{"id":90508,"date":"2025-06-12T10:30:18","date_gmt":"2025-06-12T08:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90508"},"modified":"2025-06-11T15:29:04","modified_gmt":"2025-06-11T13:29:04","slug":"il-piano-turco-russo-in-libia-ad-un-passo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90508","title":{"rendered":"Il piano turco-russo in Libia ad un passo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Michelangelo Severgnini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90509\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/FB_IMG_1749648486749-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/FB_IMG_1749648486749-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/FB_IMG_1749648486749.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando il 3 giugno scorso il capo dell\u2019intelligence turca Ibrahim Kalin \u00e8 atterrato a Tripoli per una missione complicata ma necessaria (innanzi tutto per i Turchi), forse non si aspettava che il suo convoglio fosse preso di mira da colpi di Kalashnikov. Ma forse nemmeno \u00e8 stato colto cos\u00ec di sorpresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A sparare sono stati gli uomini di Abdel Raouf Kareh, legato alle Forze di Deterrenza. Mentre il convoglio che scortava Ibrahim Kalin era composto dagli uomini di Abdullah Trabelsi, fratello di Imad Trabelsi, niente meno che ministro degli interni del governo illegale, criminale e ormai pericolante di Abdulhamid Dabaiba. I due fratelli, per altro, sono considerati criminali internazionali, ma fino a questo momento a Tripoli nessuna porta gli \u00e8 stata preclusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La missione di Ibrahim Kalin era delicata. Il messaggio che doveva recapitare al governo di Tripoli era il seguente: \u201cIl tempo sta per scadere, se dovete fare qualcosa, fatela adesso\u201d. E forse avr\u00e0 pure aggiunto: \u201cNon siamo pi\u00f9 disposti a proteggere le milizie e i loro capi\u201d. Anche se non l\u2019ha aggiunto, tutti hanno capito a Tripoli che il senso del suo viaggio fosse quello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia ha ormai un altro piano, in Libia, risultato di un lungo e paziente lavoro diplomatico che dai giorni di fine 2019 (quando la Turchia decise di schierare i propri uomini a Tripoli a difesa della citt\u00e0 dall\u2019avanzata dell\u2019Esercito Nazionale Libico di Haftar) a oggi ha praticamente rivoluzionato, non solo la politica turca in Libia, ma gli equilibri stessi nel Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo gi\u00e0 raccontato di come negli ultimi anni, a cominciare dal premierato a Bengasi di Fathi Bashagha (marzo 2022 &#8211; maggio 2023), la Turchia abbia stretto rapporti economici, politici e militari sempre pi\u00f9 stretti con le autorit\u00e0 di Bengasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma ora, l\u2019ago della bilancia sta per passare la linea del baricentro e rivoltare la Libia da capo a piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il giorno prima della visita di Ibrahim Kalin a Tripoli, il 2 giugno scorso, la Casa dei Rappresentanti (il parlamento libico di stanza a Bengasi) aveva votato l\u2019istituzione di un comitato tecnico di studio per arrivare alla ratifica degli accordi siglati nel novembre 2019 dall\u2019allora premier di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e appunto la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi accordi prevedevano l\u2019istituzione di un corridoio marittimo continuo tra le acque territoriali libiche e quelle turche e serv\u00ec per creare le premesse per l\u2019intervento militare turco a difesa di Tripoli. Siglati quegli accordi infatti, nel gennaio successivo 2020 la Turchia aveva gi\u00e0 aviotrasportato i suoi uomini a Tripoli per fronteggiare l\u2018Esercito Nazionale Libico di Haftar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giustamente, da subito, le istituzioni legittime di Bengasi avevano fatto allora notare che simile accordi possono essere firmati solo da un governo legittimo, cio\u00e8 quello con sede a Bengasi e che inoltre, il cosiddetto corridoio marittimo partiva dalle coste della Cirenaica verso le coste turche e che quindi non era per alcun motivo competenza delle autorit\u00e0 di Tripoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora il paramento libico di Bengasi, 6 anni pi\u00f9 tardi, si appresta a ratificare questi accordi, a riconoscergli e a garantire alla Turchia che le acque tra la Cirenaica e le coste sud-occidentali della Turchia verranno considerate di mutua pertinenza, soprattutto nel tratto di mezzo, quello ricco apparentemente di risorse energetiche sul fondo del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto c\u2019\u00e8 un\u2019altra frase che Kal?n potrebbe aver pensato, ma forse non ha osato pronunciare di fronte a Imad Trabelsi, ministro degli interni del governo di Tripoli e criminale internazionale: \u201cUna volta ratificato questo accordo, di voi milizie non sapremo pi\u00f9 che farcene\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia procede spedita. Il 9 giugno scorso il ministro degli esteri turco Hakan Fidan e il ministro degli esteri egiziano Badr Abdel Aty, hanno rilasciato una nota congiunta al termine di un colloquio telefonico nella quale spingono perch\u00e9 si tengano \u201cnel pi\u00f9 breve tempo possibile\u201d le elezioni parlamentari e presidenziali in Libia, gi\u00e0 sospese nel dicembre 2021 causa improvvisa candidatura di Saif Gheddafi, subito dato in testa a tutti i sondaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Manca poco. La Turchia aspetta a giorni, forse a settimane, la ratifica dell\u2019accordo marittimo Turchia-Libia. Da quella firma in poi, le milizie perderanno il sostegno di uno dei loro sponsor principali: la Turchia, appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco perch\u00e9 le milizie di Tripoli non erano affatto contente della visita lo scorso 3 giugno a Tripoli di Ibrahim Kalin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il messaggio della Turchia per Tripoli, da settimane, \u00e8 chiaro: \u201cdatevi una ripulita, se potete\u201d. A questo va fatto risalire l\u2019omicidio di Abdul Ghani Al-Kikli lo scorso 12 maggio, che ha mandato in frantumi i gi\u00e0 precari equilibri tra milizie. La sua milizia, pomposamente denominata Apparato di Supporto alla Stabilit\u00e0, \u00e8 stata smantellata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, a parte i numerosi gruppi sciolti presenti sul campo in ogni citt\u00e0 e quartiere della Tripolitania, ne rimangono due: la Forza Speciale di Deterrenza, meglio conosciuta come RADA, legata agli uomini di Trabelsi gi\u00e0 citato, quindi l\u2019attuale ministro degli interni di Tripoli, ma sotto responsabilit\u00e0 di Osama Najim, meglio noto come Al-Masri, e la Brigata di combattimento 444 di Misurata, vicinissima al premier Dabaiba a sua volta misuratino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, che sia Deterrenza, Stabilit\u00e0 o Sicurezza, queste sono solo parole vuote. Sotto a quelle giubbe e a quelle mostrine ci sono solo miliziani jihadisti, quelli foraggiati dalla NATO per abbattere Gheddafi e che ora, in una nemesi epica, si stanno sparando addosso le une con le altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi Italiani possiamo ora solo assistere impotenti e ringraziare Minniti, che nel 2017 con la firma del Memorandum oltre alle motovedette (servite a scortare il petrolio di contrabbando dalla Tripolitania alla Sicilia e non per fermare i migranti, se non a tempo perso) con quella firma consegn\u00f2 loro pompose divise che servivano solo per ripulire la facciata, non certo la sostanza. In buona compagnia con Minniti tutti i governi che sono succeduti da allora, Gentiloni, a oggi, Meloni, nel riconfermare quegli accordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine ne rimarr\u00e0 una sola di milizia allora? Le altre hanno gi\u00e0 fatto capire che no, o si affonda all\u2019inferno tutti insieme, Tripoli compresa, o non se ne parla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La notte scorsa nella capitale libica si \u00e8 combattuto all\u2019interno delle zone urbane. Non sono riportati morti per ora, solo danni. Ma le milizie e i loro uomini si muovono freneticamente sul campo come formiche impazzite, o meglio, come pesci in un dito d\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da mesi prospettiamo una mossa russo-turca (con appoggio egiziano) sul fronte libico (vedi la puntata de Il contesto \u201cRussia e Turchia ridisegnano il Mediterraneo, dalla Libia alla Siria\u201d: https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=S0dn9J5ygBU&amp;t=2091s).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I termini e persino i tempi dell\u2019operazione sembrano delinearsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla Russia interessa mantenere la gestione delle basi militari nel sud della Libia (Al Khadim e Matin Al Sara), la base aerea di Jufra a ridosso della Tripolitania e quella navale di Tobruk, sull\u2019estrema costa orientale. Non per puntare i missili contro l\u2019Italia, come diversi cronisti italiani hanno fantasticato di recente, ma come base logistica intermedia per raggiungere il Sahel, ossia Niger, Mali e Burkina Faso e dunque dare sostegno militare all\u2019alleanza AES in funzione anti-francese e sostituire la propria influenza al colonialismo europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia, al contrario, \u00e8 interessata agli idrocarburi, alle sterminate riserve di petrolio e gas ancora inesplorate sul territorio libico e quelle in mare aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli interessi di Russia e Turchia in Libia sono paralleli, vanno ormai nella stessa direzione e non sono tangenti, non si ostacolano a vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019ultima osservazione. L\u2019accordo marittimo Turchia-Libia \u00e8 stato siglato nel novembre 2019 in risposta all\u2019accordo di Nicosia tra Israele, Cipro e Grecia che pretendeva fare la stessa cosa, ossia istituire un corridoio marittimo continuo tra le coste israeliane, quelle cipriote e quelle greche, tagliando fuori la Turchia dal progetto EastMed ed impedendo alla Turchia di esplorare i giacimenti nelle acque tra Cipro e la Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il piano russo-turco in Libia va in porto, non cambier\u00e0 solo la faccia della Libia, ma di tutto il Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Turchia #Libia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_piano_turcorusso_in_libia_a_un_passo\/41939_61318\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/16Vyewdp1N\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/16Vyewdp1N\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Michelangelo Severgnini) Quando il 3 giugno scorso il capo dell\u2019intelligence turca Ibrahim Kalin \u00e8 atterrato a Tripoli per una missione complicata ma necessaria (innanzi tutto per i Turchi), forse non si aspettava che il suo convoglio fosse preso di mira da colpi di Kalashnikov. 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