{"id":90540,"date":"2025-06-16T09:30:45","date_gmt":"2025-06-16T07:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90540"},"modified":"2025-06-15T20:04:16","modified_gmt":"2025-06-15T18:04:16","slug":"verso-un-nuovo-mercato-unico-la-strategia-europea-per-riconquistare-competitivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90540","title":{"rendered":"Verso un nuovo Mercato Unico: la strategia europea per riconquistare competitivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Filomena Ratto)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"tdi_95\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\">\n<div class=\"vc_row tdi_96  wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_98  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span8\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_100 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_100\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p><strong>Caff\u00e8 Lungo<\/strong>\u00a0\u2013<em>Era il 1\u00b0 gennaio 1993 quando le frontiere interne degli Stati membri dell\u2019Unione Europea venivano abbattute: nasceva il Mercato Unico per garantire la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali. Per rilanciarne la forza originaria, la Commissione europea ha presentato lo scorso 21 maggio una nuova strategia, volta a rimuovere le \u201cbarriere senza nome\u201d.<\/em><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL RILANCIO DI S\u00c9JOURN\u00c9: I \u2018TERRIBILI DIECI\u2019 DA ABBATTERE<\/strong><\/h2>\n<p>La nuova\u00a0<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52025DC0500&amp;qid=1748365674912\">strategia per il Mercato Unico<\/a>\u00a0si articola in\u00a0<strong>cinque direttrici<\/strong>\u00a0che mirano a far diventare il cuore economico dell\u2019Unione pi\u00f9 integrato e competitivo.<br \/>\nAnzitutto, l\u2019abbattimento delle barriere pi\u00f9 dannose, identificate attraverso un\u2019ampia\u00a0<strong>consultazione\u00a0<\/strong>con imprese e stakeholder, e sintetizzate nella lista dei\u00a0<ins>cosiddetti<\/ins>\u00a0\u201cterribili dieci\u201d. Si va dalla\u00a0<strong>complessit\u00e0<\/strong>\u00a0di avviare un\u2019attivit\u00e0 in un altro Stato membro alla\u00a0<strong>lentezza<\/strong>\u00a0nell\u2019armonizzazione degli standard tecnici, dalla\u00a0<strong>frammentazione<\/strong>\u00a0normativa sugli imballaggi al\u00a0<strong>mancato riconoscimento<\/strong>\u00a0delle qualifiche professionali.<br \/>\nSono tutte quelle barriere che, seppur \u201cinvisibili\u201d, sono in grado di\u00a0<strong>ostacolare<\/strong>\u00a0la mobilit\u00e0 dei beni, dei servizi e delle persone: non dazi, ma altrettanto pericolose per la concorrenza e l\u2019innovazione. La loro rimozione diventa, allora,\u00a0<strong>prioritaria<\/strong>\u00a0per liberare il pieno potenziale del Mercato Unico.<br \/>\nIl secondo fronte d\u2019azione riguarda il settore dei servizi. Pur costituendo circa il 70% del PIL europeo, il comparto resta frenato da una\u00a0<strong>stagnazione<\/strong>\u00a0negli scambi oltre confine. Per rinvigorirlo, la Commissione propone ambiziose riforme legislative settoriali: una nuova legge per i servizi di costruzione, un \u201cDelivery Act\u201d per\u00a0<strong>modernizzare<\/strong>\u00a0la logistica e i servizi postali, nonch\u00e9 interventi mirati per\u00a0<strong>semplificare<\/strong>\u00a0l\u2019offerta di servizi correlati all\u2019industria, come installazioni, manutenzione e riparazioni. L\u2019obiettivo \u00e8\u00a0<strong>rimuovere\u00a0<\/strong>le regolamentazioni nazionali ridondanti,\u00a0<strong>sbloccare<\/strong>\u00a0le professioni regolamentate e\u00a0<strong>facilitare<\/strong>\u00a0l\u2019accesso dei lavoratori altamente qualificati ai mercati esteri. In parallelo, si\u00a0<strong>rafforzeranno<\/strong>\u00a0le riforme in settori chiave come energia, telecomunicazioni, trasporti e finanza.<br \/>\nIl terzo pilastro si concentra sul\u00a0<strong>cuore pulsante<\/strong>\u00a0dell\u2019economia europea: le piccole e medie imprese (PMI). Troppo spesso vittime della burocrazia e scoraggiate dal salto di scala, molte PMI hanno scelto di restare \u201cpiccole\u201d pur di evitare la morsa di normative onerose. La Strategia, pertanto, prospetta modifiche legislative volte ad agevolare le\u00a0<em>small mid-caps<\/em>\u00a0(SMCs), ossia le societ\u00e0 europee di media grandezza che hanno tra i 250 e i 750 dipendenti.<br \/>\nLa scarsa\u00a0<strong>alfabetizzazione digitale<\/strong>\u00a0richiede il passaggio da un Mercato Unico basato sui documenti a uno fondato sui dati. \u00c8 qui che entra in gioco il pacchetto Omnibus, riforma resa necessaria dalla disomogeneit\u00e0 dei sistemi digitali europei. L\u2019obiettivo \u00e8 dunque\u00a0<strong>alleggerire<\/strong>\u00a0gli oneri amministrativi a carico di PMI e aziende a media capitalizzazione, promuovendo l\u2019<strong>interoperabilit\u00e0<\/strong>\u00a0tra sistemi informatici e l\u2019utilizzo di soluzioni digitali. Tra queste, il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), che sar\u00e0 obbligatorio inizialmente per le batterie dal 2027, e poi esteso anche ad altri settori merceologici. Tale strumento consentir\u00e0 di integrare certificazioni, manuali e dati di sicurezza in un\u2019unica interfaccia digitale. Il futuro del mercato unico, in questa visione, sar\u00e0 digitale, interconnesso e<em>\u00a0paperless<\/em>.<br \/>\nPerch\u00e9 tutto ci\u00f2 funzioni, serve un\u00a0<strong>rinnovamento<\/strong>\u00a0anche nella governance. A livello nazionale, ogni Stato membro dovr\u00e0 nominare uno \u201cSherpa per il Mercato Unico\u201d, una figura ad alto livello politico incaricata di vigilare sull\u2019applicazione delle regole europee e fungere da raccordo tra autorit\u00e0 nazionali e Commissione. A livello sovranazionale, invece, nascer\u00e0 una riunione politica annuale con la partecipazione dei ministri competenti, degli sherpa e del Commissario S\u00e9journ\u00e9, per\u00a0<strong>monitorare<\/strong>\u00a0l\u2019efficacia delle misure e\u00a0<strong>rilanciare<\/strong>\u00a0l\u2019azione politica laddove necessario.<br \/>\n\u00c8 questo il tentativo di rispondere a un\u2019urgenza evidente: la gran parte delle barriere interne oggi non deriva da mancanze normative, ma da un\u2019applicazione disomogenea e talvolta\u00a0<strong>ostile<\/strong>\u00a0delle norme gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL MERCATO UNICO: UNA POTENZA (IN)COMPIUTA<\/strong><\/h2>\n<p>Il 29 gennaio 2025 la Commissione europea ha pubblicato il nuovo\u00a0<a href=\"https:\/\/single-market-economy.ec.europa.eu\/document\/download\/e566634a-29cf-4adf-a98d-1e708c873af8_en?filename=COM_2025_26_F1_COMMUNICATION_FROM_COMMISSION_TO_INST_EN_V10_P1_3877708.PDF\"><em>Annual Report on the Single Market and Competitiveness<\/em><\/a>, una disamina della condizione economica dell\u2019UE. il rapporto restituisce l\u2019immagine di un\u2019Europa\u00a0<strong>solida<\/strong>\u00a0nelle fondamenta, ma rallentata da\u00a0<strong>ingombri<\/strong>\u00a0strutturali e\u00a0<strong>divari<\/strong>\u00a0politici.<br \/>\nNonostante la stabilit\u00e0 degli investimenti, un ampio bacino di talenti e un primato globale nell\u2019export di servizi, l\u2019economia europea si trova sotto\u00a0<strong>crescente pressione<\/strong>. I costi energetici, la lentezza nella digitalizzazione, il ritardo accumulato nella spesa in ricerca rispetto ai competitor globali e le persistenti\u00a0<strong>barriere interne<\/strong>\u00a0minano la sua competitivit\u00e0 sistemica. Le imprese europee riconoscono nel peso regolatorio un intralcio concreto, spesso insormontabile per le realt\u00e0 piccole e medie.<br \/>\nLa posta in gioco \u00e8 alta. Lo ha espresso lo stesso<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/api\/files\/document\/print\/en\/ip_25_335\/IP_25_335_EN.pdf\">\u00a0S\u00e9journ\u00e9<\/a>: \u201cIl nostro successo economico si fonda su un numero semplice ma potente: 450 milioni di consumatori. Il Mercato Unico \u00e8 il pi\u00f9 grande motore \u2013 ancora largamente sottoutilizzato \u2013 della competitivit\u00e0 europea\u201d. L\u2019intento \u00e8 abbattere le residue barriere tra i 27 Stati membri, trasformando un mosaico normativo in un\u2019unica\u00a0<strong>tela economica coerente<\/strong>.<br \/>\nMa non \u00e8 solo la pressione interna a spingere verso il completamento del Mercato Unico. Lo sprone di un cambiamento potrebbe essere una\u00a0<strong>minaccia esterna<\/strong>: i dazi degli Stati Uniti. Quello che nasce come uno strumento punitivo \u2013 volto a colpire le economie concorrenti \u2013 potrebbe paradossalmente innescare un processo virtuoso di riassestamento interno. Se da un lato, le tariffe d\u2019oltreoceano mettono a nudo la fragilit\u00e0 di un\u2019Europa ancora dipendente da mercati esterni, dall\u2019altro offrono l\u2019<strong>occasione<\/strong>\u00a0\u2013 forse irripetibile \u2013 di riscoprire il valore della propria domanda interna.<br \/>\nUna risposta integrata ai dazi potrebbe consistere non tanto in contromisure esterne, quanto in una\u00a0<strong>strategia interna<\/strong>\u00a0di rafforzamento del Mercato Unico:\u00a0<strong>semplificazione<\/strong>\u00a0regolatoria,\u00a0<strong>armonizzazione<\/strong>\u00a0fiscale,\u00a0<strong>fluidificazione<\/strong>\u00a0degli scambi di servizi e\u00a0<strong>mobilit\u00e0<\/strong>\u00a0delle imprese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/h2>\n<p>Il Mercato Unico \u00e8 molto pi\u00f9 di un costrutto tecnico di normative e procedure. Nella sua essenza pi\u00f9 profonda, rappresenta il\u00a0<strong>risvolto economico<\/strong>\u00a0di un progetto politico: quello di un\u2019Unione capace di superare la frammentazione, generare interdipendenza e competitivit\u00e0 e garantire la pace attraverso l\u2019integrazione. Il nuovo impulso della Commissione Europea mira a\u00a0<strong>riattivare<\/strong>\u00a0questa ambizione originaria, liberando il\u00a0<strong>potenziale inespresso<\/strong>\u00a0di uno spazio comune che ancora oggi si scontra pi\u00f9 con ostacoli interni che con pericoli esterni. L\u2019intuizione del Manifesto di Ventotene rimane attuale: \u201cla federazione europea \u00e8 l\u2019unica garanzia concepibile\u201d per assicurare relazioni pacifiche tra i popoli del mondo. Oggi, quel disegno passa anche, e soprattutto, dalla piena realizzazione del suo mercato interno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/998866\/verso-un-nuovo-mercato-unico-la-strategia-europea-per-riconquistare-competitivita\">https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/998866\/verso-un-nuovo-mercato-unico-la-strategia-europea-per-riconquistare-competitivita<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Filomena Ratto) &nbsp; Caff\u00e8 Lungo\u00a0\u2013Era il 1\u00b0 gennaio 1993 quando le frontiere interne degli Stati membri dell\u2019Unione Europea venivano abbattute: nasceva il Mercato Unico per garantire la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali. Per rilanciarne la forza originaria, la Commissione europea ha presentato lo scorso 21 maggio una nuova strategia, volta a rimuovere le \u201cbarriere senza nome\u201d. 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