 404,\u00a0<\/em>n\u00b01, 11-21.<\/p>\n<p>Heppner, P.P. (1988).<em>The Problem-Solving Inventory: Manual<\/em>. Consulting Psychologists Press, Paolo Alto, CA.<\/p>\n<p>Kotler, P., Kartajaya, H., Setiawan, I. (2016)\u00a0<em>Marketing 4.0: Moving from Traditional to Digital,\u00a0<\/em>John Wiley &amp; Sons Inc.<\/p>\n<p>Kotler, P., Kartajaya, H., Setiawan, I. (2025)\u00a0<em>Marketing 6.0. futuro \u00e8 immersivo<\/em>. Milano: Hoepli.<\/p>\n<p>Manfroni, A. (2024).\u00a0<em>Appunti sul concetto di intersezionalit\u00e0<\/em>. La Rivista culturale.com, 11 gennaio<\/p>\n<p>Morici, G. (2014).\u00a0<em>Fare marketing rimanendo brave perso<\/em>ne. Milano: Feltrinelli.<\/p>\n<p>Nota, L. Mann, L., Soresi, S., Friedman, I.A. (2002).\u00a0<em>Scelte e decisioni scolastico-professionali<\/em>. Firenze, Giunti-OS.; Heppner,1988;<\/p>\n<p>Parsons, F. (1909).\u00a0<em>Choosing a Vocation<\/em>. Boston, MA,Houghton Mifflin.<\/p>\n<p>Peterson, G.W., Sampson, J.P., Reardo, R.C., Lenz, J.G. (1996)\u00a0<em>A cognitive information processing approach to career problem solving and decision-making.<\/em>\u00a0In D. Brown e L. Brooks (eds).\u00a0<em>Career choice and development<\/em>. Jossey-Bass Publishers. San Francisco.<\/p>\n<p>Pitzalis, M., Nota, L. (2025).\u00a0<em>L\u2019orientamento a scuola. Per costruire societ\u00e0 inclusive, eque, sostenibili.<\/em>\u00a0Milano, Mondadori Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Proctor, R. N. (2004).\u00a0<em>The Political Uses of Ignorance.<\/em>\u00a0In Science, Technology, &amp; Human Values, 29(2), 154-173.<\/p>\n<p>Re, P., Mosca F. (2024).\u00a0<em>Il marketing nell\u2019attuale contesto competitivo<\/em>. Torino: McGraw-Hill Education.<\/p>\n<p>Rittel, H. and Webber, M. (1973).\u00a0<em>Dilemmas in a General Theory of Planning.<\/em>\u00a0Policy Sciences, 4(2), 155-169.<\/p>\n<p>Soresi, S, (2024).\u00a0<em>C\u2019\u00e8 pi\u00f9 orientamento al futuro nelle \u2018nuove linee guida ministeriali\u2019 o in ChatGPT<\/em>?\u00a0<em>Roars,<\/em>13 giugno.<\/p>\n<p>Soresi, S. (2022).\u00a0<em>Informazione, fra problemi ribelli e speranze per il futuro, in Adolfato, M., Nota, L. e Reale R., Aver cura del vero. Come far crescere una societ\u00e0 inclusiva<\/em>. Giornalismo e ricerca: storia del Laboratorio Padova. Nuovadimensione, Portogruaro.<\/p>\n<p>Soresi, S., Nota, L. (2020).\u00a0<em>L\u2019orientamento e la progettazione professionale<\/em>, Il Mulino.<\/p>\n<p>Soresi (2023).\u00a0<em>A proposito delle innovazioni introdotte nelle nuove linee guida per l\u2019orientamento<\/em>. Nuova Secondaria, 7, XL, pp. 170-177.<\/p>\n<p>Soresi S. e Nota L., (2023).\u00a0<em>L\u2019orientamento 5.0. \u2026quello che non si accontenta di valutare e profilare<\/em>, Nuova Secondaria, 4, XLI, 134-146.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Non \u00e8 certamente possibile considerare \u2018sostenibile\u2019 e tanto meno formativo quell\u2019orientamento che, dopo la proposta di un questionario online, produce profili \u2018bestiali\u2019, che continua a parlare di discipline pi\u00f9 che di problemi, a chiedere \u2018che cosa vuoi fare da grande\u2019 dando pertanto del \u2018piccolo\u2019 a chi accede ad AlmaLaurea, e a cliccare \u2018su ogni animaletto\u2019 \u2013 dalla tartaruga al leone, dal cane di guardia al gatto sornione, dalla formica ambiziosa al cavallo di Zorro, al lupo d\u2019appartamento, dall\u2019ornitorinco all\u2019aquilotto alpino e al delfino mediterraneo \u2026 a quello cio\u00e8 che \u2018\u2026non \u00e8 soddisfatto della flessibilit\u00e0 dell\u2019orario di lavoro, della possibilit\u00e0 di disporre di tempo libero, del luogo di lavoro, del rapporto con i colleghi, della possibilit\u00e0 di essere automi e indipendenti, della stabilit\u00e0 del proprio lavoro. Ma gli 82 Atenei che aderiscono a questo Consorzio, prima di trasmettergli i dati dei propri laureati, si sono chiesti che condividono questa visione marcatamente neoliberista della formazione e questo modo obsoleto di fare orientamento? Sanno che tra i suoi obiettivi specifici figura il \u2018raccogliere e rendere disponibili online i CV dei laureati (oggi 4.115.00) per agevolare l\u2019incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato; valutare le esigenze e i profili professionali richiesi dalle imprese pubbliche e private, italiane e stranire e svolgere attivit\u00e0 di\u00a0<strong>ricerca e selezione del personale\u00a0\u00a0<\/strong>\u2013 il grassetto \u00e8 nel sito di AmaLaurea \u2013 \u2026 societ\u00e0 autorizzata dal Ministero del Lavoro all\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 di ricerca e selezione del personale\u2026\u2019? Se si, mi auguro almeno che i vari Delegati all\u2019orientamento chiedano di ricorre ad un \u2018bestiaro\u2019 maggiormente riconosciuto a livello internazionale, di indicare, in modo trasparente, a quale modello e a quali paradigmi scientifici intendono ancorarsi pur nell\u2019intento di agevolare le imprese a scegliere e selezionare i propri neolaureati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Proprio nel senso latino di uscire, oltrepassare i solchi, i confini (\u2018de -fuori- e -lira- solco confine\u2019). Chiedere ai ricercatori e agli orientatori di essere un po\u2019 deliranti, di parlare di lotta alle disuguaglianze, di inclusione, della necessit\u00e0 di superare il neoliberismo, di non essere anch\u2019essi succubi dei mercanti, pu\u00f2 forse significare anche chiedere loro di essere un po\u2019 visionari, indisciplinati, un po\u2019\u2019fuori\u2019 e questo, ovviamente, non tutti sono disposti a farlo o ad essere considerati tali.<\/p>\n<p>Forse, per\u00f2, potremmo ridimensionare il rischio di essere considerati unicamente dei provocatori teorici, che non hanno i piedi per terra, allenandoci a nostra volta a presentare le nostre argomentazioni in modo chiaro, razionale e con dati ed evidenze scientifiche che potrebbero rendere maggiormente convincenti, \u2018costruttivi\u2019 e praticabili inostri auspici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Anche in questo caso l\u2019uso del plurale \u00e8 d\u2019obbligo. Pur trattandosi di una disciplina tutto sommato molto recente risalente alla prima met\u00e0 del secolo scorso, si presenta gi\u00e0 con molteplici definizioni enfatizzanti certamente contenuti, paradigmi e valori diversi (vds, ad es. Re e Mosca (2014) che affermano che il Marketing non \u00e8 pi\u00f9 unicamente centrato sulla vendita di prodotti e servizi come faceva quello che \u00e8 definibile come Marketing 1.0 e che era contemporaneo all\u2019Industria, alla Societ\u00e0 e all\u2019Orientamento 1.0 propri della fine del \u2018800 (Parsons, 1909; Guichard e Huteau, 2003).<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/\">https:\/\/www.roars.it\/lorientamento-informativo-delle-universita-marketing-o-pubblicita-ingannevole\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ROARS (Salvatore Soresi) Mai, come in questi ultimi anni, le scuole, e soprattutto quelle secondarie, sono state invase da \u2018orientatori\u2019 universitari pronti a presentare le loro \u2018offerte\u2019 formative e le loro convinzioni in materia delle competenze necessarie per affrontare il futuro. Ritenendo che l\u2019orientamento sia una cosa seria, che abbia un suo corposo spessore scientifico, importanti paradigmi di riferimento e che debba essere praticato in ossequio alle norme sancite da precisi Codici deontologici come&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":84685,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ROARS.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nuf","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90287"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90287"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90287\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90288,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90287\/revisions\/90288"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90287"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90287"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}