{"id":90559,"date":"2025-06-17T11:12:15","date_gmt":"2025-06-17T09:12:15","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90559"},"modified":"2025-06-17T11:13:03","modified_gmt":"2025-06-17T09:13:03","slug":"la-repressione-egiziana-blocca-la-march-to-gaza-ma-il-movimento-globale-non-finisce-qua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90559","title":{"rendered":"La repressione egiziana blocca la March to Gaza, ma il movimento globale non finisce qui"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Moira Amargi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90560\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/repressione-egiziana3-1-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/repressione-egiziana3-1-300x200.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/repressione-egiziana3-1-768x512.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/repressione-egiziana3-1.png 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong data-start=\"221\" data-end=\"241\">Il Cairo, Egitto<\/strong>\u00a0\u2013 La\u00a0<em data-start=\"247\" data-end=\"261\" data-is-only-node=\"\">Global March<\/em>\u00a0fino al valico di Rafah non si far\u00e0. Sarebbero dovute partire a piedi da al-Arish il 15 giugno le migliaia di persone arrivate da tutto il mondo per rompere l\u2019assedio a Gaza e permettere l\u2019ingresso degli aiuti umanitari bloccati da Israele. Ma la marcia, dopo giorni di tentativi, riflessioni e, soprattutto, di repressione da parte delle forze di polizia egiziane, non ripartir\u00e0. Tutto \u00e8 cominciato la notte dell\u201911 giugno: centinaia di persone sono state fermate all\u2019arrivo in aeroporto al Cairo, trattenute per ore in stanze isolate, private dei passaporti e dei telefoni. Dopo interrogatori e pressioni, decine sono state rimpatriate o inviate in Paesi terzi, come la Turchia. Altre migliaia sono riuscite a entrare in Egitto, ma la repressione non si \u00e8 fermata. Il 12 giugno, almeno mille persone hanno tentato di raggiungere la citt\u00e0 di Ismailia, in direzione del Sinai. Bloccate ai posti di controllo istituiti appositamente dai militari, sono state costrette a scendere da pulmini e taxi.<\/p>\n<p>In due dei punti di blocco si sono formati sit-in spontanei, tra cori che gridavano \u00abFree Palestine\u00bb e richieste di poter proseguire verso Rafah. L\u2019obiettivo della marcia era rompere l\u2019assedio che da mesi affama la popolazione di Gaza, ma\u00a0<strong>il governo egiziano l\u2019ha vissuto come una minaccia allo Stato<\/strong>, o pi\u00f9 probabilmente ha accettato ancora una volta di fare il lavoro sporco per Israele. Dopo ore di stallo, verso le 19 il primo posto di blocco \u00e8 stato\u00a0<strong>sgomberato con la forza<\/strong>: gli attivisti sono stati obbligati a salire su autobus, spesso con violenza, e alcuni riferiscono di non aver nemmeno avuto il tempo di recuperare lo zaino o i documenti. Poco dopo anche il secondo presidio \u00e8 stato sciolto, con l\u2019intervento di<strong> persone in borghese che hanno colpito i manifestanti <\/strong>con calci e bottiglie piene d\u2019acqua. Secondo alcune ipotesi, si potrebbe trattare di civili pagati o sostenuti dai militari, dal momento che loro non potevano permettersi di malmenare cittadini stranieri.<\/p>\n<p>Decine sono state portate direttamente in aeroporto e rimpatriate, mentre centinaia sono state abbandonate per le strade del Cairo in piena notte. Dal giorno successivo, la\u00a0<em data-start=\"2136\" data-end=\"2151\">March to Gaza<\/em> ha cercato di riorganizzarsi, puntando a raggiungere le ambasciate per fare pressione sui rispettivi governi, denunciarne la complicit\u00e0 con il genocidio in corso e chiedere il via libera per proseguire. Ma le intimidazioni sono continuate: <strong>molti attivisti hanno trovato la polizia egiziana alle porte degli alberghi per identificazioni, controlli e pedinamenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella notte tra il 13 e il 14 giugno, alcuni <strong>referenti internazionali sono stati arrestati <\/strong>nelle loro camere e portati via. Manuel Tapial, della delegazione canadese, \u00e8 stato fermato insieme ad altri connazionali e rimpatriato dopo ore di interrogatorio; il giorno seguente anche Hicham el Ghaoui, della delegazione svizzera, \u00e8 stato espulso. \u00abSono venuti a cercarli negli alberghi durante la notte\u00bb\u00a0<strong>racconta a\u00a0<em data-start=\"2925\" data-end=\"2941\">L\u2019Indipendente <\/em><\/strong>un\u2019attivista svizzera che ha seguito il rimpatrio di una delle persone arrestate con Hicham. \u00abCi sono persone scomparse per molte ore. Ma piano piano arrivano notizie: sono state prelevate, interrogate e poi rilasciate o rimpatriate\u00bb.<\/p>\n<p>Anche Hicham, dopo ore in cui si temeva la convalida dell\u2019arresto, \u00e8 stato messo su un aereo diretto in Francia.\u00a0<strong>Le autorit\u00e0 egiziane non avevano risposto alle richieste di autorizzazione<\/strong>\u00a0da parte delle 54 delegazioni internazionali coinvolte nella marcia, eppure hanno fatto tutto il possibile per impedirne lo svolgimento. \u00abIl popolo egiziano \u00e8 con la Palestina\u00bb conferma sottovoce A., una giovane studentessa del Cairo, a\u00a0<em data-start=\"3602\" data-end=\"3618\">L\u2019Indipendente<\/em>. \u00abMa qui ogni manifestazione \u00e8 vietata. Anche gli assembramenti. Non possiamo alzare la voce per la Palestina, n\u00e9 per i nostri diritti\u00bb afferma.<\/p>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infatti, n<strong>ella capitale egiziana non ci si pu\u00f2 riunire in pi\u00f9 di dieci persone in strada<\/strong>; nemmeno un sit-in pacifico \u00e8 consentito, e qualsiasi dissenso \u00e8 represso. Sebbene la maggior parte della popolazione sostenga Gaza, gli attivisti stranieri sono consapevoli di essere sotto stretta sorveglianza. Per questo, dopo gli arresti notturni, hanno deciso per il momento di rinunciare anche ai sit-in davanti alle ambasciate. In un contesto repressivo cos\u00ec difficile, gli attivisti si sono incontrati di nascosto, in piccoli o medi gruppi, in luoghi pubblici, per confrontarsi e tenere vivo il movimento globale. In molti discutono della possibilit\u00e0 di ritrovarsi a Bruxelles, o altrove, per continuare a fare pressione sui governi europei e costringerli a rompere il loro sostegno politico e materiale a Israele. <strong>\u00abLa\u00a0<em data-start=\"4570\" data-end=\"4592\">Global March to Gaza<\/em>\u00a0non \u00e8 finita\u00bb<\/strong> dice un attivista presente al Cairo a <em data-start=\"4645\" data-end=\"4661\">L\u2019Indipendente<\/em>. \u00ab<strong>Continuer\u00e0, in forme diverse, nei nostri Paesi<\/strong>, ma anche in nuovi momenti collettivi che cercheremo di costruire. Finch\u00e9 questo genocidio non finir\u00e0 e la Palestina sar\u00e0 libera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/06\/16\/la-repressione-egiziana-blocca-la-march-to-gaza-ma-il-movimento-globale-non-finisce-qua\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/06\/16\/la-repressione-egiziana-blocca-la-march-to-gaza-ma-il-movimento-globale-non-finisce-qua\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Moira Amargi) Il Cairo, Egitto\u00a0\u2013 La\u00a0Global March\u00a0fino al valico di Rafah non si far\u00e0. Sarebbero dovute partire a piedi da al-Arish il 15 giugno le migliaia di persone arrivate da tutto il mondo per rompere l\u2019assedio a Gaza e permettere l\u2019ingresso degli aiuti umanitari bloccati da Israele. Ma la marcia, dopo giorni di tentativi, riflessioni e, soprattutto, di repressione da parte delle forze di polizia egiziane, non ripartir\u00e0. 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