{"id":90472,"date":"2025-06-11T11:30:56","date_gmt":"2025-06-11T09:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90472"},"modified":"2025-06-10T16:29:34","modified_gmt":"2025-06-10T14:29:34","slug":"i-maestri-del-sospetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90472","title":{"rendered":"I maestri del sospetto"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Salvatore Grandone)<\/strong><\/p>\n<div id=\"cc-m-12087381777\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087381877\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12087381877\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=602x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i9eabcb93a62f6fcf\/version\/1749456923\/image.png\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"375\" data-src-width=\"686\" data-src-height=\"686\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=602x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i9eabcb93a62f6fcf\/version\/1749456923\/image.png\" data-image-id=\"7796935077\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087381977\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>In<\/em>\u00a0Sull\u2019interpretazione. Saggio su Freud<em>, Paul Ric\u0153ur definisce Marx, Nietzsche e Freud \u00abi protagonisti del sospetto, i penetratori degli infingimenti\u00bb.\u00a0Pur operando in ambiti di ricerca differenti, i tre pensatori sono accomunati da un uso rigoroso e spregiudicato del metodo genealogico.\u00a0In che modo ciascuno di loro interpreta l\u2019attitudine demistificatrice? Quali sono le rispettive peculiarit\u00e0? E fin dove Freud pu\u00f2 essere considerato il punto culminante della parabola tracciata dal filosofo francese?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Marx, Nietzsche e Freud sembrano tre pensatori molto distanti. Volendo apporre le solite etichette, verrebbe da dire che l\u2019economicismo di Marx, il biologismo di Nietzsche e il pansessualismo di Freud non abbiano nulla in comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, basta poco per far crollare queste certezze. Una filosofia non si riduce al mero contenuto dottrinale. Come ha sostenuto di recente St\u00e9phane Madelrieux ne La philosophie comme attitude, oltre ai principi, un pensiero filosofico \u00e8 caratterizzato da un metodo e da un\u2019attitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autentico cartesiano, ad esempio, non \u00e8 solo colui che aderisce a determinate tesi, ma anche chi adotta uno specifico metodo di ricerca e se ne appropria in modo originale (attitudine).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, Marx, Freud e Nietzsche non sono tre filosofi appartenenti alla medesima corrente di pensiero. Tuttavia, interpretano il senso pi\u00f9 profondo dell\u2019attitudine filosofica:\u00a0<strong>con loro, il metodo coincide con l\u2019attitudine stessa, e la filosofia diventa un\u2019azione rigorosa e sistematica di smascheramento della realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel Novecento, \u00e8 il filosofo francese Paul Ric\u0153ur a cogliere tra i primi questo importante aspetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In\u00a0<em>Sull\u2019interpretazione. Saggio su Freud<\/em>, conia un\u2019espressione destinata a grande fortuna: \u201c<strong>maestri del sospetto<\/strong>\u201d. Marx, Nietzsche e Freud sono definiti, infatti, come i tre grandi pensatori del\u00a0<em>soup\u00e7on<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riportiamo il passo chiave dell\u2019argomentazione di Ric\u0153ur:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab In fondo, la\u00a0<em>Genealogia della morale<\/em>\u00a0nel senso di Nietzsche, la teoria delle ideologie nel senso marxiano, la teoria degli ideali e delle illusioni nel senso di Freud, rappresentano altrettante convergenti procedure della\u00a0demistificazione.\u00a0Questo forse non \u00e8 ancora la cosa pi\u00f9 forte che hanno in comune; la loro parentela sotterranea procede pi\u00f9 lontano; tutti e tre iniziano col sospetto sulle illusioni della coscienza e continuano con l\u2019astuzia della decifrazione, e, infine, anzich\u00e9 essere dei detrattori della \u00abcoscienza\u00bb, mirano a una sua estensione. Ci\u00f2 che Marx vuole \u00e8 liberare la praxis mediante la conoscenza della necessit\u00e0; ma questa liberazione \u00e8 inseparabile da una \u00abpresa di coscienza\u00bb che replichi vittoriosamente alle mistificazioni della falsa coscienza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci\u00f2 che Nietzsche vuole \u00e8 l\u2019aumento della potenza dell\u2019uomo, la restaurazione della sua forza; ma quel che vuol dire Volont\u00e0 di potenza deve essere recuperato dalla meditazione delle cifre del \u00absuperuomo\u00bb, dell\u2019\u00abeterno ritorno\u00bb e di \u00abDionisio\u00bb, senza di che quella potenza sarebbe solo la violenza del di qua.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci\u00f2 che Freud vuole \u00e8 che l\u2019analizzato, appropriandosi del senso che gli era estraneo, allarghi il proprio campo di coscienza, viva in migliori condizioni e sia infine un po\u2019 pi\u00f9 libero e, se possibile, un po\u2019 pi\u00f9 felice. Uno dei primi omaggi resi alla psicoanalisi parla di \u00abguarigione a opera della coscienza\u00bb. L\u2019espressione \u00e8 esatta. A patto di dire che l\u2019analisi intende sostituire a una coscienza immediata e dissimulante una coscienza mediata e istruita dal principio della realt\u00e0. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ric\u0153ur sottolinea due elementi essenziali: la demistificazione e il \u00absospetto sulle illusioni della coscienza\u00bb. I tre filosofi rifiutano l\u2019identificazione tra essere e apparire:\u00a0<strong>ci\u00f2 che \u00e8 non coincide con ci\u00f2 che appare<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si cerca tuttavia di attingere a un nucleo noumenico o a una sostanza che spiegherebbe il fenomenico come puro accidente. Si vuole piuttosto indagare il luogo stesso delle illusioni: la coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La coscienza \u00e8 sempre in s\u00e9 doppia, o, meglio,\u00a0<strong>la coscienza \u00e8 il proprio doppio<\/strong>. Non si pu\u00f2 avere coscienza senza un duplice scarto: all\u2019interno del s\u00e9 (la riflessivit\u00e0) e tra il s\u00e9 e il reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altra parte, i maestri del sospetto non sono fenomenologi: per loro, il carattere duplice della coscienza non deriva dalla sua struttura intenzionale.\u00a0<strong>La coscienza \u00e8 doppia perch\u00e9 \u00e8 generatrice di illusioni, perch\u00e9 \u00e8 sempre, insieme, vera e falsa coscienza, perch\u00e9 non pu\u00f2 fare a meno di mentire a se stessa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019origine della diffrazione illusoria \u00e8 la vita stessa. In altre parole, la fonte delle illusioni \u00e8 il fertile terreno da cui nasce ogni riflessione: il sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questo non intendo dire che Marx, Nietzsche e Freud siano dei \u201csensualisti\u201d, almeno non nell\u2019accezione tradizionale del termine. Al massimo, se di \u201csensualismo\u201d vogliamo parlare, esso va inteso qui come riconoscimento del valore fondativo della dimensione affettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I fenomeni culturali, cos\u00ec come la coscienza stessa, si danno in virt\u00f9 di pulsioni che da sempre costituiscono il razionale come altro da s\u00e9, come abitato da un non detto. Il compito del filosofo \u201cgenealogista\u201d \u00e8 riportare a galla tale sommerso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra dimensione affettiva e dimensione razionale non vi \u00e8 uno scarto, quanto un intreccio che si manifesta come gioco di maschere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La coscienza \u00e8 la\u00a0<strong>vita che si fa riflessione<\/strong>. In questo processo, si sdoppia, ma \u00e8 impossibilitata a recidere i ponti con la\u00a0<em>Lebenswelt<\/em>. Ogni tentativo di farlo, infatti, \u00e8 solo un\u2019illusione che passa attraverso la mistificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessun fenomeno culturale pu\u00f2 allora essere inquadrato come pura incarnazione del\u00a0<em>logos<\/em>\u00a0o dello spirito. Sostenere posizioni simili significa assecondare la tipica tendenza della coscienza a mentire, a fingere che la propria doppiezza sia il segno inequivocabile dell\u2019<em>Aufhebung<\/em>\u00a0dello Spirito sulla Natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il superare, il togliere e il conservare non \u00e8, invece, affatto risolutivo. Per i maestri del sospetto, lo spirituale resta esposto alle lacerazioni e alle contraddizioni insanabili del sensibile, alla regressione, a progressi mai del tutto acquisiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arriviamo ora al punto pi\u00f9 importante. Per dimostrare quello che abbiamo appena osservato, Marx, Nietzsche e Freud ricorrono a un metodo che ciascuno interpreta con grande originalit\u00e0: il metodo genealogico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vediamo concretamente come funziona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Marx\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087382277\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12087382277\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie2696ded9310ee91\/version\/1749457327\/image.png\" alt=\"\" data-src-width=\"488\" data-src-height=\"488\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie2696ded9310ee91\/version\/1749457327\/image.png\" data-image-id=\"7796935277\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087382377\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Cominciamo da un noto passo di Marx, in cui si demistifica la religione.<\/p>\n<p><strong>\u00ab La miseria religiosa \u00e8 a un tempo l\u2019espressione della miseria reale e la protesta contro di essa. La religione \u00e8 il singhiozzo della creatura oppressa, \u00e8 il sentimento di un mondo senza cuore, come \u00e8 lo spirito di una vita priva di spirito. Essa \u00e8 l\u2019oppio del popolo. La soppressione della religione in quanto felicit\u00e0 illusoria del popolo \u00e8 il presupposto della sua vera felicit\u00e0. La necessit\u00e0 di rinunciare alle illusioni sulla propria condizione \u00e8 la necessit\u00e0 di rinunciare a una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica della religione \u00e8 quindi, in germe, la critica della valle di lacrime, in cui la religione \u00e8 l\u2019aureola \u00bb<\/strong>\u00a0(K. Marx,\u00a0<em>Introduzione alla Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico<\/em>).<\/p>\n<p>Per Marx la religione \u00e8 un\u2019illusione che contiene una profonda verit\u00e0 a cui non si pu\u00f2 accedere in maniera immediata. Non bisogna limitarsi alla sentenza \u201cla religione \u00e8 l\u2019oppio dei popoli\u201d e considerare questo fenomeno culturale come un semplice anestetico per tenere a bada gli oppressi. La tipica lettura manualistica non coglie il senso profondo del ragionamento marxiano. Per il filosofo la religione ha la sua radice nel bisogno, nella miseria dell\u2019uomo. Non \u00e8 la mancanza o la sete di trascendenza ad animare la religione, ma una protesta con l\u2019intero proprio essere nei confronti di una vita alienata, che non riesce a esprimersi, a realizzarsi, a essere felice.<\/p>\n<p>La religione incarna in forma \u201creattiva\u201d questo appello; ecco perch\u00e9 chi esercita il metodo genealogico si propone di ricondurre all\u2019autentica fonte una ribellione che, per il momento, \u00e8 solo una rivolta \u201cmistificata\u201d.<\/p>\n<p>Compiere tale smascheramento significa \u2013 un altro aspetto importante del passo di Ricoeur citato \u2013\u00a0<strong>allargare la coscienza<\/strong>. La coscienza comprende l\u2019illusione che la abita, coglie la verit\u00e0 della menzogna che dice a se stessa. Nel farlo integra il vero nel falso, e questa consapevolezza la trasforma.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 incorporata non implica per\u00f2 la pacificazione. Anzi, il dolore diventa pi\u00f9 acuto e intenso, perch\u00e9, non potendo pi\u00f9 mentire a se stessa, la coscienza deve cambiare la realt\u00e0 per porre fine alla propria sofferenza.<\/p>\n<p>I maestri del sospetto offrono un grande insegnamento:\u00a0<strong>pi\u00f9 la verit\u00e0 \u00e8 profonda pi\u00f9 \u00e8 dolorosa, in quanto essa \u00e8 l\u2019altra faccia di una menzogna che diciamo a noi stessi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nietzsche<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087382577\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12087382577\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=422x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic6855d19fbd61dcd\/version\/1749457495\/image.png\" alt=\"\" data-src-width=\"498\" data-src-height=\"498\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=422x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic6855d19fbd61dcd\/version\/1749457495\/image.png\" data-image-id=\"7796935377\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087382677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passiamo a Nietzsche. Per il filosofo di Basilea l\u2019origine di una cosa e la sua utilit\u00e0 finale sono separate. Un organo o una pratica non nascono\u00a0<em>per<\/em>\u00a0uno scopo, ma acquisiscono un significato e una funzione attraverso successive interpretazioni e processi di dominio (Cfr. F. Nietzsche,\u00a0<em>Genealogia della morale<\/em>).<\/p>\n<p>Il \u201cfinalismo\u201d \u00e8 comunque una tendenza tipica della coscienza: l\u2019uomo non pu\u00f2 fare a meno di vedere scopi e intenzioni. Ad esempio, la \u201cfunzione\u201d di una mela sarebbe quella di nutrirci; quella della mano, di afferrarla; quella della bocca, di mangiarla; quella dello stomaco, di digerirla.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 appare come una \u201csacra catena\u201d, in cui tutto sembrerebbe predisposto in vista di qualcos\u2019altro. I vari fini si incastrerebbero alla perfezione, come in un puzzle la cui chiave ultima risiederebbe nella mente di Dio.<\/p>\n<p>Il metodo genealogico scardina questo modo di pensare. Nel finalismo entra in gioco la forza dirompente e mistificatrice della narrazione. L\u2019uomo ha bisogno di raccontarsi storie, di dirsi menzogne, perch\u00e9 entrambe lo aiutano a vivere.<\/p>\n<p>La \u201cmorale\u201d dello\u00a0<em>storytelling<\/em>, tuttavia, non risiede nel racconto in s\u00e9, ma negli affetti.<\/p>\n<p><strong>Dietro ogni \u201cfine\u201d si cela la giustificazione di una pulsione: il \u201cfine\u201d \u00e8 il modo in cui una pulsione si racconta.<\/strong><\/p>\n<p>Proviamo a chiarire l\u2019approccio di Nietzsche con un esempio. \u00c8 noto come il filosofo di Basilea dedichi molte pagine delle sue opere allo smascheramento del cristianesimo.<\/p>\n<p>In particolare, la figura del prete \u00e8 oggetto di una demistificazione condotta \u201ca colpi di martello\u201d. Nella rappresentazione del mondo del prete ascetico<\/p>\n<p><strong>\u00ab domina un\u00a0<em>ressentiment<\/em>\u00a0senza eguali, quello di un insaziato istinto e una volont\u00e0 di potenza che vorrebbe signoreggiare non su qualcosa della vita, ma sulla vita stessa, sulle sue pi\u00f9 profonde, pi\u00f9 forti, pi\u00f9 sotterranee condizioni; qui si consuma un tentativo di impiegare la forza per ostruire le sorgenti della forza; qui lo sguardo si rivolge, astioso e perfido, contro la stessa prosperit\u00e0 fisiologica, in particolare contro la sua espressione, la bellezza, la gioia; mentre si avverte e si\u00a0<em>ricerca<\/em>\u00a0un compiacimento dell\u2019insuccesso, della marcescenza, del dolore, della sventura, del brutto, dell\u2019espiazione volontaria, dell\u2019autorinuncia, della flagellazione e dell\u2019olocausto di se stessi \u00bb<\/strong>\u00a0(F. Nietzsche,\u00a0<em>Genealogia della morale<\/em>).<\/p>\n<p>Analizziamo, in prima battuta, la narrazione di s\u00e9 proposta dal prete. Questa coscienza si figura il proprio agire come guidato da un sincero amore per il prossimo, ispirato al modello ideale di perfezione incarnato da Cristo.<\/p>\n<p>Intorno al \u201cfine\u201d di amare il prossimo si costruisce la trama di una complessa narrazione. Bisogna amare tutti, perch\u00e9 siamo figli di Dio. Occorre quindi predicare l\u2019uguaglianza, riportare le pecorelle smarrite nel gregge, essere pronti al sacrificio per gli altri.<\/p>\n<p>L\u2019egoismo, le passioni carnali, la gioia, l\u2019ebbrezza devono essere banditi, poich\u00e9 allontanano dallo \u201cscopo\u201d, dalla retta via.<\/p>\n<p>Cosa nasconde questa storia?<\/p>\n<p>Dietro la \u201cstoria d\u2019amore\u201d si cela un risentimento senza nome che desidera esprimersi. Il prete \u00e8 un uomo che non accetta le contraddizioni della vita e il non-senso dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Egli odia anche perch\u00e9 ha paura: il risentimento \u00e8 infatti l\u2019altra faccia del terrore dell\u2019inspiegabile. Si odia ci\u00f2 che spaventa, ci\u00f2 che turba.<\/p>\n<p>Per sopravvivere alle passioni dolorose, la coscienza del prete ha bisogno di una narrazione rassicurante: un racconto che, da un lato, esorcizzi il non-senso e, dall\u2019altro, svalorizzi e mistifichi l\u2019esistente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se la vita \u00e8 per lui sofferenza, allora lo \u00e8 per tutti: la vita diventa una valle di lacrime. Ma questo non basta a dare un senso al dolore. La proiezione sugli altri del proprio patire alleggerisce, non spiega.<\/p>\n<p>Ecco allora la costruzione del \u201cmondo dietro il mondo\u201d: la valle di lacrime \u00e8 solo un luogo di passaggio, che trova la sua giustificazione in un aldil\u00e0 dove regneranno pace, felicit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n<p>Alcuni, per\u00f2, non credono in questa favola, e ci\u00f2 disturba. La pecorella smarrita \u00e8 una minaccia, il sintomo che possano esistere molteplici racconti e che quello del prete sia falso o comunque non pi\u00f9 vero degli altri.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 importante appianare le differenze in nome dell\u2019amore per il prossimo: ridurre l\u2019altro a s\u00e9, predicare l\u2019uguaglianza, riportare gli smarriti nel gregge \u2013 con le buone, e con le cattive se necessario, tanto la fede santifica ogni efferatezza.<\/p>\n<p>L\u2019amore, la carit\u00e0, la compassione, il desiderio di uguaglianza sono allora come una fotografia: una rappresentazione della realt\u00e0 il cui negativo \u00e8 fatto di odio, risentimento, paura del diverso e della vita. La menzogna del cristianesimo cela dunque delle verit\u00e0 essenziali, umane, troppo umane. Ancora una volta il metodo genealogico mostra la coappartenenza di illusione, verit\u00e0 e sentire.<\/p>\n<p><strong>Freud<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087383177\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12087383177\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/if26510fcca8e27d9\/version\/1749458062\/image.png\" alt=\"\" data-src-width=\"314\" data-src-height=\"314\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/if26510fcca8e27d9\/version\/1749458062\/image.png\" data-image-id=\"7796935477\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12087383377\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il metodo genealogico diventa \u201cscienza\u201d attraverso la psicoanalisi. Cos\u00ec Freud la definisce:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab PSICOANALISI \u00e8 il nome: 1) di un procedimento per l\u2019indagine di processi psichici cui altrimenti sarebbe pressoch\u00e9 impossibile accedere; 2) di un metodo terapeutico (basato su tale indagine) per il trattamento dei disturbi nevrotici; 3) di una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente si assommano e convergono in una nuova disciplina scientifica \u00bb<\/strong>\u00a0(S. Freud,\u00a0<em>Due voci di enciclopedia: \u201cPsicoanalisi\u201d e \u201cTeoria della libido\u201d<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembrerebbe quasi che, con la psicoanalisi, il metodo genealogico diventi pienamente consapevole di s\u00e9 e della propria portata. La psicoanalisi si presenta come il metodo genealogico che si apprende come procedimento, come terapia e come forma di conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che in Marx e in Nietzsche era ancora una virtualit\u00e0, con Freud si realizza pienamente. Se il metodo genealogico \u00e8 analisi della falsa coscienza e di tutto ci\u00f2 che da essa deriva \u2013 i fenomeni culturali \u2013, se \u00e8 demistificazione, ossia riscoperta del\u00a0<em>pathos<\/em>\u00a0nel\u00a0<em>logos<\/em>\u00a0come sua forza costitutiva e organizzatrice, allora esso non pu\u00f2 che culminare nella psicoanalisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Eppure, la psicoanalisi \u00e8 davvero la verit\u00e0 del metodo genealogico, o ne rappresenta una subdola mistificazione? E se la psicoanalisi fosse la falsa coscienza del metodo genealogico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi spiego meglio. La scienza separa con nettezza il vero dal falso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, nel nostro caso non si tratta di una scienza come le altre \u2013 e di questo Freud era pienamente consapevole. Del resto, la psicoanalisi ha il suo oggetto privilegiato nel qualitativo e quasi ripudia il quantitativo. Si fonda, inoltre, su un assioma che \u00e8 anche una dichiarazione anti-metodica: la psicoanalisi \u00e8 la scienza di ci\u00f2 di cui non si ha esperienza diretta (l\u2019inconscio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, la pretesa di verit\u00e0 e di scientificit\u00e0 della psicoanalisi \u2013 mi riferisco sempre alla formulazione freudiana \u2013 reclama pur sempre una sua istituzionalizzazione. I veri \u201cesperti\u201d del metodo genealogico diventano cos\u00ec gli psicoanalisti, formati alla scienza della psicoanalisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Essi sono professionisti, investiti dalla societ\u00e0 di un ruolo ben definito e retribuiti. Il loro \u00e8 un lavoro strutturato, regolato da procedure e dal rispetto di protocolli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8 che qui avviene un corto-circuito. Usando Marx contro Freud si potrebbe chiedere: come pu\u00f2 applicare il metodo genealogico chi accetta acriticamente il ruolo assegnatogli dalla societ\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019istituzionalizzazione della figura dello psicologo non incide anche sull\u2019interpretazione delle malattie psico-somatiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019Anti-Edipo, Deleuze sottolinea come il grande limite della psicoanalisi consista nell\u2019aver sostenuto e rafforzato\u00a0<strong>\u00abil movimento di controllo e di repressione del desiderio da parte delle istanze socio-politiche\u00bb<\/strong>\u00a0(G. Deleuze,\u00a0<em>L\u2019Anti-Edipo<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti, la \u201cterritorializzazione\u201d del desiderio nella sfera familiare, di cui parla Deleuze, trova la sua principale giustificazione nella falsa coscienza dello psicoanalista. Nel momento in cui partecipa alle logiche sociali invece di metterle in discussione, lo psicologo contribuisce \u2013 anche inconsapevolmente \u2013 al processo di mistificazione del reale operato dalla classe dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, la forza eversiva e sovversiva del metodo genealogico viene pervertita e neutralizzata dall\u2019istituzionalizzazione del sapere disciplinare e di coloro che lo professano e lo applicano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricorrendo ora a Nietzsche contro Freud, si potrebbe allora sospettare che lo psicoanalista sia un nuovo prete, un sacerdote secolarizzato. Egli afferma di sapere dove vadano i nostri desideri; grazie a lui, sembrerebbe compiersi l\u2019opera di demistificazione dei sintomi. In realt\u00e0, alla narrazione inefficace della falsa coscienza del paziente \u2013 inefficace perch\u00e9 i sintomi segnalano, come i bug di\u00a0<em>Matrix<\/em>, che qualcosa non torna \u2013 lo psicoanalista tenta di sostituire un\u2019altra narrazione: costosa, generatrice di dipendenza, in cui le somatizzazioni scompaiono solo per lasciare il posto alla sintomatologia regolata dello studio terapeutico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le sedute diventano gabbie di contenimento, spazi in cui il desiderio pu\u00f2 essere scaricato, domato, tenuto sotto controllo. Lo studio dello psicoanalista diventa un piccolo spazio socialmente riconosciuto, dove la protesta, la ribellione e il risentimento della falsa coscienza possono esprimersi, non conducendo per\u00f2 a una reale trasformazione del s\u00e9 o della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Chiuderei dunque con una provocazione: e se i veri maestri del sospetto fossero solo Marx e Nietzsche?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Freud rappresenterebbe ancora un punto di svolta, ma forse in una direzione pericolosa. Con la psicoanalisi, infatti, avrebbe inizio l\u2019addomesticamento del metodo genealogico: un suo progressivo depotenziamento, che finirebbe per tradursi nella negazione o nella perversione di quell\u2019attitudine demistificatrice da cui esso trae la propria linfa vitale.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2025-1\/giugno\/i-maestri-del-sospetto\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2025-1\/giugno\/i-maestri-del-sospetto\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Salvatore Grandone) &nbsp; In\u00a0Sull\u2019interpretazione. Saggio su Freud, Paul Ric\u0153ur definisce Marx, Nietzsche e Freud \u00abi protagonisti del sospetto, i penetratori degli infingimenti\u00bb.\u00a0Pur operando in ambiti di ricerca differenti, i tre pensatori sono accomunati da un uso rigoroso e spregiudicato del metodo genealogico.\u00a0In che modo ciascuno di loro interpreta l\u2019attitudine demistificatrice? Quali sono le rispettive peculiarit\u00e0? E fin dove Freud pu\u00f2 essere considerato il punto culminante della parabola tracciata dal filosofo francese?&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":90004,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0521.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-nxe","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90472"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90472"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90473,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90472\/revisions\/90473"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/90004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}