{"id":90669,"date":"2025-06-25T09:30:31","date_gmt":"2025-06-25T07:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90669"},"modified":"2025-06-24T22:36:08","modified_gmt":"2025-06-24T20:36:08","slug":"90669","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90669","title":{"rendered":"Il Teatro delle Ombre arriva a Teheran (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giuseppe Masala)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90670\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/350x200c50-48-300x171.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/350x200c50-48-300x171.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/350x200c50-48.png 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella prima parte di questo articolo abbiamo sostenuto la tesi che dietro il casus belli dello sviluppo nucleare a fini militari (pi\u00f9 presunto che vero) portato avanti dall&#8217;Iran vi siano ben altre motivazioni dietro l&#8217;attacco israeliano alla repubblica islamica dell&#8217;Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si riflette a fondo, provando a documentarsi, ci si rende peraltro conto, che dietro i due contendenti si nasconde un incredibile groviglio di interessi di varia natura; geostrategici, energetici, economici e perfino monetari. Interessi che non sono inerenti ad Israele e all&#8217;Iran ma che toccano potentemente gli equilibri tra le grandi potenze mondiali. Non solo, questa incredibile partita si sta svolgendo in un contesto di eterogeneit\u00e0 etnica e religiosa che caratterizza in maniera peculiare queste terre: ben difficilmente al mondo si pu\u00f2 trovare un quadrante dove convivono musulmani sunniti e sciiti, yazidi e zoroastriani, curdi e beluchi, yemeniti e azeri e molte altre popolazioni ancora. Noteremo, in questa analisi, che anche questo incredibile mosaico etnico-religioso gioca un ruolo fondamentale nella partita geopolitica in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un contesto etnico-religioso ben conosciuto dagli storici russi e britannici che, non a caso, per definire la guerra non dichiarata tra Impero Britannico e Impero Russo in questa parte di mondo svoltasi nell&#8217;800, coniarono il termine di Teatro delle Ombre (in inglese \u201cTournament of Shadows\u201c ) proprio per caratterizzare una lotta dove era difficile discernere i reali interessi e i fronti che si contrapponevano; ci\u00f2 proprio a causa dell&#8217;incredibile mosaico etnico-religioso e politico che era il contesto nel quale si svolgeva la lotta occulta tra le due grandi potenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordiamo inoltre che l&#8217;Iran \u00e8 il depositario di interessi geostrategici ed economici di primaria importanza essendo a Nord la porta d&#8217;accesso per il Caucaso e per l&#8217;Asia centrale ex sovietica, ad Est \u00e8 la porta d&#8217;accesso per la valle dell&#8217;Indo e per la sua plurimillenaria cultura. Sempre a Est l&#8217;Iran domina lo Stretto di Hormuz, ovvero la giugulare energetica del mondo con il suo 25% di flusso di petrolio sul totale mondiale. A Ovest poi, l&#8217;Iran \u00e8 la porta d&#8217;accesso per il Mediterraneo, sia attraverso la Turchia che attraverso la \u201cmezzaluna sciita\u201d che parte nell&#8217;Iran occidentale e arriva fino a Latakia, sulle rive del Mediterraneo. Infine a Sud, dove l&#8217;Iran, attraverso le pianure mesopotamiche e lo stretto braccio di mare del Golfo Persico, \u00e8 ad un passo dalle ricche petromonarchie del Golfo e il Regno Saudita. Come si pu\u00f2 vedere, una posizione cruciale che non pu\u00f2 non attirare l&#8217;attenzione delle grandi potenze sia per avere Teheran come alleato o, eventualmente, per fomentare un cambio di regime qualora questo vasto e plurimillenario impero fosse retto da un governo ostile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E proprio dagli alleati e degli avversar di Teheran ora parleremo per riuscire cos\u00ec a riconoscere gli interessi nascosti che muovono realmente il Teatro delle Ombre dell&#8217;Asia Centrale e del Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Russia e il suo partenariato naturale con l&#8217;Iran<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I rapporti tra Russia e Iran nell&#8217;ultimo secolo sono stati notevolmente complessi innanzitutto a causa della svolta ideologica del 1917 avvenuta con la Rivoluzione d&#8217;Ottobre. E&#8217; chiaro che una nazione comunista non poteva piacere a un impero retto da un sovrano sostanzialmente assoluto come lo Sci\u00e0. Infatti durante il governo di Reza Palevi l&#8217;Iran rimase fortemente ancorato all&#8217;Occidente e sostanzialmente ostile all&#8217;impero comunista con il quale confinava a nord. Con l&#8217;avvento della rivoluzione islamica guidata dall&#8217;Ayatollah Khomeini si verific\u00f2 una violenta rottura tra Iran e Occidente, ma ci\u00f2 non signific\u00f2 un avvicinamento all&#8217;URSS. Del resto era evidente il forte conflitto ideologico tra una repubblica teocratica fondata sull&#8217;Islam e una repubblica fondata (anche) sull&#8217;ateismo di stato. Si avvi\u00f2 infine avviata una lenta distensione dovuta al crollo dell&#8217;URSS; del resto la Russia e l&#8217;Iran si \u201ccompletano\u201d a vicenda. Teheran \u00e8 la fondamentale barriera che evita il dilagare dell&#8217;integralismo islamico nell&#8217;Asia centrale ex sovietico, vero ventre molle della Russia (come sanno bene gli inglesi). Dal punto di vista iraniano, invece la Russia \u00e8 quel naturale retroterra in grado di dare profondit\u00e0 strategica al paese nel caso in cui subisca un attacco. Inoltre la Russia \u00e8 un formidabile partner tecnologico, militare, economico e diplomatico. Considerazioni che, alla lunga, hanno portato Teheran e Mosca a firmare un Trattato di partenariato strategico e spinto, inoltre, l&#8217;Iran ad entrare a pieno titolo nei BRICS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il Partenariato economico con l&#8217;Impero Celeste<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I rapporti tra Iran e Cina sono relativamente recenti e fondati sostanzialmente sull&#8217;interscambio economico. La Cina garantisce rilevanti investimenti in infrastrutture grazie ad un Trattato di Partenariato Strategico del 2021, che prevede investimenti in Iran per 400 miliardi di dollari in 25 anni. Rilevante anche l&#8217;interscambio commerciale che nel 2024 ha raggiunto i 13,5 miliardi di dollari. Una cifra non certo enorme per la Cina ma vera manna dal cielo per Teheran che ormai da decenni \u00e8 colpita dalle sanzioni occidentali. Dunque non \u00e8 sbagliato dire che i rapporti commerciali tra Iran e Cina sono fondamentali per il primo ma non per il secondo. E&#8217; comunque fondamentale rilevare come Teheran pu\u00f2 mettere a disposizione della Cina una posizione geostrategica importantissima per Pechino perch\u00e8 consente di rompere l&#8217;assedio che gli USA stanno organizzando ai suoi danni per riuscire a contenere la sua crescita travolgente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I turcomanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il termine turcomanni intendiamo tutti quei popoli centroasiatici parlanti una lingua di ceppo turco. Quindi si tratta di paesi con forti legami linguistici e culturali con la Turchia stessa e che infatti sono riuniti nel cosiddetto Consiglio Turco (TurkPA), ma intendiamo anche quei piccoli popoli che non hanno uno stato nazionale come per esempio gli azeri che vivono in Iran. Il perch\u00e9 debbano essere considerati dei protagonisti fondamentali (sebbene occulti) della crisi in corso \u00e8 dato dal fatto che i due paesi leader dei turcomanni sono la Turchia di Erdogan, paese Nato e l&#8217;Azerbaijan solido alleato di Israele. Si rincorrono infatti sempre pi\u00f9 forti le voci che la rete spionistico-terroristica inoculata dal Mossad in Iran, che si \u00e8 resa responsabile, in questi giorni, di clamorosi attentati destabilizzanti sia ai vertici militari di Teheran che agli scienziati iraniani impegnati nel programma nucleare, abbia goduto del fattivo sostegno delle popolazioni iraniane di etnia azera. Cos\u00ec come non si sono mai sopite le voci che lo strano incidente aereo nel quale perse la vita il presidente iraniano Raisi nel maggio del 2024, fosse in realt\u00e0 un attentato ordito dal Mossad con la fattiva collaborazione degli azeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sospetti certo, ma ora ampiamente avvalorati dal fatto che sappiamo esiste una rete di agenti terroristi del Mossad in Iran! Inoltre non si pu\u00f2 escludere che gli aerei spia della Nato che volano sui cieli turchi diano le proprie rilevazioni a Tel Aviv, anche se, per ovvie ragioni ci\u00f2 non sar\u00e0 mai ammesso. Insomma, il mondo turcomanno sta molto probabilmente (Teheran ne \u00e8 convinta) giocando un ruolo a supporto di Israele davvero importante in questa crisi. Da tener conto che queste azioni sono molto pericolose per l&#8217;Europa e per l&#8217;Italia: la Turchia \u00e8 parte integrante della Nato e, conseguentemente, un&#8217;azione di rappresaglia iraniana contro Ankara rischierebbe di allargare il conflitto fino all&#8217;intera Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I piccoli popoli: Beluci e Curdi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E&#8217; molto importante tenere in considerazione che, nel Teatro delle Ombre mediorientali e centroasiatiche, i piccoli popoli senza patria come curdi e i beluci non possono giocare alcun ruolo rilevante &#8211; almeno sul piano delle decisioni strategiche &#8211; ma possono essere utilizzati (e se necessario sacrificati) dalle grandi potenze per consentire la realizzazione di un disegno pi\u00f9 vasto, esattamente come accade ai pedoni in una scacchiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Precisamente intendiamo dire, che in uno scenario di balcanizzazione dell&#8217;Iran e dunque della sua fratturazione per linee etniche e religiose &#8211; esattamente come \u00e8 stato fatto negli anni 90 del secolo scorso con la Jugoslavia &#8211; piccoli popoli in cerca di uno stato, come i curdi e i beluci, potrebbero essere utilissimi. A tale proposito molto interessanti le dichiarazioni del leader dell&#8217;organizzazione curda Partito della Libert\u00e0 in Iran, Hossein Yazdanpanah, che ha esternato dalla citt\u00e0 irachena di Erbil il suo appoggio agli attacchi israeliani e la sua disponibilit\u00e0 a prendere parte ad un eventuale attacco di terra contro la Repubblica islamica iraniana. Per quanto riguarda il Belucistan si intendono quelle terre divise tra il Pakistan e l&#8217;Iran fin dall&#8217;epoca dell&#8217;impero britannico. Le ambizioni di costituire un proprio stato indipendente da parte del popolo beluci sono note da tempo; infatti esistono anche qui delle formazioni che lottano per raggiungere questo obbiettivo come l\u2019Esercito di liberazione del Belucistan (Bla). Peraltro, da tempo, l&#8217;occidente collettivo sostiene queste formazioni non solo in funzione anti Teheran (a cui sono contestate le solite violazioni dei diritti umani) ma anche in funzione anticinese, visto che i beluci si oppongono alla realizzazione del corridoio economico Cina-Pakistan che va dallo Xinjiang fino al porto di Gwadar, che si trova proprio in Belucistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le Petromonarchie del Golfo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per comprendere le ragioni reali del conflitto (o almeno una parte di esse) \u00e8 importante osservare le politiche delle petromonarchie della penisola arabica. Si tratta di paesi fondamentali nell&#8217;equilibrio tra potenze del mondo intero sia perch\u00e8 supremi garanti dell&#8217;offerta energetica (e della stabilit\u00e0 dei prezzi), sia perch\u00e8 perno fondamentale dello status del dollaro come valuta degli scambi internazionali grazie al meccanismo del petrodollaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa fase storica la politica di questi paesi, che ricordiamo sono l&#8217;Arabia Saudita, il Qatar, il Bahrain, gli Emirati Arabi Uniti e l&#8217;Oman, si sono sostanziate in un netto riavvicinamento all&#8217;Iran. In particolare, \u00e8 da notare, il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Teheran e Riyad grazie al lavoro di mediazione svolto dalla Cina. E proprio qui sta il punto, la Cina \u00e8 fortemente penetrata in questi paesi, in qualche modo anche minacciando il dominio del Dollaro. Basti ricordarsi che il petrolio saudita esportato a Pechino viene pagato in yuan e Riyad si impegna a reinvestirli sempre in Cina replicando (anche se in scala molto minore) il meccanismo del petrodollaro. Certo, furbamente i paesi del Golfo non hanno mai fatto mancare il sostegno politico, finanziario e commerciale al loro grande alleato americano; basti pensare all&#8217;ultima visita di Trump nella quale sono stati firmati contratti d&#8217;oro per l&#8217;acquisto di armi, aerei civili, investimenti tecnologici e finanziari. Certo si tratta di risorse e di acquisti spalmati in circa 10 anni e le cose possono cambiare con il tempo, ma si sa gli arabi sono mercanti per cultura. Infatti, a dimostrazione dell&#8217;astuzia degli emiri, immediatamente dopo la visita di Trump, il Gulf Cooperation Council che riunisce le petromonarchie del golfo ha partecipato, a Kuala Lampur in Malesia, al vertice trilaterale con i paesi ASEAN e con la Cina. Il tema fondamentale trattato in questo summit (di cui in occidente si \u00e8 parlato poco) \u00e8 l&#8217;apertura delle economie dell&#8217;area asiatica, del golfo persico e della Cina con la finalit\u00e0 di contrastare le politiche protezioniste degli Stati Uniti di Trump. Insomma, gli emiri da un lato si sperticano in ossequianti cerimonie di benvenuto al Tycoon newyorkese, firmano accordi e contratti d&#8217;oro con gli USA ma poi &#8211; dall&#8217;altro lato \u2013 fanno affari e stringono strettissimi rapporti politici con il massimo avversario strategico di Washington, ovvero la Cina e per di pi\u00f9 con la finalit\u00e0 di contrastare le politiche protezioniste imposte dallo stesso Trump!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, siamo di fronte ad un esercizio, da parte dei petromonarchi del Golfo, di straordinaria doppiezza che &#8211; ad avviso di chi scrive &#8211; \u00e8 stata l&#8217;ultimo affronto che ha spinto il vero Dominus del Teatro delle Ombre, gli Stati Uniti, a rompere gli indugi e ad ordinare al suo \u201ccane da guerra\u201d di Tel Aviv di attaccare l&#8217;Iran con l&#8217;intento anche di destabilizzare l&#8217;area circostanza e dare una lezione tacita agli emiri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L&#8217;Impero del Caos a Stelle e Strisce, vero Dominus del Teatro delle Ombre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come gi\u00e0 \u00e8 stato detto, solo degli ingenui possono credere, che un simile rischiosissimo conflitto con l&#8217;Iran possa essere innescato da Israele senza l&#8217;esplicito avallo del suo pi\u00f9 potente alleato: gli Stati Uniti. E questa logicamente \u00e8 l&#8217;ipotesi minimale e anche quella pi\u00f9 ingenua accettabile; molto pi\u00f9 probabilmente sono stati gli USA ad ordinare l&#8217;attacco cos\u00ec da conseguire diversi obbiettivi strategici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordiamo innanzitutto che gli USA sono in una situazione tragica dal punto di vista finanziario. La posizione finanziaria netta ha superato la cifra siderale di \u2013 26000 miliardi di dollari. Dunque il paese \u00e8 totalmente dipendente dai capitali esteri che, qualora venissero a mancare porterebbero il sistema finanziario USA al collasso o, in alternativa, sgretolerebbero il valore del dollaro. Non solo, anche il primato tecnologico americano \u00e8 ormai insidiato dalla poderosa crescita cinese sul piano tecnologico. Sul piano industriale inutile anche parlare: gli USA con l&#8217;apertura dei mercati di inizio anni 90 si sono visti letteralmente polverizzare il loro tessuto industriale, E&#8217; evidente come l&#8217;egemonia di Washington sul mondo \u00e8 messa a repentaglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una simile situazione alla Casa Bianca si sono giocati la carta disperata del conflitto contando sulla loro presunta superiorit\u00e0 militare. La strategia utilizzata, peraltro, ha oscillato tra due diverse posizioni: la cosiddetta \u201cDottrina Brezinski\u201d che prevede di muovere guerra alla Russia cos\u00ec poi da circondare la Cina e costringerla a trattare da una posizione di inferiorit\u00e0 o a soccombere in un conflitto impari e la \u201cDottrina Kissinger\u201d che prevede di trattare con la Russia cos\u00ec da ottenere di circondare la Cina e costringerla alla resa. Va sottolineato che, la \u201cDottrina Brezinski\u201d \u00e8 quella maggiormente in voga tra i Democratici e i Neocons mentre la \u201cDottrina Kissinger\u201d \u00e8 generalmente sostenuta dai repubblicani specialmente del fronte \u201cMAGA\u201d. E proprio in relazione alle scelte di Trump si \u00e8 svolto nelle scorse settimane uno dei passaggi cruciali che ha dato il via alla pericolosissima crisi mediorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I Neocons prendono il potere a Washington<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAll the world\u2019s a stage&#8230;and have a backstage too\u201d si potrebbe dire, \u201cTutto il mondo \u00e8 un palcoscenico&#8230;ma ha anche un retroscena\u201d. SI potrebbe usare questa espressione per descrivere i cruciali fatti accaduti nelle scorse settimane a Washington. Si \u00e8 trattato di una lotta per il potere che ha visto scontrarsi l&#8217;ala dell&#8217;amministrazione Trump pi\u00f9 legata agli ambienti neocons e, dall&#8217;altro lato della barricata, gli outsiders &#8220;filo Trump&#8221;, i cosiddetti &#8220;MAGA&#8221;. Abbiamo visto come \u00e8 andata a finire: il Consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz \u00e8 stato fatto dimettere con la scusa del cosiddetto SignalGate ovvero la condivisione in una chat Signal di documenti riservati posta in essere da alcuni componenti dell&#8217;amministrazione Trump tra i quali appunto Waltz. Poi \u00e8 stato il turno del MAGA pi\u00f9 importante, Elon Musk, costretto alle dimissioni, peraltro con un occhio nero, si dice, dopo uno scontro fisico con il Segretario al Tesoro Scott Bessent. Ora si rincorrono le voci di una prossima sostituzione del Segretario alla Difesa Hegseth sempre con la scusa del SignalGate. In una parola, gli uomini del Presidente, i MAGA, sono stati sbaragliati. Manca solo Tulsi Gabbard comunque gi\u00e0 ampiamente sconfessata e delegittimata dallo stesso Trump a causa delle sue dichiarazioni, rilasciate anche al Congresso, che smentivano la circostanza che l&#8217;Iran stesse lavorando alla costruzione di armi atomiche. Da questa furibonda lotta dunque, l&#8217;ala istituzionale dell&#8217;Amministrazione, legata ai Neocons e capeggiata dal Segretario di Stato Mark Rubio, \u00e8 uscita vincitrice diventando completamente padrona del campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche simbolicamente le cose sono cambiate. Trump non va pi\u00f9 da qualche settimana a Mar a Lago, in Florida, dove stanzia la sua Corte dei Miracoli e dove anche Elon Musk aveva preso un appartamento &#8220;per stare vicino al Presidente&#8221;. Ora Trump va a Camp David, come tutti i presidenti americani; ci\u00f2 significa che \u00e8 sotto custodia, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 dallo stato profondo USA, dai servizi segreti al corpo diplomatico ai militari. Peraltro a Camp David ci va &#8220;scortato&#8221; proprio da Mark Rubio giusto per chiarire chi \u00e8 che lo marca stretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da notare che questa lotta politica \u00e8 stata completamente oscurata, nella sua fase pi\u00f9 cruenta, da una serie di folli retate &#8211; ordinate dal governo federale a Los Angeles &#8211; contro i clandestini. Un gesto scellerato e privo di senso, oltre che molto pericoloso data l&#8217;enorme quantit\u00e0 di ispanici presente in California. Infatti, immediatamente nella \u201ccitt\u00e0 degli angeli\u201d si sono verificati violenti scontri tra la polizia e l&#8217;esercito (mandato dalla Casa Bianca) e i manifestanti filo immigrati. Una situazione questa che si \u00e8 immediatamente dissolta &#8211; come una bolla di sapone &#8211; appena a Washington si \u00e8 dimesso Musk e che ora, dopo l&#8217;attacco israeliano all&#8217;Iran \u00e8 completamente dimenticata, nonostante per circa una settimana avesse monopolizzato il mainstream informativo occidentale che si era spinto anche a ipotizzare scenari degni di un kolossal di Hollywood che addirittura ipotizzavano un prossimo conflitto interno: \u201cAmerican Civil War\u201d!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non sembra azzardato supporre che, in realt\u00e0, l&#8217;azione di andare a fare retate di latinos a Los Angeles sia stata un&#8217;abile mossa realizzata secondo le teorie comunicative agenda-setting, ossia quelle tecniche che tendono ad oscurare una notizia \u201ccreandone\u201d un&#8217;altra a tavolino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una volta fatta sostanziale piazza pulita dei recalcitranti MAGA il piano dei Neocon di bombardare l&#8217;Iran usando il Casus Belli del presunto sviluppo nucleare militare posto in essere dall&#8217;Iran e soprattutto usando, come sicario il pi\u00f9 feroce \u201ccane da guerra\u201d degli USA, l&#8217;Israele di Bibi Netanyahu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quali sono i reali obbiettivi che Washington vuole raggiungere con una operazione cos\u00ec rischiosa come quella di \u201cconcedere\u201d (sarebbe pi\u00f9 giusto dire imporre) ad Israele l&#8217;opportunit\u00e0 di bombardare l&#8217;Iran?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una guerra due obbiettivi: il modello ucraino arriva in Medio Oriente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In pi\u00f9 di una circostanza abbiamo scritto sulle colonne de L&#8217;Antidiplomatico che la guerra in Ucraina era dal punto di vista americano un conflitto con una doppia finalit\u00e0, la prima palese e la seconda occulta. L&#8217;obbiettivo palese \u2013 in ossequio alla dottrina Brezinski \u2013 \u00e8 quello di sfiancare la Russia in una lunghissima guerra d&#8217;attrito; per ottenere questo risultato si \u00e8 usato il popolo ucraino come testa d&#8217;ariete pronta a sacrificarsi a fronte di un flusso costante di armi occidentali e di &#8211; probabilmente &#8211; vane promesse di una futura entrata di Kiev nei club dell&#8217;Europa occidentale: l&#8217;Alleanza Atlantica e l&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma oltre a queste finalit\u00e0 palesi ve ne \u00e8 un&#8217;altra che sebbene sia occulta Washington l&#8217;ha perseguita con ferrea volont\u00e0: la distruzione della competitivit\u00e0 dell&#8217;industria europea e il possibile trasferimento oltre Atlantico di buona parte dell&#8217;apparato industriale del Vecchio Continente. Prima sono state imposte sanzioni feroci contro la Russia che hanno chiuso l&#8217;afflusso di buona parte delle commodities a basso costo provenienti dal paese euroasiatico. Poi \u00e8 stato fatto saltare in aria il gasdotto Northstream interrompendo l&#8217;afflusso di gas per la produzione di energia della Germania, vero motore della produzione europea. Infine, le sanzioni all&#8217;export hanno chiuso alle aziende europee (fulmineamente sostituite dalle aziende cinesi) un mercato di sbocco grande e redditizio come quello russo. Se gli americani volevano colpire l&#8217;Europa per la sua concorrenza sleale nei confronti dell&#8217;industria americana, il risultato \u00e8 stato colto in pieno. Peraltro gli americani non si sono neanche mai neanche affannati a negare pi\u00f9 di tanto questo obbiettivo visto che non hanno mai perso l&#8217;occasione di definire l&#8217;Europa un free rider.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allo stesso modo del conflitto ucraino, anche nel conflitto esploso in Medio Oriente si ravvisano \u2013 dal punto di vista americano \u2013 due piani di obbiettivi, alcuni palesi e altri occulti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda gli obbiettivi palesi vi \u00e8, senza dubbio, quello di provocare o un regime change a Teheran con la presa del potere di una nuova \u00e9lite pi\u00f9 vicina all&#8217;Occidente. Oppure, in un altro scenario, certamente pi\u00f9 complesso ma non da escludere a priori, una frattura per linee etniche dell&#8217;Iran creando delle statualit\u00e0 indipendenti nei territori dove vivono importanti minoranze etniche come per esempio i curdi e i beluci. Realizzando uno di questi due scenari gli USA ottengono che la Russia perda la sua proiezione verso il Golfo Persico, e soprattutto perda la muraglia iraniana che evita la penetrazione degli occidentali nell&#8217;Asia centrale ex sovietica (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Kirghizistan). Una entrata che magari potrebbe verificarsi con le solite ONG diritto umanitarie, peraltro gi\u00e0 attivamente impegnate in loco, ma anche con il terrorismo whaabita. E&#8217; stata la stessa Hillary Clinton a definire l&#8217;ISIS un asset del Dipartimento di Stato USA; qualora questo asset fosse utilizzato in Asia Centrale la destabilizzazione avvenuta tra la fine degli anni 90 e l&#8217;inizio del 2000 nel Caucaso russo apparirebbe come uno scherzetto. Peraltro \u00e8 da notare che appena prima dello scoppio della guerra ucraina, gli occidentali tentarono una rivoluzione colorata in Kazakistan. Una rivoluzione colorata quest,a sventata con una brillante operazione dell&#8217;esercito russo che ha inviato truppe per proteggere le istituzioni del paese ma che comunque da il segno di come il centro Asia sia il vero ventre molle della Russia e che se venisse stabilizzato ai livelli di quanto \u00e8 accaduto in Ucraina con il Majdan per la Russia sarebbero guai perch\u00e8 esporrebbe anche la Siberia al rischio di destabilizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peraltro, \u00e8 da notare che le potenze occidentali non hanno di certo smesso di lavorare per penetrare anche nelle istituzioni e negli apparati dei paesi dell&#8217;Asia Centrale: per esempio \u00e8 proprio dei primi di Giugno la firma di un partenariato militare tra Kazakistan e Gran Bretagna che avr\u00e0 al centro la formazione di ufficiali kazaki nelle accademie militari britanniche. Inutile dire che i servizi inglesi avranno molto materiale umano su cui lavorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che l&#8217;Asia Centrale e il Kazakistan siano stati individuati come il ventre molle della Russia e l&#8217;area fondamentale attraverso la quale si pu\u00f2 mettere in seria difficolt\u00e0 Mosca non \u00e8 solo chi scrive a sostenerlo, ma un fatto ampiamente sottolineato dai pi\u00f9 importanti think tank occidentali come la britannica Chatham House e da importanti commentatori come quelli di The National Interest i quali sostengono che Russia e Cina stanno tentando di cambiare l&#8217;ordine internazionale sorto dalla fine della guerra fredda e che per evitare questo gli occidentali hanno, appunto, bisogno di partner affidabili (leggi \u201cubbidienti vassalli\u201d) che si facciano utilizzare come rampa di lancio per destabilizzare il sud della Russia esattamente come ha accettato di fare l&#8217;Ucraina a partire dalla rivoluzione di Majdan. L&#8217;importanza dell&#8217;Iran per realizzare la strategia di penetrazione nell&#8217;Asia centrale \u00e8 talmente evidente che basta guardare una cartina geografica. L&#8217;ideale, \u00e8 ovvio, per l&#8217;occidente sarebbe un cambio di regime a Teheran che consenta ai servizi occidentali di operare ma anche una cottura a fuoco lento come quella dispensata alla Jugoslavia potrebbe essere accettabile per le cancellerie occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma oltre alla volont\u00e0 di mettere in difficolt\u00e0 la Russia il conflitto imbastito dagli USA contro l&#8217;Iran ha anche un piano pi\u00f9 occulto di obbiettivi. Innanzitutto quello di troncare le gambe alla Via della Seta cinese, ovvero l&#8217;enorme piano infrastrutturale che sta finanziando Pechino per collegarsi i mercati di sbocco del proprio enorme apparato produttivo oltre che per legare a s\u00e9 \u2013 grazie agli investimenti \u2013 anche i governi dei paesi che ne sono beneficiari. L&#8217;Iran della Via della Seta \u00e8 tassello essenziale, infatti \u00e8 beneficiario di enormi investimenti cinesi tra i quali quelli relativi alla costruzione di una ferrovia che collega Yiwu (Cina) a Qom (Iran) che \u00e8 stata appena inaugurata. Bisogna sottolineare che la Cina grazie agli investimenti in Iran riesce a beneficiare di enormi vantaggi politici e geostrategici: la sua potenza infatti si proietta in maniera efficace \u2013 grazie al pivot iraniano \u2013 fino al Golfo Persico ed \u00e8 proprio grazie a ci\u00f2 che Pechino riesce ad insidiare la relazione speciale esistente tra Washington e Riyad suggellata \u2013 come sappiamo bene \u2013 dai petrodollari. L&#8217;obbiettivo segreto &#8211; e ad alto tasso strategico per gli USA &#8211; del conflitto mediorientale in corso dunque \u00e8 la volont\u00e0 di respingere la Cina dal Golfo Persico ed evitare dunque che stringa rapporti politici e commerciali troppo forti con le petromonarchie. In questo momento, infatti l&#8217;uscita (anche se lenta, anche se freddamente calcolata) dei ricchi paesi del Golfo dall&#8217;orbita statunitense sarebbe un rischio mortale per Washington e per la sua egemonia mondiale. Non esiste dollaro senza petrodollaro, e dunque senza petrodollaro non esiste Impero americano, questo \u00e8 l&#8217;assioma che a Washington conoscono pi\u00f9 di qualunque altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il bombardamento USA dell&#8217;Iran e il successivo cessate il fuoco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Con la presa del potere a Washington da parte della fazione neocon tutto era pronto \u2013 sul piano politico e militare &#8211; per iniziare i bombardamenti delle facility iraniane indicate dagli analisti occidentali come i luoghi dove gli iraniani arricchiscono il loro uranio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una operazione anticipata da una settimana di bombardamenti di ammorbidimento operata dai fedeli sicari di Tel Aviv e che \u00e8 partita la notte tra il 21 e il 22 di Giugno quando gli USA realizzano l&#8217;attacco combinato dall&#8217;aria e dal mare ai siti nucleari iraniani: 6 bombardieri B-2 hanno sganciato 12 bombe bunker buster GBU-57 sul sito iraniano di Fordow. I sottomarini della Marina hanno lanciato 30 missili Tomahawk su Natanz e Isfahan. A distanza di qualche ora gli iraniani replicano con un forte attacco missilistico su Israele e soprattutto, le dichiarazioni provenienti da Teheran, a partire da quelle del Ministro degli Esteri respingono l&#8217;ultima proposta fatta da Trump durante il suo discorso alla nazione con la quale veniva annunciata l&#8217;operazione militare americana in Iran. Trump ha sostanzialmente chiesto l&#8217;accettazione dell&#8217;opzione arricchimento zero dell&#8217;uranio che a Teheran per\u00f2 \u00e8 stata letta \u2013 a maggior ragione dopo il bombardamento \u2013 come una inaccettabile richiesta di capitolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo giornate cariche di tensione dove si sono verificati violentissimi scambi missilistici tra Israele e Iran, e in un caso un attacco iraniano alla base americana di Al-Udeid in Qatar, \u00e8 stato infine annunciato uno un cessate il fuoco tra Teheran e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque un conflitto che (momentaneamente) si spegne in sostanziale pareggio? Crediamo si possa dire tranquillamente di no, innanzitutto perch\u00e9 il \u201cpareggio\u201d, semmai ci fosse stato, mina la deterrenza israeliana nell&#8217;area che si fonda sull&#8217;assoluta superiorit\u00e0 tecnologica e militare di Tel Aviv. L&#8217;Iron Dome, il tanto decantato scudo antimissile israeliano, \u00e8 stato miseramente bucato infliggendo pesanti danni agli israeliani. Non solo, la spettacolare (e illegale per il diritto internazionale) operazione di decapitazione dello stato iraniano tramite omicidi mirati posti in essere da cellule dormienti del Mossad (per qualsiasi paese si userebbe il termine di cellule terroriste) \u00e8 miseramente fallito: lo stato iraniano ha resistito e non \u00e8 imploso su se stesso nonostante la morte di decine di alti dignitari militari, politici e del mondo accademico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma queste considerazioni sono comunque di contorno rispetto alla reale posta in gioco. Sotto questo piano pi\u00f9 occulto possiamo parlare di sconfitta storica di Israele, degli USA e di tutto l&#8217;Occidente allargato. Se l&#8217;obbiettivo reale era abbattere la repubblica iraniana per sostituirla con un regime fantoccio degli occidentali l&#8217;operazione \u00e8 completamente fallita. E anzi, l&#8217;alleanza tra Iran e Russia e Cina si rafforza e con essa la proiezione di potenza militare e commerciale nel Golfo Persico di Mosca e Pechino ne esce amplificata. Basti pensare che fino all&#8217;inizio dei bombardamenti israeliani il parlamento di Teheran non aveva ratificato il partenariato strategico tra Russia e Iran che ora \u00e8 \u2013 invece \u2013 pienamente operativo anche dal punto di vista militare e di intelligenze. Per quanto riguarda invece il partenariato economico tra Iran e Cina \u00e8 ovvio che continui, considerato che il regime di Teheran che lo ha firmato \u00e8 sopravvissuto all&#8217;assalto occidentale. Dunque gli investimenti in Iran della Cina continueranno e con essi anche l&#8217;influenza in tutta l&#8217;area del Golfo Persico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al netto dei grandi proclami che arrivano da Washington, stiamo assistendo alla pi\u00f9 netta sconfitta dell&#8217;Occidente Allargato in quest&#8217;area di mondo decisiva per gli equilibri mondiali. Nel Teatro delle Ombre tutto \u00e8 possibile: anche che coloro che hanno perso si proclamino vincitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_teatro_delle_ombre_arriva_a_teheran_seconda_parte\/29296_61583\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_teatro_delle_ombre_arriva_a_teheran_seconda_parte\/29296_61583\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giuseppe Masala)\u00a0 Nella prima parte di questo articolo abbiamo sostenuto la tesi che dietro il casus belli dello sviluppo nucleare a fini militari (pi\u00f9 presunto che vero) portato avanti dall&#8217;Iran vi siano ben altre motivazioni dietro l&#8217;attacco israeliano alla repubblica islamica dell&#8217;Iran. Se si riflette a fondo, provando a documentarsi, ci si rende peraltro conto, che dietro i due contendenti si nasconde un incredibile groviglio di interessi di varia natura; geostrategici, energetici, economici&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-90669","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90669"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90669"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90669\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90672,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90669\/revisions\/90672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}