{"id":90589,"date":"2025-06-19T11:14:23","date_gmt":"2025-06-19T09:14:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90589"},"modified":"2025-06-18T16:18:45","modified_gmt":"2025-06-18T14:18:45","slug":"il-nuovo-paradigma-dello-scontro-di-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90589","title":{"rendered":"Il nuovo paradigma dello &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Di Loretta Napoleoni)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90590 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/netaniau-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/netaniau-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/netaniau.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla caduta del muro di Berlino abbiamo assistito al proliferarsi di conflitti armati, il vento di democrazia che dall\u2019occidente soffiava intorno al mondo non \u00e8 stato come ci si aspettava pacificatore, la globalizzazione non ci ha regalato la pace. Conscio di questo fallimento Papa Bergoglio coni\u00f2 la celeberrima frase la terza guerra mondiale a pezzi. Ricomponendo sul mappamondo l\u2019agghiacciante puzzle dei conflitti insorti negli ultimi trent\u2019anni, torna in mente la tesi del professor Samuel Huntington riguardo allo scontro di civilt\u00e0. Una tesi che a distanza di tre decenni sembra descrivere l\u2019evoluzione della guerra fredda, una guerra non piu\u2019 fredda ma calda, non piu\u2019 tra due blocchi ma tra diversi poli caratterizzati da differenze etnico-culturali. Ed infatti i fronti sembrano strutturasti lungo linee di omogeneit\u00e0 etnica culturale con alcune nazioni intrappolate geograficamente tra i diversi blocchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Ucraina \u00e8 uno di questi. La mancanza di omogeneit\u00e0 esistenziale con il blocco Russo-slavo-centro-asiatico che Huntington definisce blocco ortodosso, in parte causata dal desiderio dell\u2019establishment ucrano di appartenere a quello europeo, nonostante etnia, religione e cultura storica, ha trasformato il paese in un teatro di guerra dove due civilt\u00e0 si scontrano, da una parte l\u2019occidente ingaggiato in una guerra per procura e dall\u2019altra la Russia, leader del blocco ortodosso, che reclama quella fetta di terra che dichiara le appartiene etnicamente, storicamente e culturalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Discorso analogo si puo\u2019 fare per l\u2019espansionismo israeliano sostenuto dall\u2019occidente che ormai \u00e8 arrivato allo scontro bellico con l\u2019Iran ed alla distruzione di Gaza. A confronto ci sono due realt\u00e0 contrastanti Israele che \u00e8 si presenta come espressione del blocco occidentale, ma che si trova geograficamente ubicata all\u2019interno del blocco islamico e dall\u2019altra l\u2019Iran, che, come la Russia, si considera leader del proprio blocco. Ma lo scontro in questa caso non \u00e8 solo circoscritto alla natura delle due civilt\u00e0, ha al suo interno elementi moderni, che lo differenziano dal modello classico di Huntington e da quello in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo il professor Huntington lo scontro tra Israele e la civilt\u00e0 islamica \u00e8 un conflitto strutturale, sistemico, radicato non solo nella storia coloniale del Novecento ma nel cuore stesso della ridefinizione del Medio Oriente seguita al crollo dell\u2019Impero Ottomano. Israele \u00e8 un\u2019anomalia strategica, una potenza militare, tecnologica ed economica che rappresenta, per molti versi, l\u2019avamposto del mondo occidentale nel cuore della civilt\u00e0 islamica. Tuttavia, non appartiene davvero all\u2019Occidente: \u00e8 una creazione postbellica, nata dentro l\u2019architettura del dopoguerra, funzionale agli interessi angloamericani \u00e8 come la guerra fredda un prodotto dell\u2019assetto post-bellico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel paradigma dello \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d Israele \u00e8 dunque un elemento di frattura, il punto critico, il detonatore. Circondato da Stati mussulmani, molti dei quali deboli, autoritari, o falliti, ha costruito un sistema di sopravvivenza fondato sulla superiorit\u00e0 militare, intelligence, e un\u2019alleanza quasi organica con Washington ed oggi con l\u2019Europa. \u00c8, in questo senso, un attore protetto ma isolato. La civilt\u00e0 islamica, dal canto suo, vive la sua relazione con Israele come una continua umiliazione, un tarlo. La questione palestinese \u00e8 stata una ferita aperta, l\u2019elemento che ha dato coerenza ideologica e politica anche a regimi altrimenti divergenti: sunniti, sciiti, laici o islamisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Islam politico ha fatto della lotta contro Israele un simbolo della resistenza contro l\u2019imperialismo occidentale. Hamas, Hezbollah, la Jihad Islamica, e prima ancora l\u2019OLP, sono figli di questa visione. Ma anche i regimi pi\u00f9 conservatori, come l\u2019Arabia Saudita, hanno usato per decenni l\u2019antisionismo come valvola di sfogo per il malcontento interno.\u00a0 Poi qualcosa e\u2019 cambiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante il primo mandato di Trump abbiamo assistito alla progressiva normalizzazione dei rapporti (Accordi di Abramo) delle potenze del Golfo con Israele, un cambiamento dettato pi\u00f9 da interessi economici e geopolitici \u2013 il contenimento dell\u2019Iran, le nuove rotte commerciali, l\u2019accesso alla tecnologia israeliana \u2013 che da una reale riconciliazione ideologica. Su questo terreno Israele ha lavorato per risolvere una volta per tutte la questione palestinese e sbarazzarsi della fetta del blocco islamico ancora ostile: l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlare ancora di scontro di civilt\u00e0 sembra dunque riduttivo, piuttosto ci troviamo di fronte ad un nuovo paradigma, una guerra territoriale, di supremazia che ha gettato le insegne ideologico-culturali per abbracciare quelle della forza quale manifestazione di potenza. \u00c8 un conflitto moderno, post globalizzazione, che non teme di presentarsi al mondo fuori degli schemi dello scontro di civilt\u00e0, una guerra che si combatte con la tecnologia, le alleanze strategiche fondate sul commercio, il profitto e la convenienza non piu\u2019 su valori comuni religiosi, culturali o storici. Una guerra moderna senza possibilit\u00e0 di pacificazione diplomatica, che, ahim\u00e8, potrebbe essere combattuta fino all\u2019annientamento del nemico.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_nuovo_paradigma_dello_scontro_di_civilt\/56082_61487\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_nuovo_paradigma_dello_scontro_di_civilt\/56082_61487\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Di Loretta Napoleoni) Dalla caduta del muro di Berlino abbiamo assistito al proliferarsi di conflitti armati, il vento di democrazia che dall\u2019occidente soffiava intorno al mondo non \u00e8 stato come ci si aspettava pacificatore, la globalizzazione non ci ha regalato la pace. Conscio di questo fallimento Papa Bergoglio coni\u00f2 la celeberrima frase la terza guerra mondiale a pezzi. 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