{"id":90418,"date":"2025-06-06T09:00:49","date_gmt":"2025-06-06T07:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90418"},"modified":"2025-06-05T13:42:48","modified_gmt":"2025-06-05T11:42:48","slug":"piombo-piombo-ovunque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90418","title":{"rendered":"Piombo, piombo ovunque"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Michele Agagliate)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/rs_143_20250121_165014_C0394BB8.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/rs_143_20250121_165014_C0394BB8.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p><em>Qui non si tutela la natura: la si prende a fucilate. E se protesti, ti ritrovi un capriolo decapitato sotto casa.<\/em><\/p>\n<p>Benvenuti nel paese dove la caccia non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019attivit\u00e0 regolata, ma un diritto naturale dell\u2019italiano medio armato. Dove lo Stato, mentre tartaglia sui diritti umani, spara a quelli animali. Dove il verde della bandiera, pi\u00f9 che ricordare i prati, ricorda i mirini. Dove il 2 giugno \u2013 festa della Repubblica \u2013 si festeggia a colpi di doppietta, con un ministro dell\u2019Agricoltura che pare uscito da un cosplay rurale di Rambo, e che sogna un\u2019Italia finalmente libera\u2026 libera di abbattere qualsiasi cosa cammini, voli o respiri nei boschi.<\/p>\n<p>Nel 2025, l\u2019Italia \u00e8 diventata una barzelletta da esportazione: non bastavano gli ospedali a pezzi, le scuole fatiscenti, le ferrovie che sembrano Binari per Kabul \u2013 ora ci mancava solo l\u2019abolizione delle regole sulla caccia. Deregolamentare la caccia come risposta ai problemi ambientali \u00e8 come curare il mal di testa con una fucilata. Ma tant\u2019\u00e8. D\u2019altronde, siamo il paese in cui si pu\u00f2 ancora discutere se il bracconaggio sia folklore o reato.<\/p>\n<p>E allora eccoli, gli apprendisti stregoni della politica, intenti a smontare pezzo per pezzo le ultime difese della fauna selvatica. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 moderno, evidentemente, che riportare il paese indietro di trent\u2019anni, come se il tempo fosse una fiction Rai e la Costituzione una cartolina da piegare.<\/p>\n<p>\u201cTutela della biodiversit\u00e0\u201d? Roba da radical chic. \u201cSalvaguardia degli ecosistemi\u201d? Uffa, che noia. Molto meglio qualche petto d\u2019anatra selvaggia alla griglia, con contorno di pallini di piombo e procedura d\u2019infrazione europea come dessert.<\/p>\n<p>Ma attenzione: qui non si parla solo di caccia. Qui si parla di potere, di ideologia, di una visione tossica del mondo in cui la natura \u00e8 una propriet\u00e0 e gli animali un bersaglio mobile. Qui si parla di una deriva che puzza di Medioevo, ma col Wi-Fi.<\/p>\n<p>E non \u00e8 un caso. Perch\u00e9 quando uno Stato comincia a strizzare l\u2019occhio ai violenti, ai fucilatori seriali, ai cultori dell\u2019adrenalina balistica, succede che quella violenza, pian piano, si espanda. Dalle campagne ai social, dai fucili alle minacce. E a farne le spese, non sono solo i caprioli.<\/p>\n<p>Il WWF l\u2019ha detto chiaro e tondo: l\u2019Italia non \u00e8 \u2013 o non dovrebbe essere \u2013 una Repubblica fondata sulla caccia. Ma evidentemente al ministro Lollobrigida e al suo governo dev\u2019essere sfuggito quel dettaglio minore chiamato Costituzione, riformata nel 2022 per mettere nero su bianco che l\u2019ambiente va tutelato, \u201canche nell\u2019interesse delle future generazioni\u201d.<\/p>\n<p>E invece, eccolo l\u00ec, il DdL \u201cSpara e Spareremo\u201d, degno di un western girato male. Una proposta di legge che, se approvata, aprirebbe le gabbie al peggio del peggio: caccia senza limiti, controllo ridotto all\u2019osso, equiparazione del bracconaggio a passatempo folkloristico. Una deregulation cos\u00ec sfacciata da far sembrare le leggi del Far West una normativa svizzera.<\/p>\n<p>Secondo la ricostruzione satirica del comico Fill Pill \u2013 che ormai fa pi\u00f9 servizio pubblico di mezza Rai \u2013 il disegno di legge sarebbe stato scritto cos\u00ec: un cacciatore chiede, un uomo con la cravatta scrive. Tutto qui. La bozza del ddl \u00e8 talmente sbilanciata che fa sembrare i cinghiali pi\u00f9 tutelati nei videogiochi che nei boschi italiani.<\/p>\n<p>Ma non finisce qui. Se questo DdL passasse, i rischi sarebbero enormi: pi\u00f9 piombo nei campi, meno sicurezza per escursionisti, pi\u00f9 potere ai bracconieri, pi\u00f9 multe europee per infrazioni ambientali. E sapete chi paga? Tutti noi. Cos\u00ec, mentre quattro lobby armate brindano col prosecco sopra le carcasse, il contribuente si ritrova a finanziare sanzioni internazionali, ospedali per intossicazioni da piombo e medici veterinari che non bastano mai.<\/p>\n<p>Lollobrigida nel frattempo si atteggia a paladino del popolo rurale, ma sembra pi\u00f9 interessato ai voti dei fucili che alla sopravvivenza della fauna. E se qualcuno osa dissentire? Peggio per lui.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, nel frattempo, c\u2019\u00e8 anche chi la paga cara, questa battaglia per difendere la natura.<\/p>\n<p>Tra Cerreto d\u2019Esi e Matelica, nelle Marche, succede qualcosa che non dovrebbe accadere in un Paese civile. Succede che il responsabile regionale della LAC (Lega per l\u2019Abolizione della Caccia), Danilo Baldini, si svegli e trovi nei pressi della propria abitazione la carcassa di un capriolo con la testa mozzata. Non un incidente, non un caso: un messaggio. Un atto intimidatorio, come confermato anche dal veterinario del CRAS intervenuto con i Carabinieri Forestali. E non ci vuole un profiler dell\u2019FBI per capire a chi fosse indirizzato.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 solo la crudelt\u00e0 dell\u2019episodio \u2013 gi\u00e0 basterebbe \u2013 ma ci\u00f2 che esso rivela: il clima. Un clima che autorizza l\u2019odio contro chi difende, protegge, denuncia. Un clima costruito pezzo dopo pezzo, disegno dopo disegno di legge, da chi legittima culturalmente la violenza contro gli ambientalisti, trattandoli come nemici pubblici, estremisti da ridicolizzare o zittire.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando il governo legittima la caccia selvaggia, chi arma le mani di chi spara (non solo contro animali), chi deride l\u2019ambientalismo come una forma di fanatismo da radical chic, sta preparando il terreno per questo: teste mozzate in campagna. Atti da Stato parallelo. Minacce in stile mafia rurale.<\/p>\n<p>E la verit\u00e0 \u00e8 che queste non sono pi\u00f9 eccezioni, ma la conseguenza logica di una campagna d\u2019odio sistematica. Gli animalisti sono i nuovi \u201crompiscatole\u201d. Quelli che \u201cnon capiscono la tradizione\u201d. Quelli che \u201csi mettono in mezzo\u201d. Quelli che \u201cdifendono le zecche invece delle persone\u201d.<\/p>\n<p>Ma a danneggiare le persone non \u00e8 chi difende gli animali: \u00e8 chi li massacra con arroganza, impunit\u00e0 e complicit\u00e0 politica. Chi si sente cos\u00ec intoccabile da sgozzare un capriolo e lasciarlo l\u00ec, come un avvertimento da Gomorra.<\/p>\n<p>E allora no, questo non \u00e8 folklore venatorio. Questo \u00e8 terrorismo. E se c\u2019\u00e8 ancora un briciolo di onest\u00e0 in questo Paese, bisogna dirlo forte: chi uccide un animale per intimidire, ha perso ogni diritto a definirsi uomo.<\/p>\n<p>Alla fine resta questa certezza amara: viviamo in un Paese dove si pu\u00f2 morire per una divisa, ma guai a sventolare una bandiera. Dove il capriolo decapitato \u00e8 un messaggio pi\u00f9 eloquente di qualsiasi comunicato stampa. Dove i fucili hanno diritto di cittadinanza, e gli esseri senzienti no.<\/p>\n<p>Un Paese che si straccia le vesti per ogni bottiglia molotov lanciata oltreoceano, ma non batte ciglio davanti a una legge che autorizza l\u2019omicidio in zona boschiva. Dove il ministro dell\u2019Agricoltura fa il portavoce dei doppiettisti, e il ministro dell\u2019Ambiente fa tappezzeria, tra un\u2019ecatombe e l\u2019altra.<\/p>\n<p>Un Paese dove la giustizia \u00e8 selettiva, la memoria intermittente e la compassione condizionata: purch\u00e9 stia al guinzaglio della geopolitica, purch\u00e9 non disturbi la lobby giusta, purch\u00e9 non chieda di scegliere da che parte stare.<\/p>\n<p>E allora forse hanno ragione loro, i padroni dell\u2019opinione pubblica: la neutralit\u00e0 \u00e8 un bene prezioso. Talmente prezioso che se lo sono preso tutto. Lasciando agli altri solo il silenzio. E un capriolo mozzato.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/06\/05\/piombo-piombo-ovunque\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/06\/05\/piombo-piombo-ovunque\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Michele Agagliate) Qui non si tutela la natura: la si prende a fucilate. E se protesti, ti ritrovi un capriolo decapitato sotto casa. Benvenuti nel paese dove la caccia non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019attivit\u00e0 regolata, ma un diritto naturale dell\u2019italiano medio armato. Dove lo Stato, mentre tartaglia sui diritti umani, spara a quelli animali. Dove il verde della bandiera, pi\u00f9 che ricordare i prati, ricorda i mirini. 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