{"id":90455,"date":"2025-06-10T09:00:17","date_gmt":"2025-06-10T07:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90455"},"modified":"2025-06-09T17:17:59","modified_gmt":"2025-06-09T15:17:59","slug":"referendum-una-sveglia-per-gli-illusi-sul-popolo-sovrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90455","title":{"rendered":"Referendum, una sveglia per gli illusi sul \u201cpopolo sovrano\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Alessio Mannino)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mural-gramscipro-1.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mural-gramscipro-1.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>Che cosa insegna l\u2019esito di questi referendum?<\/p>\n<p>Conta chi, o contro chi, si promuove il voto. Il contenuto \u00e8 secondario, e non si distingue un\u2019elezione (in cui si d\u00e0 una delega in bianco per il Parlamento o altri organi elettivi) da un referendum (in cui invece ci si esprime con un s\u00ec o con un no, nella pi\u00f9 pura forma di democrazia diretta).<\/p>\n<p>In ordine di importanza, la\u00a0<strong>prima causa<\/strong>\u00a0dell\u2019astensione \u00e8 stata la mancanza di credibilit\u00e0 dei suoi organizzatori. Ovvero la CGIL, considerata tutt\u2019uno con il PD e la \u201csinistra\u201d (mentre Radicali, +Europa, Rifondazione Comunista non sono stati neppure considerati, per la loro inconsistenza mediatica e politica). Il merito dei quesiti ha scontato questa pecca originale, che deriva da decenni di auto-affondamento delle proprie ragioni storiche da parte di un centrosinistra colpevole di aver dato l\u2019avvio legislativo alla precariet\u00e0 (pacchetti Treu, 1997, ampliati poi dal centrodestra con la legge Biagi-Maroni, 2003), con un sindacato \u201crosso\u201d che, pur avendo mantenuto una linea pi\u00f9 critica, ha abbracciato il metodo della concertazione.<br \/>\nL\u2019astensionismo che ha fatto davvero male, in questa tornata referendaria, non \u00e8 stato n\u00e9 quello fisiologico di destra, scatenato specialmente da una proposta di abbreviare i tempi della cittadinanza agli stranieri, completamente sfasata rispetto alle urgenze del dibattito, n\u00e9 quello, divenuto anch\u2019esso normale, del rifiuto a priori della partecipazione al voto, che via via si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 stabile (alle ultime europee ha votato solo il 48% degli aventi diritto \u2014 vedremo alle prossime politiche \u2014 posto che l\u2019astensione \u00e8 perfettamente legittima e pi\u00f9 che comprensibile).<br \/>\nNo, quello che ha morso di pi\u00f9 \u00e8 stato il non voto di chi avrebbe avuto buoni motivi per dire la propria, cio\u00e8 il bacino elettorale di sinistra. Significa che, a parte le truppe mobilitate dall\u2019organizzazione sul territorio della CGIL, quella che si chiama \u201copinione pubblica\u201d di sinistra ha confermato di essere disaffezionata, scettica, delusa, disincantata e impermeabile al richiamo della trib\u00f9. Si raccoglie quel che si semina. O che non si semina.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>seconda causa<\/strong>, pi\u00f9 profonda, risiede in un processo di lunga durata giunto ormai a maturazione: la disintegrazione della coscienza sociale. Non solo, come si diceva un tempo, di classe: proprio sociale\u00a0<em>tout court<\/em>. Grazie a quarant\u2019anni di diseducazione di massa operata dall\u2019individualismo di marca neoliberale (\u201cnon esiste la societ\u00e0, esistono solo individui\u201d, Margaret Thatcher \u2014 che bruci all\u2019inferno) \u00e8 lo stesso legame sociale ad essersi sfaldato. E per una serie di oggettive ragioni: tramontato il \u201csol dell\u2019avvenire\u201d comunista, l\u2019economia capitalistica ha vinto la guerra delle anime, ha conquistato non solo il portafogli ma anche i cuori e le menti, e la psicologia del denaro ha colonizzato l\u2019immaginario, ha egemonizzato l\u2019inconscio collettivo, facendo leva sugli istinti primari della psiche (invidia in primis, come confessava onestamente gi\u00e0 cent\u2019anni fa uno dei teorici pi\u00f9 rigorosi del neoliberismo, Ludwig von Mises). Con la spinta della tecnologia, generatrice dell\u2019effetto-bolla per cui ognuno \u00e8 indotto a percepirsi isolato e in dovere di farsi \u201cimprenditore di s\u00e9\u201d, la socialit\u00e0 stessa si \u00e8 disgregata. E tale disfacimento ha portato con s\u00e9 la crisi radicale della politica: appartenenza, impegno, e la consapevolezza stessa del proprio interesse di categoria sono divenute parole vuote di significato reale.<br \/>\nSlegato dai suoi simili, privo di comuni pratiche di condivisione e di lotta, allevato al messaggio che ognuno deve farcela da solo, assunto pi\u00f9 o meno inconsciamente il primato del privato sul pubblico, diffidente verso partiti e sindacati liquidati, non a torto, come coprotagonisti di una democrazia non pi\u00f9 rappresentativa, anche il precario o il disoccupato \u00e8 trascinato da una ripulsa permanente verso il \u201csistema\u201d in quanto tale.<br \/>\nNon crede nichilisticamente pi\u00f9 a niente e a nessuno, come del resto buona parte del \u201cpopolo\u201d teoricamente sovrano. E non crede pi\u00f9 nel valore del lavoro, che della dimensione sociale, in una societ\u00e0 moderna, \u00e8 sempre stato il collante \u2013 e questa, bisogna dire, non sarebbe neanche una notizia totalmente negativa, ma qui si aprirebbe un discorso sull\u2019emancipazione\u00a0<em>dal<\/em>\u00a0lavoro che ci porterebbe troppo lontano.<br \/>\nLo schiavo salariato (salariato poco e male) sogna di liberarsi dalla schiavit\u00f9 divenendo a sua volta padrone o padroncino. \u00c8 la vittoria certificata dell\u2019ideologia della \u201clibert\u00e0\u201d sull\u2019\u201cuguaglianza\u201d. Ed \u00e8 soprattutto la conferma che di \u201cfraternit\u00e0\u201d non si pu\u00f2 nemmeno parlare.<br \/>\nLa societ\u00e0 \u00e8 un morto che cammina, la politica un fantasma, e trionfa il conformismo dell\u2019individuo tutto contento di preferire il mare al seggio elettorale.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>terza causa<\/strong>\u00a0\u00e8 pi\u00f9 contingente, ed \u00e8 stata la scelta suicida \u2014 anche se obbligata, una volta messa in moto la macchina referendaria \u2014 di andare lo stesso a referendum dopo la bocciatura, a gennaio, di quello che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe potuto accendere di pi\u00f9 l\u2019interesse popolare: l\u2019autonomia differenziata. Pia illusione: in realt\u00e0, nessuno dei temi sottoposti alle urne, neanche l\u2019autonomia, \u00e8 stato o sarebbe stato \u201cscaldato\u201d da una discussione animata, sentita, infiammante come per altre tappe referendarie in passato.<br \/>\nNon solo perch\u00e9 la destra al governo, del tutto logicamente dal suo punto di vista, non ha avuto alcuna convenienza a stare al gioco, ma anche perch\u00e9 nell\u2019ultimo anno, mediaticamente occupato dai conflitti internazionali, non \u00e8 accaduto nessun fatto eclatante in grado di catturare e sensibilizzare l\u2019attenzione di massa.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>quarta causa<\/strong>, ovvia, \u00e8 stato l\u2019effettivo boicottaggio di gran parte dei media, che tuttavia non potevano fare altro che riflettere l\u2019indifferenza calcolata del governo Meloni e l\u2019atteggiamento di seconda fila tenuto dalle stesse forze politiche del centrosinistra (Schlein e cespugli, per non dire di Conte, si sono ben guardati dal fare campagna attiva, certi com\u2019erano che il raggiungimento del quorum sarebbe stato un miracolo).<\/p>\n<p>La scena post-voto ci mette davanti agli occhi le macerie non gi\u00e0 di una sola \u201csinistra\u201d che da un pezzo non \u00e8 pi\u00f9 che una destra diversamente sfumata, ma della\u00a0<strong>vitalit\u00e0 dell\u2019azione politica in s\u00e9<\/strong>.<br \/>\nA smuovere la massa dal disinteresse generale, e a convertirne la rabbiosa frustrazione diffusa, possono essere esclusivamente il combinato disposto di eventi traumatizzanti pi\u00f9 il carisma di soggetti percepiti come \u201cnuovi\u201d. O non collusi, comunque, con tutto ci\u00f2 che richiama l\u2019\u00e9lite, il potere anonimo, il peso di uno Stato storicamente guardato come \u201cnemico\u201d.<br \/>\nIl positivo, in questo deserto, \u00e8 che in potenza si aprirebbe uno spazio sconfinato per ricostruire da zero un\u2019idea di mondo alternativa. A patto di ripartire da una minoranza creativa che, prima d\u2019ogni altra cosa, si metta a ricucire un minimo di tessuto collettivo.<br \/>\nIl successo iniziale del primo M5S, deragliato poi come sappiamo, si dovette non solo all\u2019impatto (carismatico, appunto) del Beppe Grillo d\u2019antan e alla funzione di leadership d\u2019opinione del suo blog, ma anche alla possibilit\u00e0 di riunirsi liberamente \u2014 e anche un po\u2019 troppo anarchicamente \u2014 nei meetup nei quali confluivano i disillusi di tutte o quasi le sponde.<br \/>\nFu un\u2019occasione strapersa, ma che gi\u00e0\u00a0<em>in nuce<\/em>\u00a0indicava quello che, nella societ\u00e0 della stanchezza, dell\u2019ansia e della noia, \u00e8 il bisogno represso per eccellenza: andare oltre il virtuale e sentire il calore di una comunit\u00e0.<br \/>\nNoi che abbiamo tagliato da un pezzo gli ormeggi con lo schema destra-sinistra e navighiamo verso rotte ignote, non \u00e8 alla massa che guardiamo oggi.<br \/>\nPiuttosto, in mancanza di un capo (e chiamiamo le cose con il loro nome!) e di una struttura di consenso, non possiamo che immaginare una\u00a0<strong>contro-\u00e9lite da formare<\/strong>.<br \/>\nCon la prassi: quante, fra le miriadi di associazioni e sigle \u201canti-sistema\u201d, fanno scuola di politica, oggi? Si contano sulle dita di mezza mano.<br \/>\nMeno\u00a0<em>London School of Economics<\/em>, e pi\u00f9\u00a0<em>Rome School of Politics<\/em>. Pi\u00f9 Gramsci (sia pur senza partito-Principe), meno Brancaleone.<br \/>\nIn questo senso, l\u2019amarezza dell\u2019arci-prevista batosta referendaria suona come una sveglia, per chi si attarda ancora in certe illusioni da populismo terminale.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 sempre stato, lo scontro \u00e8 fra minoranze: la maggioranza segue.<br \/>\nPrima si abbandoner\u00e0 l\u2019ingenuit\u00e0 di sognare movimenti che radunano grandi numeri in poco tempo senza adeguata preparazione (l\u2019errore grillino), meglio sar\u00e0.<br \/>\nAltrimenti l\u2019oligarchia industrial-finanziaria e i suoi addentellati, che oggi si sfregano le mani nel vedere tre quarti della popolazione votante ridacchiare sui referendum \u2014 quelli sul lavoro, di civilt\u00e0 minima \u2014 potranno dormire fra due guanciali per un altro secolo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/06\/09\/che-cosa-insegna-lesito-di-questi-referendum\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/06\/09\/che-cosa-insegna-lesito-di-questi-referendum\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Alessio Mannino) Che cosa insegna l\u2019esito di questi referendum? 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