{"id":90547,"date":"2025-06-16T10:30:42","date_gmt":"2025-06-16T08:30:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90547"},"modified":"2025-06-16T08:58:49","modified_gmt":"2025-06-16T06:58:49","slug":"sacrificare-vite-per-salvare-poltrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90547","title":{"rendered":"Sacrificare vite per salvare poltrone?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/photo_2023_09_19_22_34_18.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>Un filo comune unisce in modo sempre pi\u00f9 stretto Benjamin Netanyahu a Volodymyr Zelensky: entrambi vogliono o devono continuare a combattere guerre che hanno ampiamente dimostrato di non essere in grado di vincere sul campo di battaglia.<\/p>\n<p>A ben vedere, entrambi gli statisti fanno di tutto per allargare il conflitto coinvolgendo l\u2019Europa e la NATO contro la Russia o gli Stati Uniti contro l\u2019Iran perch\u00e9 nessuno dei due ha raggiunto gli obiettivi militari che si era prefissato, n\u00e9 sembra essere in grado di raggiungerli in un futuro ragionevolmente breve.<\/p>\n<p>Netanyahu aveva dato il via alle operazioni a Gaza il 27 ottobre 2023 in risposta all\u2019attacco di Hamas di 20 giorni prima con l\u2019obiettivo dichiarato di distruggere militarmente la milizia islamista palestinese. Che \u00e8 stata indubbiamente indebolita ma non \u00e8 stata annientata. A essere completamente distrutta \u00e8 stata invece la Striscia di Gaza, che l\u2019esercito israeliano ha occupato per poi ritirarsi da molte aree e in queste ore ricominciare ad avanzare per riprenderne il possesso di una parte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-186819 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1020649611.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"541\" \/><\/p>\n<p>Anche sugli altri fronti non \u00e8 andata meglio. Israele ha distrutto molti centri del Libano meridionale e alcuni quartieri di Beirut uccidendo molti miliziani di Hezbollah che per\u00f2 mantiene ampie capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<p>In Cisgiordania gli scontri continuano e la minaccia di riempire la regione di colonie ebraiche e cacciarvi i palestinesi non si \u00e8 ancora concretizzata mentre in Siria gli israeliani hanno occupato la regione meridionale pur senza aver subito attacchi da quel confine dopo la caduta del regime di Bashar Assad.<\/p>\n<p>Gli Houthi yemeniti sono ancora in grado di colpire Israele con missili e droni; l\u2019accordo che la milizia ha stipulato con gli Stati Uniti ha portato alla fine degli attacchi ai mercantili in transito tra Golfo di Aden e Mar Rosso in cambio della sospensione dei raid americani ma non riguarda gli attacchi allo Stato ebraico.<\/p>\n<p>In questo contesto Netanyahu ha attaccato i siti nucleari dell\u2019Iran proprio mentre Donald Trump tenta faticosamente di negoziare con Teheran. Il presidente statunitense prima ha preso le distanze dall\u2019attacco dicendo che ne era informato ma che le forze americane non avevano avuto nessun ruolo, poi (con la coerenza e lucidit\u00e0 che Trump dimostra ormai ogni giorno) ha definito \u201ceccellenti\u201d i raids israeliani perch\u00e9 impediranno all\u2019Iran di avere armi atomiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-186820 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-360x245-1.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"245\" \/><\/p>\n<p>L\u2019attacco israeliano non offre per\u00f2 alcuna garanzia di successo poich\u00e9 parte dei siti atomici, come di quelli missilistici, sono stati da tempo trasferiti in bunker situati molte decine di metri sotto terra o all\u2019interno di montagne, al riparo anche dalle pi\u00f9 potenti e precise bombe a penetrazione.<\/p>\n<p>Inoltre l\u2019Iran ha dimostrato l\u2019anno scorso di possedere missili che per velocit\u00e0 e manovrabilit\u00e0 sono in grado di colpire Israele senza farsi intercettare.<\/p>\n<p>In risposta alle dure critiche di Trump, che ha addirittura minacciato di riconoscere lo Stato di Palestina, il premier israeliano ha annunciato che occorre prepararsi a combattere anche senza l\u2019aiuto statunitense.<\/p>\n<p>Frase patriottica ad effetto ma che esprime per\u00f2 un concetto inapplicabile sul piano finanziario e militare. Israele combatte da 20 mesi grazie agli aiuti militari aggiuntivi statunitensi per 10 miliardi di dollari, soprattutto munizioni, forniti nel 2024, senza i quali non avrebbe potuto alimentare l\u2019offensiva a Gaza.<\/p>\n<p>Senza di essi l\u2019industria della Difesa israeliana non sarebbe in grado di produrre armi e munizioni a sufficienza per alimentare tutti i fronti di guerra aperti da Israele.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-186795 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/5958337795812607538_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p>Karnit Flug, ex governatore della Banca d\u2019Israele e attuale ricercatrice senior presso l\u2019Israel Democracy Institute (IDI) ha affermato il mese scorso che la ripresa dei combattimenti a Gaza e l\u2019aumento del fabbisogno di finanziamenti per la difesa potrebbero mettere a rischio i servizi pubblici israeliani, gi\u00e0 sotto pressione, come ospedali, scuole e trasporti.<\/p>\n<p>Si teme che l\u2019incombente minaccia di sanzioni economiche da parte degli alleati occidentali possa ulteriormente compromettere la qualit\u00e0 della vita degli israeliani, limitare i motori di crescita del Paese e innescare un massiccio deflusso di contribuenti e capitale umano, ha ammonito Flug, che presenter\u00e0 a breve i risultati di uno studio sulle ripercussioni del cambiamento di priorit\u00e0 di bilancio da parte del Governo dallo scoppio del conflitto. Lo studio esamina anche le implicazioni che il previsto aumento della spesa per la difesa potrebbe avere sulla spesa civile e sui servizi pubblici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-186821 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2023-09-19-at-3-1024x838.webp\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p>La guerra senza vittoria di Israele non \u00e8 quindi pi\u00f9 sostenibile in termini militari e finanziari, per questo l\u2019attacco all\u2019Iran mira a coinvolgere anche gli Stati Uniti e l\u2019Europa in un conflitto che altrimenti Israele perderebbe per mancato raggiungimento degli obiettivi.<\/p>\n<p>Scenario simile in Ucraina per Volodymyr Zelensky le cui truppe perdono terreno ogni giorno su tutti i fronti e Kiev punta ad alzare l\u2019escalation con attacchi in Russia alle basi dei bombardieri strategici difficilmente attuabili senza l\u2019aiuto di nazioni aderenti alla NATO con l\u2019obiettivo di coinvolgerci tutti nella guerra.<\/p>\n<p>Del resto l\u2019Ucraina non sembra avere nessuna possibilit\u00e0 di riconquistare i territori perduti ma neppure di riuscire a fermare l\u2019avanzata russa.\u00a0La difesa area \u00e8 ormai priva di missili e l\u2019Occidente non pu\u00f2 fornirne altri mentre quelli nuovi ordinati alle aziende produttrici potranno consegnarli forse tra 12 o 18 mesi.<\/p>\n<p>Senza difesa aerea gli stabilimenti industriali ucraini sono gi\u00e0 oggi alla merc\u00e8 dei sempre pi\u00f9 intensi bombardamenti russi e nascondere nei centri urbani le fabbriche per produrre droni potr\u00e0 aumentare il numero di vittime civili, non fermare i bombardamenti russi.<\/p>\n<p>Scarseggiano anche le munizioni d\u2019artiglieria mentre le perdite tra i militari di Kiev sono talmente elevate da provocare proteste tra gli ufficiali e rischi di ammutinamento tra le truppe dove gi\u00e0 abbondano le diserzioni.\u00a0Diverse fonti, anche ucraine, valutano che in assenza di un accordo per il cessate il fuoco le forze di Kiev possano collassare a partire dal prossimo mese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-186824\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/c68bf71ea6d6ece7fd97f6e42141a193.jpg\" alt=\"\" width=\"872\" height=\"581\" \/><\/p>\n<p>Un articolo del giornale svizzero Les Temps ha riferito della stanchezza dei soldati ucraini, \u00a0giunti al limite delle loro capacit\u00e0 tra perdite enormi, massicce diserzioni e renitenza alla leva e difficolt\u00e0 nel reclutamento forzato. I russi invece continuano ad arruolare volontari a contratto: 175 mila nei primi mesi dell\u2019anno, 35 mila al mese secondo fonti di Mosca che sono in linea con le valutazioni ucraine che ne stimano oltre 1.200 al giorno e quelle della NATO pari a circa 30 mila al mese.<\/p>\n<p>Per il presidente della Commissione Difesa della Duma russa, Andrei Kartapolov, \u201c<em>l\u2019Ucraina ha sufficienti risorse rimaste per supportare azioni militari attive per circa un mese. Dopo questo periodo, con ogni probabilit\u00e0, non assisteremo pi\u00f9 ad azioni tanto intense quanto quelle attuali, da parte loro. Gli europei ne sono pienamente consapevoli e ben informati in proposito. L\u2019intera posizione dell\u2019Occidente (a proposito del cessate il fuoco) si basa sulla constatazione di questo fatto. \u00c8 chiaro, lo sappiamo, ed \u00e8 per questo che non abbiamo intenzione di accettare un cessate il fuoco\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La valutazione del parlamentare russo sembra trovare conferme negli Stati Uniti e nella stessa Ucraina. Un rapporto del Pentagono dello scorso settembre stimava in 7\/9 mesi la capacit\u00e0 residuale di resistenza ucraina. A fine gennaio di quest\u2019anno il capo dei segreti servizi militari ucraini Kirylo Budanov, rifer\u00ec che in assenza di un accordo entro 6 mesi si l\u2019Ucraina avrebbe rischiato un processo disgregativo.<\/p>\n<p>Come ha detto il mese scorso l\u2019ex consigliere presidenziale Oleksy Arestovic, l\u2019Ucraina pu\u00f2 perdere oggi Crimea e altre quattro regioni accettando le condizioni poste da Mosca, oppure continuare a combattere e tra sei mesi perderne setto o otto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-186823 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1746875204-macron-starmer-merz-treo-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"163\" \/><\/p>\n<p>Per Zelensky vale quindi lo stesso interrogativo che si pone per Netanyahu: perch\u00e9 continuare a combattere guerre che con tutta evidenza non si possono vincere? Perch\u00e9 si sacrificano vite perseguendo obiettivi ormai chiaramente irraggiungibili?<\/p>\n<p>L\u2019unica risposta plausibile \u00e8 che la sconfitta determinerebbe per entrambi i leader il forte rischio, se non la certezza, di vedere conclusa la propria parabola politica. In poche parole, perderebbero poltrona e potere.<\/p>\n<p>Una spiegazione che a ben guardare sembra costituire la motivazione che muove molti leader europei, da Ursula von der Leyen ai suoi commissari fino a Macron, Starmer, Merz, i leader baltici e nordici, tutti protesi a far continuare un conflitto, a patto che continuino a morire invano solo gli ucraini (l\u2019Occidente bellicoso sulla pelle degli ucraini), la cui conclusione renderebbe manifesto il loro gi\u00e0 evidente fallimento politico, economico e militare.<\/p>\n<p>Per tutti loro la missione sembra essere una sola: sacrificare ancora a lungo inutilmente molte vite per conservare temporaneamente le poltrone.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaiani<\/a><\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/06\/sacrificare-vite-per-salvare-poltrone\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/06\/sacrificare-vite-per-salvare-poltrone\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Un filo comune unisce in modo sempre pi\u00f9 stretto Benjamin Netanyahu a Volodymyr Zelensky: entrambi vogliono o devono continuare a combattere guerre che hanno ampiamente dimostrato di non essere in grado di vincere sul campo di battaglia. 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