{"id":90388,"date":"2025-06-04T08:45:22","date_gmt":"2025-06-04T06:45:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90388"},"modified":"2025-06-03T22:46:00","modified_gmt":"2025-06-03T20:46:00","slug":"il-silenzio-di-trump-di-giuseppe-germinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90388","title":{"rendered":"Il silenzio di Trump, di Giuseppe Germinario"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90389\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-04-22-alle-11.15.23\u202fAM-300x214.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-04-22-alle-11.15.23\u202fAM-300x214.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-04-22-alle-11.15.23\u202fAM.png 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Trump: l\u2019inquietudine di un silenzio<\/em><\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 destare particolare inquietudine \u00e8 proprio l\u2019assenza;\u00a0 il silenzio di personaggi essenziali davanti a fatti clamorosi.<\/p>\n<p>L\u2019insolito riserbo con il quale Trump ha reagito al recente attacco ucraino alla rete viaria e, soprattutto, ad alcune basi strategiche nucleari russe deve suscitare allarme, pi\u00f9 ancora della sua dirompente e abituale loquacit\u00e0.<\/p>\n<p>Potrebbe essere la conseguenza di una scelta attendista tesa a far scoprire la pletora di forze malefiche, presenti soprattutto, ma non solo, nel campo occidentale, tutte impegnate a distruggere l\u2019intenzione o la velleit\u00e0 di una transizione pilotata verso un mondo multipolare.<\/p>\n<p>L\u2019insostenibilit\u00e0 politica e di coesione delle formazioni sociali innescata da questo tipo di globalizzazione, presuntuosamente unipolare, che si \u00e8 ritorta paradossalmente sulle societ\u00e0 occidentali promotrici, in particolare gli Stati Uniti, ha prodotto due risultati impensabili solo venti anni fa: il lancio di un vero e proprio guanto di sfida della Russia di Putin; il fenomeno erosivo di un gruppo sempre pi\u00f9 numeroso di stati che decidono di andare semplicemente per la propria strada.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa insostenibilit\u00e0 che ha creato le condizioni del ritorno clamoroso di Trump alla presidenza.<\/p>\n<p>Solo condizioni, appunto, sfruttate da un movimento, MAGA, molto pi\u00f9 maturo e strutturato, pi\u00f9 esteso, ma ancora minoritario, imbevuto, nella sua ambiguit\u00e0, dell\u2019ambizione\u00a0 e dell\u2019ottimismo di grandezza del proprio paese.<\/p>\n<p>America First ha, appunto, una valenza tesa allo sviluppo di energie interne al paese, ma anche una valenza espansiva esterna che pu\u00f2 offrire accoglienza a quelle forze demo-neoconservatrici, attualmente ancora ben radicate nei centri di potere ed istituzionali, ma temporaneamente prive di veste politica quanto meno presentabile.<\/p>\n<p>Il paradosso nel quale si sta dibattendo Trump, con tutta la forza e la fragilit\u00e0 del personaggio, \u00e8, quindi, che deve la ragione della propria esistenza, anche fisica, a MAGA; la possibilit\u00e0, invece, di proseguire la propria azione grazie ad un compromesso dinamico con le forze neocon rassegnate all\u2019assenza di un proprio soggetto politico autonomo e ad una rottura, auspicabile e definitiva, della componente liberal-progressista. Il passaggio di R. Kennedy e Gabbard, come pure l\u2019inedito sostegno di importanti settori del mondo sindacale, sono solo incrinature di quel secolare assetto politico che ha portato ad una odierna sintesi perniciosa di individualismo assoluto dei diritti e solidarismo compassionevole e lobbistico.<\/p>\n<p>L\u2019avvento di Trump ha sicuramente destabilizzato e rotto la coerenza, per altro gi\u00e0 ampiamente corrosa, degli assetti istituzionali e dei centri decisori interni agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il proposito di disgregare gli attuali apparati ha trovato alimento dall\u2019onda di entusiasmo e dal disorientamento provocato dall\u2019esito elettorale e dalla maggiore consapevolezza, rispetto al 2016, della necessit\u00e0\u00a0 di una azione di destrutturazione ed occupazione dei centri di potere resa possibile anche da una rottura interna al fronte degli apparati.<\/p>\n<p>Le conseguenze di questa dinamica non sono lineari.<\/p>\n<p>Il maggiore successo, al momento unico, di Trump va registrato sul fronte interno, laddove \u00e8 ancora evidente la disarticolazione e la postura difensiva del vecchio blocco politico, corroborata dalla inesistenza di veri leader politici; come pure confermata l\u2019aspettativa in risultati positivi della politica economica e geoeconomica condotta dalla presidenza.<\/p>\n<p>\u00c8 sul fronte esterno che l\u2019esito dello scontro interno alle fazioni politiche statunitensi si riverbera\u00a0 ed appare da subito incerto, soprattutto per l\u2019incapacit\u00e0 sicuramente oggettiva, probabilmente soggettiva, della compagine trumpiana di cogliere appieno le ragioni esistenziali, quindi irrinunciabili, della posizione russa, per altro rafforzate dalla precariet\u00e0 e imprevedibilit\u00e0 dell\u2019assetto politico statunitense.<\/p>\n<p>Sia in Europa che in Medio Oriente le forze ostili all\u2019amministrazione di Trump, per meglio dire ai suoi propositi originari dichiarati, per quanto ostinatamente arroccate e in ordine sparso nei due scacchieri, mantengono dinamicit\u00e0 ed assertivit\u00e0. In Europa con una postura esplicitamente frontale, segno della presenza in essa di un nocciolo duro decisore, rappresentato da figure politiche ormai patetiche e ottuse, ma parte integrante dello schieramento nativo negli USA; in Medio Oriente con una postura pi\u00f9 surrettizia che pu\u00f2 contare anche sul risentimento anti iraniano presente in settori delle forze armate statunitensi sostenitrici del nuovo corso trumpiano.<\/p>\n<p>Il rischio inquietante \u00e8 che le forze ostili dei due fronti esterni tra loro e quello interno riescano a trovare un compromesso, a coordinarsi e ad agire con maggiore coerenza ed efficacia.<\/p>\n<p>Ancora una volta l\u2019Ucraina si sta rivelando il punto di fusione di una dinamica destinata a farla diventare in futuro solo uno, nemmeno il pi\u00f9 importante, dei punti di attrito con la Russia.<\/p>\n<p>La complessa operazione, militare e terroristica, perpetrata in Russia, per altro uno sviluppo di altre operazioni simili precedenti, sta rivelando complicit\u00e0, supervisioni e direzioni di pi\u00f9 centri, ormai coordinati, di intelligence statunitensi, britannici, europei e israeliani.<\/p>\n<p>Il viaggio di Graham, Blumental e Pompeo, ovvero la fronda antitrumpiana, a Kiev e poi a Bruxelles, il soggiorno prolungato di Soros e Obama in Polonia, durante la campagna elettorale, la grande azione di influenza di questi, in buona compagnia per altro, in Romania, soprattutto\u00a0 l\u2019esito delle elezioni in Germania con Merz, sono la vera chiave di svolta, almeno momentanea, la conferma di questa ripresa di iniziativa. Lasciano presagire la riproposizione di un sodalizio subordinato tra le ambizioni paraegemoniche di una Germania ostile alla Russia e le trame di rivincita della vecchia leadership statunitense, particolarmente nefasto per i destini dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>La probabile acquisizione di una maggioranza al Congresso Statunitense intenzionata a confermare e appesantire le sanzioni alla Russia conferma il processo di \u00a0ricomposizione del blocco politico. Le ventilate minacce di tirare fuori dagli armadi gli scheletri di questa compagine non saranno sufficienti, senza una definizione della politica pi\u00f9 netta, a scongiurare questi passi.<\/p>\n<p>L\u2019odierno pesante attacco al ponte di Crimea, di fatto respinto.<\/p>\n<p>Simili operazioni presuppongono e favoriscono cointeressenze necessarie a coltivare ulteriori propositi contestuali di aggressione alla Russia e all\u2019Iran, consolidate le quali baster\u00e0 scatenare una scintilla, una \u201cfalse flag\u201d, che so, la trasformazione sacrificale in martire \u201cdell\u2019eroe, paladino ucraino\u201d da attribuire a Putin, sufficiente a innescare il tentativo di soluzione definitiva.<\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 dal peso e dalla coerenza, ritengo dubbia, che assumeranno i tatticismi della Cina, soprattutto, ma anche dell\u2019India, nei confronti dei paesi europei e dell\u2019Unione Europea rispetto alla solidit\u00e0 del sodalizio di queste con la Russia e alle possibilit\u00e0 di una transizione controllata al multipolarismo e ad una fase di equilibrio dinamico dei rapporti di forza.<\/p>\n<p>Di fatto, la postura di Trump in queste dinamiche appare sempre pi\u00f9 passiva e oscillante, disorientata, sballottata. Le recenti dimissioni di Musk, pur prevedibili, dal suo incarico temporaneo, ma apertamente polemiche verso il Congresso Statunitense, non tarderanno a rivelare le vere ragioni di questo passo.<\/p>\n<p>Di certo, una possibile, eventuale operazione trasformistica di Trump provocher\u00e0 l\u2019abbandono di MAGA, con esiti verosimilmente drammatici nello scenario politico-sociale statunitense;\u00a0 la riduzione del personaggio politico ad ostaggio dei suoi avversari lo renderebbe rapidamente inutile e, probabilmente, scomodo nella sua stessa esistenza.<\/p>\n<p>Il passaggio da una postura attendista a una debacle pu\u00f2 risucchiare impercettibilmente dalle azioni di rottura nel solito conformismo anche un personaggio cos\u00ec coriaceo.<\/p>\n<p>Prima di trarre conclusioni affrettate occorre comunque porsi una domanda: come mai l\u2019improvviso silenzio, da giorni, di Trump, Vance, Gabbard ed Hegseth, l\u2019allarmismo di Flynn e il protagonismo di Graham, Blumental e Pompeo?<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/2025\/06\/03\/il-silenzio-di-trump-di-giuseppe-germinario\/\">https:\/\/italiaeilmondo.com\/2025\/06\/03\/il-silenzio-di-trump-di-giuseppe-germinario\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario) Trump: l\u2019inquietudine di un silenzio Se c\u2019\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 destare particolare inquietudine \u00e8 proprio l\u2019assenza;\u00a0 il silenzio di personaggi essenziali davanti a fatti clamorosi. 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