{"id":90289,"date":"2025-05-28T08:30:00","date_gmt":"2025-05-28T06:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90289"},"modified":"2025-05-27T14:20:51","modified_gmt":"2025-05-27T12:20:51","slug":"la-protesta-di-duemila-funzionari-ue-e-ora-di-fare-qualcosa-per-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90289","title":{"rendered":"La protesta di duemila funzionari UE: \u201c\u00c8 ora di fare qualcosa per Gaza\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Stefano Baudino)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90290\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gaza-UE-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gaza-UE-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gaza-UE-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gaza-UE.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_69 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_69\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p>\u00abLe istituzioni dell\u2019UE non sono riuscite a far valere la propria influenza politica, diplomatica ed economica per migliorare la situazione a Gaza\u00bb. \u00c8 questo\u00a0<strong>il duro atto d\u2019accusa al centro della lettera firmata da circa 2.400 funzionari europei<\/strong>\u00a0e rivolta ai vertici dell\u2019UE. A redigerla sono stati i membri del gruppo \u201cEU Staff for Peace\u201d, che, a un anno esatto dal loro primo appello, tornano a denunciare pubblicamente\u00a0<strong>la paralisi morale e istituzionale dell\u2019Unione davanti a una delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo<\/strong>. Una presa di posizione che soltanto adesso \u2013 a quasi due anni dall\u2019inizio del genocidio a Gaza, con una popolazione decimata e affamata da mesi a causa delle azioni dell\u2019esercito israeliano nell\u2019enclave \u2013 raccoglie un\u2019ampia adesione.<\/p>\n<p>Nel maggio 2024, lo stesso gruppo di funzionari \u2014 provenienti dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e da diverse agenzie dell\u2019Unione \u2014 aveva scritto ai presidenti delle tre principali istituzioni comunitarie, chiedendo\u00a0<strong>una svolta politica nella gestione della crisi in Medio Oriente<\/strong>. Oggi, a distanza di un anno, la situazione non solo non \u00e8 migliorata, ma \u00e8 drammaticamente peggiorata: oltre 54mila le vittime a Gaza, secondo fonti ONU, e circa 1,5 milioni di persone sull\u2019orlo della fame a causa dei blocchi israeliani degli aiuti umanitari. La nuova missiva,\u00a0<a href=\"https:\/\/eustaff4peace.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">inviata<\/a>\u00a0nei giorni scorsi ai vertici UE, critica duramente le istituzioni europee, accusandole di aver \u00ab<strong>contribuito al clima di irresponsabilit\u00e0 che ha portato all\u2019invasione su vasta scala della Striscia di Gaza<\/strong>\u00a0in atto in questo momento\u00bb. Per i firmatari, la risposta dell\u2019Unione si \u00e8 rivelata non solo insufficiente, ma anche tardiva.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019annuncio recente della revisione dell\u2019accordo di associazione UE-Israele \u2013 a 20 mesi dall\u2019inizio del conflitto, mentre migliaia di bambini rischiano la fame per il rinnovato blocco degli aiuti umanitari \u2013 solleva\u00a0<strong>serie preoccupazioni sull\u2019adeguatezza e sulla tempistica della risposta dell\u2019Ue<\/strong>\u00bb, ha dichiarato Zeno Benetti, uno dei co-autori della lettera. Il riferimento \u00e8 alla decisione comunicata pochi giorni fa dall\u2019Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas di\u00a0<strong>avviare una revisione dell\u2019accordo commerciale tra Bruxelles e Tel Aviv<\/strong>, siglato nel 2000. Una mossa sollecitata da 17 dei 27 Stati membri, che potrebbe portare alla sospensione della partecipazione israeliana ai programmi europei di ricerca scientifica. Nell\u2019appello, il gruppo EU Staff for Peace parla di una mossa \u00abdevastantemente tardiva per le migliaia di persone uccise a Gaza\u00bb.<\/p>\n<p>Tra le richieste gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/eustaff4peace.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/EU-staff-for-peace-letter-to-EU-presidents-23rd-May-2024-3.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">avanzate<\/a>\u00a0nel 2024 \u2014 e ribadite anche all\u2019interno della nuova lettera \u2014 figurano la sospensione dell\u2019accordo di associazione, il blocco delle esportazioni di armi verso Israele da parte dei Paesi UE e il pieno sostegno alle inchieste in corso della Corte penale internazionale e della Corte internazionale di giustizia. Proprio su quest\u2019ultimo punto si concentra l\u2019indignazione dei firmatari, i quali denunciano un \u00ab<strong>apparente doppio standard<\/strong>\u00bb delle istituzioni, accusandole di non prendere posizione contro i leader che hanno scelto di\u00a0<strong>mantenere relazioni diplomatiche con il premier israeliano Benjamin Netanyahu<\/strong>, attualmente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/11\/21\/la-corte-penale-internazionale-ha-emesso-un-mandato-di-arresto-per-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ricercato<\/a>\u00a0dalla CPI per \u00abcrimini contro l\u2019umanit\u00e0 e crimini di guerra\u00bb. L\u2019Ungheria, ad esempio, ha ospitato Netanyahu in visita di Stato per quattro giorni lo scorso aprile. La Polonia aveva preso in considerazione l\u2019idea di invitarlo alla commemorazione della liberazione di Auschwitz, e il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha promesso di trovargli una via d\u2019accesso \u00absicura\u00bb in Germania.<\/p>\n<p>Il portavoce della Commissione, Balazs Ujvari, ha replicato affermando che i funzionari UE godono s\u00ec della libert\u00e0 di espressione, ma questa deve essere esercitata tenendo conto di \u00ab<strong>una serie di obblighi derivanti dallo statuto del personale<\/strong>\u00bb, evitando comunicazioni pubbliche. Nel frattempo, i membri del gruppo\u00a0<strong>continuano a manifestare ogni gioved\u00ec<\/strong>\u00a0durante la pausa pranzo davanti alle sedi del Consiglio europeo e della Commissione, a Bruxelles. Una presenza costante, simbolo di un dissenso (finalmente) crescente anche in seno alle istituzioni europee.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/05\/27\/la-protesta-di-duemila-funzionari-ue-e-ora-di-fare-qualcosa-per-gaza\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/05\/27\/la-protesta-di-duemila-funzionari-ue-e-ora-di-fare-qualcosa-per-gaza\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Stefano Baudino) \u00abLe istituzioni dell\u2019UE non sono riuscite a far valere la propria influenza politica, diplomatica ed economica per migliorare la situazione a Gaza\u00bb. \u00c8 questo\u00a0il duro atto d\u2019accusa al centro della lettera firmata da circa 2.400 funzionari europei\u00a0e rivolta ai vertici dell\u2019UE. 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