{"id":90335,"date":"2025-05-30T09:00:16","date_gmt":"2025-05-30T07:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90335"},"modified":"2025-05-29T13:49:33","modified_gmt":"2025-05-29T11:49:33","slug":"5-si-contro-lo-sfruttamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90335","title":{"rendered":"5 S\u00ec contro lo sfruttamento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di CONIARE RIVOLTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5si.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5125\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5si.png?w=1024\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" data-attachment-id=\"5125\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/05\/27\/5-si-contro-lo-sfruttamento\/5si\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5si.png\" data-orig-size=\"1600,1066\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"5si\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5si.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5si.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel silenzio assordante dei principali mezzi di comunicazione e al margine del dibattito politico nostrano,\u00a0<strong>l\u20198 e il 9 giugno<\/strong>\u00a0si voter\u00e0 per un referendum di straordinaria importanza. Si tratta di esprimere il proprio parere su\u00a0<strong>5 quesiti<\/strong>. Quattro di essi, quelli di cui tratteremo in questo contributo, riguardano direttamente il tema del lavoro. Il quinto quesito, invece, verte sul tema dei requisiti necessari per ottenere la cittadinanza italiana e propone di dimezzare \u2013 da 10 a 5 anni \u2013 il periodo di residenza in Italia necessario a un cittadino straniero per richiederla. Si tratta, con ogni evidenza, di una misura di civilt\u00e0 e decenza, che non si pu\u00f2 che accogliere con favore e che ha senza dubbio a che fare con gli altri, in quanto\u00a0qualsiasi persona con pi\u00f9 diritti sar\u00e0 anche meno ricattabile anche sui luoghi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La ricattabilit\u00e0 sul posto di lavoro \u00e8, di fatto, il tema al centro di questo referendum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire perch\u00e9 \u00e8 necessario e doveroso non solo\u00a0<strong>votare s\u00ec<\/strong>\u00a0ai referendum, ma anche\u00a0<strong>mobilitarsi attivamente<\/strong>\u00a0per una loro riuscita, si possono prendere due strade, complementari e non alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La\u00a0<strong>prima<\/strong>\u00a0guarda al contenuto stesso dei quesiti, e mostra come una vittoria del s\u00ec contribuirebbe a migliorare, in maniera diretta, le condizioni materiali di vita e professionali di milioni di lavoratrici e lavoratori:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>Il\u00a0<strong>primo referendum<\/strong>\u00a0mira ad abrogare una disposizione introdotta dal famigerato Jobs Act del Governo Renzi nel 2015, in virt\u00f9 della quale la lavoratrice o il lavoratore di un\u2019azienda con almeno 15 dipendenti\u00a0licenziati dal padrone in maniera\u00a0<strong>illegittima<\/strong>\u00a0(definizione di \u2018illegittimo\u2019 secondo il Dizionario Treccani:\u00a0<em>che non ha le qualit\u00e0 o le condizioni richieste dalla legge per essere riconosciuto giuridicamente valido<\/em>) non vanno reintegrati sul posto di lavoro. Chi vota s\u00ec al referendum impedisce al padrone di cavarsela con il pagamento di un semplice balzello quando licenzia al di fuori dei casi e delle procedure stabiliti dalla legge, e lo obbliga a reintegrare la lavoratrice al suo legittimo posto<\/li>\n<li>Il\u00a0<strong>secondo referendum<\/strong>\u00a0si occupa delle aziende con meno di 16 dipendenti. Anche nel caso in cui il primo referendum riuscisse a superare il quorum, la tutela che esso prevede si applicherebbe solo alle aziende con pi\u00f9 di 15 dipendenti. Per le piccole imprese rimarrebbe la possibilit\u00e0 in capo al padrone di licenziare una dipendente in maniera\u00a0<strong>illegittima<\/strong>, pagando un semplice indennizzo. Il secondo referendum vuole abrogare la disposizione di legge in virt\u00f9 della quale l\u2019ammontare massimo dell\u2019indennizzo \u00e8 limitato a sei mensilit\u00e0. Chi vota s\u00ec al secondo referendum vuole rendere pi\u00f9 gravoso, per il padrone di una piccola azienda, commettere un abuso<\/li>\n<li>Anche il\u00a0<strong>terzo referendum<\/strong>\u00a0ha nel mirino una disposizione del Jobs Act. Il Governo Renzi, e la coalizione di centro-sinistra che lo supportava, nella sua offensiva contro il mondo del lavoro rese possibile l\u2019attivazione di contratti a tempo determinato (fino a 12 mesi) senza che il padrone si dovesse neanche dare pena di spiegare quali fossero le ragioni oggettive per la natura precaria e temporanea del contratto. Chi vota s\u00ec al referendum vuole reintrodurre un criterio di buon senso minimo, che si applicava fino al Jobs Act, che il Decreto Dignit\u00e0 aveva parzialmente reintrodotto e il Governo Meloni\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/01\/10\/il-governo-cambia-la-precarieta-resta-anzi-cresce\/\">ha di fatto disapplicato<\/a>: se un lavoro ha natura stabile e continuativa nel tempo, anche il contratto alla base deve essere stabile. La natura temporanea di un contratto deve trovare ragion d\u2019essere non nel desiderio del padrone di mantenere un potere di ricatto nei confronti della lavoratrice, ma in esigenze produttive specifiche previste dalla legge<\/li>\n<li>Il\u00a0<strong>quarto referendum<\/strong>\u00a0cerca di limitare uno degli aspetti pi\u00f9 deteriori delle pratiche dell\u2019appalto e del sub-appalto (una delle\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/03\/30\/pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-iii\/\">passioni<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/06\/03\/semplificare-la-vita-a-sfruttatori-e-profittatori\/\">del governo Draghi<\/a>, ai tempi in cui governavano i migliori). Chi vota s\u00ec al quarto referendum vuole estendere anche all\u2019imprenditore committente, o all\u2019impresa che ha vinto un appalto e vuole sub-appaltare i lavori a un\u2019impresa terza, le responsabilit\u00e0 in caso di infortunio sul lavoro. Chi vota s\u00ec vuole mettere un granello di sabbia nell\u2019ingranaggio tramite il quale il padrone aumenta i suoi profitti risparmiando sulla sicurezza di lavoratrici e lavoratori<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">La\u00a0<strong>seconda strada<\/strong>\u00a0guarda oltre il contenuto specifico di ciascun referendum, e si concentra invece sul significato complessivo dell\u2019appuntamento dell\u20198 e del 9 giugno, e sul valore politico di ci\u00f2 che \u00e8 in ballo. Ciascuna delle norme che i referendum vogliono abrogare \u00e8 evidentemente deprecabile e ha senza dubbio contribuito a peggiorare la vita di lavoratrici e lavoratori. Al di l\u00e0 dell\u2019impatto specifico che esse hanno, tuttavia, queste norme esercitano un ruolo come ingredienti di una strategia complessiva del padronato italiano per indebolire, vessare e rendere pi\u00f9 ricattabile la popolazione lavoratrice. Da ormai diversi decenni, la legislazione sul lavoro nel nostro Paese ha avuto come obiettivo quello di rendere pi\u00f9 vulnerabili e pi\u00f9 deboli lavoratrici e lavoratori. Ogni singolo provvedimento, ogni goccia di precariet\u00e0 istillata nel sistema, ogni nuova forma di contratto con garanzie minori di quella precedente, ogni grado ulteriore di libert\u00e0 nel licenziare garantito al padrone, \u00e8 servito a diminuire il\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/07\/27\/ancora-salari-da-fame\/\">potere contrattuale della classe lavoratrice<\/a>, e a rendere possibile ogni successiva accelerazione sulla\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/04\/05\/lavorare-si-ma-per-salari-da-fame-il-lavoro-ai-tempi-del-governo-meloni\/\">strada della precariet\u00e0<\/a>. Ogni tutela per il lavoro sacrificata sull\u2019altare della competitivit\u00e0, ogni espressione di retorica che ci vuole far credere che padronato e classe lavoratrice sono sulla stessa barca e hanno gli stessi interessi, ogni scemenza secondo la quale non ci sono i padroni, ma solo imprenditori che garantiscono ed elargiscono lavoro, tutto questo \u00e8 servito a comprimere i salari e a rendere l\u2019esistenza di chi lavora per vivere pi\u00f9 impervia e difficile e spesso miserabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 per questo che\u00a0<strong>votare s\u00ec ai referendum<\/strong>, oltre a cercare di migliorare su aspetti specifici le condizioni di vita di milioni di lavoratrici e lavoratori, serve ad affermare un principio e a lanciare un segnale, serve a mettere un intoppo nell\u2019ingranaggio che ci schiaccia e rende i nostri salari non sufficienti per un\u2019esistenza dignitosa, serve a mettere un argine alla ricattabilit\u00e0 e all\u2019indebolimento del nostro potere contrattuale, serve a garantirci la forza per lottare per salari migliori e maggiori diritti. Serve ad invertire la rotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E no, il fatto che i referendum siano stati promossi dalla CGIL \u2013 un\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/04\/13\/il-sindacato-complice\/\">sindacato<\/a>\u00a0spesso complice e alfiere della compatibilit\u00e0 \u2013 siano sostenuti dal Partito Democratico \u2013 un soggetto politico che ha fatto dell\u2019attacco alle tutele del mondo del lavoro la sua ragion d\u2019essere \u2013 e siano trattati da un pezzo di apparato come una maniera per guadagnare peso e influenza all\u2019interno del centro-sinistra, ecco, tutto questo non \u00e8 una scusa per non andare a votare s\u00ec e per non dedicare tutte le nostre energie, da qui all\u20198 e 9 giugno, al raggiungimento del quorum. A loro resti l\u2019infamia della lunga stagione di politiche reazionarie e contro il mondo del lavoro che ha caratterizzato la nostra storia recente, a noi l\u2019onere di continuare la nostra battaglia per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dai<strong>\u00a05 S\u00ec<\/strong>\u00a0che esprimeremo l\u20198 e il 9 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/05\/27\/5-si-contro-lo-sfruttamento\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2025\/05\/27\/5-si-contro-lo-sfruttamento\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA (Redazione) Nel silenzio assordante dei principali mezzi di comunicazione e al margine del dibattito politico nostrano,\u00a0l\u20198 e il 9 giugno\u00a0si voter\u00e0 per un referendum di straordinaria importanza. Si tratta di esprimere il proprio parere su\u00a05 quesiti. 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