{"id":90711,"date":"2025-06-27T09:00:46","date_gmt":"2025-06-27T07:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90711"},"modified":"2025-06-26T17:17:47","modified_gmt":"2025-06-26T15:17:47","slug":"come-fara-litalia-a-raggiungere-il-5-delle-spese-per-difesa-e-sicurezza-stime-e-analisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=90711","title":{"rendered":"Come far\u00e0 l\u2019Italia a raggiungere il 5% delle spese per difesa e sicurezza? Stime e analisi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di START MAGAZINE (Luca Sebastiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90712\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-300x141.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-1024x481.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-768x361.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-1536x722.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-2048x963.jpg 2048w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-520x245.jpg 520w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Imagoeconomica_2489353-scaled-1170x550@2x-720x340.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Che cosa dicono analisti e osservatori sul raggiungimento del 5% delle spese in difesa e sicurezza deciso dai Paesi Nato La carta del Ponte per l&#8217;Italia&#8230; Fatti, numeri e approfondimenti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giorgia Meloni, alla fine del vertice Nato dell\u2019Aia che ha deciso per l\u2019aumento delle spese nella Difesa al 5% del Pil, ha definito l\u2019impegno \u201csignificativo, ma sostenibile\u201d. L\u2019Italia, che soltanto quest\u2019anno \u2013 forse \u2013 riuscir\u00e0 a raggiungere il 2% in spese militari, ora ha quindi un altro obiettivo: il 3,5% in spese sulla Difesa e un altro 1,5% legato a investimenti sulla sicurezza e sul dual use. Da raggiungere in 10 anni, da qui al 2035. Lo stesso sar\u00e0 fatto dagli altri paesi europei e occidentali, sferzati da Donald Trump a pagare di pi\u00f9 e a contribuire maggiormente all\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I CONTRIBUTI DEI PAESI NATO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ricorda La Stampa, \u201cdei 1360 miliardi di euro investiti in campo militare dai paesi Nato nel 2024, quasi 900 miliardi arrivano dalle casse degli Stati Uniti che ora vogliono un riequilibrio\u201d. Perch\u00e9 \u201cil contributo pro-capite di ogni cittadino americano alla Difesa \u00e8 di 1394 euro l\u2019anno, mentre quello dei cittadini italiani \u00e8 di 540 euro\u201d. L\u2019obiettivo sar\u00e0 quello di aumentare a 2500 miliardi di euro ogni anno la spesa totale di tutti gli stati membri, ha calcolato il quotidiano del gruppo Gedi. Da qui, la necessit\u00e0 di alzare l\u2019asticella per gli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni gi\u00e0 lo hanno fatto negli ultimi anni, come la Polonia o i paesi scandinavi. Altri, come la Germania, pi\u00f9 recentemente. Berlino, infatti, \u201cha appena varato l\u2019aumento di due terzi del suo bilancio militare in 4 anni. Gli stanziamenti saliranno da 95 miliardi a 162 nel 2029. In breve, Berlino passer\u00e0 dall\u2019attuale 2,4% del Pil di spese militari al 3,5% nel 2029, con sei anni di anticipo rispetto alla scadenza Nato del 2035, in parallelo a investimenti dell\u20191,5% nelle infrastrutture di supporto\u201d, spiega Adriana Cerretelli sul Sole 24 Ore. Gli altri paesi principali, come la Francia di Emmanuel Macron \u201cdal 2 arriver\u00e0 al 3-3,5% nel 2030\u201d. Mentre \u201cla Gran Bretagna di Keir Starmer punta al 2035 per fare il 5%\u201d, chiosa l\u2019editorialista ed esperta di questioni europee del quotidiano confindustriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>COSA FAR\u00c0 L\u2019ITALIA SULLA DIFESA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E poi c\u2019\u00e8 l\u2019Italia. Meloni \u00e8 stata chiara: \u201cAbbiamo fatto i nostri calcoli e per il 2026 non riteniamo che ci serva utilizzare la escape clause\u201d. Cio\u00e8 la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilit\u00e0 Ue. Sempre secondo il Sole 24 Ore, \u201cserviranno in media 4-5 miliardi l\u2019anno\u201d per portare le spese prettamente legate alla Difesa dal 2 al 3,5% del Pil. L\u2019ulteriore 1,5% del Pil per la sicurezza si raggiunger\u00e0 \u201cattraverso il computo di stanziamenti gi\u00e0 programmati, dalle infrastrutture allo spazio\u201d. Il quotidiano economico sottolinea il piano italiano, almeno a breve termine: \u201cL\u2019Italia conta di disporre per il primo anno di un margine di circa 4 miliardi, cio\u00e8 quello 0,2% di Pil che secondo i calcoli della Commissione Ue nel pacchetto di primavera separa la spesa primaria netta registrata dall\u2019Italia dalla traiettoria concordata con Bruxelles nel Piano di bilancio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL PONTE A DIFESA?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Ponte sullo Stretto, secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, pu\u00f2 essere considerato una spesa per la difesa. \u00abSecondo me s\u00ec, perch\u00e9 \u2013 ha affermato nei giorni scorsi a margine del Business Forum Italia-India \u2013 il sistema infrastrutturale \u00e8 fondamentale per garantire la sicurezza anzitutto dei cittadini. La Sicilia \u00e8 in mezzo al Mediterraneo, ci sono importanti basi Nato, certo avere un sistema infrastrutturale pi\u00f9 efficiente che unisca la Sicilia al resto dell\u2019Europa significa anche rinforzare la sicurezza. Questo \u00e8 quello che penso io, poi bisogna discuterne con i nostri interlocutori, la partita \u00e8 aperta e faremo valere anche le nostre idee\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LE STIME DELL\u2019IMPATTO SULLE FINANZE PUBBLICHE DELL\u2019OSSERVATORIO MILEX<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Diverso, e pi\u00f9 alto, il conteggio fatto dall\u2019Osservatorio Milex, che si concentra soprattutto su quel 3,5% di spese puramente militari, partendo da quello che \u00e8 l\u2019ultimo dato ufficiale di spesa in Difesa per l\u2019Italia, fermo tra l\u20191,5 e l\u20191,6% del Pil. \u201cL\u2019Italia, per portare in dieci anni la spesa militare annua dagli attuali 35 miliardi agli oltre 100 miliardi, cio\u00e8 per triplicarla, dovr\u00e0 reperire ogni anno in manovra nuove risorse finanziarie nell\u2019ordine dei 6-7 miliardi, ogni anno per dieci anni\u201d, spiega l\u2019Osservatorio. E quindi: \u201cQuesto si traduce in un impegno cumulativo decennale di spesa di quasi 700 miliardi di euro, circa 220 miliardi in pi\u00f9 rispetto a quello che si spenderebbe in dieci anni se invece del 3,5% si puntasse a raggiungere il 2% in spese militari \u2018core\u2019, con aumenti di spesa annuali medi nell\u2019ordine dei 2 miliardi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>COME FINANZIARE LE NUOVE SPESE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Miliardo pi\u00f9 miliardo meno, il punto sar\u00e0 come finanziare gli impegni e gli investimenti economici richiesti dalla Nato a lungo andare. Specie per quei paesi, come l\u2019Italia, che non hanno margini fiscali. \u201cLa risposta di von der Leyen e Kallas sta nel prossimo quadro finanziario pluriennale. La Commissione proporr\u00e0 di affrontare \u2018la necessit\u00e0 di un finanziamento sostanziale per la difesa negli anni a venire attraverso una finestra dedicata del Fondo per la competitivit\u00e0 europea per Resilienza, Difesa e Spazio\u2019. Non viene menzionato alcun ammontare\u201d, spiega David Carretta, corrispondente di Radio Radicale da Bruxelles, nel suo Mattinale Europeo. Aggiungendo: \u201cNella bozza di conclusioni del Consiglio europeo, alcune delegazioni sono riuscite a inserire una frase sulla necessit\u00e0 di lavorare a \u2018opzioni di finanziamento\u2019. Giorgia Meloni, Emmanuel Macron e Pedro Sanchez dovrebbero insistere sulla richiesta di uno strumento di debito comune. Ma non c\u2019\u00e8 ancora l\u2019unanimit\u00e0 per l\u2019opposizione di Germania e Paesi Bassi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL LUNGO ORIZZONTE E IL COMPROMESSO POLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad ogni modo, l\u2019obiettivo ormai \u00e8 fissato. Per la Nato e per l\u2019Italia. Il target del 2035 permetter\u00e0 ai paesi membri \u201cdi alzare progressivamente la spesa in Difesa, senza eccessivi scossoni e squilibri. Anzi, al 2029 viene fissata una \u2018review\u2019: Trump a quel punto non ci sar\u00e0 pi\u00f9 e, forse, anche il contesto di minaccia potrebbe essere cambiato e pi\u00f9 \u2018benigno\u2019\u201d, spiega Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa. Che quindi ipotizza anche un potenziale passo indietro tra qualche anno o quantomeno un aggiornamento degli obiettivi di spesa, sempre in caso di contesto favorevole. E per Batacchi, essendo \u201cla Nato prima di tutto un\u2019organizzazione politica\u201d che deve fare sintesi, \u201cper l\u2019Italia e per tutti gli altri paesi con deficit e debito pubblico strutturalmente alti questa progressivit\u00e0 \u00e8 sicuramente un successo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/primo-piano\/come-fara-litalia-a-raggiungere-il-5-delle-spese-per-difesa-e-sicurezza-stime-e-analisi\/\">https:\/\/www.startmag.it\/primo-piano\/come-fara-litalia-a-raggiungere-il-5-delle-spese-per-difesa-e-sicurezza-stime-e-analisi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di START MAGAZINE (Luca Sebastiani) Che cosa dicono analisti e osservatori sul raggiungimento del 5% delle spese in difesa e sicurezza deciso dai Paesi Nato La carta del Ponte per l&#8217;Italia&#8230; Fatti, numeri e approfondimenti Giorgia Meloni, alla fine del vertice Nato dell\u2019Aia che ha deciso per l\u2019aumento delle spese nella Difesa al 5% del Pil, ha definito l\u2019impegno \u201csignificativo, ma sostenibile\u201d. 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